Archive for 28 Agosto 2007

Ago 28 2007

Le probabili formazioni di stasera

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La truppa biancoceleste è atterrata all’aeroporto di Bucarest con notevole ritardo, facendo saltare la rifinitura serale nello stadio della Dinamo. Solo una rapida visita per osservare il terreno di gioco, poi tutti in albergo. Diciannove i convocati di Delio Rossi, che – dopo l’apparizione forzata con il Torino – chiederà un nuovo atto di coraggio al difensore brasiliano Cribari, in campo con la maschera a protezione delle diciotto viti e delle tre placche che hanno ricomposto la brutta frattura sotto l’occhio sinistro (eredità del sofferto match di andata). Ma al centro della difesa ci sarà anche Stendardo, pure lui infortunatosi nella sfida dell’Olimpico di due settimane fa e recuperato a tempo di record. C’è pure Kolarov acciaccato e pronto in caso di necessità. Gli squalificati Behrami e Mutarelli saranno sostituiti da Mudingayi e Manfredini, mentre Del Nero sarà confermato alle spalle della magica coppia d’attacco. Fiducia anche al giovane De Silvestri, nonostante l’errore in campionato costato il successo ma brillantissimo nell’emergenza all’andata.

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Ago 28 2007

Intanto ieri e’ arrivato Muslera

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Muslera: «Lazio, portami in Champions.In bocca al lupo ai miei nuovi compagni. Per me è un onore essere qui»
ROMA – «…Sono molto contento di essere arri­vato nella Lazio e ai tifosi dico di stare tran­quilli » . Sorriso aperto e sincero, 1.90 di tene­rezza, il sogno a portata di mano: «Faccio un in bocca al lupo alla Lazio, spero che domani
(oggi ndi) firmi una grande prestazione e con­quisti la qualificazione contro la Dinamo Bu­carest! » . Della serie, portatemi in Champions League.
Casa di cura Mater Dei, Roma, zona Parioli, sole carogna, sono le 13.30 di ieri quando Fer­nando Muslera sbarca da un’ammiraglia blu notte scortato dai suoi manager Daniel Fonse­ca e Tiberio Cavalleri. La faccia è quella di uno che sa cosa lo attende: «Non ho paura delle re­sponsabilità. Sono contento di essere arrivato qui, spero di vincere tanti trofei con la Lazio».

Peruzzi, poi Carrizo, alla fine Muslera, lo sbarbatello talentuoso. Gli tocca, sarà lui il portiere della Lazio (la verità è questa). E’ il prescelto. O meglio, è il «sostituto» del prescel­to che era (ed è? E sarà?) Juan Pablo Carrizo. Muslera lo sa ma non se ne fa un cruccio e l’eti­chetta di precario, supplente o vice che sia non se la sente addosso. E’ arrivato ieri mattina in Italia direttamente dall’Uruguay, vuole farsi conoscere e apprezzare. Cosa lo aspetta? S’ac­collerà la responsabilità grossa e pesante di so­stituire Peruzzi e di rimpiazzare il «mancato» (almeno al momento) Carrizo (dite che è po­co…?).
Per lui è tutto nuovo, è tutto una prima vol­ta:
«E’ la prima volta che esco dall’Uruguay, è una novità per me» . E non è solo questa la no­vità:
«E’ anche la prima volta che mi capita di giocare in una squadra così importante come la Lazio, ne sono onorato» .
Altissimo, secco, giovane ed elegante, cami­cia celestina su pantalone classico, s’è presen­tato così, con la felicità negli occhi e non ha fatto nulla per nasconderla prima di imbucar­si nella hall della clinica che ha ospitato lo svolgimento delle sue visite mediche. Muslera è stato assistito dal medico sociale dott. Pe­trucci, è andato tutto bene, è in perfetta forma, ha il passaporto italiano e già questo è un gran successo acquisito. Muslera è libero, libero di sognare, di giocare, di gioire, libero di sprigio­nare tutta la sua semplicità. Senza freni, sen­za la paura di parlare (l’ha fatto in spagnolo). Almeno quella.

Muslera, bene arrivato nella Lazio…
«Grazie, è un piacere essere a Roma e inizia­re questa grande avventura, sono molto emo­zionato e felice».
La aspetta un duro compito a soli 21 anni. Dovrà rimpiazzare un «mostro» come Peruz­zi e sostituire un certo Carrizo. Come si sente?

«Ho tanta voglia di far bene e di crescere. Spero che questa operazione si riveli positiva sia per me che per la squadra e che vada tutto per il meglio».

Scusi Muslera, ma lei davvero non si sente una scelta secondaria rispetto alla prima che la Lazio aveva fatto e portava il nome di Car­rizo?

«Io sono qui e spero di fare bene con il grup­po, di crescere a partire da subito. So che la se­rie A è forte, importante e molto selettiva».
Quella che l’ha portata nella Lazio è sem­brata una trattativa lampo ma così non è sta­to. La società era da un po’ che la seguiva. Lei quando ha saputo dell’interesse di Lotito?

«Ho saputo della volontà della Lazio duran­te la scorsa settimana, stavo per giocare con il Nacional, mi hanno detto che sarei potuto ar­rivare a Roma, che c’era questa proposta ed eccomi arrivato».

Cosa si sente di dire ai suoi nuovi tifosi?
«Dico loro di stare tranquilli, che andrà tut­to bene».
C’è qualche nuovo compagno che già cono­sce?
«No, non conosco nessuno dei compagni, so però che c’è un argentino nella Lazio ed è Le-
desma».
E’ vero che le hanno già parlato del derby contro la Roma?
«E’ successo. Roma-Lazio è una classica, ho già giocato in carriera una sfida come Penarol­Nacional e so che certe partite vanno vinte».

Muslera, lei dopo Peruzzi e Carrizo. Ma qual è il suo idolo?

«Mi piace molto come portiere il colombia­no Oscar Cordoba (ha militato anche nel Peru­gia, ndr). E’ un estremo difensore molto tecni­co, mi è sempre piaciuto».
Forza e coraggio, le occorreranno sì. Oggi la Lazio proverà l’assalto alla Champions. Già domani lei inizierà la sua avventura con la La­zio. Quale sarà il suo primo pensiero?

«Mi unirò al gruppo e andremo avanti…».

«Ho tanta voglia di far bene e di crescere. Spero che questa operazione si riveli positiva sia per me che per la squadra e che vada tutto per il meglio».

Scusi Muslera, ma lei davvero non si sente una scelta secondaria rispetto alla prima che la Lazio aveva fatto e portava il nome di Car­rizo?

«Io sono qui e spero di fare bene con il grup­po, di crescere a partire da subito. So che la se­rie A è forte, importante e molto selettiva».
Quella che l’ha portata nella Lazio è sem­brata una trattativa lampo ma così non è sta­to. La società era da un po’ che la seguiva. Lei quando ha saputo dell’interesse di Lotito?

«Ho saputo della volontà della Lazio duran­te la scorsa settimana, stavo per giocare con il Nacional, mi hanno detto che sarei potuto ar­rivare a Roma, che c’era questa proposta ed eccomi arrivato».

Cosa si sente di dire ai suoi nuovi tifosi?
«Dico loro di stare tranquilli, che andrà tut­to bene».
C’è qualche nuovo compagno che già cono­sce?
«No, non conosco nessuno dei compagni, so però che c’è un argentino nella Lazio ed è Le-
desma».
E’ vero che le hanno già parlato del derby contro la Roma?
«E’ successo. Roma-Lazio è una classica, ho già giocato in carriera una sfida come Penarol­Nacional e so che certe partite vanno vinte».

Muslera, lei dopo Peruzzi e Carrizo. Ma qual è il suo idolo?

«Mi piace molto come portiere il colombia­no Oscar Cordoba (ha militato anche nel Peru­gia, ndr). E’ un estremo difensore molto tecni­co, mi è sempre piaciuto».
Forza e coraggio, le occorreranno sì. Oggi la Lazio proverà l’assalto alla Champions. Già domani lei inizierà la sua avventura con la La­zio. Quale sarà il suo primo pensiero?

«Mi unirò al gruppo e andremo avanti…».

La società lo aveva bloccato a luglio
La Lazio aveva ottenuto un’opzione, così ora l’ha potuto strappare alla concorrenza

ROMA – Il contratto l’ha firmato ieri, la firma è ben visibile, ha durata quinquen­nale (fino al 2012), mancano solo due-tre dettagli formali da definire, come annun­ciato da uno dei suoi manager (Tiberio Cavalleri), e poi la Lazio (domani, visto che oggi c’è l’impegno del preliminare) ufficializzerà l’acquisto di Fernando Mu­slera. Non ci saranno cattive sorprese stavolta, tranquilli, almeno que­sto lo hanno assicurato fonti dirette e ben infor­mate.
C’è da fidarsi.
LA TRATTATIVA – Lotito ha ricevuto ieri mattina a Formello i procuratori del portiere uruguaiano, s’è svolta una riunione di lavoro durante la quale sono stati messi a punto i termi­ni dell’accordo, gli stessi che verranno perfezionati e sanciti in giornata. La La­zio sborserà 3 milioni di euro al Nacional Montevideo per avere Muslera, così co­me previsto dai precedenti accordi. Nel giorno del suo arrivo a Roma si sono co­nosciuti alcuni dettagli tenuti nascosti ai più: Lotito e Sabatini avevano puntato l’uruguaiano già nel mese di luglio, cono­scevano le difficoltà cui sarebbero anda­ti incontro prelevando Carrizo dal River Plate e si erano cautelati strappando, successivamente, un’opzione sul baby portiere. I due dirigenti, nel momento in cui si sono accorti che il tesseramento dell’argen­tino s’era complicato e che erano arrivati con l’acqua alla gola, si sono mossi e hanno strappato Muslera alla concorren­za. Si sono lanciati con determinazione e convin­zione sulla preda ed han­no portato a termine la missione.
IL PERSONAGGIO – Fernando Muslera è cresciuto nel settore giovanile del Club Atletico Wanderers, nel 2006 è passato al Nacional Montevideo che lo ha fatto debuttare lo scorso aprile. E’ stato convo­cato nell’Under 20 per la Coppa Sudame­ricana in Colombia nel 2005, la Coppa Li­bertadores, nella scorsa primavera, l’ha invece eletto come protagonista, è lì che s’è fatto stimare dagli addetti ai lavori.
E’ nato a Montevideo il 16 giugno 1986, il passaporto italiano l’ha ottenuto circa un mese fa grazie al fatto che la sua fa­miglia è originaria di Savona. E’ stato proposto alla Lazio da Daniel Fonseca, l’ex attaccante di Roma, Napoli e Caglia­ri, l’operazione è stata condotta sottobo­sco ed è venuta alla luce solo nei giorni scorsi.
L’AVVENTURA – Con la Lazio vivrà la sua prima esperienza extraterritoriale, ha la­sciato il suo Uruguay inseguendo la grande svolta professionale. Il sogno di arrivare in Italia l’ha avverato, adesso cercherà di esaudire un altro suo grande desiderio: l’esordio nella Nazionale uru­guaiana, sa pure lui che presto verrà con­vocato nella Celeste, è solo una questio­ne di tempo. Muslera è un giovane talen­tuoso, avrà bisogno di sentire attorno a sè la giusta fiducia da parte della società (e quella c’è) e da parte della squadra.(corrieredellosport)

 

 

 

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Ago 28 2007

Stasera 20:45 Dinamo Bucarest-Lazo diretta Rai 2

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La lista dei convocati
Al termine dell’allenamento di rifinitura di ieri mattina il tecnico biancoceleste Delio Rossi ha diramato la lista dei 19 convocati per la gara di domani sera a Bucarest. La squadra biancoceleste e’ partita alla volta di Bucarest nel primo pomeriggio. Di seguito la lista completa:

32)Ballotta, 7)Belleri, 14)Berni, 25)Cribari, 29)De Silvestri, 81) Del Nero, 4)Firmani, 3)Kolarov, 24)Ledesma, 20)Makinwa, 68)Manfredini, 26)Mudingayi, 19)Pandev, 18)Rocchi, 6)Scaloni, 2)Stendardo, 17)Tare, 16)Tuia, 8)Zauri.

 

Rossi: "Conterà l’approccio mentale"
Strana sensazione giocarsi due stagioni in una notte. Mica facile gestire una tensione così. Ma la Lazio ci prova: stasera a Bucarest contro la Dinamo (ore 21, diretta Rai2), la squadra di Rossi tenterà di ottenere il passaporto per la Champions. Per dare più sapore all´imprevisto terzo posto dello scorso campionato; per tornare nell´Europa che conta, quattro anni dopo l´ultima avventura; per incassare milioni (da 4,4 garantiti, fino a 10) da investire sul mercato; per invertire – subito – la tendenza di una stagione partita in affanno.
E´ già al bivio, la Lazio. Se stasera riuscirà a vincere, e quindi a qualificarsi dopo l´1-1 dell´andata, saranno dimenticati, o almeno ridimensionati, i malumori di chi si aspettava un nuovo contratto e non lo ha avuto (Rocchi in primis), le preoccupazioni dettate dall´emergenza infortuni, le perplessità per le scommesse sul mercato. Anche se in tanti assicurano che il ventunenne Fernando Muslera, il portiere uruguayano preso per sostituire Carrizo che doveva sostituire Peruzzi per ora sostituito da Ballotta, sia già un´interessante realtà. Ma i laziali, si sa, hanno una certa predisposizione a considerare il bicchiere costantemente mezzo vuoto, e allora se stasera va male lo riempiranno di (critiche al) cianuro.
Resta positivo invece quel Delio Rossi che ha una gran voglia di colmare la lacuna delle esperienze internazionali. «Se la mia squadra gioca come sa, può farcela – dice – Per noi è l´occasione della vita. Più dell´ambiente, conterà l´approccio mentale». E dopo il 2-2 contro il Toro, sabato, era stato ancora più perentorio: «Ci manca solo vincere e lo faremo a Bucarest, nella partita delle partite». Però ancora lo turba il pensiero che la Lazio sia stata costretta a giocare, tre giorni fa, nell´afa dell´Olimpico, mentre la Dinamo ha riposato perché la federazione rumena ha rinviato la sua gara. «In quei paesi certe società fanno il bello e il cattivo tempo», boccheggiava nel dopo gara. Insomma a condizione stanno meglio i rumeni, ma i biancocelesti possono imporsi per una superiore qualità degli uomini e la forza del gioco. La stessa che sarà molto utile per diffondere in Europa un´immagine positiva della Lazio. Atmosfera rovente al Lia Manoliu, 62mila spettatori (un centinaio i laziali) a spingere la Dinamo, ma a rassicurante distanza dal campo perché c´è la pista d´atletica. Rossi non può contare su due giocatori fondamentali, cioè Mauri (infortunato) e Mutarelli (squalificato come Behrami), rimpiazzati da Del Nero e Manfredini, ma recupera Stendardo e schiera la difesa titolare. Punta forte, il tecnico laziale, su Rocchi e Pandev: si sono sbloccati contro il Toro, adesso vogliono segnare gol decisivi nella notte più importante della loro carriera.

Rocchi in cerca di riscatto
Servono calma, coraggio e determinazione. Ma, soprattutto, servono i gol per ribaltare il risultato dell’andata e accedere nella Champions vera. E quelli la Lazio non può che chiederli a Tommaso Rocchi, simbolo di una squadra che prova a tornare a sedersi al tavolo delle grandi d’Europa dopo i fasti (e le cadute) dell’epoca cragnottiana.
COME UNA FINALE A portare la Lazio a un passo dal sogno sono stati proprio i gol di Rocchi (16 nell’ultimo campionato, 45 negli ultimi tre tornei di serie A, saliti già a 46 col gol di sabato al Torino). Logico che sia lui il protagonista più atteso della serata che può dare un senso compiuto a un progetto partito da lontano. «Sì – ammette Rocchi – quella con la Dinamo è una partita che vale due stagioni. Siamo arrivati a un passo da un risultato incredibile e non vogliamo vederlo svanire proprio sul traguardo». Peccato che l’1-1 dell’andata abbia complicato parecchio i piani dei biancocelesti. «A Bucarest non avremo un compito facile. Oltretutto siamo anche in emergenza (mancheranno gli squalificati Behrami e Mutarelli e gli infortunati Mauri e Siviglia; Cribari e Stendardo ci saranno, ma in condizioni precarie, ndr). Affronteremo questa partita come fosse una finale di coppa e sono convinto che non falliremo».

DATEMI UN RIGORE Già, l’atmosfera unica della Champions è un piatto troppo invitante per lasciarselo sfuggire. «Ho giocato solo in coppa Uefa e, come me, tanti miei compagni. Ci terrei a giocare la Champions vera e mi piacerebbe anche cominciare a segnare qualche gol in questa competizione». All’andata, due settimane fa, non ci riuscì nonostante un rigore a disposizione: «Capita di sbagliare, ma se dovessero darci un altro rigore lo tiro io, non ci sono problemi. E comunque che segni io o che segni un altro non ha importanza. Mai come stavolta l’unica cosa che conta è che vinca la Lazio». Vero. Ma vero anche che i destini biancocelesti dipendono molto dalla vena realizzativa di Rocchi e del suo partner d’attacco Pandev. È stato così per tutta la scorsa stagione ed è stato così anche alla prima del nuovo campionato. «E infatti – prevede Gaby Mudingayi – sono sicuro che conquisteremo la Champions proprio grazie a loro».(gazzettadellosport)

 

Manfredini vuole stupire
Stasera o, forse, mai più. Rossi chiama la Lazio, fa l’appello e chiede lo sforzo più grande: vincere a Bucarest. Tutto il cuore possibile per conquistarsi la vetrina d’Europa. All’appello risponde Manfredini. Lui c’è, per sfatare quel tabù che per un motivo o per l’altro gli ha spesso negato la scena internazionale. Con il Chievo arrivò a un passo dalla maglia azzurra: Trapattoni disse pubblicamente che l’avrebbe convocato, poi un infortunio mandò all’aria tutto. Nel 2003-04 la Lazio di Mancini giocò la Champions, ma lui nel frattempo era stato ceduto in prestito (Perugia prima, Fiorentina poi). E ancora nel 2005-06: la Costa d’Avorio si preparava al Mondiale tedesco, lui venne convocato per un’amichevole, una carta importante da giocarsi per Germania 2006. E invece niente: altro maledetto infortunio. Rossi chiama Manfredini, dunque: ci conta, conta sulle sue accelerazioni, su quei tiri dalle traiettorie stranissime, secche e difficilmente comprensibili per i portieri avversari. Lobont è avvisato, il tecnico romeno Rednic ha sì studiato tutto della Lazio, ma Manfredini finora è rimasto molto «nascosto», anche nelle amichevoli estive: ecco perché stasera potrebbe essere una sorpresa, gradita per la Lazio e indigesta per la Dinamo. L’esterno giocherà alla sinistra di Ledesma, al posto di quel Mutarelli che all’andata fece secchi i romeni. Un precedente che incoraggia e che fa ben sperare, magari in quel pizzico di buona sorte che finora dalle parti di Formello non si è proprio presentata.
CONCENTRATO Personaggio desiderato (dai media) e controverso (fischiato prima, applaudito poi dai suoi tifosi): questo è Manfredini. Uno che non parla davanti a telecamere e taccuini da una vita per una scelta precisa. Uno che nello spogliatoio della Lazio è tra i più attivi nelle battute, negli scherzi. Uno che fa gruppo, si dice in gergo. Uno che, era il gennaio 2006, ha fatto talmente tanta confusione durante la visita al carcere di Regina Coeli che l’hanno dovuto «limitare », «contenere». Lo stesso Manfredini che vedi in altre occasioni e ti sembra un altro. Come ieri pomeriggio. Terminal C di Fiumicino, i giocatori della Lazio arrivano a gruppetti. Lui no: da solo, in un angolo, ipod in mano e cuffie enormi alle orecchie. Musica, solo musica. Cercava di isolarsi, anche troppo, tanto che si era avviato verso il gate sbagliato ed è dovuto tornare indietro. E in aereo stessa musica: di fianco all’amico Rocchi (i due fanno coppia fissa, così è stato anche nel ritiro di Kapfenberg), ancora cuffie e canzoni, alternate o accompagnate dalla lettura dei quotidiani. Abbigliamento casual, ai limiti dell’eccesso, con canottiera e muscoli in bella mostra: stasera, allo stadio Lia Manoliu, ci sarà da farne vedere anche altri.
DOLCE AUGURIO Qualche sorriso, in verità, Manfredini l’ha regalato. Alle hostess della Carpatair (uno dei maggiori azionisti della compagnia è il proprietario dell’Ikea), a caccia di foto e autografi ieri sera e che stanotte, al rientro in Italia, ricambieranno il favore donando a tutti i giocatori una spilla a forma di aereo. Se vogliamo, un messaggio beneaugurante in caso di passaggio del turno, in attesa di nuovi voli europei. Oppure una beffa in caso di eliminazione dalla Dinamo Bucarest. Ma a questa ipotesi, da Manfredini in giù, nessuno vuole davvero pensare.

 

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Ago 28 2007

Ecco le mie prime foto

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Attraverso papa’ ringrazio tutti gli amici che mi hanno dato il bel venuto…Papa’ mi ha detto che presto gli incontrero’ quasi tutti….quindi a presto e ancora grazie……Io, Mamma e Papa’

A proposito queste sono le mie prime foto…..Ciao a Tutti 

 

 

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