Classifica: Inter 14, Juventus 13, Fiorentina 12, Roma 11, , Napoli, Palermo e Udinese 10, Atalanta e Genoa 9, Sampdoria 8, Milan, Lazio e Cagliari 7, Parma e Catania 6, Empoli 5, Torino 4, Siena e Reggina 3, Livorno 2
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Per mercoledi serve un miracolo Tommaso Rocchi è uscito malconcio dalla sfida con la Reggina. L’attaccante è uscito nel secondo tempo a causa di una distorsione alla caviglia sinistra. Il giocatore ha ammesso che la caviglia gli fa davvero male e che per mercoledì è davvero dura. Domani se ne saprà di più.(Cittaceleste)
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Rossi: la mia rosa è questa E’ Rocchi che preoccupa Rossi: «Tommaso ha preso una botta alla caviglia che gli si è girata. Ma è troppo presto per stabilire l’entità della distorsione». Si può già stabilire con certezza che la Lazio vista al Granillo è ben distante da quella che il tecnico vorrebbe: «La Reggina ha costruito la sua partita su gol realizzato e in occasione del quale noi siamo stati molto disattenti. Dovevamo rischiare qualcosa e come manovra non abbiamo finalizzato tanto, anche se qualche occasione l’abbiamo avuta. Nel primo tempo siamo andati così e così, nella ripresa invece abbiamo cercato il gol con più insistenza e avremmo potuto fare di più». L’ampio turnover non ha premiato: «Era giusto cambiare – replica Rossi – perché c’erano tre o quattro giocatori che dovevano tirare il fiato. Non abbiamo una rosa faraonica, che ci può permettere di giocare con gli stessi ogni tre giorni». La bella notizia si chiama Aleksandar Kolarov: «Mi aspettavo il tiro di Kolarov perché sono numeri che fanno parte del suo repertorio e, a dire la verità, me lo aspettavo anche prima». Makinwa, invece, continua a stentare: «Lui ha bisogno di giocare con costanza, magari gli manca lo spunto e un pizzico di cattiveria sotto rete ma penso che ci darà una mano. In queste due ultime partite ha fatto il suo».(ilmessaggero)
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Preoccupazione per infortunio a Rocchi I gol sono stati realizzati nel primo tempo da Cozza per la Reggina, mentre nel secondo tempo pareggia Kolarov con un siluro da quasi 40 metri Giornata calda e umida in riva allo stretto, su un terreno di gioco in continua ottimizzazione si affrontano Reggina e Lazio. Per i locali la gara odierna diventa già un’ultima prova d’appello, se non per i risultati almeno per quanto riguarda la determinazione e la voglia espressa sul campo, latitante tra le fila amaranto specialmente nelle ultime giornate. Per i biancocelesti invece occorre tenere alta la tensione e continuare a vincere, per riprendere quota in classifica, quantomeno per confermare l’ottimo campionato dell’anno scorso.
Qualcosa sta cambiando nell’aria reggina: infatti il coach contrariamente a quanto strenuamente sostenuto fin oltre metà settimana schiera il capitano Cozza fin dal primo minuto. Mossa non si sa se spinta da un ragionamento tecnico o dalla paura della curva che ha lasciato intendere un ultimatum. Fatto sta che gli amaranto scendono in campo più ordinati e determinati. Non più 4-3-3 ma un 4-3-2-1 con Cozza a sinistra e Vigiani a destra. Ed al primo affondo convinto, dopo che Lanzaro aveva in precedenza mandato a lato di testa, sull’asse Hallfredsson-Cozza-Amoruso, si sviluppa un’azione pericolosa che vede il finlandese provare il tiro, rimpallato, ma subito reimpostato per Amoruso, sponda per l’arrivo da destra di Cozza che trova il momento giusto e insacca alle spalle di Muslera.
La Lazio prova a reagire ma, tiro dal limite di Mundingayi a parte, non si vede molto di concreto. Più pericolosa la Reggina che con un ottimo Cozza a centrocampo crea contropiedi pericolosi. Peccato per alcuni cross di Vigiani fuori misura che avrebbero potuto fruttare altri effetti. Al 34′ è una punizione di Cozza ad impegnare Muslera. Solo Kolarov per la Lazio sul finire di tempo, dopo una punizione respinta dalla difesa di casa, prova dal limite. Ma è Manfredini, alla 44′ a avere a disposizione un pallone ghiottissimo, che però in acrobazia a un metro dalla linea di porta manda alto. E nei minuti di recupero della prima frazione è un tiro di Mundigayi a finire alto sulla traversa.
Ripresa che vede una Lazio con maggiore spinta per riagguantare la partita. Infatti per ben due occasioni, prima su Rocchi e poi su Mutarelli, Campagnolo ha dovuto metterci del suo, tra l’altro non riuscendo però a bloccare la sfera. Ma è la Reggina che al 55′ sfiora il raddoppio: azione di Vigiani dalla destra con un pallone di controbalzo per Cozza che obbliga Muslera ad un colpo di reni per stampare la palla sulla traversa. Due minuti dopo invece Barreto apre per Modesto, sulla sinistra, ma questi, dopo aver messo a sedere l’estremo difensore biancoceleste, manda inspiegabilmente a lato. Ospiti che si fanno rivedere sempre con Rocchi di testa al 67′. Poco dopo è Mauri a cercare la via del goal, anticipando di testa lo stesso Rocchi, ma anche lui non riesce nell’impresa.
Ma è sempre la Reggina ad essere pericolosa, con Amoruso, deliziosamente lanciato a tu per tu in diagonale da Hallfredsson. L’attaccante amaranto manda oltre il secondo palo. Gli uomini di Rossi non si danno per vinti, in particolare Rocchi che continua a tenere in apprensione la difesa amaranto che alle volte, come al 72′, deve liberare con molto affanno. Altro pericolo al 78′ con Ledesma che non trova lo specchio della porta su una mezza girata dall’area piccola. E’ solo questione di minuti però, perchè sugli sviluppi di una punizione Kolarov trova il tiro da fuori area che s’infila nel sette ed è il goal del pareggio. Poi il match subisce un progressivo rallentamento con solo sporadici tiri dal limite, in particolare di Ledesma. Finale con capovolgimenti di fronte e un po’ di nervosismo che obbliga Tagliavento a mandare anzitempo negli spogliatoi Modesto.
La Reggina non riesce a vincere e continua, invece, a pareggiare. Si sono visti notevoli progressi rispetto alle ultime tre uscite, ma agli amaranto sembra risultare impossibile mantenere il vantaggio ottenuto. Infatti, molte sono state le occasioni per chiudere il match, traversa compresa, ma alla fine la Reggina si fa beffare da una Lazio che ha avuto il merito di crederci sempre. Per gli uomini di Delio Rossi altro pareggio esterno che però non permette di dare continuità alla vittoria di mercoledì; la squadra biancoceleste, però, non riesce ad esprimere un gioco all’altezza delle proprie qualità.(goal.com)
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Segui la cronaca on-line in tempo reale Ecco le formazioni che scenderanno in campo tra pochi minuti al Granillo di Reggio Calabria: Reggina: Campagnolo, Lanzaro, Valdez, Aronica, Modesto, Barreto, Cascione, Hallfredsson, Vigiani, Amoruso, Tullberg. Lazio: Muslera, Beherami, Stendardo, Cribari, Kolarov, Mudingayi, Baronio, Manfredini, Mauri, Makinwa, Rocchi
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Torniamo indietro nel tempo, per l’esordio nel campionato 1934/35 della Lazio, contro il Livorno. C’è fermento a Roma: si presentano in biancoceleste Piola, Blason, Levratto, Viani e Ferraris IV. La nuova Lazio di Gualdi promette scintille. E il Livorno è lo sparring partner ideale. La partita non ha storia: la Lazio vince per 6-1, con un Guarisi (nella foto) in gran spolvero (3 reti). Le altre reti sono di Bisigato, Fantoni I e, al 64′, del ventunenne Silvio Piola, che bagna così col gol l’esordio con la maglia biancoceleste, primo di una stupenda serie di 149, che lo incoroneranno cannoniere laziale di tutti i tempi, tutt’ora ineguagliato e ancora per molto ineguagliabile. LAZIO-Livorno 6-1
Campionato Serie A 1934/35 1a giornata 30/09/1934
Lazio: Blason, Bertagni, Del Debbio, Ferraris IV, Viani, Fantoni II, Guarisi, Fantoni I, Piola, Bisigato, Levratto – All. Alt
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Valanga Inter a Roma: 4-1 A tratti sembrava la Lazio,dalle discese travolgenti di Cesar ai muscoli di Stankovic,dall’opportunismo di Crespo ai 2 allenatori Mancini e Mihajlovic,sembrava un derby vecchi tempi. Nerazzurri avanti grazie a un rigore di Ibrahimovic. Roma in 10 per l’espulsione di Giuly. Nella ripresa infortuni per lo svedese e Dacourt: dentro Cruz e Crespo. La Roma fa 1-1 con Perrotta grazie a un errore di Maxwell, ma Crespo riporta la squadra di Mancini in vantaggio. Poi Cruz segna il 3-1 da fuori area e Cordoba di testa fa il poker
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Reggina-Lazio: curiosità e cifre Con la presenza in casa della Juventus, Francesco Cozza ha raggiunto quota 137 presenze in serie A con la maglia della Reggina. Cozza ha così raggiunto il primo posto nella classifica dei pluripresenti calabresi nella massima serie, posizione condivisa con Giandomenico Mesto, che da domenica potrebbe dunque essere scavalcato. Francesco Modesto, se dovesse scendere in campo, festeggerebbe la 200/a presenza ufficiale da professionista. Le attuali 199 presenze – collezionate vestendo le maglie di Cosenza, Palermo, Ascoli e Reggina – sono così suddivise: 77 in serie A, 103 in B, 17 in coppa Italia e 2 in altri tornei. Il debutto assoluto risale al 25 agosto 1999: Cosenza-Gualdo 1-1, in coppa Italia. Guglielmo Stendardo, se dovesse scendere in campo, festeggerebbe la 200/a presenza ufficiale della propria carriera professionistica. Le attuali 199 presenze del difensore laziale – ottenute indossando le maglie di Napoli, Sampdoria, Salernitana, Catania, Perugia e Lazio – sono così suddivise: 42 in serie A, 127 in B, 23 in coppa Italia, 3 nelle coppe europee e 4 in altri tornei. Il debutto assoluto risale al 16 maggio 1998: Napoli-Bari 2-2, in serie A. La Lazio è una delle due formazioni della serie A 2007/08 che non hanno ancora segnato nei primi 45′ dopo 5 turni di campionato. Come i biancocelesti, l’Empoli.(ANSA )
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La sua Storia Silvio Piola (Robbio, 29 settembre 1913 – Gattinara, 4 ottobre 1996) è stato un calciatore italiano, il più prolifico centravanti italiano di tutti i tempi.
Iniziò giovanissimo la carriera nella Pro Vercelli, esordendo sedicenne in Serie A nel campionato 1929-30 e diventando titolare l’anno seguente. Si dimostrò subito un goleador di razza segnando 13 reti all’età di soli 17 anni.
Nell’estate 1934 lascia Vercelli dopo aver segnato con la casacca bianca 51 reti in campionato, diventando il massimo bomber dei piemontesi in Serie A. Molte squadre vorrebbero averlo in squadra, alla fine è la Lazio ad aggiudicarsene i favori grazie anche ad un intervento politico.
In maglia biancoazzurra rimane per nove stagioni dando il meglio di sé: è due volte capocannoniere, nel 1936-37 e nel 1942-43, realizza addirittura 143 reti con una media gol per partita invidiabile. Al periodo laziale sono legati i suoi successi in maglia azzurra.
Con la nazionale esordisce con una doppietta il 24 marzo 1935 contro l’Austria al Prater di Vienna, prendendo il posto che era stato di Angelo Schiavio, centravanti bolognese decisivo alla vittoria della Coppa del mondo del 1934.
In Francia nel 1938 realizza due doppiette fondamentali, l’una nei quarti contro i padroni di casa, la seconda, assolutamente memorabile, nella finalissima contro l’Ungheria.
Centravanti possente, alto 1 metro e 80 centimetri, si distinse sempre per la sua forza fisica, per la sua indomata voglia di combattere abbinata a grandi doti tecniche e acrobatiche. In una partita con la Lazio segnò una rete di testa, dopo essere stato ferito e fasciato proprio al capo. Fra le sue prodezze si ricorda un episodio curioso, accaduto nel 1939 a San Siro contro l’Inghilterra: segnò nella ripresa il gol del vantaggio azzurro in rovesciata, anticipando il portiere. Ci furono però grandi polemiche, in quanto il gol fu in realtà realizzato di pugno.
Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale si trasferì a Torino, prima sulla sponda granata, disputando il campionato di guerra 1943-44 perdendo la finalissima. Alla ripresa dei regolari campionati, nel 1945-46, passò alla Juventus con la quale disputò due campionati, per essere poi ceduto al Novara in Serie B.
Probabilmente i dirigenti juventini lo giudicarono ormai un giocatore troppo vecchio: in realtà l’inossidabile Piola portò il Novara in serie A e disputò nella massima categoria ancora sei campionati segnando 70 reti. Curiosamente, Piola è ancora oggi il bomber di tutti i tempi di tre squadre diverse: Pro Vercelli, Lazio e Novara.
Giocò in massima serie fino all’età di 40 anni, diventando anche il più vecchio realizzatore della Serie A: in Novara-Milan del 7 febbraio 1954 andò in rete all’età di 40 anni, 6 mesi e 9 giorni. Questo primato è stato battuto tuttavia da Alessandro Costacurta, che in Milan-Udinese 2-3 del 19 maggio 2007 ha segnato (su calcio di rigore) all’età di 41 anni e 25 giorni. Con la maglia del Novara venne anche convocato in nazionale due volte, l’ultima il 18 maggio 1952 a Firenze contro l’Inghilterra, diventando così anche il più vecchio azzurro, record poi battuto da Dino Zoff.
Con la maglia azzurra collezionò 34 partite segnando ben 30 reti, che gli permettono di essere il terzo cannoniere della nazionale dopo Riva e Meazza, con la migliore media-gol in assoluto (0,88 a partita, davanti ai 0,83 di Riva e ai 0,62 di Meazza). Fra i suoi record si ricorda quello tuttora imbattuto di reti in serie A, ben 274, che diventano 290 contando le sedici del campionato anomalo 1945-46 (disputato su due gironi geografici con un girone finale per l’assegnazione del titolo). Nonostante la sua carriera lunga e di successo, coronata dal trionfo in un campionato del mondo, Piola non vinse mai uno scudetto, sfiorandolo solamente nella stagione 1936-37.
Prima di abbandonare l’attività agonistica, tra il 1953 e il 1954 Piola fu anche commissario tecnico della Nazionale italiana, affiancato da Lajos Czeizler e Angelo Schiavio.(piazzadellaliberta)
Classifica:Triestina p. 7; Ascoli, Brescia, Cesena, Lazio, Sambenedettese p. 6; Cagliari, Genoa, L.R. Vicenza p. 5; Catanzaro, Empoli p. 4; Bologna, Catania, Palermo, Pescara p. 3; Arezzo, Cremonese, Monza p. 2; Campobasso, Perugia p. 1
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Formazione: Kolarov per Zauri, Makinwa in attacco La Lazio prepara la trasferta contro la Reggina che prelude all’attesa sfida di Champions contro il Real Madrid. In gruppo si sono allenati sia Pandev, uscito zoppicante dalla gara contro il Cagliari, sia Firmani che sta smaltendo un indurimento muscolare al polpaccio. Qualche fastidio al ginocchio per De Silvestri che potrebbe osservare un turno di riposo. In porta Rossi dovrebbe confermare la fiducia a Muslera, mentre in Champions potrebbe essere schierato l’esperto Ballotta. Contro i calabresi Zauri, diffidato, potrebbe essere risparmiato per evitare il rischio di squalifica per la partita successiva in campionato contro il Milan all’Olimpico. Il serbo Kolarov rappresenta una valida alternativa. A centrocampo sia Manfredini che Baronio sono pronti a dare respiro ai compagni di reparto. In attacco Pandev non e’ al meglio e potrebbe essere lui il sacrificato per la partita di domenica. Cresce l’attesa per la gara del 3 ottobre contro il Real. Tra biglietti e mini abbonamenti e’ stata raggiunta, al momento, quota 42500 presenze. Esauriti i settori della curva nord e dei distinti. Probabile formazione (4-3-1-2): Muslera; Behrami, Cribari, Stendardo, Kolarov; Mudingayi, Ledesma, Mutarelli; Mauri; Rocchi, Makinwa.(AGI)
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Lazio-Real Madrid c’è aria di record Quarantamila spettatori sono già sicuri: la sfida di mercoledì può battere i primati della storia biancoceleste in Champions Lazio-Real Madrid, le previsioni esaltano. Quarantamila prenotazioni già assicurate, qui ci scappa il record. Qui c’è da riscrivere la storia. La sfida di mercoledì prossimo può diventare la madre di tutte le partite biancocelesti marchiate «Champions ». E’ candidata a stracciare i guinness dei primati laziali registrati nelle precedenti edizioni. Comunque vada sarà un successo: è già a ridosso delle sei sfide più ammirate di sempre. I NUMERI - Sogni d’oro: 23 mila biglietti venduti, 17 mila mini-abbonamenti distribuiti. E’ il bollettino aggiornato a ieri sera (ore 20). Fa ben sperare, fa pensare in grande, cresce ogni 24 ore. A sommare le due quote sugli spalti dell’Olimpico è come se fossero già sistemate 40 mila persone in speranzosa attesa. Il dato basta e avanza per superare, in quanto a primato di presenze, 16 partite (e diciamo 16…) disputate dalla Lazio nelle competizioni passate su un totale di 22 incontri. Lazio-Real Madrid, a cinque giorni dal fischio d’inizio, ha raggruppato più tifosi rispetto a sfide attesissime tipo Lazio-Dinamo Kiev (2-1) del 22 settembre 1999 che significò l’esordio in Champions e richiamò allo stadio 37.348 tifosi. O ancora rispetto a Lazio Chelsea (0-0) del 7 dicembre 1999 (38.662 presenti). Ma il record dei record, ad oggi, è quello registrato nella sfida Lazio-Valencia del 18 aprile 2000, allora gli spettatori furono 53.135. Per la verità la palma di partita più seguita dal vivo risulta essere Lazio-Benfica (3-1) del 13 agosto 2003, match valido per il preliminare. Gli spettatori accorsi all’Olimpico furono 57.926 ma quel dato s’impennò grazie all’offerta speciale promossa dalla società che pensò bene di offrire agli abbonati al campionato 2003-04 anche la possibilità di assistere a quella partita. Servì il calore della gente per scollinare il turno e accedere alla fase a gironi. L’OBIETTIVO – Migliorato il record delle famose 16 partite ora la Lazio punta alle 6 restanti: Lazio-Benfica (3-1, 57.926), LazioValencia (1-0, 53.135), Lazio-Real Madrid (2-2, 50.223), Lazio-Chelsea (0-4, 48.485), Lazio-Sparta Praga (3-0, 45.000 spettatori) e Lazio-Arsenal (1-1, 40.151 tifosi presenti). Ma quest’ultimo, viste le 40 mila prenotazioni già sottoscritte, è come se fosse già archiviato. Considerato l’andamento della doppia prevendita (biglietti e mini-abbonamenti) è facile presupporre che altri migliaia di posti possano essere assegnati così da far balzare la cifra sino a quote eccezionali. L’ ATTESA – La Lazio presa per mano dalla sua gente, è l’immagine più bella da vedere. I cancelli che si spalancano, la voglia di stupire e di tifare che ritorna. Quanti giorni, quante settimane, quanti mesi ed anni passati ad inseguire i ricordi e a rammentare magiche storie. Ora è bello vivere la prossima. Diversa dalle altre. Tentando il record dei record. Perché si può.
COSI’ NELLA COMPETIZIONE PIU’ PRESTIGIOSA In vetta il preliminare con il Benfica: All’Olimpico c’erano 60.000 persone STAGIONE 1999-00 22-09-99 Lazio-Dinamo Kiev 2-1 - 37.348 29-09-99 Lazio-Maribor 4-0 - 29.571 27-10-99 Lazio-Bayer L. 1-1 - 30.627 07-12-99 Lazio-Chelsea 0-0 - 38.662 29-02-00 Lazio-Feyenoord 1-2 - 17.883 14-03-00 Lazio-Olympique M. 5-1 – 28.875 18-04-00 Lazio-Valencia 1-0 - 53.135 STAGIONE 2000-01 20-09-00 Lazio-Sparta Praga 3-0 – 45.000 17-10-00 Lazio-Arsenal 1-1 - 40.151 25-10-00 Lazio Shakhtar D. 5-1 - 14.746 05-12-00 Lazio-Leeds 0-1 - 26.503 21-02-01 Lazio-Real Madrid 2-2 – 50.223 06-03-01 Lazio-Anderlecht 2-1 - 8.368 STAGIONE 2001-02 *21-08-01Lazio-Copenaghen 4-1 – 37.133 19-09-01 Lazio-Nantes 1-3 – 18.248 16-10-01 Lazio-Psv Eindhoven 2-1 – 23.513 24-10-01 Lazio-Galatasaray 1-0 - 20.363 STAGIONE 2003-04 *13-08-03 Lazio-Benfica 3-1 - 57.926 01-10-03 Lazio-Sparta P. 2-2 - 25.405 04-11-03 Lazio-Chelsea 0-4 - 48.485 26-11-03 Lazio-Besiktas 1-1 - 24.000 STAGIONE 2007-08 *14-08-07 Lazio-Dinamo B. 1-1 – 35.172 NB = * turni preliminari
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LE PERLE DEL BOMBER BIANCOCELESTE Fiuto e classe: fa gol d’autore «Segna solo gol bellissimi» ha sottolineato Rossi, esaltando le doti del suo centravanti. Perché Tommaso Rocchi, alla pericolosità sotto porta, ha sempre abbinato la classe di un giocatore completo, abilissimo a toccare il pallone e ora diventato sopraffino anche nel costruire e rifinire l’azione. Non a caso, aveva concluso lo scorso campionato con uno score di 16 gol e 6 assist. E sulla stessa linea ha cominciato la nuova stagione: 5 gol e 2 assist nelle prime otto partite ufficiali tra campionato e Champions. Un rendimento di assoluto rispetto. Anche la fattura dei gol realizzati mercoledì sera all’Olimpico conferma le doti tecniche di un centravanti cresciuto da bambino guardando in tv Marco Van Basten, il suo idolo. L’olandese del Milan, assai più alto e potente, è stato uno degli interpreti del ruolo più forti che siano mai esistiti. E ha sempre abbinato alle propensioni realizzative la capacità di dialogare con la squadra. Non a caso, mercoledì sera, Tommaso cercherà di scambiare la maglia con Van Nistelrooy. TECNICA - Il primo gol di Rocchi, mercoledì sera, è stato un’autentica prodezza balistica. Un colpo da biliardo nell’angolo più lontano. Avrà avuto, sì e no, il 20 per cento dello specchio della porta a disposizione. E’ riuscito a toccare il pallone, beffando Fortin in diagonale, con una sponda di precisione assoluta e dalla velocità ideale. Se avesse tirato più forte, non avrebbe mai inquadrato la porta. Bellissima anche l’azione del 3-1. La difesa del Cagliari era schierata in linea, ai limiti dell’area di rigore. Rocchi ha passato a Makinwa e, contrariamente a quanto fanno tutti i centravanti, non si è tuffato subito verso Fortin per cercare il triangolo. Ha visto che non c’era spazio per passare, così ha compiuto una sorta di diagonale all’indietro per ricevere di nuovo il pallone, arrivando quasi sulla stessa linea di Mauri. Solo a quel punto, si è tuffato in verticale nell’area di rigore, "bucando" la difesa del Cagliari e suggerendo l’assist a Mauri, bravo a lanciarlo in profondità. Morbido il tocco a scavalcare Fortin con un pallonetto che ha fatto saltare in piedi tutto l’Olimpico.
Lazio, ultimo assalto a Rocchi Martedì probabile incontro tra Damiani e Lotito: accordo difficile
L’appuntamento è fissato all’inizio della prossima settimana. Già martedì, se i piani non slitteranno ancora, Lotito e Oscar Damiani dovrebbero incontrarsi per continuare a parlare del contratto di Rocchi. Di sicuro l’agente del centravanti della Lazio ha prenotato per mercoledì sera un posto in Monte Mario per assistere al debutto interno di Champions League con il Real Madrid. E si tornerà ad approfondire l’argomento, anche se la coincidenza dell’appuntamento con la partita potrebbe non essere favorevole. Dopo la doppietta realizzata al Cagliari, Rocchi ha riaperto uno spiraglio: «C’è la stessa volontà da parte di tutti. Io voglio restare nella Lazio e la Lazio vuole che io resti. Una soluzione si troverà presto» . Frasi apprezzate anche nelle segrete stanze di Formello, dove si ritiene ci sia ancora la possibilità di ricucire un rapporto assai raffreddato durante gli ultimi mesi. Rocchi, già nello scorso inverno, aveva cominciato a sottoporre alla società la necessità di trattare il prolungamento del suo contratto, in scadenza il 30 giugno 2009. Superate le vacanze e il preliminare di Champions League, il centravanti veneziano si è rasserenato. O meglio, ha smesso di aspettare Lotito e ha fatto una considerazione: se c’è la possibilità di raggiungere un accordo soddisfacente, bene. Altrimenti scivolerà verso la scadenza, che già gli permette con un anno di anticipo la rescissione in base alla clausola Fifa, guardandosi intorno. E sempre più a questa ipotesi, almeno nei pensieri e nelle logiche di mercato, è stato avvicinato tra luglio e agosto.
DIFFERENZA – Per Rocchi sarebbe disposto a compiere un sacrificio, ma è piuttosto difficile pensare che possa allontanarsi dai conosciuti parametri che gli hanno consentito di riportare il bilancio in utile. Così è bene non farsi illusioni. Le distanze economiche, per quel che era emerso durante l’estate, sono piuttosto ampie. E per riaprire completamente il discorso dovrebbero essere almeno fortemente ridotte. «Non c’è mai stato né ottimismo né pessimismo. Dobbiamo incontrarci con la società, forse già la prossima settimana (inizio ottobre, ndr). La situazione non è cambiata, ma stiamo parlando» ha spiegato Oscar Damiani ieri pomeriggio. SERENITA’ – Del resto l’epoca delle grandi tensioni e delle polemiche appare superata. Chissà se è un buon segno o meno. La sensazione è che, se vorrà rinnovare, dovrà essere la Lazio a correre dietro a Rocchi e non il contrario. « Sento dire che non segno perché non sono contento. Ecco la mia risposta» ha spiegato Tommaso l’altra notte all’Olimpico. Era infastidito, durante l’estate, quando aveva faticato a causa di un problema fisico all’anca e alcune prestazioni meno brillanti erano state ricollegate alla questione contrattuale. Tesi sbagliata, smentita anche dai numeri. In otto partite ufficiali, tra campionato e Champions League, ha segnato cinque gol e servito due assist. Neppure ha giocato a tempo pieno, entrando a far parte del mini-turnover studiato da Rossi, che a Bergamo lo ha lasciato in panchina sino a un quarto d’ora dalla fine. Ora le gambe hanno ripreso a girare per quasi tutti i biancocelesti e il Cagliari si è subito accorto di come Rocchi abbia ritrovato brillantezza e spunto. Il suo obiettivo è continuare così sino a maggio: posto che l’Italia riesca a centrare la qualificazione, gli piacerebbe entrare nella lista azzurra per gli Europei 2008. SCENARI - All’inizio di settembre era emersa la pista legata al Monaco e alla possibilità di rescindere il contratto per trasferirsi all’estero. Ipotesi plausibile, come tante altre, compresi quei club italiani che volessero aprire una trattativa con Lotito. A meno che la Lazio non riesca davvero a blindarlo.(corrieredellosport)
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Ciclo terribile: Reggina, Real e Milan Ritrovati i gol e la vittoria, la Lazio adesso guarda al futuro con maggiore ottimismo. Tre le priorità di casa biancoceleste: la trasferta di Reggio Calabria, per dare continuità a quanto di bello fatto vedere contro il Cagliari, il big match contro il Real Madrid e i rinnovi contrattuali di De Silvestri e Rocchi. Sette giorni di fuoco attendono la Lazio che chiuderà la settimana con il big match all’Olimpico contro il Milan. Primo step la sfida contro la Reggina: gara dalle mille insidie che potrebbe costringere Rossi a cambiare la bella Lazio vista mercoledì sera all’Olimpico. Questo in vista dell’atteso match contro il Real Madrid che potrebbe finalmente rivedere un Olimpico stracolmo (superata abbondantemente quota 40.000 spettatori tra mini abbonamenti e biglietti venduti). Probabile che il tecnico in Calabria faccia tirare il fiato a qualche giocatore. Gente come Zauri e Ledesma, ad esempio, fino ad oggi non hanno mai riposato ed in panchina c’è un certo Kolarov che scalpita per giocarsi le sue possibilità sul campo. Dopo la Reggina, la Lazio dovrà preparare la gara con il Real. Partita di cartello, ma certamente molto importante per Rossi, che sogna di superare il primo turno di Champions. Ma servirà la miglior Lazio per sperare nell’impresa contro una delle formazioni più forti del mondo. Nel frattempo, Lotito convocherà nei suoi uffici di Villa San Sebastiano Oscar Damiani, procuratore di Rocchi. L’attaccante subito dopo la gara contro il Cagliari, ha confermato di voler restare in biancoceleste, ma l’operazione non appare così semplice, visto che tra domanda (1 milione di euro) ed offerta (500mila più i premi) c’è ancora un a cospicua distanza. Al quartier generale di Lotito si dovrebbe vedere anche con l’entourage di De Silvestri, pronto a prolungare il suo accordo che scade nel 2008. A chiusura di una settimana terribile, la sfida contro il Milan, primo big match in campionato della stagione.
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La Lazio e’ chiamata a rimontare l’1-0 dell’andata contro i Portoghesi del Boavista.E’ una serata trionfale,cinque reti e tanto spettacolo.Giordano e’ il mattatore della partita con una tripletta (nella foto in alto uno dei suoi gol).
LAZIO-Boavista 5-0 Coppa UEFA 1977/78 32esimi di finale – Ritorno 28/09/1977
Lazio: Garella, Ammoniaci, Ghedin, Cordova, Manfredonia, Wilson, Garlaschelli, A. Agostinelli, Giordano, D’Amico (39′ A. Lopez), Badiani – All. Vinicio
Boavista: Sousa (46′ Serafim), Tinidade, Alberto, Vitor Pereira, Austrino, Artur, Albertino, Jorge Gomes, Moinhos, Francisco Mario, Salvador
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La Lazio si è allenata questa mattina Giornata di riposo per gli undici scesi in campo ieri sera contro il Cagliari mentre per il resto del gruppo riscaldamento, lavoro di forza in palestra, trasformazione quindi tattica e partitella a campo ridotto.
La ripresa domani alle ore 11.00 In vista della sesta gara di campionato in programma domenica 30 settembre contro la Reggina la Lazio riprenderà domani mattina alle ore 11.00 la preparazione.
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La Lazio Passa,ma che fatica Dopo aver pareggiato 0-0 all’andata ed essere andata sotto di un gol all’Olimpico,la squadra di Zeman si scatena nella ripresa e passa al turno successivo della Coppa Uefa.Nella Foto la rete di Boksic.
LAZIO-Dinamo Minsk 4-1 Coppa UEFA 1994/95 32esimi di finale – Ritorno 27/09/1994
Lazio:L. Marchegiani, Negro, Favalli, Di Matteo, Chamot, Cravero, Rambaudi, Fuser, Boksic (82′ Casiraghi), Winter, Signori – All. Zeman
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Cribari: "Importanti i tre punti" "Il primo è stato piuttosto difficile ma appena abbiamo fatto gol il Cagliari ci ha lasciato molti spazi e siamo stati bravi ad approfittarne. Importante è stato conuistare i tre punti. Nel primo tempo sentivamo la pressione è stato fondamentale sbloccare il risultato"- queste le parole del brasiliano Cribari
Mudingaiy:"Adesso inizia il nostro campionato" "Da oggi inizia il nostro campionato, lavoreremo ancora per fare ancora meglio"- questo afferma il centrocmpista belga-"Mi manca il gol ma per me l’importante è fare bene con la Lazio e vincere"
Muslera: " Sono tranquillo" "Piano piano migliorerò. mi sento tranquillo sento laffetto dei tifosi e di tutti i miei compagnii.Sul gol non potevo fare molto è stato bravo l’attaccante L’importante è aver vinto" queste sono le prime parole del nuovo portiere della Lazio Fernando Muslera
Lotito:" Abbiamo dato spettacolo" "Qualche problema è stato creato da alcuni risultati non positivi. Bravi tutti. Sono tornati a girare tutti questo ha portato la Lazio alla vittoria. La Lazio deve giocare tutte le partite con la logica di non mollare mai" afferma il presidente della Lazio che poi dice-" Abbiamo dato spettacolo stasera. Sono orgoglioso che la mia squadra sia tra le 32 squadre più forti d’Europa"(cittaceleste)