Dic 31 2007
Archive for Dicembre, 2007
Dic 31 2007
31 Dicembre 1988 – Lazio-Pisa 1-1
Pisa-LAZIO 1-1
Campionato Serie A 1988/89
11a giornata
31/12/1988
Pisa: Grudina, Cavallo, Lucarelli, Faccenda, Boccafresca, Bernazzani, Cuoghi, Gazzaneo, Incocciati, Been (81′ Dolcetti), Piovanelli (65′ Dianda) – n.e. Nista, Brandani, Severeyns – All. Bolchi
Lazio: Martina, Monti, Piscedda, Pin, Gregucci, Marino, Dezotti, Icardi, Muro, Acerbis (65′ Rizzolo), Ruben Sosa – n.e. Fiori, Di Loreto, A. Greco, Prodosmo – All. Materazzi
Arbitro: Di Cola (Avezzano)
Marcatori: 36′ Incocciati (Pisa) 86′ Ruben Sosa (Lazio)
Risultati: Atalanta-Como 1-1; Bologna-Ascoli 1-0; Juventus-Torino 1-0; Lecce-Inter 0-3; Milan-Sampdoria 0-0; Pescara-Cesena 3-0; Roma-Napoli 1-0; Verona-Fiorentina 2-1
Classifica: Inter p. 20; Napoli p. 17; Juventus, Roma, Sampdoria p. 15; Atalanta p. 14; Milan p. 12; Fiorentina, Lazio, Pescara p. 10; Como, Verona p. 9; Torino p. 8; Bologna, Cesena, Lecce, Pisa p. 7; Ascoli p. 6
Dic 30 2007
Pandev-Bayern: Ecco il Botto di fine anno
Occhio Lazio, il Bayern è su Pandev
Il giocatore avrebbe dichiarato in un’intervista di essere vicinissimo al trasferimento al Bayern Monaco. La società smentisce le parole del macedone e lo dichiara «incedibile»
La Lazio corre il rischio di perdere Goran Pandev, secondo un’intervista al sito inglese di Sky Sports rilasciata dallo stesso giocatore, in cui rivela la trattativa con il Bayern Monaco.
A BREVE L’INCONTRO DECISIVO - «I miei procuratori e la dirigenza di Lazio e Bayern si incontreranno a breve per definire i dettagli», avrebbe detto il 24enne attaccante dei biancocelesti, per poi aggiungere: «Quando tutto sarà deciso mi trasferirò a Monaco».
ANCHE LIVERPOOL E VALENCIA INTERESSATE - «Oltre al Bayern i miei procuratori hanno ricevuto offerte da Liverpool e Valencia ma i tedeschi hanno fatto i passi maggiori per ottenere il mio cartellino, più volte si sono incontrati sia con me che con la Lazio», così le parole dell’attaccante, dal 2004 al club biancoceleste, con il quale ha siglato 32 reti in 82 partite. Quest’anno la definitiva esplosione del giocatore a livello europeo, grazie alla vetrina della Champions League.
LA SOCIETÀ: GORAN È INCEDIBILE - «Goran Pandev è incedibile e continuerà a giocare per la Lazio». Lo ribadisce la società biancoceleste di fronte alla notizia riportata dal sito inglese. «In merito a notizie totalmente prive di fondamento diffuse in queste ore – precisa la Lazio – la società S.S. Lazio ribadisce che il calciatore Goran Pandev, in forza di un contratto in essere a lungo termine è incedibile e continuerà a giocare per la Lazio. La S.S. Lazio diffida chiunque a propagare notizie destabilizzanti e prive di fondamento».(corrieredellosport)
Dic 30 2007
Baronio chiede spazio
Baronio: "Rossi, considerami"
Il gol e la vittoria contro il Napoli, in Coppa Italia, gli hanno fatto dimenticare, almeno per qualche ora, la vita da "separato in casa" che conduce nella Lazio. Poche partite, quasi tutte giocate con buon rendimento, ma solo quando la squadra aveva gli uomini contati. Roberto Baronio, sin dall’estate scorsa, da quando fu sul punto di andarsene, conosceva la delicata situazione che l’avrebbe accompagnato il rapporto difficile con l’allenatore.
«Rossi mi ha detto subito che non rientravo nei suoi piani tecnici, che non mi considerava un suo giocatore». Qual è l’aspetto più brutto di questa situazione? di GABRIELE DE BARI
Impossibile convivere nel gruppo conoscendo questa realtà?
«Diciamo che è molto dura. Quando sai di non essere considerato dal tuo allenatore diventa problematico andare avanti. Però sono un professionista ben pagato e quindi svolgo il mio lavoro con il massimo impegno. Anche per non mettere in difficoltà i compagni, con i quali ho un bel rapporto, e per farmi trovare pronto nelle poche occasioni che gioco».
«Sapere che, comunque vadano gli allenamenti, che qualsiasi cosa fai sul campo, non giocherai mai per una scelta tecnica , ma solo per effettiva necessità numerica. Nè posso far cambiare di una virgola il pensiero di Rossi, che comunque ho sempre accettato senza far polemiche».
Il gran gol con il Napoli ha rappresentato una piccola rivincita personale?
«Una bella soddisfazione, una liberazione. Io so quello che posso dare e non sono sorpreso della prova positiva. Ho segnato il mio secondo gol in maglia biancoceleste, dopo quello contro l’Anderlecth in Champions League».
Rossi le ha fatto almeno i complimenti?
«Dopo Madrid li ho ricevuti da molte persone, dopo il Napoli anche dal tecnico. Quella sera all’Olimpico mi sono sentito forte dentro, un calciatore importante per la Lazio, anche perché ero il capitano. Ringrazio compagni e tifosi per l’affetto che mi hanno dimostrato».
E’ arrivato alla Lazio nel 1996 ma il suo rapporto non è mai stato facile, insomma le premesse sono state quasi sempre disattese. Di chi la colpa?
«In parte è stata colpa mia, lo riconosco. Però nessuno mi ha dato la possibilità di giocare titolare, di scendere in campo sapendo che, anche se avessi sbagliato una gara, avrei giocato quella successiva. Avrei voluto giocare almeno sette-otto partite di seguito per vedere. Come è capitato nella Reggina e con il Chievo».
Una vita professionale da eterno precario, quella trascorsa in maglia biancoceleste.
«Praticamente è stato così. Quando giochi ogni due mesi, tutto è più complicato e mi dispiace che pochi tengono conto di questo aspetto che è fondamentale per un calciatore. A me non è concesso di fallire una gara, ma la mia forza è quello di essere un professionista in ogni momento della carriera, bello o brutto che sia».
Un 2007 da dimenticare, quindi.
«Deludente per le mie attese, ma bello per la Lazio. E i risultati della squadra sono più importanti dei problemi personali».
Accetterebbe un’altra stagione a queste condizioni?
«No, non potrei farlo».
Pensa di finire sul mercato a gennaio?
«La società conosce la situazione, aspetto che mi chiami per parlarne e valutare».
Cosa si sente di chiedere a Delio Rossi?
«Di considerarmi un po’ di più come calciatore».
Cosa si aspetta dal nuovo anno?
«Mi piacerebbe giocare di più, essere protagonista nella Lazio e far vedere tutte le qualità di Baronio».
Il Messaggero
Dic 30 2007
Pandev miglior giocatore della Macedonia
Pandev: "Resto ma in una Lazio forte"
Goran Pandev è stato eletto miglior giocatore della Macedonia e, ad Al Tv, racconta il suo anno "Un 2007 eccezionale, sia con la Lazio che con la Macedonia. Il mio futuro? Devo molto alla Lazio e fino al 2010 voglio rispettare il contratto. Il resto riguarda la società. Certo,mi piacerebbe lottare per vincere lo scudetto ed essere competitivo in Champions ecco perchè voglio capire se la Lazio è in grado di trasformare in realtà questi sogni". L’ultima considerazione è sull’inizio incerto di questo campionato: "Non è una grande stagione, spero che nella prossima la società allestisca una squadra più competitiva".(piazzadellaliberta)
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Dic 30 2007
30 Dicembre 1973 – Lazio-Milan 1-0
Il Cuore di Cecco lancia la Lazio
La Lazio ospita il Milan nell’ultima gara dell’anno,ne esce una partita tiratissima che viene decisa da un episodio nel finale.I ragazzi di Maestrelli passano in vantaggio quando ormai lo 0-0 sembrava scritto.Il minuto e’ il 90′,punizione per la Lazio, Nanni tocca per Frustalupi che mette dentro dove Cecco arriva in corsa e con un rasoterra batte Vecchi nell’angolino (il gol nella foto).Ora la Lazio e’ sola al comando,ma tutti sappiamo che questo e’ solo un antipasto di una stagione memorabile.
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LAZIO-Milan 1-0
Campionato Serie A 1973/74
11a giornata
30/12/1973
Lazio: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico (69′ Franzoni) – n.e. Moriggi, Facco – All. Maestrelli
Milan: Vecchi, Sabadini, Zignoli, Anquilletti, Turone, Biasiolo, Sogliano (63′ Bergamaschi), Benetti, Bigon, Rivera, Chiarugi – n.e. Pizzaballa, Dolci – All. Rocco
Arbitro: Ciacci (Firenze)
Marcatori: 90′ Re Cecconi (Lazio)
Risultati: Bologna-Foggia 0-0; Cagliari-Cesena 0-0; Inter-Roma 2-0; L.R. Vicenza-Fiorentina 2-1; Napoli-Verona 2-0; Sampdoria-Juventus 1-2; Torino-Genoa 1-0
Classifica: Lazio p. 17; Juventus, Napoli p. 15; Inter p. 14; Fiorentina, Foggia p. 13; Bologna, Milan p. 12; Cesena, Torino p. 11; Cagliari p. 10; Genoa, Roma p. 7; L.R. Vicenza p. 6; Sampdoria*, Verona p. 5
Note: * 3 punti di penalizzazione


Dic 29 2007
Continua il tormentone portiere
Lazio: si torna su Abbiati
La Lazio ipotizza uno scambio di prestiti con l’Altetico Madrid, l’ex azzurro a Roma, Carrizo in Spagna. A Centrocampo si lavora su Vogel, che si è svincolato e potrebbe arrivare a parametro zero. Il Celtic ha offerto 1,5 milioni a stagione al difensore Stendardo
(Il Messaggero)
Dic 29 2007
29 Dicembre 1968 – Foggia-Lazio 2-2
LAZIO-Foggia 2-2
Campionato Serie B 1968/69
13a giornata
29/12/1968
Lazio: Di Vincenzo, Zanetti, Facco, Governato (61′ Lorenzetti), Soldo, Marchesi, Massa, Mazzola, Fortunato, Ghio, Cucchi – All. Lorenzo
Foggia: Moschioni, Fumagalli, Valadè, Pirazzini, Teneggi, Dalle Vedove, Saltutti (80′ Rolla), Garzelli, Nuti, Camozzi, Maioli
Arbitro: Motta (Monza)
Marcatori: 54′ Dalle Vedove (Foggia) 65′ Saltutti (Foggia) 82′ Ghio (Lazio) 87′ Massa (Lazio)
Risultati: Catania-Catanzaro 1-0; Cesena-Ternana 1-1; Lecco-Padova 0-0; Mantova-Brescia 1-2; Monza-Livorno 0-0; Perugia-Bari 2-2; Reggiana-Modena 1-0; Reggina-Genoa 0-0; Spal-Como 0-1
Classifica: Brescia p. 18; Lazio p. 17; Bari, Como p. 16; Foggia, Genoa p. 15; Livorno, Reggina p. 14; Catania, Lecco, Perugia, Reggiana p. 13; Catanzaro, Ternana p. 12; Spal p. 11; Modena, Monza, Padova p. 10; Cesena, Mantova p. 9
Dic 28 2007
Nessuno ne sentira’ la nostalgia
Lazio: Makinwa in partenza, molti i pretendenti
Stephen Makinwa partira` il 10 gennaio per la Coppa d’Africa, che lo terra` impegnato fino al 10 febbraio. L’attaccante della Lazio ha pero` finora deluso societa` e tecnico, e percio` potrebbe essere rimesso sul mercato di gennaio. La punta potrebbe interessare Atalanta, Genoa, Torino e Cagliari. La pista sarda sembra quella piu` interessante, visto che i rossoblu’ potrebbero dare come contropartita tecnica Robert Acquafresca (in prestito o in comproprieta`). Altra pretendente la Sampdoria, pronta a mettere sul piatto dello scambio Caracciolo.
(M. Bordignon, DTS)
Dic 28 2007
Pasqualin spinge Caracciolo alla Lazio
Pasqualin: "Dalla Bona ai Rangers, Caracciolo alla Lazio"
Interessanti dichiarazioni del procuratore Claudio Pasqualin ai microfoni di Radio Kiss Kiss: "Sam Dalla Bona (26) non rientra nei piani del Napoli: probabilmente andrà ai Rangers Glasgow". Pasqualin si è anche espresso sul futuro di Arturo Lupoli (20) e Andrea Caracciolo (26): "Il primo andrà via da Firenze mentre l’attaccante della Sampdoria potrebbe andare seriamente alla Lazio".(tuttomercato)
Dic 28 2007
Per De Silvestri un 2007 da incorniciare
De Silvestri testimonial della Jaguar
Il 2007 è stato davvero un anno magico per Lorenzo De Silvestri: la prima squadra, la Under 21, la Champions League, il gol in Coppa Italia e ora anche la pubblicità. Il difensore della Lazio sarà il testimonial della nuova Jaguar, che uscirà in primavera. De Silvestri è stato scelto dalla nota azienda automobilistica per le sue qualità tecniche, per la sua immagine di ragazzo pulito e per la giovane età. In prospettiva il laziale ha tutto per diventare un campione e la Jaguar ha deciso di puntare su di lui per il lancio della nuova autovettura. Nei prossimi giorni ci sarà la firma del contratto.(Il Messaggero)
Dic 28 2007
Stendardo-Lazio pace impossibile
Stendardo: "Via per orgoglio"
Un anno di belle soddisfazioni, con la completa maturazione calcistica nella Lazio, prima del finale amaro che, quasi certamente, porterà Guglielmo Stendardo al divorzio dalla società biancoceleste.
E’ proprio impossibile un riavvicinamento?
«Presidente e ds hanno ribadito che non vogliono cedermi, dimostrandomi fiducia, ma io già detto quello che pensavo».
Il problema resta solo Delio Rossi?
«A lui ho detto quali erano le miee idee e quello che pensavo».
Dove ha trovato il coraggio per uscire allo scoperto?
«Un atleta non deve mai dimenticare di essere anche un uomo e, come tale, ha bisogno di dialogo, di chiarezza, di stima professionale».
La Lazio, dopo averla messa fuori rosa, l’ha chiamata a giocare con la Primavera, nella gara contro il Grosseto. Ha preso questa decisione come una punizione?
«Fa parte del gioco. Però sono sceso in campo con lo stesso entusiasmo di quando gioco in prima squadra, è stata una esperienza anche questa. Mi ha ricordato il passato nella Primavera della Sampdoria e del Napoli».
L’addio alla Lazio è quindi vicino?
«In questo momento non so nulla del mio futuro, aspetto indicazioni dalla società».
Come si vive senza conoscere il proprio domani professionale?
«Non bene, però sto trascorrendo le vacanze in famiglia e questo mi aiuta a superare l’incertezza. Ancora pochi giorni, poi dovrò necessariamente sapere qualcosa di più perché si riaprirà il mercato».
Si parla molto di una possibile avventura in Inghilterra.
«Intanto è importante che ci siano richieste perché significa che ho lavorato bene. Il calcio inglese è diverso dal nostro: fisico, istintivo, meno tattico, però ha il suo fascino. Ad ogni modo, mi piacerebbe giocare ancora in Italia».
E’ arrivato alla Lazio a costo zero, adesso la sua quotazione si aggira sui 5 milioni di euro.
«La società è stata brava a prelevarmi dal Perugia, le devo riconoscenza in quanto mi ha offerto l’opportunità del grande palcoscenico. Da parte mia ho fatto sempre il massimo per ripagare la fiducia».
Stendardo-Lazio: sembrava un binomio indivisibile…
«Nel calcio, come nella vita, certe cose possono capitare. L’importante è avere la coscienza a posto. Personalmente ho dato tutto, anche quando ho giocato in precarie condizioni fisiche. Anche se dovessi andar via, non potrei mai dimenticare questi anni trascorsi in maglia biancoceleste perché mi hano dato la possibilità di fare un salto professionale notevolissimo, con la serie A e la Champions League».
Qual è stata la partita più bella?
«Sicuramente quella contro il Real Madrid all’Olimpico, la più importante della carriera. Il coronamento di un sogno, mio e di tutta la squadra, una serata che non potrò mai scordare».
Come giudica il 2007 che sta andando in archivio?
«Molto positivo, un anno da incorniciare sia a livello personale che di squadra. Il terzo posto in campionato, nonostante la penalizzazione, la vetrina più affascinante d’Europa, nella quale la Lazio ha dimostrato di poterci stare con onore, e tante soddisfazioni vissute giorno per giorno».
Come vanno gli studi da avvocato?
«Mi mancano soltanto sei esami, conto di conseguire la laurea nel mese di luglio. Continuerò a studiare nelle ore che il calcio mi lasceranno libero, come ho sempre fatto».
Cosa si aspetta dal 2008, ormai alle porte?
«Prima di tutto di conoscere in fretta il mio futuro professionale, un’ulteriore cresciuta come atleta e la laurea in giurisprudenza».
Dove spera di arrivare un giorno Guglielmo Stendardo?
«Il sogno resta la Nazionale però, per poter cullare questa grande ambizione, ho bisogno di giocare e dimostrare il mio valore. A quelli che, magari, mi giudicheranno un po’ presuntuoso, dico che credo solo nelle mie possibilità».(Il Messaggero)
Dic 28 2007
Per il vice Ledesma spunta lo Svizzero Vogel
Lazio: in arrivo Vogel, ex Milan
Lotito compra. O meglio, per la precisione, quello che sarà strettamente «necessario per migliorare la squadra». Sembra prossimo l’ingaggio di Yoan Vogel, centrocampista svizzero, in rotta con il Betis Siviglia e svincolato. Vogel, che ha anche giocato con il Psv e con il Milan, sarebbe il vice Ledesma.(Il Messaggero)
Dic 28 2007
De Silvestri nella top 20
Giovani talenti, per il Sun tra i Top 20 c’è De Silvestri
Il 2007 è stato l’anno della consacrazione di alcune giovani stelle del calcio internazionale come Cristiano Ronaldo, Cesc Fabregas e Lionel Messi. Con il 2008 alle porte, il tabloid inglese ‘The Sun’ si domanda quali saranno i talenti in erba ad esplodere il prossimo anno, e stila una lista dei migliori 20 giovani attualmente in circolazione. Nella ‘top 20′ del ‘Sun’ c’è anche un po’ di Sserie Aa, con la presenza del 19enne terzino della Lazio, Lorenzo De Silvestri e del 18enne attaccante del Milan, Alexandre Pato.
"Il talentuoso terzino -scrive il tabloid a proposito di De Silvestri- è candidato a un futuro come titolare della nazionale. E’ un obiettivo di mercato di Roma, Juventus e Arsenal a gennaio, in quanto libero a parametro zero quest’estate". Per Pato valgono le parole del Ct del Brasile, Carlos Dunga, che lo ha definito "il nuovo Ronaldo", e quelle del presidente del Milan, Silvio Berlusconi, il quale si è detto sicuro che il giovanissimo brasiliano acquistato per circa 18 milioni di euro dal Porto Alegre sarà in grado di realizzare 30 gol da gennaio al termine della stagione. La lista del ‘Sun’ include poi l’attaccante dell’Atletico Madrid, il 19enne Sergio Aguero, uno dei tanti argentini individuati come "nuovo Maradona", il centrocampista del Boca Juniors, Ever Banega, 19 anni e "ormai prossimo a trasferirsi in Europa", l’attaccante del Lione, Karim Benzema, 20enne definito dal tecnico dell’Arsenal "un’immensa rivelazione" e nel mirino proprio dei ‘Gunners’, oltre che di Real Madrid e Juventus.
Spazio anche per il 18enne difensore brasiliano Breno, che da gennaio giocherà per il Bayern Monaco, e per l’attaccante nigeriano dell’Amburgo, Macauley Chrisantus che, a soli 17 anni, ha già suscitato l’interesse dei top team inglesi come Manchester United, Tottenham, Arsenal e manchester city. Molti i giovani talenti presenti nella Premier League. La fa da padrone l’Arsenal, con il centrocampista brasiliano, Denilson (19 anni), l’attaccante messicano Carlos Vela (18 anni) e l’attaccante inglese Theo Walcott (18 anni).
Sempre per il campionato inglese sono presenti l’attaccante argentino già acquistato dal Chelsea, franco di santo (18 anni), il centrocampista brasiliano del Liverpool, Lucas Leiva (20 anni), il difensore del Manchester United, Gerard Pique (20 anni) e il centrocampista francese del Tottenham, Adel Taarbt (18 anni). La lista delle giovani star del 2008 è completata dal centrocampista 19enne dello Schalke, Ivan Rakitic, dal centrocampista brasiliano del Corinthinas, Lulinha, 17 anni e nel mirino dell’Inter, dai due talentini del Barcellona, Bojan Krkic, il più giovane calciatore ad esordire nella Champions League con i suoi 17 anni e giovani Dos Santos (18 anni), dal centrocampista del Bayern Monaco, Toni Kroos (17 anni) e dall’attaccante del Partizan Belgrado, Stevan Jovetic, 18 anni e obiettivo del Manchester United.(ADNKRONOS)
Dic 28 2007
28 Dicembre 1969 – Bari-Lazio 0-0
Bari-LAZIO 0-0
Campionato Serie A 1969/70
14a giornata
28/12/1969
Bari: Spalazzi, Loseto, Galli, Muccini, Spimi, Colautti, Furlanis, Fara (32′ Canè), Toffanin, Pienti, D’Addosio
Lazio: Sulfaro, Wilson, Facco, Governato, Polentes, Marchesi, Morrone, Massa, Chinaglia, Ghio, Mazzola – All. Lorenzo (nella foto)
Arbitro: Monti (Ancona)
Risultati: Brescia-Fiorentina 1-2; Cagliari-Milan 1-1; Inter-Verona 0-0; Palermo-Napoli 0-0; Roma-Juventus 0-3; Sampdoria-Bologna 0-0; Torino-L.R. Vicenza 1-0
Classifica: Cagliari p. 20; Fiorentina, Inter, Juventus, Milan p. 17; Torino p. 16; L.R. Vicenza, Verona p. 15; Napoli p. 14; Bari, Roma p. 13; Bologna p. 12; Lazio p. 11; Sampdoria p. 10; Palermo p. 9; Brescia p. 8
Dic 28 2007
Lotito una figuraccia dietro l’altra
Lotito, una caduta di stile
Per il lavoro che faccio è dura confessarlo: non ho molte parole per descrivere lo stato d’animo in cui mi trovo mentre leggo, e rileggo, un passaggio dell’intervista di Lotito all’Ansa. Questo.
A Madrid, a vedere la Lazio contro il Real c’era anche Sergio Cragnotti, che poi si e’ proposto per un’eventuale collaborazione: perche’ Lotito gli ha risposto cosi’ duramente?
"Nessun problema per il fatto che lui sia andato a Madrid. Almeno finora, Cragnotti e’ una persona libera e puo’ fare cio’ che vuole…".
C’è un almeno di troppo. Un avverbio che separa il buon gusto dal cattivo umorismo. Sei lettere che segnano la distanza tra l’attuale presidente della Lazio e la maggior parte di quelli che non provano rancore neanche per il passato più brutto della loro storia . Solo perchè è la loro Storia.
"Almeno finora". Ma che voleva dire? Quello che penso io? Chiamo un amico, un collega poi mando un messaggio: "Ma hai letto?" gli dico. "Si, è una brutta cosa" mi rispondo tutti. Non mi basta, cerco una spiegazione confortante, una soltanto che in questi giorni di festa non mi faccia pensare a questa triste realtà. Penso all’errore di battitura oppure alla linea telefonica disturbata che ha storpiato le parole dell’intervistato. Nulla, non serve. E allora, come in ogni momento malinconico della mia lazialità, mi affido alla storia e immagino i miei presidenti: Pedercini, Casoni, Zenobi e poi Vaccaro, Lenzini, Cragnotti tutti quelli che la memoria mi aiuta a dire. Coraggio, stile, amore, identità, cuore, spregiudicatezza: ad ognuno di questi associo una parola, un’emozione. Se ieri avessi fatto questo giochino,d’istinto a Lotito avrei affiancato la parola "simpatia". Oggi neanche più quella. Lui, con due parole, mi ha deluso profondamente anche se resta il presidente della mia Lazio.
Almeno finora.(piazzadellaliberta)

Dic 27 2007
Si accende la pista Argentina
Lazio: a caccia del giovane Maidana
La Lazio sarebbe interessata al giovane Jonatan Maidana, argentino classe ’85 del Boca Juniors. La notizia, riportata dal giornale sportivo ‘Ole”, sottolinea come il club biancoceleste abbia gia` avanzato i primi contatti con la dirigenza boquense.
Maidana si e` messo in mostra nell’ultimo torneo Apertura, durante il quale ha ricevuto la piena fiducia dell’ormai ex tecnico Russo, che lo ha spesso impiegato come titolare. Se la Lazio formulera` un’offerta interessante il giocatore potrebbe arrivare gia` da gennaio.
La societa` capitolina gia` durante l’estate aveva contattato iil Boca per due giocatori, Sebastian Battaglia e Matias Silvestre, operazioni che poi non andarono in porto.
(M. Bordignon, DTS)
Dic 27 2007
Tare si gode il momento
Lazio: Tare `Mi aspetto maggior considerazione`
Igli Tare sta attraversando un buon momento, culminato con il gol del pareggio a Palermo. `Sono contento dopo la gara disputata con il Napoli di avere avuto un`altra opportunita` per scendere in campo. Sono contento di aver segnato un gol decisivo, importante sia per la classifica che per il morale, ma soprattutto per l`atteggiamento dei compagni nei miei confronti – ha detto l`albanese a Nuova Spazio Radio – A star fuori si soffre parecchio, ma bisogna pensare al gruppo che e` sempre stato unito. Con tante partite speravo di avere piu` spazio in campionato, non dico da titolare ma quasi. Perche` sono stato utilizzato poco bisogna chiederlo al mister, ma da parte mia devo allenarmi sempre al 100% e farmi trovare sempre pronto per giocare, per metterlo in difficolta` nelle scelte. Le gerarchie in squadra sono chiare e intendo rispettarle. Rocchi e Pandev costituiscono una delle coppie migliori del campionato, ma mi aspetto dal mister maggiore considerazione. Voglio metterlo in difficolta` per ottenere lo spazio che merito, in base a quanto dimostrato in allenamento. Il mio futuro alla Lazio lo valuteremo al momento opportuno`.
Sul rapporto con la societa`: “In estate mi ha detto che non rientravo nei piani tecnici della squadra, ma mi avevano lasciato libera scelta se andarmene o no nel caso avessi avuto offerte importanti. Ho rinunciato a offerte importanti di Siviglia e Betis Siviglia, in cui avrei percepito piu` denaro ed avrei avuto un posto da titolare, pur di onorare i colori biancocelesti e dimostrare il mio valore. Non sono mai andato via per l`orgoglio di vestire la maglia biancoceleste che per me e` un punto d`arrivo`.
(R. Datasport, DTS)
Dic 27 2007
Matzuzzi: La Lazio ancora mi paga
Matzuzzi: "Ho smesso ma Lotito ancora mi paga"
"E’ vero, la Lazio sta pagando ancora il mio stipendio". Emanuele Matzuzzi è l’argomento del giorno tra i tifosi biancocelesti. Un gioco della memoria che Lotito ha scatenato dopo la sua intervista all’Ansa. Nel rispondere a Cragnotti, il presidente della Lazio ha detto: "Per colpa sua pago ancora lo stipendio di Matzuzzi". Ma che fine ha fatto quel giovane centrocampista promessa del 2000? Oggi vive a pochi chilometri da Nuoro, sulla costa orientale della Sardegna. Non è più professionista ma gioca in prima categoria, con la maglia del Siniscola: vera delizia per gli spettatori amanti del calcio "nudo e puro". "Mi diverto con gli amici la domenica ma non penso al ritorno a grandi livelli. Ho 32 anni e gli scarpini li ho appesi al chiodo da un pezzo". La voce è quella di un ragazzino, timido e riservato che non ha molta voglia di parlare di sè. Contattato da Piazza della Libertà.it, Emanuele Matzuzzi racconta la sua storia.
Promessa della Sampdoria, Matzuzzi sbarcò a Roma dopo un gol fantastico, che lo mise in vetrina nel calcio che conta: "Era la stagione 2000/2001, giocavo con la Samp e segnai il 2-0 contro la Ternana. Fu un bel gol sotto la sud che richiamò su di me l’attenzione di tanti club. Tra questi anche la Lazio che mi comprò proprio nell’anno in cui Attilio Lombardo tornava a Genova. Ero felicissimo. Mi ricordo gli allenamenti di Zoff con Veron e Nedved e il centro sportivo di Formello. Il sogno però durò poco: dopo un mese venni rispedito subito in prestito alla Sampdoria".
Misteri del calcio ?
"Chiamiamoli così, visto che non ho voglia di raccontare i veri motivi. Con la Samp le cose non andarono bene. Di positivo, in quell’esperienza, c’è solo l’amicizia che ancora mi lega a tanti calciatori soprattutto Sereni".
Dopo la Samp dove sei finito ?
"A Genova giocavo poco e la Lazio cominciò a cedermi in prestito in giro per l’Italia. Purtroppo, con quella formula, i club nei quali approdavo non avevano interesse nel farmi giocare e quindi feci poche apparizioni in campo. Inoltre la pubalgia cominciava a crearmi problemi: una serie di cose che mi spinsero nel corso degli anni lasciare presto il calcio".
La tua firma è impressa però sulla maglia dello storico "Piano Baraldi":
"La Lazio aveva problemi nel pagarci gli stipendi ed allora Baraldi propose a tutti queli che erano sotto contratto questa formula. Accettai senza problemi e oggi, fino a giugno, è l’attule gestione della Lazio che mi paga".
Ovvero Lotito:
"Esatto. Ho conosciuto il presidente della Lazio soltanto una volta al telefono. Quanto basta per capire che è un uomo di parola".
In che senso ?
"Nella mia Odissea tra i club d’Italia, ci fu anche il Latina. La società dell’epoca mi propose un contratto con una clausola particolare: mi avrebbero pagato solo se la Lazio avesse disputato un’amichevole contro di loro. Accettai senza problemi, solo che quell’amichevole non venne mai giocata e io, lo stipendio, non lo vidi mai. Arrivò poi la famosa telefonata con Lotito al quale feci presente la situazione. Mi assicurò che avrebbe risolto il problema. Dopo un mese la Lazio affrontò il Latina e io presi i miei soldi".
Dalla Lazio dei campioni al Siniscola in prima categoria. Paradiso e Inferno?
"Diciamo il contrario. Quel calcio era fatto solo di soldi e plus valenze. Oggi sto riscoprendo i veri valori di questo sport grazie al campetto del mio paese. Mi piace il lavoro che faccio (commerciante ndr) anche se il mio sogno è quello di lavorare come osservatore".
A Lotito lo hai detto ?
"Non sono il tipo. Però se gli servisse un consulente qui in Sardegna, può chiamarmi tranquillamente. Tanto fino a giugno sono ancora in busta paga…".(piazzadellaliberta)
Dic 27 2007
Lotito fa’ il sermone di Natale
Lotito promette acquisti a gennaio
Promette rinforzi a gennaio, va dritto per la propria strada su nuovo stadio e tetto salariale, mantiene le distanze da Cragnotti e dai "contestatori di professione manovrati da chi vuole costringermi a vendere". Vorrebbe che lo sport, "quello vero, di Abebe Bikila che vinse la maratona olimpica di Roma correndo a piedi scalzi", diventasse punto di riferimento per i giovani di oggi privi di valori, "che non vedono mai i genitori sempre al lavoro e non hanno piu’ punti di riferimento come la famiglia, la scuola, e gli oratori ma solo la logica del branco".
E’ un Claudio Lotito a 360 gradi quello che in un’ intervista all’Ansa, a fine anno, fa un bilancio della sua esperienza di presidente e azionista di maggioranza della Lazio, ruoli che intende continuare a ricoprire nonostante le contestazioni. "Chi me l’ha fatto fare di prendere la Lazio? – dice Lotito – Nessuno. Pero’ non pensavo di dover affrontare, oltre gli impegni di gestione di una societa’ tecnicamente fallita, anche problemi non preventivati, come l’ostilita’ di certe persone dovuta al fatto che per loro venivano meno dei vantaggi. Non credevo di dover girare con la scorta, e che avrei avuto questi problemi esistenti solo a Roma, con tante radio e tv locali che fanno disinformazione o informazione a senso unico".
Lotito ha la certezza di aver sempre parlato chiaro, e di aver detto che le vittorie dell’era Cragnotti ("che mi hanno lasciato 550 milioni di euro di debiti") possono essere ripetute nel rispetto delle norme che regolano una gestione sana e trasparente di una societa’ quotata in borsa, eppure viene messo in discussione da chi rimpiange le glorie del passato. "Ho spiegato che la nostra attuale dimensione e’ tra le prime sei del campionato – spiega il presidente – invece l’anno scorso siamo arrivati terzi e mi hanno pure contestato: si tratta di gente che vorrebbe mantenere dei privilegi. Stanno tentando di costringermi a vendere".
Tra i possibili compratori c’e’ la famiglia Tulli ?
"La Lazio non e’ in vendita, ma pensino alla Cisco e ai loro risultati a tutti noti".
Lotito continuera’ a stare nel mondo del calcio, con un ruolo importante anche in Lega:
"Sono convinto che questo sistema sia da cambiare: lo vuole anche la gente. I tifosi che mi contestano sono pochi,e strumentalizzati. Molte persone non vanno piu’ allo stadio perche’ si sono stancati di sentire ‘Lotito pezzo di m…’. Uno durante la partita, specie se ci va con i figli, non vuole sempre sentire ululati e cori d’insulti".
Intanto e’ in arrivo gennaio, e quindi anche la ‘finestra di mercato’ da cui si attendono rinforzi, come minimo un portiere.
"Di portieri ne ho gia’ presi tre… – puntualizza – comunque faremo tutto cio’ che e’ necessario per migliorare la squadra dal punto di vista tecnico. Ma la prima cosa e’ che la Lazio riacquisti coscienza dei propri mezzi: la scorsa estate non e’ stata indebolita, e non e’ vero che non ha un organico all’ altezza, visto che ci sono 28 giocatori. Certo questa sequenza d’infortuni non era stata prevista’‘.
Sulla questione dello stadio il presidente appare molto deciso:
"Parlo sul serio quando dico che ne faccio uno nuovo – sottolinea -. Se mi danno uno spazio a Roma bene, altrimenti saro’ costretto a farlo fuori. Il Flaminio era un’ipotesi irrealizzabile, ormai e’ del rugby e poi per noi era inadeguato perche’ non ci si possono fare i lavori per costruire strutture che ci possano consentire dei ricavi. Uno stadio, come ho sempre detto, deve vivere sette giorni la settimana e 365 giorni l’anno, e non solo quello della partita. Conta l’indotto, la possibilita’ di avere una struttura dove poter andare tutta la settimana, per questo il nuovo impianto deve essere decentrato ma facilmente raggiungibile su rotaia e su gomma".
Lotito continuera’ a fare a modo suo anche sugli ingaggi, perseguendo l’obiettivo del risanamento societario, gia’ raggiunto a parte i debiti rateizzati con il fisco.
Ma come fara’, allora, a trattenere gente come Rocchi, visto che alla Lazio c’e’ un tetto salariale di 500mila euro netti all’anno ?
"Sono obbligato a rispettarlo – spiega Lotito – perche’ ho fatto una transazione con il fisco e non posso farlo saltare. A Rocchi e agli altri posso pero’ dare dei premi personali in base al rendimento e al piazzamento della squadra".
C’e’ poi una considerazione su Calciopoli 2, ed il fatto che molti abbiano continuato a rivolgersi a Luciano Moggi.
"Io sono autonomo – dice Lotito – non dipendo da nessuno, non ho avuto rapporti con gente che potesse alterare il sistema. Le regole si rispettano; quando mi sono ritenuto danneggiato mi sono rivolto a interlocutori istituzionali, come il presidente federale".
E cosa pensa del deferimento di Delio Rossi per quella telefonata con lo stesso Lotito prima di un Lazio-Lecce ?
"Le sue parole – risponde – non erano certo volte ad alterare il risultato di quella partita. A proposito di Rossi, ne approfitto per ricordare che ha un altro anno di contratto con noi, e gli ho anche proposto di allungare l’accordo".
A Madrid, a vedere la Lazio contro il Real c’era anche Sergio Cragnotti, che poi si e’ proposto per un’eventuale collaborazione: perche’ Lotito gli ha risposto cosi’ duramente ?
"Nessun problema per il fatto che lui sia andato a Madrid. Almeno finora, Cragnotti e’ una persona libera e puo’ fare cio’ che vuole. Ma la sua collaborazione non e’ possibile, perche’ a causa sua sto ancora pagando un’altra squadra, oltre a quella attuale, ovvero gente come Dino Baggio, Pancaro, Negro, Peruzzi, Liverani, Giannichedda, Matzuzi, ed altri costi riferiti a Nedved e Mendieta. Quindi, pur ringraziando Cragnotti, la sua presenza non e’ compatibile con la mia gestione ispirata a criteri e comportamenti diversi".
Come dire che in casa Lazio non c’e’ spazio per il passato che ritorna.
di Alessandro Castellani
ANSA









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