Gen 31 2008
Intanto Dabo’ ha fatto le visite mediche
Dabo, il piacere di sentirsi di nuovo a casa
In mattinata la firma del contratto che lo lega alla Lazio fino al 2010. Poi, nel primo pomeriggio, il ritorno a Formello con tanto di allenamento. Quindi davanti alla tivù a tifare per la sua Lazio impegnata a Firenze in coppa Italia. E alla fine grande gioia per la bella prova al Franchi che vale la qualificazione in semifinale. Insomma meglio di così non poteva cominciare la seconda avventura laziale di Ousmane Dabo, terzo acquisto laziale di questo mercato di gennaio e primo cavallo di ritorno dell’era Lotito. Un altro segnale di come le strategie di mercato del presidente abbiano avuto una decisa sterzata in questo inizio del 2008.
18 MESI DOPO Il suo arrivo alla Lazio, diciotto mesi dopo quell’addio che era invece un arrivederci, ha fatto felici tutti. I tifosi, che con Ous hanno sempre avuto un buon feeling; i compagni di squadra che ritrovano un amico prima ancora che un valido collega; e Delio Rossi, che ha finalmente quel vice-Ledesma che invocava dalla scorsa estate. Ma il più contento di tutti è proprio lui. Lo ha confidato agli amici ieri mattina quando anche le ultime pratiche sono state sbrigate e il suo ritorno alla Lazio è diventato ufficiale. E, per festeggiare la notizia, ha anche intonato l’inno della Lazio. Che non ha certo dimenticato in un anno e mezzo di permanenza nella Premiership.
RINASCITA Un’avventura, quella inglese, che Dabo aveva affrontato con grande entusiasmo e che si è invece trasformata in un incubo. Nell’estate del 2006, pur a malincuore, il cosmopolita Dabo aveva deciso di lasciare la Lazio per una scelta di vita. Certo, sulla sua decisione aveva pesato anche l’ingaggio da 1,4 milioni accordatogli dal Manchester City. Un bel gruzzolo, una offerta che sarebbe stato delittuoso rifiutare. Ma i soldi non sono tutto nella vita. E Dabo lo ha dimostrato in questi ultimi giorni, rinunciando a un contratto a quelle cifre fino al 2009 per firmarne un altro a 750.000 euro (riduzione dunque del 50 per cento) con la Lazio fino al 2010.
FELICE «Per me è come tornare a vivere» ha detto ai suoi amici romani che hanno accolto il ritorno a «casa» con grande entusiasmo e con i quali si è sempre tenuto in contatto in questi mesi per parlare di tante cose, e di Lazio in particolare. Ma in realtà anche con la sua nuova- vecchia squadra il rapporto non si è mai interrotto. Nella scorsa stagione è stato un paio di volte a Formello per salutare Rossi e i compagni, cui ha regalato anche alcune maglie del Manchester City. Da oggi tornerà a lavorare al loro fianco tutti i giorni. Negli ultimi mesi non si è divertito molto. Manchester gli è sembrata ancora più triste, più dura allenarsi, vivere il club con la necessaria serenità per fare bene. Ha giocato poco, troppo poco negli ultimi tempi e allora è anche per questo motivo che ha una gran voglia di gettarsi subito nella mischia, di convincere Delio Rossi che è pronto a dare una mano, che è migliorato al punto di meritare il palcoscenico del campionato italiano. Non vede l’ora di riabbracciare l’Olimpico. E vuole aiutare la sua Lazio a risalire la classifica, magari già da domenica contro la Sampdoria (transfer permettendo). Avrà di nuovo sulle spalle la sua maglia numero 6, appena lasciata libera da Scaloni. Un segno del destino…(Gazzetta dello sport)







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