Archive for 31 Marzo 2008

Mar 31 2008

Ao domani c’e’ Roma-Manchester…che ve’ ricorda ???

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Ao sara’ ma io pensandoci bene qualche ricordo legato a queste due squadre ce l’ho……….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mar 31 2008

Ore decisive per Behrami

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Lazio-Behrami alla stretta finale
Lotito spinge per il rinnovo del contratto: entro 15 giorni la risposta del giocatore. E il Siviglia resta in prima fila
Se si parla di progetto Arsenal, il nuovo Behrami è un asso da blindare. Ha 23 anni, si sta preparando agli Europei che affronterà da protagonista con la Svizzera, ha gli occhi di mezza Europa addosso. E forse non è ancora riuscito a tirare fuori il meglio delle sue potenziali­tà. Frenato dagli infortuni e da una macchina muscolare che ha sempre bisogno di essere messa a punto, non ha mai giocato con grande continuità: 26 presenze nel primo campionato con la La­zio, 17 nella stagione passa­ta, 19 quest’anno.
APPROCCIO - Lotito è partito in pressing, ma la trattativa è durissima, complicata. E si sta trasformando in un vero e proprio braccio di ferro. Il Siviglia lo aspetta, alme­no altri tre club inglesi ( Liverpool, West Ham, Tottenham) si sono mossi per pre­sentare offerte sontuose. E cercheranno di capire, entro quindici giorni, la risposta di Behrami, diviso tra la possibilità di tenta­re un’avventura all’estero, in un calcio di alto livello ma con meno stress ambienta­le, o se continuare alla Lazio.
PRESSING - Lotito è partito dalla proposta di un rinnovo di cinque anni. Behrami era stato acquistato nell’estate 2005 ed entrerà in scadenza nel 2010, ma già alla fine di questo campionato potrà av­valersi della clausola Fifa, esercitando la risoluzione unilaterale per l’estero. Le parti sono lontanissime. E si parla di soldi, di intesa eco­nomica. E’ ovvio che ora Be­hrami possa far valere una posizione di forza nella trat­tativa. E se il progetto Lazio può affascinarlo in prospettiva, il suo mer­cato in Europa è pronto a svilupparsi subi­to e bene su cifre importanti.
SPAGNA - Il Siviglia, che l’estate scorsa per prima ha usufruito della clausola Fifa prendendo De Sanctis dall’Udinese, ha buone possibilità di ottenere la qualifica­zione alla Champions League anche per la prossima stagione. Si è fatto sotto, un cor­teggiamento serrato e attende che lo sviz­zero ceda. Dalla sua, ha anche il fascino di una città meravigliosa. E negli ultimi anni il club andaluso si è attestato su posizioni importanti in Europa. Le offerte inglesi so­no assai allettanti dal punto di vista econo­mico. E rappresentano un’altra tentazione per Behrami, 23 anni da compiere il 19 aprile, atteso protagonista agli Europei in Svizzera e Austria.
COMPROMESSO - Lotito non intende perderlo, continua a pressarlo. E si sta facendo largo, per trovare una solu­zione soddisfacente, un’al­tra ipotesi, ovvero il rinno­vo del contratto per una sola stagione. Que­sto consentirebbe alla Lazio e al giocatore di rinviare di dodici mesi la cessione, evi­tando la clausola Fifa. Ma il presidente biancoceleste non ha alcuna intenzione di perderlo, neppure tra un anno. Valuta il suo cartellino 12 milioni per i club italiani, 10 per l’estero. Ma la rescissione attraver­so clausola Fifa porterebbe nelle casse del­la Lazio un modesto indennizzo, circa due milioni di euro. E significherebbe una mi­nus- valenza rispetto al prezzo pagato tre anni fa (6,5 totali) per acquistarlo da Vero­na e Genoa (era in comproprietà).
SCENARI – Nei giorni scorsi si sono diffu­se le indiscrezioni di un interessamento della Fiorentina nei con­fronti del centrocampista kosovaro. Piacerà di sicuro al diesse Corvino, al mo­mento però non può esserci altro che un gradimento: Behrami, se dovesse lascia­re la Lazio, potrebbe andare solo in Spagna o in Inghil­terra grazie alla clausola Fi­fa. E per le eventuali pretendenti italiane, avendo un contratto firmato sino al 2010, ci sarebbe da scontrarsi con Lotito, che sino­ra (in condizioni del tutto particolari) dei big ha ceduto sotto la sua gestione soltan­to Oddo al Milan. Per ora la società bianco­celeste è ancora concentrata e convinta di poter strappare l’accordo per il rinnovo.(corrieredellosport)

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Mar 31 2008

Offerto Saviola

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Lotito conferma: «Ci è stato proposto un giocatore del Real»
Il suo nome, nei giorni scorsi, era stato accostato al Napoli. Ma Javier Pedro Saviola è stato proposto anche alla Lazio. L’indiscrezione era già emersa du­rante la scorsa settimana. Ieri Lotito, sen­za citare esplicitamente il fantasista ar­gentino, ne ha dato la conferma. Il presi­dente biancoceleste era ospite della "Gio­stra del Gol", la trasmissione di Rai Inter­national, che ogni domenica pomeriggio porta in giro per il mondo (e in diretta) tutti i gol del campionato italiano. Nella prima parte della trasmissione, Lotito ha parlato del futuro e, raccontando il suo progetto, ha svelato il retroscena di mer­cato:
« C’è stato offerto un giocatore del Real Madrid e questo dimostra come la Lazio sia tornata credibile nel panorama internazio­nale » .
RILANCIO – Lotito stava parlando di Saviola, appe­na sei presenze e 244 minu­ti nella Liga quest’anno con il Real Madrid. Da stella del calcio argentino a ta­lento incompreso: l’ex fe­nomeno del River Plate, 27 anni da compiere l’ 11 di­cembre, ha bisogno di ri­lanciarsi. E di tornare ai li­velli raggiunti con il Bar­cellona: 43 reti in 103 par­tite nell’arco di tre anni, ma anche rap­porti tormentati prima con Van Gaal e poi con Rijkaard. Un anno in prestito al Mo­naco, un altro al Siviglia, quindi l’ultima esperienza al Barcellona prima di passa­re ai rivali del Real Madrid, dove non è proprio riuscito ad ambientarsi. E ora, sotto contratto sino al 2011, sta cercando una nuova collocazione. Per rilanciarsi, per rimettere in mostra i suoi colpi. E la Lazio, sotto questo aspetto, potrebbe rap­presentare la soluzione ideale.
PANDEV – C’è una pista spagnola, tutta da seguire, nel prossimo mercato biancoce­leste. Già, perché Lotito ha conosciuto e vanta buoni rapporti con Calderon, presi­dente del Real. E nel nuovo progetto pos­sono entrare proprio questa tipologia di campioni veri da rilanciare, un po’ come è successo a gennaio con Rolando Bian­chi, convinto a sposare la Lazio. Saviola, 40 presenze e 11 gol con la nazionale ar­gentino, è un piccolo Baggio. Una secon­da punta assai tecnica. Il Real Madrid, che controlla tanti giocatori e altrettanti dovrà piazzarne sul mercato, sarebbe di­sposto anche a pagare una parte dell’in­gaggio. Da non trascurare, però, che Cal­deron e Mijatovic siano interessati a Go­ran Pandev: avevano chiesto informazio­ni dopo averlo ammirato nella doppia sfi­da di Champions, non avrebbero mollato la presa. Si vedrà, tenendo presente la promessa di Lotito ( «Pandev non lo ven­do » ), ma anche la necessità di adeguare il contratto e l’ingaggio del talento mace­done, che guadagnerebbe miliardi in tutta Europa.
CASSANO – Non per caso, qualche settimana fa, era­no nate le indiscrezioni re­lative a Cassano, con la La­zio pronta a entrare in azio­ne nel caso in cui la Sam­pdoria non lo riscattasse. A riprova del rapporto, delle relazioni con il Real Ma­drid e dell’interesse verso questo tipo di mercato: po­trebbe nascere qualcosa anche con il Barcellona.

«La Lazio deve trasformar­si in un trampolino di rilancio, stiamo puntando sui giovani, investimenti mira­ti. Ho sempre parlato di un progetto tipo Arsenal» ha spiegato ancora Lotito, riba­dendo la sua piena fiducia in Rossi e nel­lo staff tecnico: «I suoi collaboratori vivo­no a Formello, sono dei grandi lavorato­ri. E anche Delio abita vicinissimo al cen­tro sportivo, è tutto casa e bottega. Roma neanche la conoscono. Il Napoli? Sorrido a questa domanda, perché Rossi ha un contratto sino al 2009 e la società inten­de trovare l’accordo per un prolungamen­to » . Il tecnico romagnolo, anche venerdì, nel classico gioco delle parti, ha auspica­to un incontro. Presto, con Lotito, si misu­reranno sui piani futuri.(corrieredellosport)

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Mar 31 2008

Per Rocchi 70 gol con la Lazio

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Con Bianchi è un altro Rocchi
E’ arrivato a 70 gol nella Lazio, ne ha fatti 5 con Rolando in campo
Settanta gol con la maglia della La­zio, otto negli ultimi due mesi. Rocchi ha ri­sposto così all’acquisto di Bianchi, decisivo per riaccendere la squadra biancoceleste. Stimoli nuovi e un potenziale offensivo enor­me, che ha permesso al capitano della Lazio di ritrovare libertà sotto porta e divertimento nel­le giocate. Il tridente fun­ziona, ancora di più Roc­chi, autore del gol del pa­reggio con l’Inter, sem­pre più uomo-simbolo del club di Lotito. Formi­dabile il taglio da sini­stra, sul filo del fuorigio­co, per prendere in velocità la coppia centra­le formata da Rivas e Burdisso e farsi trova­re pronto sul lancio lunghissimo di Ledesma. Rocchi ha aspettato che Julio Cesar uscisse, poi lo ha beffato con un tocco morbido, mi­rando l’angolino.
PRIMATO – Ha festeggiato come al solito, con il pollice e l’indice della mano sinistra, mi­mando il gesto di sua figlia, la piccola Camil­la. Tommaso ha realizzato il dodicesimo gol in campionato, diciassettesimo nella stagio­ne, considerando Champions (4) e Coppa Ita­lia (1). Un bomber capace di segnare con una regolarità impressionante. E’ appena entra­to, per la quinta stagione consecutiva, in dop­pia cifra. Rocchi aveva cominciato nell’ulti­ma stagione di Empoli, segnando 11 gol. Ha proseguito con la Lazio: 13 reti, 16 e 16 nei suoi primi tre campionati con la maglia bian­coceleste. Gli mancano sette giornate per pro­vare a eguagliare il re­cord personale in cam­pionato. Ma si trova a due sole lunghezze dal primato stagionale di gol (19), raggiunto l’an­no scorso, quando ai se­dici del campionato ne aggiunse tre in Coppa Italia.
TRIDENTE – L’effetto Bianchi si è tradotto per Rocchi in nuovi movimenti e una minor pres­sione da parte dei difensori centrali avversa­ri. Si è sbloccato a Firenze, in Coppa Italia, il 30 gennaio, segnando il gol-qualificazione, e non s’è più fermato. Otto reti in due mesi, di cui cinque quando in campo c’era anche Ro­lando Bianchi. Il primo risale alla sfida con l’Atalanta, quando proprio l’ex centravanti del Manchester City conquistò nei minuti fi­nali il rigore del 3-0 trasformato da Rocchi. Ma poi ne sono arrivati altri. Uno con il Li­vorno (2-0), uno a Udine (2-2), uno su rigore con la Roma (3-2) e infine quello di sabato se­ra, senza trascurare l’assist a Bianchi nella partita con il Milan, quando Rossi lanciò il tridente per la prima volta.
STORIA - Nella classifica dei gol totali con la maglia della Lazio, Roc­chi è il sesto bomber di sempre e si sta avvici­nando sempre di più a Puccinelli. Gliene man­cano 8 per raggiungerlo a quota 78. Sarebbe una grande impresa per Tommaso riuscirci entro la fine della stagione, ma significherebbe segnare quasi un gol a parti­ta, comprendendo le semifinali di Coppa Ita­lia con l’Inter e l’eventuale finale del 24 mag­gio allo stadio Olimpico, magari con la Roma, a cui ha già segnato quattro gol nei derby, l’ultimo su rigore il 19 marzo. Un traguardo che, nel tempo, raggiungerà di sicuro. Si è le­gato alla Lazio per i prossimi cinque anni. L’obiettivo di Tommaso è superare quota 100 gol con la maglia biancoceleste, cercando di salire sul podio dei bomber di sempre.(corrieredellosprt)

1. PIOLA 150

2. SIGNORI 127

3. CHINAGLIA 122

4. GIORDANO 108

5. PUCCINELLI 78
6. ROCCHI 70
7. GARLASCHELLI 51

8. CASIRAGHI 76

9. S. INZAGHI 54

10. MORRONE 53 

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Mar 31 2008

Rocchi & Pandev: Colpo su’ Colpo

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Rocchi-Pandev, sorpassi fra bomber
Rocchi-Pandev, duello a suon di gol. E tutto a vantaggio della Lazio e di Delio Rossi che gongola. Una corsa affascinante, fatta di sorpassi e controsorpassi. Quasi fosse una gara a chi deve arrivare per forza primo. Ma non è così, sono amici sul campo e fuori, i due, anche se quello che stanno facendo vedere dall’inizio della stagione è davvero impressionante. Nemmeno Signori e Casiraghi ai bei tempi sono riusciti a correre appaiati: Beppe staccava sempre Gigi. Una sfida nella sfida, si direbbe.
Basti pensare che fino a una quindicina di giorni fa il macedone era riuscito a stare sempre sopra il suo compagno. Ed era la prima volta da quando è biancoceleste, ossia dal 2004. Una bella soddisfazione, insomma, soprattutto per chi come lui a questo non era affatto abituato. E invece, sul più bello ecco che Rocchi si mette a fare Rocchi. Dall’inizio del nuovo anno, infatti, l’attaccante veneziano sembra aver messo una marcia in più, tanto da infilare una serie positiva che ha avuto il suo ultimo atto proprio sabato sera con l’Inter. Già perché adesso il numero 18 della Lazio è salito a quota 17 reti stagionali, contro le 16 di Pandev. Tutto questo non ha certo tolto il sorriso al neo trequartista laziale anzi, per la verità è stato il primo a saltare addosso a Rocchi quando ha segnato la rete del pareggio all’Inter. E del sorpasso ai suoi danni. Lui, il macedone, è felice lo stesso perché a sette giornate dalla fine ha già eguagliato il suo record di 11 gol in campionato. Ancora una e si potrà togliere l’ennesima soddisfazione. Per non parlare dell’altro che, con i suoi 12 gol, è il quarto italiano nella classifica dei bomber. Non solo. Fino adesso è riuscito a mettere dietro di sé giocatori ben più decantati e acclamati come Amauri, Del Piero, Pazzini, Suazo e via dicendo. E anche questa non è una cosa da poco. Forse, per quello che ha fatto e sta facendo da anni è troppo sottovalutato, anche e soprattutto dallo stesso Donadoni che l’ha ingiustamente dimenticato. A parte tutto, l’importante è che la corsa riprenda al più presto. Pandev insegue e vuole il sorpasso. I tifosi seguono la sfida con uguale passione: ogni gol, del resto, è una festa.(ilmessaggero)

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Mar 31 2008

Il peso del ritorno di Dabo’

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Dabo ci mancava
Un anno e mezzo lontano dalla Lazio non gli hanno fatto dimenticare lo spartito di Delio Rossi. Ousmane Dabo si è ripreso lo scettro del centrocampo, con la classe e la personalità dei grandi calciatori, deciso a riconquistare l’affetto di quella tifoseria che aveva lasciato per tentare l’avventura in Premier League. L’esperienza inglese, però, ha riservato più amarezze che soddisfazioni al francese tanto che ha cominciato ad avvertire la nostalgia di Roma e della Lazio. Così, sulla scorta di alcune richieste arrivate dalla Francia e dalla Germania, ha deciso di cambiare nuovamente gli orizzonti della sua carriera. Poi, all’improvviso, la telefonata della Lazio: «Se vuoi, proviamo a farti tornare». Dal quel momento è diventata una questione fra Dabo e il Manchester City, il club al quale era legato fino al 2009.
Trovato l’accordo con la società inglese, Dabo ha dato la propria disponibilità alla Lazio e, dopo aver preso dal Manchester una liquidazione per rescindere il contratto, si è accordato con Lotito per il minimo salariale fino a giugno. Praticamente appena 10 mila euro netti… Poi un nuovo contratto fino al 2010, a una cifra comunque nell’ambito dei parametri societari fissati dal presidente. Nelle prime partite Dabo ha scontato una certa ruggine fisica accumulata, giocando ben al di sotto delle possibilita. Ma Rossi, dopo averlo tenuto un po’ fuori, l’ha ripresentato al meglio della condizione e il centrocampista ha fugato anche i piccoli dubbi coltivati dal tecnico sulla tenuta atletica. Adesso il francese è diventato il faro del reparto e, con il suo rendimento, è cresciuto anche quello di Ledesma. L’argentino si può dedicare soprattutto a schermare la difesa, mentre Dabo può pensare a riproporre il gioco. Due mediani e due registi allo stesso tempo: una grande trovata tattica di Rossi.
Contro l’Inter ha disputato la partita numero 200 in serie A ed è uscito rammaricato per non aver festeggiato con il gol: colpa della bravura di Julio Cesar, nel primo tempo, e della traversa, nella ripresa. Da ex nerazzurro ci teneva tanto a rovinare la serata all’Inter, comunque è risultato il migliore in campo. E, all’Inter, si sono pentiti di aver preso il costoso Maniche e non Dabo, nel mercato di gennaio. Ugualmente una bella rivincita per il centrocampista laziale che, a 31 anni, sta vivendo una seconda giovinezza. In Italia ha esordito proprio nell’Inter, poi ha giocato nel Vicenza, Parma, quindi una breve parentesi al Monaco prima di tornare in Italia con la maglia dell’Atalanta. Alla Lazio è arrivato nel 2003 e nel 2006 è andato in Inghilterra. In totale, con la maglia biancoceleste, ha giocato 106 partite, con 3 gol.
Duecento presenze in A rappresentano comunque un traguardo importante per qualsiasi calciatore professionista. Ousmane Dabo, oltre alle sue qualità tecniche, ha portato nello spogliatoio anche un fattore positivo a livello psicologico, reintegrandosi subito con i vecchi compagni e amici. Nel rapporto costo-qualità, l’acquisto di Dabo e quello di Radu sono stati i più indovinati del mese di gennaio. Il francese perché è subito diventato un punto di forza della squadra, soffiando il posto a Mudingayi, il rumeno perché, considerata la giovane età, ha interessanti prospettive di carriera davanti. Ma gli applausi dell’Olimpico, nella notte di sabato, sono stati soprattutto per Dabo. Riconoscenti e meritati.(Il Messaggero)

 

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Mar 31 2008

Rossi: Nessun problema con Spalletti

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Rossi: «Con Spalletti sana rivalità»
Il tecnico della Lazio: «Contro il Parma match particolare»
«Alla luce di quanto accaduto al tifoso del Parma, credo che la partita di domenica proprio contro i gialloblù non sarà una gara come tutte le altre». Delio Rossi sa che il prossimo match di campionato al Tardini contro il Parma non sarà semplice: «Sarà una domenica atipica – ha detto l’allenatore biancoceleste a Radio Kiss Kiss – e tutto ciò è un male per il calcio perchè a mio parere si dovrebbe parlare sempre e solo dei fatti che riguardano il campo di gioco».

DUALISMO CON SPALLETTI ? - Rossi ha parlato poi della sua rivalità con Spalletti, del botta e risposta tra i due prima e dopo il derby. «Un po’ di sale nella vita ci vuole, ma senza andare oltre. Da parte mia non ci sono problemi, lo stimo e nutro grande rispetto sia del professionista che dell’uomo. Mi dispiace perchè sembra sempre che si voglia creare un dualismo tra due allenatori che rappresentano le rispettive squadre».

FUTURO INCERTO - Sul suo futuro il tecnico della Lazio preferisce non sbilanciarsi: «Il mio futuro? Penso che lo sto costruendo con il presente. Ho un altro anno di contratto e penso di onorarlo. Mi siederò con la società per discutere sul da farsi. L’Inter? Non è brillante in questo momento. Credo che sabato avremmo meritato di vincere alla luce di quanto espresso in campo. Ad ogni modo considero la formazione nerazzurra la più forte come organico e fisicità: ha talmente tanta qualità che ti può castigare da un momento all’altro».(corrieredellosport)

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Mar 31 2008

Ci risiamo: Si piange un’altro Tifoso

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CRONACA Tragedia in un autogrill vicino Asti: un pullman di tifosi bianconeri investe e uccide un tifoso emiliano, Matteo Bagnaresi, 28 anni. L’autista bergamasco indagato per omicidio colposo. Scontro sulle ricostruzioni. Il questore: «Niente scontri, fatalità». Un testimone: «Juventini aggrediti». Solidarietà da Abete. Juve-Parma rinviata: recupero il 16 aprile?
Un giovane tifoso del Parma è stato travolto e ucciso nell’area di servizio «Crocetta», vicino Torino, da un pullman di tifosi della Juventus. L’incidente è avvenuto attorno alle 12.45. La vittima si chiamava Matteo Bagnaresi, viveva a Parma e avrebbe compiuto 28 anni a settembre. Era figlio unico e faceva parte dei «Boys», storico gruppo della tifoseria gialloblù.

AUTISTA ACCUSATO DI OMICIDIO COLPOSO, È BERGAMASCO - L’autista del pullman è indagato per omicidio colposo ma il magistrato non ha disposto nei suoi confronti l’arresto. L’autista ha ribadito agli investigatori di non essersi accorto di nulla e di essersi fermato in autostrada, a poca distanza dall’area di servizio dove è avvenuto l’incidente, perchè alcuni tifosi presenti nel pullman gli hanno segnalato che era accaduto qualcosa. L’autista si chiama Siro Spolti, ha 40 anni ed è contitolare con il padre di un autonoleggio a Covo (Bergamo), paese dove abita. A bordo del mezzo killer, che è stato posto sotto sequestro dalla procura della Repubblica di Asti, c’erano tifosi del Juventus Club di Crema (Cremona). Il pullman era partito in mattinata da Crema. I tifosi cremaschi che si trovavano su quel pullman hanno trascorso tutto il pomeriggio ad Asti dove sono stati interrogati.

LA VITTIMA ERA STATO ESPULSO PER TRE ANNI DAGLI STADI - Matteo Bagnaresi da poco tempo aveva riottenuto il diritto di andare allo stadio. Per gli incidenti del 6 gennaio 2005 tra ultras parmigiani e proprio quelli bianconeri in parma-Juventus al Tardini era stato, infatti, raggiunto da un Daspo, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive, della durata di tre anni. Bagnaresi in passato ha avuto anche qualche segnalazione e denuncia per manifestazioni non autorizzate e occupazioni: era attivo nell’ambito dei centri sociali di Parma.

RINVIATA JUVE-PARMA, PROBABILE RECUPERO IL 16 APRILE - Ufficializzata la decisione delle due società, con il benestare delle autorità competenti, di rinviare il match in segno di lutto.La data che tutti danno per probabile è quella di mercoledì 16 aprile, ma ovviamente sarà la Lega a doversi pronunciare ufficialmente. La morte del tifoso del Parma è avvenuta nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell’area di servizio Badia al Pino il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.

UNA PRIMA RICOSTRUZIONE - Secondo quanto si è appreso a Parma, all’area di servizio Crocetta Nord (sull’A21 che unisce Piacenza a Torino) ci sarebbe stato il contatto quando il mezzo è arrivato nella zona dove sostavano altri 4 pullman di tifosi gialloblu. L’autista del mezzo – partito da Crema da uno Juventus Club – forse impaurito dalla situazione, avrebbe fatto manovra accelerando e travolgendo con gli pneumatici il ventottenne parmigiano. La vittima sarebbe stata investita vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti. Subito dopo aver appreso la notizia dell’investimento, il sindaco di Parma Pietro Vignali aveva rivolto un appello per chiedere l’annullamento della partita con la Juventus, esprimendo «Cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane e a tutta la tifoseria crociata, in attesa di conoscere l’ esatta dinamica dell’incidente».

LA TESTIMONIANZA DI UN AMICO DI MATTEO - Secondo l’ANSA un tifoso del Parma ha confermato telefonicamente la versione riferita dall’autista del pullman dei tifosi juventini alla Polizia stradale: «Matteo era vicino alle ruote del bus e il mezzo lo ha travolto, poi è ripartito. L’autista non lo ha visto e non si è accorto di quello che era successo. Qualcuno di noi si è invece accorto subito dell’investimento e ha urlato all’autista di fermarsi, ma lui, forse impaurito e pensando che fossero minacce, ha proseguito».

IL QUESTORE: «SOLO FATALITA’, IL TIFO NON C’ENTRA» – «Il tifo stavolta non c’entra». Secondo il questore di Asti, Antonio Nanni, la morte di Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma travolto e ucciso da un pullman di tifosi juventini nell’area di sosta di Crocetta Nord sulla A21, è «una tragica fatalità». «Stavano andando via – dice Nanni intervistato da Mediaset – l’autista dice che non l’ha visto. Non ci sono stati scontri. Non ci sono bottiglie e oggetti a terra. Non ci sono testimoni esterni. Il benzinaio era rivolto di spalle. È stata una terribile disgrazia».La versione ufficiale però non collima con la testimonianza di un tifoso della Juve a bordo del pullman, che, ai microfoni di Controcampo, parla invece di fuga dall’aggressione dei tifosi del Parma armati di cinghie: «Il ragazzo si è piazzato davanti al pullman, e l’autista non poteva far niente per evitarlo».

MINUTO DI SILENZIO OGGI IN A - Sui campi di calcio di Serie A oggi è stato osservato prima delle partite un minuto di raccoglimento in memoria del tifoso morto. La decisione è stata presa dalla federcalcio d’intesa con la Lega professionisti. A Livorno applausi da parte dei tifosi di ogni settore dello stadio hanno accompagnato il minuto di silenzio deciso dalla Lega, ad Empoli I tifosi, gemellati con quelli del Parma, hanno reso omaggio alla vittima, togliendo tutti gli striscioni dallo stadio. I sostenitori azzurri hanno esposto solo un grande lenzuolo bianco con la scritta «Ciao Matteo». Gli ultras della squadra toscana hanno deciso di non tifare. Durante il minuto di raccoglimento nello stadio c’è stato il silenzio assoluto, solo al termine il pubblico ha applaudito.

COBOLLI GIGLI: «GIUSTO FERMARCI» - «Credo che sia il caso di aspettare la ricostruzione degli eventi. Mi auguro che il lutto sia causa di una fatalità e non di incontri aggressivi tra le tifoserie. La faccenda è di una gravità enorme». Il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, spiega in conferenza stampa con il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, la decisione di rinviare Juventus-Parma dopo la morte del tifoso gialloblù in un incidente sull’autostrada A21. «Penso che ogni giorno succedano decine di incidenti in Italia, ma quando vedono coinvolti dei tifosi mi sembra naturale di prendere la decisione di non giocare. Noi siamo stati informati alle 13. Non tutti hanno la stessa idea. Noi come responsabili delle società siamo convinti di aver preso la decisione giusta. Condivisa dalla Lega e dalla Figc. Non abbiamo ancora deciso la data per il recupero».

GHIRARDI: «POCO PIÙ GIOVANE DI ME, UNA TRAGICA FATALITÀ» - Il tifoso del Parma investito e ucciso in una stazione di servizio dell’autostrada A21 si chiamava Matteo Pagnaresi, 28 anni, appertenente al gruppo dei «Boys». Lo ha reso noto il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi: «È una disgrazia e non aggiungo altro. Ed era giusto nel rispetto del lutto per la famiglia di questo ragazzo che non si giocasse. Ringraziamo la Juventus, per aver rispettato il nostro dolore. Alle 13 abbiamo appreso la notizia. Pare sia stata una tragica fatalità».

OLIMPICO DI TORINO VUOTO - Lo stadio di Torino si è svuotato, in silenzio, appena il pubblico ha avuto, dallo speaker, la notizia del rinvio. Al di fuori dello stadio il deflusso dei tifosi è stato regolare, i pullman di sostenitori del Parma non sono arrivati a Torino. Secondo quanto si è appreso ne erano in viaggio due verso Torino, entrambi fermi alla stazione di servizio Crocetta nord quando è avvenuto l’investimento, alle 12:45.

SOLIDARIETA’ DA ABETE – «Il presidente della Figc, Giancarlo Abete – ha comunicato la Federcalcio – esprime dolore per il tragico incidente avvenuto poco prima della partita Juventus-Parma e rivolge un pensiero di vicinanza e di solidarietà alla famiglia di Matteo Bagnaresi, alla società Parma e al suo presidente Ghirardi».(corrieredellosport)


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