Archive for Giugno, 2008

Giu 29 2008

Zarate va’ gia’ in Rete…

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La notizia dell’acquisto di Zarate sta’ girando molto su’ internet, vediamo come e’ stata lanciata dai maggiori siti di Lazio e di calcio in generale, sia in Itali che in Argentina:

 SOLO LA LAZIO BY PIOJO
 
 IRRIDUCIBILI 1987 BY MANUEL

CORRIERE DELLO SPORT

 IL MESSAGGERO
 
 GOAL.COM

PIAZZA DELLA LIBERTA
 
CITTACELESTE
 
ESPN
 TELAM

 OLE’
 
CLARIN
 
IRRIDUCIBILI.ES BY CAPO
 
 

 

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Giu 29 2008

Spagna-Germania 1-0: Spagna Campione d’Europa

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La Spagna è campione d’Europa. Quarantaquattro anni dopo la vittoria del 1964 (nell’Europeo giocato in casa), le Furie Rosse hanno ripetuto l’impresa battendo 1-0 la Germania nella finale di Vienna. La prestigiosa firma sul successo che fa gioire 44 milioni di spagnoli è quella di Fernando Torres, freddo e spietato quando si è trattato di tagliare a fette la difesa tedesca e di segnare il gol che ha deciso la finale. E’ il trionfo del Niño, ma anche quello di Luis Aragones e di una squadra di ragazzi terribili che ha fatto vedere il miglior calcio dell’Europeo. Il ct ha vinto la sua scommessa contro tutta la Spagna lasciando a casa Raul, un mostro sacro: «Sarò risparmiato dalle critiche solo se vinco», aveva detto. I fatti gli hanno dato ragione. Ha gestito e miscelato al meglio un gruppo fantastico, assortito a meraviglia a centrocampo con Xavi, Senna, Xabi Alonso e Fabregas e frizzante, spensierato ed esplosivo in attacco, dove prima Villa e poi Torres (supportati dalla rivelazione Silva) non hanno risparmiato mai nessuno.

TORRES, IL PIU’ REDS – A festeggiare il trionfo della Spagna a Vienna sono stati anche il Re Juan Carlos e la regina Sophia, in tribuna d’onore insieme al premier spagnolo Zapatero. Una gioia incontenibile che è esplosa in tutta la Spagna, anche se c’è stato da soffrire fino all’ultimo. Perché la Germania non ha mai mollato. Anzi, ci ha creduto fino alla fine. E il solo gol di vantaggio ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine. Restano con tanto amaro in bocca i ragazzi di Loew, che all’inizio erano partiti anche meglio. Con Ballack regolarmente in campo dal primo minuto, i tedeschi sembravano in serata di grazia. Subito un lampo di Klose, poi una percussione di Ballack che spaventava Casillas: in campo sembrava esserci solo una squadra. Le Furie sembravano un po’ sbiadite, ma ci mettevano poco a ridiventare rosse. Trascinate dal più Reds di tutti, Fernando Torres. Prima un palo di testa, poi al minuto 33 l’acuto vincente con Lahm ridicolizzato in progressione e il destro morbido a scavalacare Lehmann in uscita.
FIESTA ESPANA – In campo c’era anche Rosetti e per fortuna è riuscito a farsi notare poco. E’ quello che desidera di più un arbitro, nel complesso è stata buona la sua direzione di gara. E’ riuscito a gestire anche il nervosismo affiorato quando la partita nella difesa si è infiammata. Perché la Germania voleva a tutti i costi il pareggio, ma la Spagna pungeva a ripetizione (Xavi, Sergio Ramos due volte). Loew provava a rimescolare le carte con Kuranyi prima e Gomez alla fine, ma Aragones non si faceva fregare giocandosi anche le carte Xabi Alonso (in tribuna c’era John Elkann a vederlo), Cazorla e Guiza. E’ finita con le lacrime di Ballack (altra finale persa per lui) e con Casillas che ha alzato la Coppa davanti a Juan Carlos e a Zapatero. Per una volta anche Lineker è stato smentito. Non sempre "a calcio si gioca undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi".
La Spagna è campione d’Europa. Quarantaquattro anni dopo la vittoria del 1964 (nell’Europeo giocato in casa), le Furie Rosse hanno ripetuto l’impresa battendo 1-0 la Germania nella finale di Vienna. La prestigiosa firma sul successo che fa gioire 44 milioni di spagnoli è quella di Fernando Torres, freddo e spietato quando si è trattato di tagliare a fette la difesa tedesca e di segnare il gol che ha deciso la finale. E’ il trionfo del Niño, ma anche quello di Luis Aragones e di una squadra di ragazzi terribili che ha fatto vedere il miglior calcio dell’Europeo. Il ct ha vinto la sua scommessa contro tutta la Spagna lasciando a casa Raul, un mostro sacro: «Sarò risparmiato dalle critiche solo se vinco», aveva detto. I fatti gli hanno dato ragione. Ha gestito e miscelato al meglio un gruppo fantastico, assortito a meraviglia a centrocampo con Xavi, Senna, Xabi Alonso e Fabregas e frizzante, spensierato ed esplosivo in attacco, dove prima Villa e poi Torres (supportati dalla rivelazione Silva) non hanno risparmiato mai nessuno.
TORRES, IL PIU’ REDS – A festeggiare il trionfo della Spagna a Vienna sono stati anche il Re Juan Carlos e la regina Sophia, in tribuna d’onore insieme al premier spagnolo Zapatero. Una gioia incontenibile che è esplosa in tutta la Spagna, anche se c’è stato da soffrire fino all’ultimo. Perché la Germania non ha mai mollato. Anzi, ci ha creduto fino alla fine. E il solo gol di vantaggio ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine. Restano con tanto amaro in bocca i ragazzi di Loew, che all’inizio erano partiti anche meglio. Con Ballack regolarmente in campo dal primo minuto, i tedeschi sembravano in serata di grazia. Subito un lampo di Klose, poi una percussione di Ballack che spaventava Casillas: in campo sembrava esserci solo una squadra. Le Furie sembravano un po’ sbiadite, ma ci mettevano poco a ridiventare rosse. Trascinate dal più Reds di tutti, Fernando Torres. Prima un palo di testa, poi al minuto 33 l’acuto vincente con Lahm ridicolizzato in progressione e il destro morbido a scavalacare Lehmann in uscita.
FIESTA ESPANA – In campo c’era anche Rosetti e per fortuna è riuscito a farsi notare poco. E’ quello che desidera di più un arbitro, nel complesso è stata buona la sua direzione di gara. E’ riuscito a gestire anche il nervosismo affiorato quando la partita nella difesa si è infiammata. Perché la Germania voleva a tutti i costi il pareggio, ma la Spagna pungeva a ripetizione (Xavi, Sergio Ramos due volte). Loew provava a rimescolare le carte con Kuranyi prima e Gomez alla fine, ma Aragones non si faceva fregare giocandosi anche le carte Xabi Alonso (in tribuna c’era John Elkann a vederlo), Cazorla e Guiza. E’ finita con le lacrime di Ballack (altra finale persa per lui) e con Casillas che ha alzato la Coppa davanti a Juan Carlos e a Zapatero. Per una volta anche Lineker è stato smentito. Non sempre "a calcio si gioca undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi".(corrieredellosport)

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Giu 29 2008

Lotito si gode il colpo Zarate

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Lotito: «Zarate ritenuto più forte di Messi»
L’attaccante argentino Mauro Matias Zarate non è ancora ufficialmente un giocatore della Lazio. Per poter etichettare il giocatore di 21 anni, ancora di proprietà degli arabi dell’Al-Saad, come il primo colpo del calciomercato biancoceleste bisognerà attendere ancora qualche giorno: «Almeno fino a quando non sarà depositato il contratto», come ha ammesso lo stesso presidente Claudio Lotito: «Sono abituato ad annunciare un acquisto solo dopo che il contratto è stato depositato e questa cosa non è ancora avvenuta», ha confessato il patron laziale, aggiungendo poi che «salvo complicazioni, la strada per arrivare al giocatore è quella giusta».

RITENUTO PIÙ FORTE DI MESSI – Strada che molti organi d’informazione hanno delineato attraverso un prestito oneroso (circa 3 milioni di euro) che potrà poi trasformarsi in un trasferimento a titolo definitivo per un totale di 17 milioni (pagabili in tre anni): «Le cifre che sono state pubblicate dai giornali – ha ribattuto, però, Lotito – non rappresentano la realtà. I termini dell’accordo prevedono una valutazione del giocatore che oscilla attorno ai 25 milioni di euro, perchè Zarate viene ritenuto più forte di Lionel Messi».

INVESTIMENTO DI PRIMA FASCIA - Insomma, se l’argentino dovesse arrivare alla Lazio, rappresenterebbe un investimento di primissima fascia: «Certo, è un investimento importante – ha dichiarato il numero uno del club biancoceleste – ma, se sto chiudendo l’accordo, vuol dire che ci credo. È un giocatore di appena ventuno anni e potrebbe rappresentare il futuro della Lazio».(corrieredellosport)

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Giu 29 2008

Rocchi, Pandev e Zarate: Un trio scatti e fantasia

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Come cambia il tridente della Lazio
Provate a guardare su YouTu­be il filmato sulle prodezze di Mauro Matìas Zarate, 21 anni, talento argenti­no inseguito da Lotito: scoprirete, in set­te minuti, un piccolo fenomeno. Drib­bling esplosivo, capacità di puntare la rete e di liberarsi della marcatura un istante prima di scaricare tiri velenosis­simi. Non è alto, ma veloce. E usa indif­ferentemente destro e sinistro. Vede la porta anche dai venti metri. Gioca su tutto il fronte d’attacco, ma va lasciato correre senza troppi schemi: si muove da prima punta. Rapido, funambolico, pericolosissimo. Una scheggia che pro­mette di far innamorare l’Olimpico a prima vista.
FUNAMBOLO - Campione del mondo un­der 20 con l’Argentina, Sabatini lo se­guiva e lo conosceva da tempo: non ha smesso di tenerlo sotto osservazione neppure negli ultimi mesi, quando si è fatto apprezzare in Premiership duran­te il prestito al Birmingham City. Segna gol da rapace dell’area di rigore. Rischia di togliere spazio a Rocchi. E da fuori entrerà in concorrenza con Kolarov. Già, perché è uno speciali­sta dei calci di punizione.
Accarezza il pallone con l’interno destro, scavalca la barriera e indovina spesso l’incrocio dei pali.
Un altro punto a suo favo­re.
SCELTA - In Argentina, due anni fa, era considera­to il numero uno dei giova­ni attaccanti in carriera. E non a caso il Boca Juniors lo aveva individuato come possibile erede di Rodrigo Palacio, rispetto al quale ha sei anni in meno. Lotito ha sviluppato due trattati­ve parallele. E ha chiuso con l’argentino finito in Qatar: voleva la Lazio molto più di Palacio, non ha mai avuto dubbi o perplessità, non ha gioca­to al rialzo aspettando il Barcellona o al­tri club. Il calcio degli sceicchi, dopo aver sistemato la famiglia, gli stava stretto. E l’esperienza in Premiership si era esaurita rapidamente. Meglio l’en­tusiasmo, la popolarità del campionato italiano e il fascino di una squadra in cui gli argentini, anche in tempi recenti, hanno lasciato il segno. L’arrivo di Zara­te cambia e potenzia davvero la Lazio, che continuerà a giocare a tre punte. Rossi sarebbe accarezzato dall’idea di rivoluzionare il modulo, sposando la di­fesa a tre. Ma gli serviranno tante pro­ve sul campo, peraltro ostacolate dalla partecipazione di De Silvestri e Kolarov alle Olimpiadi, per verificare il progetto.
TRIDENTE - L’unica certezza riguarda l’attacco. Si parte da un vantaggio: l’esperienza ( positiva) con Bianchi nel girone di ritorno dell’ultimo campiona­to. Questa volta, però, diventerà un tri­dente diverso. Perché dif­ferenti sono le caratteristi­che di Zarate rispetto al centravanti del Manche­ster City. Rossi potrà di­sporre di tre punte rapi­dissime, abituate a muo­versi in profondità, abili nel palleggio. Un attacco che promette spettacolo e divertimento. E’ assai pro­babile che, attraverso al­cuni accorgimenti, il tec­nico romagnolo chiederà a Rocchi e Pandev di gioca­re con la stessa disponibi­lità dimostrata negli ulti­mi mesi.
PROFONDITA’ - Il capitano biancoceleste in partenza da sinistra, pronto a tagliare verso l’area di rigore con i suoi scatti in profondità. E Goran chiamato a cucire il gioco sulla fascia destra oppure da autentico trequartista, come a volte è accaduto nella passata stagione. E in questo caso agirebbe a supporto del tandem Rocchi-Zarate, una coppia da sballo, due bombardieri pron­ti a fiondarsi in rete. Dietro, potete scommetterci, Ledesma, Dabo e Mudin­gayi, più Firmani e chi arriverà per so­stituire Mutarelli ( l’argentino Fernan­dez, Dessena o Pulzetti) pronti ad alza­re la diga. Velocità, contropiede, ripar­tenze fulminanti: Rossi sta già studian­do una Lazio divertente. (Corrieredellosport)

 

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Giu 29 2008

Ecco l’Attaccante: Mauro Matias Zarate

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Blitz biancoceleste in Qatar Lotito si è assicurato il giovane talento argentino
Il colpo: Mauro Matias Zarate è del­la Lazio. Lotito ha chiuso l’operazione ieri alle 19, mancano solo le firme. L’accordo verbale è stato raggiunto con gli arabi del­l’Al Sadd e verrà sancito su una scrittura privata perché non è possibile stipulare con­tratti di comproprietà tra federazioni diver­se.
I FATTI - Sulle cifre definitive si farà luce nei prossimi giorni. Lotito non ha conferma­to, ma secondo alcune in­discrezioni queste sareb­bero le formule dell’affa­re: super prestito onero­so da circa 3 milioni di euro con diritto di riscat­to, un prestito che in tre anni può trasformarsi in acquisto a titolo definiti­vo. Lotito avrebbe la pos­sibilità di riscattare la metà dell’attaccante entro il 30 maggio del 2009 con pagamento di altri 5,5 milioni di euro. E nel 2010, ver­sando ulteriori 8,5 milioni di euro, lo acqui­sirebbe a titolo definitivo per un totale di cir­ca 17 milioni di euro ammortizzati nel pros­simo triennio. Tutto però dipenderà dalle prestazioni dell’argentino. Se Zarate convin­cerà avrà vita lunga in biancoceleste.
IL CONTRATTO - «Finalmente, sono felice. E’ un sogno che si avvera» , Mauro si è confes­sato con alcuni amici in Argentina, lì dove è in vacanza. Ha passaporto italiano. Firmerà un contratto quinquennale da circa un milio­ne di euro (una cifra a salire negli anni). E potrebbe effettuare le visite mediche l’8 lu­glio, pochi giorni prima della partenza per il ritiro di Auronzo di Cadore. Ha trasmesso la sua gioia al fratello Sergio (ex giocatore del­l’Ancona) che è il suo manager.
E’ stato lui, tramite l’aiuto di un emissario inviato in Qatar da Lotito, a permettere il buon esito della trattativa che ha rischiato di compromettersi a causa del pressing del Portsmouth (disposto a tutto pur di avere il giocatore). Gli arabi erano tentati dagli in­glesi perché garantiva­no un pagamento im­mediato e avrebbero permesso all’Al Sadd di recuperare i 20 mi­lioni di dollari spesi in unica soluzione un an­no fa. Ma Zarate è sta­to chiaro: «Voglio solo la Lazio» . Ed è stato accontentato.
LA SVOLTA - La Lazio ha svoltato in pochi giorni. E’ rimasta su Rodrigo Palacio del Bo­ca Juniors fin quando poteva essere acqui­stato tramite una rateizzazione di 10 anni (così come aveva garantito il club del presi­dente Pompilio). Ma la retromarcia del Bo­ca e i tentennamenti vari del giocatore han­no indispettito il presidente Lotito che si è lanciato direttamente su Zarate.
Un talento più giovane di cinque anni ri­spetto alla stella del Boca e dal futuro assi­curato. Dopo giorni di contatti telefonici la Lazio è riuscita a centrare il colpo. Il patron laziale ha lavorato per rinforzare l’attacco, per potenziarlo ancora di più e costruirlo at­torno a Rocchi e Pandev, i gioielli di fami­glia. Zarate si affiancherà a loro due per un tridente che può far sognare i tifosi bianco­celesti.
LA VOGLIA - Zarate ha subito detto sì al tra­sferimento a Roma. Qui incrocerà Juan Pa­blo Carrizo e farà conoscenza con Cristian Ledesma. Dopo una stagione strepitosa vis­suta nel 2006 con il Velez Sarsfield è passa­to al club arabo dell’Al Sadd. Fece una scel­ta di vita, fu attirato dai petrol-dollari e firmò il contratto. La sua espe­rienza in Qatar è durata pochi mesi e nel genna­io scorso Zarate è pas­sato in prestito al Bir­mingham City, in Pre­mier League.
L’ESAME – La missione è andata bene nonostante la retrocessione del club. Mauro in poche settimane ha supe­rato con personalità il primo esame nel cal­cio europeo: ha realizzato quattro gol su azione in undici partite (solo cinque le ha vissute da titolare).
E’ uno degli attaccanti più interessanti della scuola argentina e in Inghilterra è riu­scito spesso a fare la differenza: un gol al Reading, un altro all’Everton e una doppiet­ta al Manchester City di Eriksson. Ha salu­tato così la Premier. Ora sogna la serie A. E gli arabi rappresentano il passato. Zarate è pronto a rinascere.(corrieredellosport)

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Giu 27 2008

Zarate e suoi Fratelli

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Zarate: il più piccolo dei quattro
I quattro fratelli Zarate, sembrano moschettieri ma sono calciatori. Mauro Ma­tias (il più piccolo, il baby bomber che piace alla Lazio), poi Sergio (il più grande, è anche il manager di Mauro che sta trattando con i biancocelesti, ex mezzapunta con un passa­to nell’Ancona, era il 1992-93), ancora dopo c’è Ariel (il secondo come nascita, ex gioca­tore così come il fratello maggiore Sergio). E infine c’è Rolando (classe 1978, terzo della stirpe, calciatore in attività). Ecco composta la dinastia degli Zarate, una famiglia con ra­dici che affondano in Italia.
MAURO ZARATE – Partiamo da lui. Mauro Matias Zarate debuttò nel Velez Sarsfield nel 2004 (aveva solo 18 anni, si fece conoscere con i suoi colpi magici). Lo fece nella squa­dra in cui mi­litarono pure i suoi familia­ri. Nel Tor­neo Apertura del 2006 di­ventò titolare fisso. Gli li­berò il posto suo fratello Rolando che fu venduto al Tigres Uanl, una squadra messicana. Mauro segnò 12 gol e con rodrigo Palacio del Boca Juniors fu il miglior marcatore (oggi si contendono la La­zio). Dopo il Clausura 2007 il Velez, zavorra­to dai debiti, lo trasferì al club arabo Al-Sadd per 20 milioni di dollari (circa 12 milioni di euro).
ROLANDO ZARATE – Classe 1978, ha debutta­to nel Velez Sarsfield. Lo chiamano Roly, è un attaccante. E’ alto 1.80, oggi milita nel Barcelona sporting Club, noto impropria­mente come Barcelona Guayaquil (è una del­le maggiori società calcistiche dell’Ecuador).
ARIEL ZARATE – Classe 1973, centrocampi­sta. Ariel Zarate gioca nel Club Atletico All Boys, una società calcistica con sede a Mon­te Castro, in Argentina. La squadra attual­mente milita nella Primera B Nacional, ossia nella serie B del campionato argentino.
SERGIO ZARATE – Lui è il più grande della fa­miglia. Classe 1969, non gioca più, è diventa­to un manager e segue passo dopo passo la crescita del piccolo Mauro, il vero talento della famiglia.(Corriere dello Sport)

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Giu 27 2008

Zarate ad un passo…sara’ vero ?

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Blitz per Zarate
Questione di ore. La Lazio spera di portare a termine l’operazione Zarate entro oggi: la trattativa, avviata con grande maestrìa dai dirigenti biancocelesti anche ieri ha vissuto degli sviluppi importanti.
Lotito ha inviato un emissario in Qatar per concludere l’affare con i dirigenti arabi .
L’Al Sadd Doha, il club che detiene il cartellino dell’argentino, vorrebbe cederlo a titolo definitivo. Il giocatore, pur giocando nella squadra più titolata del Paese – è l’unica squadra araba ad aver vinto la Champions League asiatica (1988) – non si è mai inserito nella Q-League, il campionato del Qatar. I dirigenti della Lazio hanno inizialmente proposto il «solito» prestito con diritto di riscatto, ma i dirigenti arabi pretendono un maggiore impegno economico. Le due società non potranno accordarsi per una comproprietà, un sistema non consentito dai regolamenti della Fifa per quanto riguarda i club appartenenti a differenti Federazioni. Quindi si sta andando avanti per un prestito molto oneroso, con diritto di riscatto a vantaggio della Lazio. L’operazione è scattata all’inizio della settimana quando il presidente laziale ha avuto il primo contatto con Sergio Zarate, fratello e procuratore dell’attaccante che in tutti questi giorni è rimasto nella capitale per seguire da vicino la trattativa. Anche ieri l’ex attaccante dell’Ancona è rimasto aggrappato al telefono per seguire da vicino gli sviluppi della situazione e per informare il fratello, attualmente in vacanza in argentina . L’intesa tra la Lazio e il calciatore è già stata trovata: ora è necessario accordarsi con i dirigenti arabi.
La trattativa è andata avanti fino a notte fonda, con il presidente collegato via telefono per seguire passo dopo passo gli sviluppi dell’operazione.
Ancora poche ore per mettere le mani sul talento argentino: la Lazio è a un passo dal giocatore.

Simone Pieretti
Il Tempo

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Giu 26 2008

Spagna-Russia 3-0: Indomabile Spagna…Ole’

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Adesso finale con la Germania
La squadra di Aragones affronterà i tedeschi a Vienna. Le Furie Rosse hanno travolto Arshavin e compagni con le reti di Xavi al 5′ st, Guiza al 28′ st e Silva al 36′ st

La Russia, mai così avanti in una competizione internazionale dall’epoca dell’URSS e degli Europei dell’88, la Spagna, mai così avanti dai tempi dell’Europeo dell’84. Le due formazioni hanno l’occasione della vita, l’occasione di raggiungere una finale, sognata dai primi e sperata dai secondi. Sedici giorni sono passati dal primo confronto fra le due squadre. Finì quattro a uno. Molto è cambiato. Soprattutto la Russia. Hiddink si affida alla coppia sorpresa dell’Europeo, Arshavin e Pavlyuchenko. Aragones conferma la solita formazione con Villa e Torres in avanti. Ancora panchina per Fabregas e Xabi Alonso. Piove molto a Vienna.

Inizio convincente della Spagna. Iberici che giocano bene, spingono e vanno vicini al gol con Torres, a due passi dalla porta, e con Villa con un tiro dal limite. Bravo Akinfeev a farsi trovare sempre pronto. La Russia pressa poco, lascia qualche spazio di troppo e fatica quando deve ripartire. Spagna sempre molto corta e compatta. La squadra di Hiddink prova a farsi vedere con un paio di buone iniziative di Arshavin al centro e di Zhirkov sulla sinistra. Ritmo non molto alto e qualche errore dovuto anche alle condizioni del campo. Il pallone corre molto veloce. Spagna che attacca sempre sulla destra. Sale Sergio Ramos, si allargano Villa e Torres. Dimenticata la fascia sinistra con Iniesta che tende ad accentrarsi e Capdevilla che rimane piuttosto basso. La Russia fa fatica e sembra affidare tutte le proprie speranze alla buona vena di Pavlyuchenko.

L’attaccante dello Spartak Mosca non riceve palloni invitanti, deve lottare contro Puyol e Marchena ma, ugualmente, grazie unicamente alle sue doti, va vicino per tre volte al gol. Prima si inventa un grande tiro dal limite. Stupenda la risposta di Casillas. Poi aggancia con una bella acrobazia un pallone in area e sfiora il palo. Poi di testa mette fuori non di molto. Si fa male Villa che deve uscire. Al suo posto Fabregas. Spagna con centrocampo a cinque e con un’unica punta. La formazione di Aragones continua ad attaccare a destra. Sergio Ramos e Torres si esibiscono in un’azione praticamente identica. Pallonetto a rientrare sul difensore e conclusione di sinistro. La prima finisce sull’esterno della rete e la seconda tra le braccia di Akinfeev.

La ripresa inizia su buoni ritmi, con una Russia più aggressiva e con una Spagna che al 50′ va in vantaggio. Azione di Iniesta, conclusione in porta, inserimento di Xavi, deviazione vincente e palla alle spalle di Akinfeev. Due minuti dopo Torres va vicinissimo al raddoppio. Grande assist di Fabregas e tiro a girare che finisce di poco sopra la traversa. Doppio cambio per Hiddink. Fuori Semshov e Saenko e dentro Bilyaletdinov e Sychev. Russia molto più offensiva. Spagna con molti più spazi a disposizione e per due volte ancora ad un passo dal gol con Torres. Palla che in entrambe le occasioni finisce fuori di poco. La squadra di Aragones gioca molto bene, ha un grande possesso palla e riesce a trovare improvvisi inserimenti in area. Cambi anche nella Spagna. Xabi Alonso e Guiza per Xavi e un impreciso Torres.

Ennesima sostituzione per il giocatore del Liverpool. Grande conclusione di Fabregas. Akinfeev in angolo. Poi Xabi Alonso. Akinfeev di pugno. Spagnoli sempre pericolosi. Russia in grande difficoltà e, al 73′, sotto due a zero. Superbo assist di Fabregas, grande inserimento e tocco di Guiza e palla in rete. Gli iberici non si fermano, sfruttano i varchi lasciati dalla Russia e all’82′ segnano il terzo gol con Silva ancora su passaggio di un grandissimo Fabregas. Nel finale Sychev prova a rendere meno amara la sconfitta ma trova sulla sua strada un Casillas molto attento. Akinfeev imita il suo pari ruolo fermando Guiza. Due minuti di recupero e poi esplode la festa spagnola. Per la squadra di Aragones un grandissimo secondo tempo e una vittoria davvero meritata. Per la Russia una partita deludente. Sarà Germania Spagna. L’Europeo ha le sue finaliste.

Tabellino
Russia – Spagna 0-3

Marcatori: 50′ Xavi, 73′ Guiza, 82′ Silva

Russia (4-4-1-1): Akinfeev 6; Anyukov 5, Ignashevich 5, Berezutski 5, Zhirkov 5,5; Semshov 5 (56′ Bilyaletdinov 5), Semak 5, Zyryanov 5, Saenko 5,5 (57′ Sychev 5,5); Arshavin 5; Pavlyuchenko 6 All. Hiddink 5

Spagna (4-4-2): Casillas 6; Sergio Ramos 7, Puyol 6,5, Marchena 6,5, Capdevilla 6; Iniesta 7, Senna 6,5, Xavi 6,5(69′ Xabi Alonso 6), Silva 7; Villa 6 (34′ Fabregas 7,5) , Torres 5,5 (69′ Guiza 6,5) All. Aragones 7

Arbitro: De Bleeckere 6,5

Ammoniti: Zhirkov, Bilyaletdinov

 

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Giu 26 2008

Torna Foggia…E tre

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Lazio, Foggia è di nuovo tuo
Cellino non lo riscatta, il fantasista torna
Pasquale Foggia è di nuovo un giocatore di proprietà della Lazio. Cellino si è arreso ieri pomeriggio a Milano, lasciando decadere il diritto di opzione fissato a 4,5 milioni di euro per l’acquisto a titolo definitivo del follet­to partenopeo, che ha giocato nella passata stagione a Ca­gliari.

Il PROCURATORE: «PARLEREMO CON LA SOCIETÀ» – Tiberio Cavalleri, il suo manager, aspetta un segnale da Lotito. «Foggia è contentissimo di tornare alla Lazio, ora parleremo con la società» ha spie­gato poco dopo le sette del pomeriggio dall’hotel Executive di Milano. Saputa la notizia il giocatore non si è sbilanciato: «Di­pendeva dalle società, io non avevo vo­ce in capitolo. In ogni caso attendo an­cora comunicazioni ufficiali e di parla­re con la Lazio».(Corrieredellosport)

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Giu 26 2008

Germania-Turchia 3-2: Lahm regala la finale ai Tedeschi

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L’altalena d’emozioni di Basilea manda la Germania a Vienna
Ora i tedeschi affronteranno la vincente di Russia-Spagna.
Allo St. Jakob-Park di Basilea si disputa la prima semifinale dell’Europeo, l’ultima partita in terra svizzera della rassegna continentale: si affrontano Germania e Turchia. Il CT tedesco Löw recupera Frings, ma lo lascia in panchina e conferma Hitzlsperger. Il tecnico turco Terim deve rinunciare a ben nove giocatori: Volkan, Tuncay, Arda ed Emre Asik sono squalificati, Nihat, Gungor, Cetin, Metin ed Emre Belozoglu sono infortunati. Ne approfittano Rüstü, Sabri, Mehmet Topal, Zan, Kazim Kazim, Mehmet Aurelio, Ayhan, Ugur Boral e Semih Sentürk. Zan è l’unico centrale di ruolo a disposizione di Terim per questa sfida.

L’incontro inizia con il possesso palla a favore della Germania. La prima occasione è, però, dei turchi, ma Ugur Boral non riesce a superare la difesa dei tedeschi (5′). La Turchia continua a controllare il gioco ed ha sfortuna quando Kazim Kazim al 14′ colpisce la traversa. Löw non è per niente soddisfatto della prestazione degli undici che avevano brillato giovedì scorso nel 3-2 contro il Portogallo. Al 22′ arriva il meritato vantaggio per la compagine allenata da Terim: Kazim Kazim colpisce nuovamente la traversa, poi Ugur Boral infila il pallone fra le gambe di Lehmann.

L’1-0 per i turchi dura, però, soltanto quattro minuti: dopo un passaggio d’oro di Podolski, Schweinsteiger riesce a pareggiare i conti per la Germania (26′). Otto minuti dopo, i tedeschi sono molto vicini al vantaggio, ma Podolski non riesce a concretizzare un’ottima occasione: il pallone finisce sopra la traversa (34′). Poco prima, Altintop aveva fatto tremare i tedeschi con un pericoloso calcio di punizione, ma Lehmann aveva alzato il tiro sopra la traversa (32′). Al 40′ si scontrano a centrocampo Rolfes e Ayhan con il primo che rimane infortunato. Pochi minuti dopo, Sabri sforna l’ultima occasione prima del riposo, ma il difensore turco devia il pallone oltre la traversa (42′). La prima frazione di gioco termina così sull’1-1.

Con l’inizio della ripresa, Löw manda in campo Frings al posto di Rolfes. Dopo l’espulsione nella sfida contro l’Austria che gli è costata la squalifica per il quarto di finale contro il Portogallo, il CT tedesco evita di agitarsi troppo al di fuori della sua panchina. Pochi minuti dopo, la panchina della Germania protesta per un calcio di rigore non concesso dall’arbitro Busacca: dopo una bella combinazione con Hitzlsperger, Lahm viene steso da Sabri al limite dell’area. Lo svizzero avrebbe dovuto concedere almeno un calcio di punizione (51′). Al 53′ arriva la prima ammonizione in questo incontro: Busacca mostra il giallo a Frings; al 62′ viene ammonito anche Altintop (62′).

Al 72′ Ugur Boral vince un contrasto contro Friedrich, ma Lehmann para il tiro dalla destra dell’attaccante turco; un minuto dopo è Hitzlsperger che non riesce a capitalizzare un passaggio di Ballack (73′). Siamo al 79′ quando la Germania passa in vantaggio: Klose sigla di testa il 2-1 dopo un cross di Lahm ed avvicina, così, la sua formazione alla finale di Vienna. All’81 Terim reagisce allo svantaggio (comunque non meritato) e sostituisce Ayhan con Erding, al 84′ manda in campo anche Karadeniz al posto di Ugur Boral (84′).

Due minuti dopo, la Turchia torna a sperare: dopo un cross di Sabri, è Sentürk a siglare il 2-2 per i turchi (86′). Come non detto: allo scadere del tempo regolamentare, Lahm capitalizza un passaggio filtrante di Hitzlsperger ed insacca per il 3-2 a favore dei tedeschi. Löw inserisce, intanto, Jansen al posto di Klose (90′) e Terim manda in campo Metin al posto di Kazim Kazim, dandogli spazio negli ultimi minuti di questa sfida (91′). Una cosa è certa: Metin non riesce più a cambiare il destino della gara. Sara’ la Germania a disputare la finale di domenica all’Ernst Happel di Vienna.(goal.com)

IL TABELLINO
GERMANIA-TURCHIA: 3-2

Reti: 22′ Ugur Boral (T), 26′ Schweinsteiger (G), 79′ Klose (G), 86′ Sentürk (T), 90′ Lahm (G)

Germania: Lehmann 5,5, Friedrich 6, Mertesacker 6, Metzelder 6, Lahm 6,5, Hitzlsperger 7, Rolfes 6 (46′ Frings 6) Schweinsteiger 7, Ballack 5,5, Podolski 6, Klose 7 (92. Jansen s.v.). CT Löw 6

Turchia: Rüstü 5,5, Sabri 7, Mehmet Topal 6, Zan 6, Balta 6,5, Kazim Kazim 7 (91′ Metin s.v.), Altintop 6,5, Mehmet Aurelio 7, Ayhan 6 (81′ Mevlüt s.v.), Sentürk 7, Ugur Boral 7,5 (84′ Karadeniz s.v.). CT Terim 7

Arbitro: Busacca 6
Ammoniti: Sentürk, Altintop, Frings

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Giu 25 2008

Altro giro…Altro nome…Mauro Zarate

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Ecco il sogno di Lotito: Zarate
La Lazio "scarica" Palacio e sogna il gran colpo che il Presidente Claudio Lotito, vorrebbe portare a termine nel giro di pochi giorni. Un emissario della Lazio è, in queste ore, in Arabia Saudita per cercare di raggiungere l’accordo con Mauro Zarate, argentino ex Velez Sarsfield, lo scorso anno al Birmingham City (Premier), adesso al Al-Sadd. La Lazio è rimasta stregata dal calciatore, classe 87, da un dvd e avrebbe dato l’ok per chiudere l’operazione. E’ quanto è emerso dallo Speciale CalcioMercato di Sportitalia, a detta di Alfredo Pedullà. Su Zarate c’è, però, la concorrenza del Boca.(tuttomercato)

 

Video importato

YouTube Video

Mauro Matías Zárate (Haedo, 1987) è un calciatore argentino che gioca nel Birmingham City, squadra della Premier League inglese.

Zárate debuttò nel Vélez Sársfield nel 2004 a 18 anni. Nel Torneo Apertura 2006 iniziò a essere schierato come titolare fisso visto il trasferimento di suo fratello Rolando Zárate ai Tigres UANL ,squadra messicana. In questo torneo segnò 12 gol risultando così con rodrigo Palacio del Boca Juniors il miglior marcatore del torneo. Dopo il Torneo Clausura 2007 il Vélez lo vendette al Al-Sadd per 20.000.000 di dollari, nonostante il giocatore fosse richiesto da squadre di maggior prestigio come il Siviglia.

Non ha giocato nel Campionato di calcio Sudamericano Under-20 2007 con la sua nazionale perché il Vélez gli impedì di rispondere alla convocazione,come fece con Damian Escudero.Successivamente,ha partecipato al Campionato mondiale di calcio Under-20 2007,vincendo il titolo con la sua nazionale e segnando anche un gol in finale contro la Repubblica Ceca.

Mauro è il fratello minore di Sergio Zárate e Ariel Zárate,entrambi ex giocatori del Vélez.

Wikipedia

 

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Giu 25 2008

Stasera la sorpresa di Superlotito

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Lazio: Palacio no, Lotito ha il colpo!
Rodrigo Palacio alla Lazio ? Depistaggio, ma i tifosi biancocelesti possono stare tranquilli: lontano dai riflettori infatti il presidente Lotito sta chiudendo un’importantissima trattativa per un grande giocatore, che non è però il bomber del Boca. Il nome di questo "Mister X" ? Alle 20.15 durante lo Speciale CalcioMercato di SportItalia il mistero verrà svelato.(tuttomercato)

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Giu 25 2008

Tutta la Lazio guadagna come Kakà

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Confrontiamo gli ingaggi dell’ultima stagione con un anno del brasiliano: sono uguali
Il monte ingaggi della Lazio equi­vale a quello del solo Kakà. Abbiamo com­parato lo stipendio annuo netto del brasi­liano del Milan (cifra compresa tra i 9 e i 10 milioni di euro) con la somma degli in­gaggi dei giocatori biancocelesti relativi alla scorsa stagione, prima dei ritocchi di alcuni gioca­tori, che entreranno in vigo­re da questa stagione. I nu­meri sono molto simili, pres­soché identici. E raccontano una realtà Lazio dal doppio volto, in cui però quello scu­ro, della competitività ridot­ta, prevale su quello chiaro, del contenimento di spesa.
SITUAZIONI – Nell’ultima stagione i numeri della La­zio oscillavano, sul piano della stima verosimile, tra i 750mila euro circa di Baro­nio – ingaggio ereditato dal­la precedente gestione so­cietaria – e i circa 100mila guadagnati dal giovane difensore francese Modibo Diakitè (vittima di una frattura al­la gamba destra non ha potuto mettere in luce le proprie qualità, ma sarà pronto per il prossimo ritiro estivo in Cadore). Duran­te la stagione è stati ritoccato il contratto di De Silvestri, che ha triplicato il suo sti­pendio originario, risalente a prima che di­ventasse un punto fermo della squadra di Rossi. Ma, a conti fatti, si ottiene come det­to l’attuale stipendio di Ricardo Kakà. Che è sì un fuoriclasse assoluto, tra i primi tre giocatori al mondo, ma guadagna da solo quanto tutti i giocatori attualmente in rosa alla Lazio. Se nessuno dei biancocelesti è paragonabile a Kakà, va pure detto che di­versi uomini di Rossi possono vantare ca­ratura internazionale.
COMPETITIVITA’ - Ecco perché emerge in maniera lampante che la politica della La­zio attuale determina una competitività difficile, sicuramente ridotta. Che non pre­clude traguardi eccellenti, come la quali­ficazione in Champions di due stagioni fa o la qualificazione agli ottavi sfiorata l’an­no scorso, ma certamente penalizza nel lungo periodo il club biancoceleste. E so­prattutto innesca, se la politica dei bassi stipendi si traduce in man­canza di elasticità contrat­tuale, pericolosi meccani­smi di uscita, come succes­so per Behrami o come po­trebbe succedere nel caso di Ledesma – il suo procu­ratore ha già avuto modo di chiarire a Lotito che l’ar­gentino si aspetta il raddop­pio dell’attuale ingaggio – o Pandev.
CONTENIMENTO - D’altro canto non vuol dire che nel calcio si vince solo con le follie. Ci sono esempi lam­panti di club che applicano una attenta e lungimirante strategia di contenimento dei costi e ottengono vittorie e rientri eco­nomici. E la stessa Lega Calcio – e il presi­dente Lotito ne è stato uno dei promotori nel recente passato – da un biennio cerca il compromesso tra aumento della produtti­vità dei club e riduzione dei costi di gestio­ne, premendo sul tasto dei tetti salariali. Gli ultimi acquisti/ riscatti biancocelesti, Carrizo- Radu- Rozehnal, hanno alzato l’asticella del monte ingaggi ( anche per l’uscita di giocatori in scadenza di contrat­to) mostrando un parziale cambio di ten­denza nella gestione. Ma nel calcio moder­no, pur restando lontani dalle sperequa­zioni, il rendimento dei migliori calciatori va premiato. Anche perché il club benefi­ci di guadagni derivanti dai successi che quegli stessi giocatori – come l’allenatore ­contribuiscono a ottenere ( vedere premi Champions, di cui parliamo a parte).(corrieredellosport)

Chi c’era già
giocatore
netto  stagionale      in euro
BARONIO                                        750mila
ZAURI                                          500mila
MANFREDINI                                     500mila
MAURI                                          500mila
ROCCHI                                         500mila*
TARE                                           500mila**
BEHRAMI                                        450mila
LEDESMA                                        450mila
MEGHNI                                         450mila
MUTARELLI                                      450mila
PANDEV                                         450mila
CRIBARI                                        400mila
MUDINGAYI                                      350mila
SIVIGLIA                                       350mila*
DE SILVESTRI                                   300mila
STENDARDO                                      300mila*
KOLAROV                                        250mila
MUSLERA                                        250mila
DEL  NERO                                      250mila
FIRMANI                                        150mila
VIGNAROLI                                      150mila**
BALLOTTA                                       100mila**
DIAKITÈ                                        100mila

*Hanno     rinnovato   il contratto  salendo     a circa  900mila    eu-
ro   netti a stagione
**Giocatori   con   scadenza     di contratto   al 30  giugno    2008

Chi ci sarà
giocatore
netto  stagionale      in euro
CARRIZO                                        750mila
ROZEHNAL                                       600mila
RADU                                           400mila

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Giu 25 2008

Felicita’ Radu

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Radu: «Sto bene, sono della Lazio»
Il difensore rumeno è stato riscattato dalla società biancoceleste. Ora vuole imporsi definitivamente in Italia.
Stefan Radu è definitivamente un giocatore della Lazio. Dopo il blitz di Lotito in Romania, il difensore di Bucarest è al 100% laziale: «Sì è vero. Sono diventato un giocatore totalmente della Lazio , è venuto personalmente il presidente Lotito a chiudere l’affare in Romania. Ora mi sento bene -ha detto Radu- con questa mossa la società mi ha dimostrato che mi voleva in Italia. Spero di continuare a giocare bene per accrescere il mio valore di giocatore e per continuare a giocare in nazionale».(corrieredellosport)

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Giu 25 2008

Un’altra Telenovela Lotitiana

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Palacio resta in bilico
Il Boca Juniors cambia le condizioni. E c’è la concorrenza spagnola
L’affare Palacio si complica per la Lazio. Il giocatore, in vacanza a Cancun, chiede due settimane di tempo per dare una risposta definitiva alla società biancoceleste, mentre il Boca Juniors cambia le condizioni di pagamento. L’operazione, compreso l’ingaggio, dovrebbe costare intorno ai 20 milioni di euro.

Una bella cifra. Che, oltre tutto, a differenza da quanto prospettato in un primo momento dal presidente del club argentino Pompilio, dovrebbe essere sborsata non in dieci anni ma al massimo in cinque. Non è tutto, perché c’è ancora una bella differenza tra l’offerta della Lazio (17 milioni di euro) e la richiesta del Boca (circa 20 milioni). In più, ci sarebbe da pagare all’Afa (la Federcalcio argentina) una tassa del 24% calcolata sul cartellino del giocatore. E sarebbero altri tre milioni.

Insomma, l’affare resta in bilico. Anche se già oggi la dirigenza biancoceleste, Lotito in testa, si riunirà a Formello per studiare nuove strategie di attacco. Anche perché su Palacio aleggia il fantasma del Barcellona, che sull’attaccante del Boca avrebbe un’opzione verbale in scadenza il 30 giugno. E, a quanto pare, si starebbe fatto avanti anche l’Atletico Madrid. Ecco spiegati i motivi della richiesta di una pausa di riflessione da parte del giocatore. Che vuole ragionare con calma sulle tante offerte ricevute.(corrieredellosport)

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Giu 25 2008

Blitz di Lotito a Bucarest: Le Foto

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Lotito in Romania per Moti
Vicino l’acquisto, riscattato anche Radu

Dopo il riscatto di Stefan Radu, la Lazio sta per chiudere anche per l’acquisto di Cosmin Moti. Ad accelerare l’affare è stato un blitz di Claudio Lotito a Bucarest (documentato dalle foto esclusive di ProSport.ro) dove ha incontrato i massimi dirigenti della Dinamo. L’incontro si è svolto al ristorante "Classa di T": presenti, oltre al numero uno biancoceleste, anche Victor e Giovanni Becali, agenti del giocatore, il presidente Nicolae Badea e il presidente esecutivo Cristi Borcea. Dopo mezz’ora di vertice è arrivato al ristorante anche Moti.
Al termine dell’incontro, la tv romena Realitatea ha parlato addirittura di affare concluso per una cifra vicina ai 4 milioni di euro. A raffreddare gli entusiasmi sono stati, però, sia Victor Becali («L’affare ancora non è stato chiuso»), sia Badea («La richiesta esiste, ma non è stato trovato l’accordo definitivo»), sia l’amministratore delegato della Dinamo Bucarest Cornel Dinu, la cui smentita è stata ancora più netta («Nell’incontro non si è parlato affatto di Moti alla Lazio»). Potrebbero esserci sviluppi nelle prossime ore.(Corrieredellosport)

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Giu 24 2008

Radu e’ della Lazio, Moti quasi

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Becali: "Radu è della Lazio"
La notizia era stata data da più di qualche sito in Italia e persino da un’agenzia di stampa rumena. Radu non riscattato, ed i tifosi laziali già rabbrividivano. A fugare ogni dubbio ci ha pensato il suo agente dalle frequenze di Radio Sei. Un alterato Ioan Becali dice con fermezza: "Radu è tutto della Lazio, la società ha pagato i 4,2 milioni che doveva per il riscatto, chi afferma il contrario è disinformato. A breve poi, arriverà anche Moti".

Riccardo Magni
Piazza della Libertà.it

 

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Giu 24 2008

Superlotito e le trattative interminabili

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Sembra un titolo di un cartone animanto ma e’ la realta’ del mercato della Lazio, centinaia di nomi, centinaia di trattative, ma non si chiude mai niente.I molteplici impegni del gestore sommati al fatto che non delega mai niente fanno durare le trattative, per portare un giocatore a Roma, anche mesi, nel caso Carrizo anche anni, ogni giorno ci troviamo a discutere di questo o di quello ma di concreto il nulla, per non parlare delle trattative per i rinnovi (Oddo, Cesar, Liverani, Rocchi, Behrami, Pandev, Ledesma etc etc).Siamo arrivati al 24 giugno e manca poco al ritiro e nel mercato biancoceleste regna l’incertezza piu’ totale, si cerca Palacio (ma costa caro), interessa Augusto Fernandez (ma non ha il passaporto), trovato l’accordo con la Reggina per Amoruso (ma da 5 settimane il giocatore e’ in stand-by).E’ ora di svegliarsi Lotito e di farsi affiancare da dei dirigenti capaci, e’ ora che capisci che la Lazio non e’ il Borgorosso.(Solo la Lazio Blog)

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Giu 24 2008

Frenata per Palacio

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Palacio, tutto rimandato
Secondo quanto riportano i giornalisti argentini, la trattativa tra Lazio e Boca Juniors sarebbe stata congelata fino al prossimo 7 luglio. Quel giorno Palacio tornerà dalle vacanze e soltanto allora si tornerà a parlare dell’eventuale passaggio in biancoceleste: questa la volontà del club argentino. In realtà, non si tratterebbe di un problema "organizzativo" quanto di nodi economici ancora da sciogliere. Innanzitutto l’offerta al giocatore e poi il metodo di pagamento al Boca. Un’altra ipotesi è che il club argentino voglia aspettare il barcellona : il 30 giugno gli spagnoli decideranno se prendere Palacio o meno. In caso positivo arriverebbero contanti cash, altrimenti l’offerta di Lotito rimarrebbe l’unica da accettare.

Piazza della Libertà.it

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Giu 23 2008

Cellino contro Lotito

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Cellino: Lotito e i suoi dubbi mi hanno stancato
Foggia resterà un’altra stagione con il Cagliari, «Una cosa è certa, quest’anno Foggia resta a Cagliari e l’anno prossimo tornerà alla Lazio, che è la proprietaria del suo cartellino». Parola di Massimo Cellino. Il presidente del Cagliari, contattato dal sito noiaquilebiancocelesti.com, risolve così la questione Foggia.
Il giocatore di proprietà della Lazio, che l’anno scorso ha giocato nel Cagliari con la formula del prestito con diritto di riscatto, resterà un altro anno in Sardegna. E Cellino, un po’ infastidito col collega Lotito, spiega il perché: «Lotito mi aveva chiesto di fare rientrare Foggia alla Lazio e, siccome siamo amici, avevo accettato la sua richiesta. Poi, però, Claudio deve averci ripensato e per 15 giorni ha continuato a rimandare la questione. Bastava dirlo che non voleva più… A quel punto l’ho tolto dall’imbarazzo di scegliere il da farsi ed ho deciso di sfruttare la clausola del rinnovo del prestito, la quale, da contratto, annulla automaticamente il diritto di riscatto».

E se Lotito la chiamasse, chiedendole di ridiscutere la situazione? «Io e Claudio siamo amici ma lui deve capire che gli amici vanno anche rispettati e lui in questo caso non l’ha fatto. È uno di quegli episodi che possono far finire in malo modo un’amicizia. Foggia resta a Cagliari perché per noi è importante, poi nel calcio non si sa mai… Magari arriva una grande offerta per lui e Foggia finisce al Real Madrid o non so dove. Una cosa è certa quest’anno Foggia resta a Cagliari e l’anno prossimo tornerà alla Lazio, che è la proprietaria del suo cartellino».(ilmessaggero)

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