
Zarate fa sognare la Lazio
Due gol del nuovo attaccante regalano a Delio Rossi la prima vittoria in campionato. Il Cagliari, avanti con Larrivey, paga l’espulsione di Lopez a metà ripresa. A segno anche Foggia e Pandev.
Qualche giorno dopo il suo sbarco in Italia, Claudio Lotito aveva profetizzato: "Zarate è più forte di Messi". Detto che quello del presidente della Lazio resta un affettuoso eccesso d’entusiasmo, l’argentino ha fatto capire di non essere una meteora. Il 4-1 del Sant’Elia porta infatti la sua firma (a segno anche Larrivey, Foggia e Pandev), anche se l’avvio era stato molto positivo per la squadra di Allegri, sostanzialmente condannata dall’espulsione di Lopez.
NOVITA’ - Rispetto a un anno fa è cambiato poco nel Cagliari: c’è Larrivey, che in panchina aveva fatto la muffa; c’è Cossu dietro le punte; la solita difesa e Conti in mezzo al campo; di nuovo insomma, c’è solo il portiere, oltre al tecnico naturalmente. Profondamente rinnovata invece la Lazio, che senza Rocchi perde profondità e si rivela piuttosto prevedibile in attacco quando si è ancora in parità numerica. Zarate inizia bene con qualche spunto apprezzabile, ma in mezzo la strada è sbarrata e Marchetti resta tranquillo per tutto il primo tempo.
LAZIO MOLLE – Il Cagliari costruisce due occasioni in mezz’ora e raccoglie il massimo: un palo e un gol, sempre con Larrivey. Il primo assist, laterale, è di Fini; il secondo, verticale, di Cossu. L’1-0 è da dividere: 50% alla precisione dell’argentino, l’altro 50 all’eccesso di libertà lasciato da Kolarov all’attaccante rossoblù. Tutto sommato il risultato del primo tempo è giusto, visto che Carrizo dimostra qualche incertezza e a centrocampo la superiorità del Cagliari è evidente.
CAMBIA TUTTO – Con Foggia al posto di Brocchi, impalpabile, arriva la scossa auspicata da Delio Rossi. Inserito l’ex rossoblù, beccato dal pubblico, Mauri torna nel ruolo dello scorso anno ed è subito determinante: da un suo inserimento centrale nasce infatti l’azione del rigore (trasformato da Zarate) che porta anche all’espulsione di Lopez per un "mani" tanto evidente quanto involontario.
TRE COLPI – Con l’uomo in più, la Lazio entra in possesso del gioco come non aveva fatto prima, assestando il colpo del 2-1 con la complicità della difesa di Allegri (Magliocchetti) e quello del 3-1 con Pasquale Foggia, che trasforma in oro il traversone basso di Kolarov e rifiuta di festeggiare il suo ritorno al gol dopo più di cinque mesi per non urtare i suoi vecchi tifosi. L’ultimo gancio al volto di un Cagliari già sanguinante lo assesta Pandev, che riceve da Foggia (altro regalo dei sardi, stavolta incartato da Conti) e mette sotto la traversa il pallone del 4-1, una punizione troppo pesante per la squadra di Allegri, che nel primo tempo aveva mostrato segnali incoraggianti.(gazzettadellosport)
CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 5, F. Pisano 5 (28′ st Lazzari sv), Lopez 5, Canini 6, Agostini 6, Fini 6, Conti 6, Biondini 5, cossu 6 (18′ st Magliocchetti 6), Larrivey 6, Jeda 5 (33′ st Matri sv). (1 Aresti, 29 Ferri, 18 Parola, 9 Acquafresca). Allenatore: Allegri 5.
LAZIO (4-3-2-1): Carrizo 6, Lichtsteiner 6, Rozehnal 6.5, Siviglia 6.5, Kolarov 6, Brocchi 5 (1′ st Foggia 6.5), Ledesma 6, Matuzalem 6, Mauri 6.5, Pandev 6.5 (43′ st Manfredini sv), Zarate 7.5 (46′ st Makinwa sv). (86 Muslera, 25 Cribari, 32 Radu, 87 Diakite). Allenatore: Crialesi 6 (Rossi squalificato).
Arbitro : Bergonzi di genova 6.
Reti: nel pt 32′ Larrivey; nel st 17′ Zarate (rig.), 26′ Zarate, 30′ Foggia, 39′ Pandev.
Angoli: 8-3 per il Cagliari.
Recupero: 1′ e 3′. Ammoniti: Agostini, Brocchi, Cossu, Biondini per gioco scorretto, Larrivey per comportamento non regolamentare.
Espulso: Lopez (16′ st) per fallo di mano sulla linea di porta.
Spettatori: 12 mila circa.