Archive for Settembre, 2008

Set 30 2008

Rossi Frena…

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Delio Rossi: «Mourinho ha ragione»
«Noi non da scudetto ? Non mi offendo»
Mentre le grandi si giocano un po’ d’Europa, l’infrasettimanale della capolista della serie A resta nella nicchia della Coppa Italia. La Lazio si accontenta e non abbassa la guardia. «Abbiamo il dovere di cercare la qualificazione e di passare il turno». Delio Rossi fuga ogni dubbio sull’impegno di domani sera allo stadio Olimpico contro l’Atalanta. «Dobbiamo competere su tutti i fronti – dice il tecnico – cerchiamo la qualificazione. Sinceramente un po’ di amaro in bocca per quello che poteva essere nella passata stagione e non è stato c’è, anche perchè quella coppa, al di là del piacere di vincerla significava l’ingresso in Europa. C’è voglia di riscatto».

TURNOVER – Anche la Lazio farà turnover… «Sto pensando di cambiare qualcosa, non so sinceramente ancora quanto e chi, anche perchè la cosa fondamentale è dare sempre equilibrio alla squadra. Non sarà la sosta a pesare nelle mie valutazioni, anche perchè andranno via i nazionali, ma chi resta non giocherà a burraco ma lavorerà sul campo. Devo solo vedere se e chi mettere in campo. Parlerò con Rocchi, Firmani e Dabo per vedere come stanno anche sotto il profilo psicologico, è un problema anche caratteriale». La squadra prima in classifica va gestita… «L’essere in vetta al campionato non cambia nulla per le mie valutazioni, l’euforia di questo momento è positiva, visto che questo gruppo ha bisogno di risultati. Giocherà Muslera dal primo minuto».

LA PROVOCAZIONE DI MOURINHO – Mourinho dice che la Lazio non può competere per lo scudetto. «Le parole di Mourinho non mi hanno dato fastidio. Normalmente la tv non la vedo, ma domenica sera ero davanti allo schermo, ed ho sentito quello che ha detto. Onestamente non mi è sembrato negativo nei confronti della Lazio, ma nella sua ottica cercava di trovare un aspetto positivo dopo la sconfitta ed il suo riferimento è che l’Inter è comunque davanti a chi è candidato al titolo. Quelle quattro-cinque squadre sono comunque più attrezzate di noi, hanno qualcosa in più, la valutazione dovrà essere finale, non è importante viaggiare a fari spento o meno». Dunque, intanto c’è la "piccola" Coppa Italia nei pensieri di Rossi, anche se… «La formula di questa Coppa Italia sinceramente non mi piace molto, avrebbe un senso se facesse accedere direttamente alla Champions League». Si parla anche di rinnovo del suo contratto… «È l’ultimo dei miei problemi, non ci sono novità, la situazione è nota a tutti».(corrieredellosport)

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Set 30 2008

Lazio-Atalanta: Niente da fare per Rocchi

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Tim Cup: 21 i convocati
Al termine dell’allenamento di questo pomeriggio il tecnico biancoceleste Delio Rossi ha diramato la lista dei convocati in vista della gara Tim Cup Lazio-atalanta in programma domani alle ore 20.30. Di seguito la lista dei convocati:

7)Belleri, 1)Carrizo, 6)Dabo, 29)De Silvestri, 87)Diakite, 4)Firmani, 17)Foggia, 3)Kolarov, 21)Inzaghi, 24)Ledesma, 2)Lichtsteiner, 26)Makinwa, 68)Manfredini, 11)Mauri, 23)Meghni, 86)Muslera, 19)Pandev, 32)Radu, 22)Rozehnal, 13)Siviglia, 10)Zarate.(sslazio)

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Set 30 2008

Vola anche la Primavera

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Una grande Lazio vince il Trofeo Karol Wojtyla: 3-0 al Karpaty
La Lazio Primavera si è aggiudicata il Torneo giovanile Karol Wojtyla battendo nella finale di oggi , disputata sul Campo "Tobia" nel Centro Sportivo dei Vigili Urbani, la formazione ucraina del CPF Karpaty per 3-0. Ennesima prova maiuscola della formazione biancoceleste che ha messo al sicuro il risultato gia’ nella prima frazione di gioco segnando con Sciamanna al 14′ e con Perpetuini al 45′. Nel secondo tempo ancora Sciamanna, autentico mattatore, al 51′ ha definitivamente steso gli avversari. Spettatori d’eccezione il Presidente della Lazio Claudio Lotito e il Presidente della FIGC Giancarlo Abete, il quale ha consegnato la Coppa ai ragazzi di Sesena indiscussi vincitori. Premiato anche l’attaccante Sciamanna come miglior realizzatore del Torneo.

La formazione biancoceleste ritornera’ in campo domani, allorquando sul Campo "Fulvio Bernardini" di Trigoria , alle ore 11.00, affrontera’ la Roma nella finale del Memorial "Franco Sensi" in un derby che si preannuncia molto combattuto.(sslazio.it)

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Set 30 2008

Classifica Serie A: Ma la Roma dove sta’

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Oggi mi stavo scordando
Quasi quasi mi dimenticavo di tenere d’occhio la classifica, famme controlla’.Allora la Lazio e’ Prima a 12, il Napoli ecco l’Inter, la Juve, ma la Roma ? Roma Roma Roma Roma, ahhh eccola decima a 7 pinti e a meno 5 dalla Lazio, ok anche oggi ho coontrollato.

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Set 30 2008

Escudero: Zarate e’ il numero 1

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L’amico del cuore e’ al Valladolid
«Io, Zarate e Aguero. Ma è Mauro il vero fenomeno»
Escudero ha giocato 7 anni col bomber della Lazio. E insieme all’attaccante dell’Atletico Madrid hanno trionfato al Mondiale under 20
Segnavano: «Ogni passaggio per Mauro era un gol, pure se lo marcavano in tre. Lui diventerà presto il numero uno» . E so­gnavano:
«Il sogno era l’Italia e Mauro l’ha avverato. Ma non si ferma qui» . Amico suo. Il miglior amico. Damian Escudero, argenti­no classe 1987 come Zarate, si passano un mese. Maurito è del 18 marzo, suo compare è del 20 aprile. Zarate ed Escudero, attaccan­te e trequartista, "i fratellini di Maradona". Li chiamava­no così tre anni fa. Esordiro­no nel Velez Sarsfield a 18 an­ni e nel 2006 vinsero lo scu­detto dominando il torneo «Apertura». Maurito fu capo­cannoniere con 12 gol grazie agli assist di Escudero. Era­no gemelli. Poi sbarcarono in Nazionale e vinsero il Mondiale Under 20 giocato in Canada. Oggi Zarate è alla Lazio ed Escudero è finito al Real Valladolid. Ci rac­conta tutti i segreti del Maradonino laziale.
Damian, visto Maurito? E’ il fenomeno del momento e vuole vincere lo scudetto.
«Non mi stupisco. Siamo cresciuti insieme. Il nostro sogno, da piccoli, era vincere in Ar­gentina e arrivò lo scudetto. Quando si met­te in testa una cosa, la fa».

Bella storia.
«Abbiamo giocato insieme nel Velez per 7 anni, da quando ne avevamo 12. Nelle giova­nili e poi in prima squadra. Mauro metteva dentro ogni pallone, era troppo forte per quelli della nostra età. Dovevano buttarlo giù per fermarlo. Vinceva sempre lui».

E oggi sta sbancando in Italia.
«Lo so. Ci sentiamo via chat. Oppure per telefono. Abbiamo vissuto insieme gran par­te della nostra vita».

Zarate ed Escudero alla La­zio. Come rivede la coppia?

«Sarebbe bellissimo torna­re a giocare insieme, magari nella Lazio degli argentini. Io mi trovo bene in Spagna ma nella vita non si sa mai…».

Dove arriverà Maurito?
«Non è ancora esploso com­pletamente. Può fare quanti
gol vuole».
Com’è nata l’amicizia?
«Da compagni di squadra. Abbiamo esor­dito insieme nel Velez, abbiamo vinto lo scu­detto in Argentina e siamo stati convocati nella nazionale Under 20. Furono anni fanta­stici ».

Parliamo del Canada. Tutto iniziò male, poi la gioia finale.

«Due infortuni bloccarono entrambi. Ci
siamo ripresi alla fine».
E Mauro segnò il gol decisivo contro la Re­pubblica Ceca.
«Mancavano cinque minuti. Fu una classi­ca azione. Scatto di Maurito e destro fulmi­nante sul primo palo. Incredibile».

Fenomeni in campo e amiconi fuori.
«Ci siamo trovati a vivere nella stessa cit­tà, a Buenos Aires. Abbiamo diviso tutto: gli allenamenti, le uscite, le amicizie, le passio­ni. Ci divertivamo molto».

Chi è Maurito?
«E’ un ragazzo di compagnia. Fa ridere un sacco, è scherzoso, ama la vita, gli piacciono le macchine, non sta un attimo fermo».

E quella storia dei ballerini?
«Insieme andavamo a cenare e spesso ci ritrovavamo in discoteca a ballare. E’ un ta­lento anche in questo ed è un grande profes­sionista ».
Zarate, Messi, Aguero… Che ne pensa del paragone?
«Per potenza e velocità Zarate è tra i nume­ri uno. Giocatori come Mauro ce ne sono po­chi ».

Che squadra quell’Argentina Under 20!
«C’era Mauro, c’era Aguero, c’era Banega, c’era Di Maria. Un gruppo unico».
Ed Escudero detto El Pichi (il piccolo) so­gna la Nazionale come Maurito?
«Continuiamo a sognare insieme…».(corrieredellosport)

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Set 30 2008

Per Rocchi ci siamo

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Lazio, si decide per Rocchi
Rossi deve scegliere se convocarlo per la Coppa Italia o in vista dell’anticipo con il Lecce
Nemmeno il tempo di rifiatare ed è vigilia di Coppa Italia. La Lazio ripunta il Milan agli ottavi di finale, per risfidarlo deve battere l’Atalanta domani sera nel quarto turno della Tim Cup. Rossi ha in mente un ampio turn over. Spera d’esserci finalmente capitan Rocchi, ma il tecnico biancoceleste non ha ancora deciso. Potrebbe mandarlo in panchina e sganciarlo nella ripresa, magari per i venti minuti finali. Altrimenti sarà convocato per Lazio-Lecce. Dubbi riguardano pure i recuperati Dabo e Firmani, ma dovrebbero andare in panchina. Le uniche certezze in difesa. Può toccare a Muslera in porta. E nel 4-3-1-2 De Silvestri troverà posto a destra, Kolarov si piazzerà a sinistra. La coppia centrale, inedita, dovrebbe essere Diakitè-Rozehnal. Ledesma è inamovibile, visto che Matuzalem non c’è e che Dabo ha l’autonomia limitata. Rossi pensa d’affiancargli Meghni a destra e Manfredini a sinistra. Mauri e Foggia in ballottaggio per il ruolo di trequartista. Poche tracce per l’attacco: Delio vuol far riposare Pandev. Così facendo sgancerebbe Zarate e Makinwa in avanti. Ma c’è Simone Inzaghi che sogna di giocare da titolare.(corrieredellosport)

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Set 30 2008

Lotito ospite a Radio 6

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Lotito: "Ledesma ? Le regole vanno rispettate"
Entro un anno e mezzo la lazio dovrà pagare solo la rata con il fisco (6 milioni di euro, ndr) e tutti gli altri debiti saranno estinti. Sono soddisfatto per l’entusiasmo attorno alla squadra e l’atteggiamento da tifosi autentici. C’è un progetto che prende corpo che alla base ha umiltà, sacrificio, professionalità e determinazione. Lo stadio? Lo faremo a Roma e su ogni posto ci sarà nome, cognome e tabellino di un giocatore della Lazio e presto ci sarà un Lazio Club rivolto ai Vip, uomini e atleti come Howe e Pistorius che fanno dell’appartenenza alla Lazio un motivo d’orgoglio ". E’ più rilassato il presidente Claudio Lotito nella sua terza visita al salotto di Gianni Elsner, sorridere ai microfoni di RadioSei con la Lazio prima in classifica è più facile.

Presidente, il procuratore di Ledesma, Vincenzo D’Ippolito, continua a ripetere che quasi certamente l’argentino l’anno prossimo lascerà la Lazio, magari sfruttando il "famigerato" articolo 17?
"C’è un’istigazione volta a fare pressione nei confronti della società, un tentativo d’estorsione. Nella Lazio è il collettivo ad esaltare il singolo, non il contrario, tutti utili e nessuno indispensabili. Devo dare atto a Ledesma di un comportamento assolutamente professionale, purtroppo gli agenti sbagliano le tempistiche, approccio. In Italia senza l’assenso della Lazio non va da nessuno parte, se volessimo lo potremmo mettere anche in giardino a coltivare le ortiche….Da parte della società non c’è nessun approccio negativo con il calciatore, affronteremo la questione con tutta calma. La Lazio è una famiglia con delle regole, che vanno rispettate da tutti. Ricordo che abbiamo messo il tifoso autentico al centro del progetto, quello della maglietta con il simbolo del centenario è un ottimo suggerimento: sintomo di appartenenza forte".

Se vincesse lo scudetto (tutte le scaramanzie autorizzate, ndr) a chi direbbe grazie?
"Alla squadra, allo staff, ai dirigenti, all’equipe medica e ai tifosi. Hanno un ruolo importante, diversamente dal passato per me non sono clienti ma il 12° uomo in campo".

Sarebbe contento se il Napoli fosse l’antagonista alla corsa scudetto della Lazio?
"Certamente, perché la mia impostazione, slegata dal "più spendi e più vinci", sarebbe recepita non solo da altri club e dal sistema calcio, ma dal sistema paese".

Sorpreso per la multa di 1.000 euro dopo Lazio-Fiorentina per il coro "Buffone" destinato all’arbitro De Marco?
"Sto lavorando in Lega per le esimenti e le attenuanti. Sono state inserite due anni fa ma manca il regolamento interno quindi sono rimaste sulla carta, non è giusto penalizzare una tifoseria per pochi tifosi. Il coro Buffone? Esagerato punirlo, andrebbe censurato ogni comportamento di chi cammina per strada. Sto lavorando per correggere gli eccessi in tal senso".

Lo vicenda stadio a che punto è?
"Stiamo risolvendo le problematiche di carattere amministrativo, abbiamo visionato tre aree idonee e le stiamo sottoponendo a studi di fattibilità. Il sindaco Alemanno ha dato disponibilità nel proprio programma alla realizzazione di un impianto di proprietà, scelta ribadita più volte. Ora ci sono condizioni che forse potrebbero indurci ad ottenere il via libera a breve, comunque lo stadio si farà a Roma. Dopo le concessioni serviranno trenta mesi".

Cercherà di recuperare il rapporto con tutti i tifosi, compresi quelli più "lontani" da lei?
"Stiamo lavorando per avere vicino i nostri sostenitori, ma solo quelli scevri da interessi di ogni natura. La campagna abbonamenti lo dimostra, così come il fatto che entro ottobre apriremo tre store LazioStyle1900, di cui uno a Frosinone. Abbiamo bisogno dei tifosi e del loro entusiasmo".

Una parola per Mimmo Caso.
"Incarnava valori dello sport, s’è comportato da signore. Fu costretto a mettersi da parte per alcune situazioni particolari, se non l’avessi sostituto avremmo avuto una situazione poco corretta. Con Papadopulo arrivammo in Intertoto, comunque Mimmo fu un elemento prezioso perché quando entrai la società era allo sbando totale, non c’era nessuna risorsa e lui accettò 50.000 euro l’anno".

Presidente, chi è il vero Lotito? Alcune intercettazioni, la mancata visita alla famiglia Sandri e certi atteggiamenti non corrispondono all’immagine che lei dà di se stesso?
"Dalla stampa sono state diffuse cose non vere e non dette, come la domanda postami dall’ascoltatore che parla di accidenti che io avrei mandato, modo d’espressione che non m’appartiene. Dalla famiglia Sandri sono andato in ritardo e a loro ho spiegato le motivazioni, purtroppo la morte di Gabriele è stata usata e cavalcata, ogni mia posizione sarebbe stata strumentalizzata, e criticata, come se il valore della vita umana dipendesse dal riscontro mediatico. Se fossi andato al funerale cosa sarebbe successo, per motivi di ordine pubblico mi è stato impedito. I comportamenti non coerenti? Basta parlare con chi è nella Lazio da 40 anni come il team-manager Manzini. Le intercettazioni? Chiedete a chi le ha pubblicate il perché, erano a mia tutela e non andavano diffuse strumentalmente per attaccarmi. I fatti non hanno prodotto alcun risultato penale e sportivo, è stato tutto archiviato".

Presidente, ha saputo cosa sta succedendo a Paul Gascoigne?
"Mi sono informato e purtroppo mi parlano di una persona giunta quasi ad uno stadio terminale. E’ difficile contattarlo e portarlo allo stadio".(piazzadellaliberta)

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Set 30 2008

Scudetto ? Perche’ no….

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«Lazio, scudetto non impossibile»
Cribari e Zarate sono d’accordo: sognare si può
La Lazio capolista comincia a crederci. E se in casa biancoceleste forse è troppo dire che si pensa seriamente allo scudetto, c’è comunque la convinzione di potere essere lassù con le grandi fino alla fine. È quanto emerge dalle parole di Cribari e Zarate, quest’ultimo vera sorpresa di questo inizio di campionato, con sei gol in cinque giornate. «Ma non penso alle statistiche- ha detto a Diario Olè- e vado avanti con tranquillità. La cosa importante è che sia la squadra a continuare a fare bene. Allo scudetto ci abbiamo fatto un pensierino, ma quello che conta è dare il massimo. Pensiamo di avere comunque una rosa in grado di battersi fino alla fine».

CRIBARI – « Le premesse erano ottime- ha raccontato invece Cribari a Radio Incontro- ma una partenza così non se l’aspettava nessuno. Ora bisogna battere il ferro quando è caldo, quindi avanti così». E «visto che siamo così in alto non è proibito sognare lo scudetto, però bisogna essere forti nei momenti negativi che sicuramente arriveranno in un campionato così difficile. Comunque nulla è impossibile». Andrebbe benissimo, oltre le più rosee previsioni, anche se alla fine arrivasse ‘solo’ la qualificazione alla Champions League. «Dentro di me è forte la voglia di tornare in Champions: visto come siamo partiti e come stiamo giocando, è inutile nascondere che questo è uno dei nostri obiettivi – ha continuato il difensore- Arrivare in Uefa non è fallimento ma la Champions rimane il torneo più bello».

COPPA ITALIA – « Una squadra come Lazio deve puntare al massimo su tutti i suoi obiettivi, così anche in Coppa Italia cercheremo di dare il massimo. A me non dispiacerebbe per niente vincerla…». Questa, oltretutto, «è la Lazio più forte in cui ho mai giocato. Lo dico io, ma sono consapevoli anche tutti i miei compagni. C’è tutto per fare un grande campionato, però bisogna continuare così umili, così uniti e pedalare sempre. Secondo me siamo più forti perchè il tecnico ha più scelte in ogni ruolo, ci sono sempre cambi all’altezza. Perciò sono tutti sulla corda, ogni volta che si va in campo si dà il massimo per conquistarsi il posto». L’ultima battuta è su Zarate. «Avevamo capito subito che aveva grandi potenzialità- ha concluso Cribari- ma lo vedevamo troppo innamorato del pallone, non così generoso come invece è ora. Adesso è devastante e ci dà una mano anche in copertura. Questo mi ha sorpreso».(corrieredellosport)

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Set 30 2008

Sondaggio su’ Ole’: Votate Zarate

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In Argentina lo vogliono in Nazionale
Il Sito Argentino Ole’ sta’ facendo un sondaggio su chi vogliono in Nazionale, tra i giocatori all’estero, i tifosi della Selecion. Indovinate chi e’ primo ? Maurito Zarate naturalmente, Laziali aiutiamolo, Votate Votate Votate
CLICCA QUI PER VOTARE IL SONDAGGIO

"Un hincha se me arrodilló"
El goleador del Calcio disfruta de su presente en la Lazio líder. "Algún día llegará la Selección".
En 1992 la tifosería de la Lazio patentó un cantito. "E segna sempre Signori", en homenaje al delantero tano, llegado del Foggia, que tuvo un arranque tremendo en la Liga: siete goles en los primeros cinco partidos. Hoy, 16 años después, disfruta de alguien con una producción cercana a la de Beppe, Mauro Zárate. Maurito, apodo de buena parte de la prensa local, hizo seis, aunque tuvo un penal menos (3 a 2) que Signori. Tan fuerte es lo suyo que la hinchada ahora canta: "E segna sempre Zárate". El argentino es el cannoniere de una Liga italiana que tiene pesados como Kaká, Ronaldinho, Ibrahimovic, Shevchenko, Totti, Adriano y hasta se da el lujo de prescindir de Crespo.

-¿Cómo tomás todo esto, Mauro?

-Con tranquilidad, ni pienso en las estadísticas. Lo importante es que el equipo está verdaderamente bien, arrancamos la pretemporada pensando en el título, vamos punteros y jugamos bien. De a poco nos dimos cuenta de que tenemos plantel para pelear arriba.

-¿Y cómo te llevás con la ilusión de los tifosi?

-Son muy apasionados, en la capital más que en el resto de Italia. Hay dos equipos y la mitad son hinchas de la Roma y la otra de la Lazio.

-¿Qué fue lo más fuerte que viviste?

-Ah, no te imaginás. Un día se me acercó un fanático y se me arrodilló y me empezó a hablar. No sé qué me decía porque iba muy rápido. Trataba de entenderlo pero no podía, me agradecía por los goles y me decía un montón de cosas. Vos no sabés la vergüenza que me daba. Ojo, no me molesta, me gusta todo ese aprecio, pero…

-Basile llamó a Diego Milito (cuatro goles en el Genoa). ¿Creés que te perjudica no tener experiencia anterior con el entrenador?

-No lo sé. El día que me llamen a la Selección estaré contento. Si no, seguiré dando lo mejor de mí para que algún día me toque.

-Basile también convocó a Di María. ¿Pensás que no estar en los Juegos Olímpicos te complica? -Tampoco puedo pensar eso. Creo que si sigo haciendo las cosas bien, algún día saldrá el llamado.

-¿Por qué pensás que no pagás el famoso proceso de adaptación a Italia?

-Yo vine sabiendo que no me iba a costar. Italia es muy parecido a Argentina, la gente, el fútbol… Además, después de estar en Qatar (NdeR: en el Al Sadd, segundo semestre del 2007) sabía que no me iba a complicar en Italia. Para adaptarse, el Calcio es fácil al lado de Qatar.

-Juan Pablo Carrizo también es elogiado…

-Si, está muy bien. Contra el Torino hizo como seis enganches ante un rival. ¡No sabés lo que fue! Amagaba a rechazar y tiraba otro enganche. Yo tenía el corazón en la boca. Decí que ya íbamos 3 a 0.

-¿El sistema de juego de la Lazio te ayuda?

-Nunca había jugado con un 4-3-2-1. Pero estoy muy bien como único centroatacante, con los mediapuntas, Foggia y Pandev.

-El técnico, Rossi, ¿te pide algo diferente?

-Que también ayude en defensa, aunque me deja atacar como quiero.

-¿La Lazio tiene recambio para pelear el título?

-Espero que no tengamos ese problema. El equipo tiene que seguir así.

-¿Qué jugadores te sorprendieron más?

-Creo que Kaká (Milan) e Ibrahimovic (Inter) son los que marcan la diferencia.

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Set 30 2008

In Europa nessuno come Pandev-Zarate

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10 Gol per la Pa-Za
Dieci sono le reti segnate in cinque partite di campionato dalla coppia d’attacco Pandev-Zarate. La coppia biancoceleste è tra le migliori del continente. Villa e Benzema hanno segnato come l’argentino, solo Helmes ha fatto meglio.
L’intervistatissimo presidente Lotito parla di «collettivo coeso», ma il segreto della lazio capolista è nei singoli. Nessuno in Italia e nei principali campionati d’Europa, infatti, può vantare una coppia-gol come quella composta da Pandev e Zarate. Il PaZa, verrebbe da dire giocando con i cognomi, ha segnato dieci dei 13 gol grazie ai quali i biancocelesti guidano da soli la classifica dopo cinque giornate.
Dando un’occhiata ai principali tornei continentali, nessuna tra le prime della classe vanta un tandem di bomber così ricco. In Spagna la Liga è comandata dal Valencia di David Villa, picici momentaneo con 6 reti proprio come Zarate. Ma il campione d’Europa spagnolo al suo fianco ha il ventenne Mata (una rivelazione) capace per il momento di segnare "solo" tre gol per un totale di 9 centri. Staccate le coppie Messi (4)-Eto’o (3) del Barcellona a quota 7 come il tandem olandese del Real Van der Vaart (4)-Van Nistelrooy (3). Meglio di Pandev e Zarate non ha fatto nessuno nemmeno in Premier League: oltre Manica comandano il Chelsea e il Liverpool trascinati rispettivamente da Anelka e da Torres, autori di tre reti a testa ma privi di una "spalla". In questo senso si avvicinano al record dei laziali Agbonlahor e Carew dell’Aston Villa (secondo staccato di un punto) che hanno segnato 8 dei 12 gol dei Villans (quattro a testa). In Francia continua la dittatura ormai decennale del Lione, che mette ancora tutti in fila grazie ai gol di Karim Benzema (6) vicino al quale tutti i compagni (Fred, Gouvou e soci) fanno la figura delle comparse.
Per trovare una squadra che vanti due bomber all’occhiello bisogna cercare in Germania, ma non nell’Amburgo capolista nel quale il gol è un prodotto da cooperativa con Reinhradt, Olic, Guerrero e Petric in rete tutti due volte. La formazione in questione è la rivelazione Hoffenheim, attualmente sesta staccata di tre punti, trascinata dai "gemelli" bosniaci, entrambi classe ’84, Ibisevic, 7 gol e Salihovic, 3 gol. Curiosamente i colori sociali dell’Hoffenheim sono il bianco e l’azzurro e lo sponsor tecnico la Puma. Insomma, sembra la Lazio.(LEGGO)

TUTTI E 10 I GOL

 

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Set 30 2008

Lazio-Zarate: Era propio Destino

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Zarate è laziale da bambino
Il matrimonio vincente tra Zarate e la Lazio era scritto. Da quando Maurito, all’età di sei anni, venne in Italia insieme con la famiglia per abbracciare il fratello maggiore Sergio. Che, all’epoca, giocava con l’Ancona. Un giro d’Italia breve ma intenso quello della famiglia Zarate, che cominciò e finì a Roma. Una città della quale il piccolo Mauro s’innamorò subito. Forse anche per questo, qualche anno dopo, cominciò a fare il tifo per la Lazio. Nel frattempo era cresciuto, giocava già a pallone nelle giovanili del Velez e «mangiava» calcio a tutte le ore.

Gli piaceva in particolare quello italiano. Ed aveva occhi solo per la Lazio di Simeone, Veron. Almeyda e Crespo. E’ vero, in quegli anni tutti o quasi in Argentina tifavano per la Lazio. Quella squadra, quei colori non li ha mai dimenticati. Neppure quando la LaziArgentina è finita. A Roma si è inserito in un baleno. Ha trovato casa a Vigna Stelluti, dove presto lo raggiungerà la fidanzata. Frequenta il Tennis club Parioli e la sera si ferma a mangiare al ristorante Professionisti a Prati, dove va matto per la pizza e per la pasta e fagioli. I primi tempi erano in pochi a riconoscerlo. Adesso c’è da fare la fila per avere l’autografo…(gazzettadellosport)

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Set 29 2008

Tutti si stanno accorgendo di Mauro Zarate

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Zarate sorprende anche i bookmakers
"Zarate è più forte di Messi". L’aveva detto Claudio Lotito, quando in estate ha ingaggiato dagli egiziani dell’Al-Sadd un attaccante poco conosciuto, con una formula che somiglia ad un leasing (il prestito subito, la metà fra un anno , l’intero cartellino fra due). Sembrava una scommessa folle, di quelle che, se poi la vinci, ti cambiano la vita. Appunto: un mese più tardi, la Lazio è da sola in testa alla classifica e l’argentino di Haedo comanda la fila dei bomber .
Impensabile, anzi, impensato: i bookmakers italiani, infatti, non avevano neppure preso in considerazione l’attuale capocannoniere. Neanche ad una quota da urlo. Quando Snai ha aperto le scommesse sui signori del gol, i favoriti erano Totti e Ibrahimovic, quotati a 7, davanti a Del Piero, capocannoniere uscente, e Trezeguet, bancati a 8. Poi Gilardino (10), Pato (12), Amauri e Mutu (14), Adriano e Kakà (18). Poca fiducia in Ronaldinho, in lavagna a 33 come Vucinic. Nella lista però non c’erano né Borriello né Zarate. E chi voleva seguire la dritta di Lotito, poteva solo puntare sulla voce "altri", pagata a 7 prima dell’inizio del campionato.
Discorso analogo per Matchpoint: alla vigilia del torneo, Ibra e Trezegol erano i favoriti (7,50), davanti a Mutu (10) e Totti (12). Zarate? Anche qui non pervenuto. Anzi, mimetizzato: nel calderone degli sconosciuti, sotto la voce "altri", bancata a 3,50.
Non si sono fatti sorprendere, invece, i bookmakers d’Oltremanica. Avevano inserito Zarate in lavagna a 40, si sono affrettati a dimezzare la quota subito dopo la doppietta che l’argentino ha siglato al suo debutto in serie A.
Dopo un mese di campionato, i bomber favoriti per il titolo sono cambiati. Per i bookie italiani, Amauri è il nuovo numero uno (Snai lo paga a 5, Matchpoint a 6), davanti a Gilardino e Ibrahimovic. In salita le quote di Del Piero e Totti, alle stelle quella di Trezeguet (che tornerà nel 2009): Snai lo paga addirittura a 300, dopo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto una settimana fa. E Zarate? In Italia resta semplicemente "l’altro" e continua ad abbassare la relativa quota a suon di gol: ora è 2,20 per Snai, 2,50 per Matchpoint. Lotito, però, la sua scommessa l’ha già vinta: la sua scoperta ha segnato 6 reti in 5 gare. E ha fatto gol in contropiede anche ai professionisti dei pronostici.(larepubblica)

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Set 29 2008

Pillole da Formello

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La Lazio ha ripreso oggi la preparazione
In vista dell’impegno di mercoledì contro l’Atalanta, gara di Tim Cup, la Lazio ha ripreso questo pomeriggio la preparazione. Lavoro defaticante per gli undici impegnati contro il Torino mentre il resto del gruppo ha lavorato sulla reattività quindi partitella a campo ridotto nel finale. La ripresa domani pomeriggio alle ore 16.00.

Dall’infermeria
Durante la gara Torino-Lazio il difensore biancoceleste Cribari ha riportato una ferita lacero-contusa della regione sopracigliare sinistra che ha richiesto l’applicazione di punti esterni ed interni. Del Nero e Matuzalem questo pomeriggio hanno svolto, come da protocollo, lavoro di recupero personalizzato.

Tim Cup: Lazio-Atalanta sarà diretta da Trefoloni
Questi gli arbitri che dirigeranno le gare del quarto turno eliminatorio della Coppa Italia:
Salernitana-Sassuolo (domani, ore 20.30): Valeri di Roma
Bologna-Ascoli (1 ottobre, ore 15.00): Pierpaoli di Firenze
Lazio-Atalanta (1 ottobre, ore 20.30): Trefoloni di Siena
Torino-Livorno (1 ottobre, ore 20.30): De Marco di Chiavari
Genoa-Ravenna (2 ottobre, ore 18.00): Marelli di Como

Trofeo Karol Wojtyla: Lazio in finale
Nella semifinale del Torneo giovanile Karol Wojtyla disputata oggi allo Stadio di Colleferro la Lazio ha sconfitto i polacchi dell’MKS Cracovia per 3-0. Ancora una grandissima prova dei ragazzi allenati da Mister Sesena , i quali si sono imposti nettamente segnando tre reti nella seconda frazione di gioco. Ha aperto le marcature l’attaccante Sciamanna al 47′, poi Mancini al 65′ e al 78′ su punizione ha chiuso definitivamente i conti.

La formazione biancoceleste approda cosi’ alla finale del Torneo che si svolgera’ domani alle 11.00 sul Campo "Tobia" nel Centro Sportivo dei Vigili Urbani in Lungotevere Dante 311. L’avversario della Lazio uscira’ dalla seconda semifinale, ancora in svolgimento, tra Karpaty e NK Zagabria.(sslazio)

 

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Set 29 2008

Zarate re del gol come Sheva e Zico

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Solo Signori ha fatto meglio con 7 reti
Il capocannoniere della serie A ha la faccia furba e i piedi bollenti di Mauro Zarate. Il nuovo fenomeno della Lazio è a quota 6 gol (due rigori) dopo cinque giornate e si appresta a inserire il suo nome tra i grandi bomber del campionato. Prima di lui, un altro idolo biancoceleste, Beppe Signori, aveva firmato 7 reti (3 penalty) in altrettanti match, mentre Sheva e Zico si sono fermati a sei nella stagione d’esordio, proprio come l’argentino.

Ma è il paragone con Signori che sta facendo sognare la curva laziale. E non solo quella. Era la stagione 1992-1993 quando "Beppegol" firmò due reti nel debutto con la Samp. Sedici anni dopo, Zarate lo ha imitato, copiando alla perfezione il suo tabellino nelle tre giornate successive (Fiorentina, Cagliari e Genoa per Signori, Sampdoria, Milan e Fiorentina per Mauro).

Alla quinta, però, Signori fu autore di una tripletta col Parma, mente domenica Maurito si è fermato alla doppietta nel 3-1 Torino. "Questo ragazzo argentino è un fenomeno", ha commnentato il patron granata Urbano Cairo.

Se Signori si può fregiare del titolo di superbomber, Zarate si trova in buona compagnia alle spalle del bergamasco.

Perché come lui, all’esordio in Italia, ha fatto gente del calibro di Zico, al primo anno con l’Udinese, e Shevchenko, debuttante con il Milan.

Zarate non si è scomposto più di tanto e ha fissato l’obiettivo: scudetto. E adesso Lotito gongola…

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Set 29 2008

Lotito mischia le carte a Mourinho

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Il Video del duetto Lotito-Mourinho alla domenica sportiva.

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Set 29 2008

Ve Pjamo a Zapandate

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10 gol in 2
Ecco le 10 magie di Mauro Zarate e Goran Pandev, i due gioielli stanno trascinando la Lazio, 10 gol sui 13 realizzati dalla squadra che ne fanno il miglior attacco della serie A.

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Set 29 2008

L’aquilotto Ale portafortuna della Lazio

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Dalle corna all’Aquilotto
Le scaramanzie della capolista: le "corna" di Zarate e il pelouche che accompagna la squadra in ogni gara
Occhio malocchio… SuperLazio superstiziosa. Riti scaramantici anti-jella, amuleti a portata di mano. Le corna di Zara­te a far da schermo protettivo e il segreto di un misterioso pelouche a far da scudo.
Raccontano che i gesti sono sempre uguali, che qualcuno rimette gli stessi vestiti dopo ogni partita vinta, che qual­che altro entra in campo con lo stesso piede anziché con l’altro. Raccontano che tra i segreti della Lazio che vince c’è innanzitutto un pulcino di aquilotto di nome «Ale», lo custodisce gelosamente il te­am manager Manzini. Lo tie­ne in tasca nel pre-partita e prima del fischio d’inizio lo appende al pilastro che regge la panchina. Sta lì per tutti e 90 minuti. E’ il portafortuna della Lazio, un uomo in più in campo.
Raccontano che l’esordio l’ha vissuto in Coppa Italia contro il Benevento ed è da lì che è partita la fuga per la vittoria. C’era contro il Cagliari alla prima giornata. C’era contro la Sampdoria alla seconda. Due vitto­rie su due partite. Attenzione: non c’era a S.Siro contro il Milan e sappiamo tutti co­m’è andata a finire (male…). Crederci o non crederci? Fatto sta che l’aquilotto Ale non era stato appeso nella tana dei diavoli rosso­neri perché Manzini, ahilui, se l’era dimen­ticato a casa. E la Lazio che ha fatto? Ha per­so l’unica partita della stagione.
LA MAGIA – Ale si è rivisto in panca contro la Fiorentina ed è arrivata la riscossa. Ale c’era a Torino e la Lazio ha asfaltato i grana­ta. D’ora in poi non mancherà mai. Ale fa parte dei convocati sia in casa e sia in tra­sferta. Manzini l’ha sfoderato al momento giusto della settimana e finora gli ha sempre dato grandi soddisfazioni. Si chiama Ale per­ché chi l’ha regalato allo storico team mana­ger biancoceleste è un’amica di nome Ales­sandra. Badate bene, è la stessa persona che segue gli stranieri della Lazio, che li fa stu­diare e gli insegna a parlare italiano. Ha avuta quest’idea e l’ha fatta presente: «Perché non portarlo in panchina? Vedrete, porterà bene ». Ed è successo.
ZARATE – Tiè e tiè! Le corna di Maurito Zarate: «Si vede che ha qualche avo napole­tano
», ci ha scherzato su De­lio Rossi dopo la vittoria con­tro la Fiorentina. Maurito era stato beccato dalle telecame­re. Ad ogni azione degli av­versari faceva le corna. Una, due volte. Con la mano sini­stra e poi con la destra: «Ho cominciato a farlo quando ci attaccavano ed è andata be­ne. Perché non ripeterlo?» , s’è chiesto il pic­colo Mauro. L’ha spiegato così in settimana il perché del suo strano gesto. A qualcuno ha fatto ridere, alla Fiorentina non più di tanto.
L’AMICO – Non è tutto. A Torino è filato tut­to liscio. E c’è chi ha fatto notare un’altra coincidenza. Un amico torinese di Delio Rossi ha cambiato abitudine. Si presentava sempre nel ritiro della Lazio (che stavolta ha pure cambiato albergo) prima di ogni ga­ra giocata a Torino che fosse contro i grana­ta o contro la Juventus. Mistero: sabato se­ra non è successo a causa di un impedimen­to. L’incontro è saltato. E la vittoria è arriva­ta. L’anno scorso, a Torino, la Lazio aveva impattato contro il Toro e perso malamente contro i bianconeri. Lui c’era, Ale no.(corrieredellosport)

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Set 29 2008

Torino-Lazio 1-3: Le Pagelle del Corriere dello Sport

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Foggia, classe e corsa
Rozehnal insuperabile, Radu elegante, Ledesma regala equilibrio
le pagelle

8 Zarate
Numeri di alta classe, assist per Pandev poi altri due gol buoni per guidare la classifica dei can­nonieri con sei reti in cinque gare (media 1,2 a par­tita). Splendido. Ha la stoffa e il genio del fuoriclas­se. E’ lui la novità più intrigante del campionato.
8 Pandev
Sblocca la partita nel momento più difficile poi suo­na la carica. Numeri di alta scuola prima di restitui­re l’assist a Zarate con un colpo che ha incantato lo stadio torinese. Ha ragione Rossi: adesso è uno dei gocatori più importanti nel panorama europeo.
8 D. Rossi (all.)
Insegna calcio e si vede. Presenta una squadra bel­la ed equilibrata. La corregge quando è in difficol­tà. Bravo anche nella gestione dei cambi. Il suo pro­getto tecnico è in evidente crescita il che significa che è un progetto di buona qualità.
7,5 Foggia
Parte a destra, finisce a sinistra, ma travolge sem­pre tutti. Bisogna mettere in bella evidenza, oltre alla straordinaria prestazione tecnica, la sua eccel­lente interpretazione tattica di una partita che non sempre è stata facile. Fondamentale il suo contri­buto alla causa.
7 Rozehnal
Sostituisce Cribari colpito da una gomitata di Ab­bruscato (impunita!) dopo una ventina di minuti. E’ insuperabile e ben disposto anche quando fa ripar­tire il gioco. Cancella l’ex Bianchi al quale non con­cede niente. Il torinista non entra mai in partita.
7 Radu
Una grande prestazione diventata via via sempre più convincente. Il romeno nel finale ingentilisce la sua partita con preziosità tecniche che sono un se­gnale preciso: sta trovando la sicurezza totale nei suoi mezzi.
7 Brocchi
Parte così così, poi entra in partita da protagonista.

8Si procura il rigore. Senza la scorrettezza di Sere­ni che lo ostacola, metterebbe facilmente in rete il pallone. Anche lui lo abbiamo visto in crescita.
7 Ledesma
E’ l’uomo del grande equilibrio laziale. Magari sba­glia qualche facile disimpegno, ma recupera pallo­ni in quantità industriale giocandoli sempre con in­telligenza e grande senso di squadra. Suo il bel lan­cio per Zarate che si inventa l’assist per il gol di Pandev che sblocca la situazione.
7 Mauri
Partita tosta, tonica. Ingentilita da un palo e da una continuità di rendimento che ci lascia un pensiero: il ruolo in mediana accanto a Brocchi e Ledesma gli è sicuramente gradito perché sembra molto a suo agio.
6,5 Lichtsteiner
Tiene il campo con forza contro chi gli capita a ti­ro: Abate o Abbruscato prima, Amoruso dopo. An­che lo svzzero sta crescendo di partita in partita in sintonia con la squadra.
6,5 Siviglia
Mette a disposizione esperienza e mestiere. Ha il pregio di fare sempre la cosa giusta nel momento giusto. Concreto e presente.
6 Carrizo
Svolge bene il lavoro di ordinaria ammi­nistrazione. Nel secondo tempo fa letteralmente imbufalire Delio Rossi perché si mette a dribblare ripetutamente un avversaio nel cuore dell’area. E’ un grande portiere, non può cadere in simili picci­nerie.

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Set 29 2008

Caso-Gabbo: Arrivano le scuse di Spaccarotella

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Spaccarotella: «Chiedo perdono ai Sandri»
Parla l’agente. Il fratello di Gabbo: «Richiesta che arriva tardi»
«Ai familiari di Gabriele Sandri chiedo perdono. Ma non trovo le parole. Ho ucciso il loro figlio: dire che mi dispiace, che non volevo, non può essere sufficiente. Vorrei incontrarli, anche se so che non sarebbe facile». Per la prima volta, con l’ANSA, l’agente di polizia Luigi Spaccarotella, accusato dell’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, parla della vicenda. «Quel maledetto 11 novembre – racconta – è morta anche una parte di me. Pochi giorni dopo chiesi al vescovo di Arezzo di far arrivare ai Sandri il mio cordoglio. Lui si mise in contatto con persone vicine alla famiglia di Gabriele ma, non so perchè, gli fu risposto che i tempi non erano maturi». Ripercorre quell’11 novembre: «Correvo – racconta – il colpo è partito accidentalmente, poi è stato deviato. Non ho mirato all’auto: come si può pensare che abbia voluto uccidere qualcuno? Voglio pagare per quel che ho fatto, ma pensare che sia stato un omicidio volontario è troppo. Rimettermi la divisa, quando sono tornato al lavoro, non è stato facile – aggiunge – non ho più voluto impugnare una pistola, nè salire su un’auto della polizia».

IL FRATELLO DI GABBO – «Il perdono? È tardi. La richiesta arriva con una tempistica processuale ineccepibile, che fa sorgere qualche perplessità. Non suona come vera». È il commento di Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, il tifoso ucciso l’11 novembre del 2007, alla richiesta di perdono avanzata da Luigi Spaccarotella, l’agente di polizia accusato dell’omicidio. «Incontrarlo? – risponde Cristiano -. Non lo so, non ne abbiamo mai parlato. Ma sarebbe difficile. In dieci mesi non l’abbiamo mai sentito. Nè direttamente nè attraverso altre persone abbiamo mai ricevuto suoi messaggi. Un conto sarebbe stato incontrarlo subito, ma che la sua richiesta e le scuse arrivino a processo iniziato appare fuori luogo». «È una mossa un pò tardiva – aggiunge l’avvocato dalla famiglia Sandri, Michele Monaco – E poi, dicendo che il colpo è partito accidentalmente, Spaccarotella nega l’evidenza. Ci sono prove, testimoni, che dimostrano il contrario».(corrieredellosport)

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Set 29 2008

Torino-Lazio 1-3: Le Pagelle del Messaggero

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La difesa soffre ma regge, l’attacco non sbaglia. Mauri, una prestazione di sacrificio.
CARRIZO 6
Il Toro tira spesso, ma il pallone finisce fuori o sulla traversa. Nella ripresa, la Lazio passa subito e i granata si spengono. Lui non deve fare una parata. Nel finale, un prolungato dribbling su Abbruscato, segno di (forse troppa) sicurezza. Il pubblico fischia, Rossi ri arrabbia.
LICHTSTEINER 6,5
Il Toro fa la partita e lo svizzero difende il suo orticello. A volte bene, a volte con qualche affanno. Più timido rispetto a mercoledì. Con la Lazio in vantaggio si lancia in qualche accelerazione. Non demerita, anzi.
SIVIGLIA 6
Pronti via, Abbruscato penetra in area e coglie la traversa. La giornata è di quelle faticose contro gli avanti granata, con i quali fa a spallate, specialmente sulle palle inattive. Si nota qualche sua buona chiusura. Appare un po’ stanco, però là in mezzo si fa sentire.
CRIBARI 6
Un duro scontro con Abbruscato, una ferita sulla testa. La sua partita finisce al 24′pt. Fino a quel momento, si conferma in buona condizione.
RADU 6
Abate lo punta e spesso lo supera. E’ dell’esterno scuola Milan la prima occasione per il Toro, col rumeno assente. Spesso deve rincorrere e si fa vedere pochissimo davanti. Migliora nel secondo tempo, con Abate più defilato e meno stress da rincorsa.
BROCCHI 6,5
I suoi compiti: recuperare palloni, stoppare il gioco granata e far ripartire la squadra. Fa tutto con la massima diligenza e spirito di sacrificio. Nel finale, va vicino al gol e nella stessa azione si procura il rigore del 3-0. Infaticabile e alla fine, zoppicante.
LEDESMA 6,5
Nel primo tempo, il Toro pressa e lui ha un uomo, Abbruscato, incollato addosso. E’ difficile orchestrare il gioco in questi casi. Pian piano, prende in mano la situazione e la squadra comincia a girare come sa. Un perno insostituibile.
MAURI 6,5
Il miglior difensore della Lazio. Spreca parecchie energie per dare una mano al quartetto arretrato, che regge l’urto anche grazie a lui. Davanti si vede poco, stavolta. Nella ripresa ha l’occasione gol: il suo sinistro va sul palo.
FOGGIA 7
Comincia il primo tempo a destra e, a parte un assist per Pandev, si vede poco. Nella ripresa, Rossi, come contro la Fiorentina, lo sposta a sinistra e questa sembra la posizione che predilige. Qualità, spunti da giocoliere, ma sa anche lottare.
PANDEV 6,5
Segna un gol con un sinistro chirurgico, dopo aver sfruttato un rimpallo su dribbling di Zarate. La palla dell’uno a zero arriva un po’ prima (assit di Foggia) del suo gol, ma la spreca. Partita diligente, senza troppi squilli. Però la sua presenza si avverte, eccome. Quarto gol in campionato.
ZARATE 7,5
Prestazione sostanziosa. Una mezzora da latitante, poi un dribbling in area e un rimpallo a favore di Pandev, che firma l’1-0. Nel secondo tempo, parte da destra e diventa imprendibile. Segna un (gran) gol da una venticinquina di metri. Prima rete di destro su azione. Nel finale, fa il bis su rigore. Una leggerezza, l’ammonizione che prende per allontanare il pallone. Perdonabile. E’ a sei reti.
ROZEHNAL 6,5
Si piazza al fianco di Siviglia ed entra subito in partita: se la cava più che bene. E’ bravo pure quando deve uscire palla al piede.
MEGHNI 6
Fa quel che deve, tiene palla.
MANFREDINI 6
Copre, lotta, difende, da una mano.

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