Archive for Dicembre, 2008

Dic 31 2008

Buon Anno a Tutti

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Auguri a tutti di Buon Anno

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Dic 31 2008

Anno nuovo, nuova Lazio

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Un mese per l’Europa
Tra campionato e Coppa Italia, sette partite decisive in trenta giorni
Ultimi spiccioli di vacanza, il richiamo atletico studiato da Ros­si, sette partite decisive in trenta giorni. S’annuncia un mese di gen­naio ad alta intensità per la Lazio, chiamata a riprendere subito la cor­sa. Un ciclo di ferro devono preparare i biancocelesti, che ve­nerdì, il giorno dopo Capodanno, torneran­no a sudare al centro sportivo di Formello.
Delio Rossi ha prepa­rato una tabella di la­voro faticosa, ma non troppo. Il tecnico romagnolo, che ha passato le feste di fine anno in Egit­to, intende mettere altra benzina nel motore della Lazio. Ma senza esage­rare perché il lavoro in profondità sopportato dai giocatori biancocele­sti in estate darà i suoi frutti nei prossimi mesi. E poi Rossi vuole pre­sentare già a Reggio Calabria, dome­nica 11 gennaio, una squadra bril­lante e pronta a riprendere il cammi­no ad alta velocità.
INFORTUNATI – Primi giorni sostenu­ti di allenamento e poi lo scarico, perché la Lazio ne avrà appena nove per prepararsi al confronto con la Reggina. E’ sempre un’incognita la ripresa del campionato. Rossi dovrà verificare le condizioni di Matuza­lem, annunciato di ri­torno a Formello i pri­mi di gennaio, ma an­che di Siviglia ( che si era stirato un’altra volta prima della par­tita con l’Udinese) e di Lichtsteiner, che ave­va chiuso in anticipo la sfida con il Palermo a causa di una distorsione alla caviglia destra.
MERCOLEDI’ – L’obiettivo della Lazio è affrontare il ciclo terribile a ranghi completi. Serviranno tutti, ma pro­prio tutti, a Rossi. Perché, in rapida successione, s’annuncia una serie di impegni che orienteranno la stagio­ne biancoceleste. Si riprende a Reg­gio Calabria, poi l’ultima settimana di lavoro-tipo. La sera del 18 genna­io, ultima di andata e posticipo di lusso con la Juventus: il ct Marado­na probabile ospite allo stadio Olim­pico. Tre giorni dopo potrebbe esser­ci la sfida a eliminazione diretta dei quarti di Coppa Italia con il Torino. Non è ancora ufficiale, si attendono le comunicazioni della Lega e la pro­grammazione televisiva: l’altra data possibile è il 4 febbraio, ma il quadro deve essere ancora completato da Inter-Genoa (13 gennaio) e Juve-Ca­tania ( 14 gennaio). Difficile che le vincenti possano essere subito impe­gnate nei quarti la settimana succes­siva.
CHAMPIONS – Domenica 25 scatterà il girone di ritorno. Per la Lazio im­pegno interno con il Cagliari, poi il turno infrasettimanale del 28 a Ma­rassi con la Sampdoria. Il primo feb­braio è già stato fissato il posticipo allo stadio Olimpico con il Milan e la domenica successiva Rossi sfiderà di nuovo Prandelli all’Artemio Fran­chi di Firenze. Un mese per capire e sapere se la Lazio potrà ancora con­siderarsi in corsa per la Champions League o se dovrà lottare per l’Uefa.(corrieredellosport)

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Dic 31 2008

L’altra Lazio è un tesoro

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Molti giocatori sparsi per l’Italia
Quindici giocatori tra serie A, B e Lega Pro in prestito: da Stendardo e Zauri a Chirico, ecco come vanno.
La Lazio pensa in entrata, ma dovrà lavorare in uscita: Berni, Santarelli, Belleri e Makinwa cerca­no sistemazione. Forse anche altri giocatori andranno via. Ma Lotito possiede un tesoro in giro per l’Ita­lia. Tutti gioca­tori affermati o giovani pro­mettenti di proprietà del club biancoce­leste.
Un patri­monio tecnico da seguire in prospettiva o da monetizzare, perché uno dei mo­delli perseguiti da Lotito, quando si è avvicinato al calcio, era e resta l’Udinese. Talenti da scoprire o da far fruttare nel conto economico, op­pure come pedine di scambio. Un’al­tra Lazio che possiede numeri, di­gnità e prospettive.
SERIE A – Cominciamo dai più gran­di. Due giocatori veri. Guglielmo Stendardo, ceduto in prestito secco negli ultimi minuti del mercato esti­vo, è diventato una colonna del Lec­ce di Beretta, un maestro della fase difensiva. Titolare fisso, sta giocan­do bene. E resterà in Puglia sino al­la fine del campionato. Poi, con Lo­tito, dovrà decidere il suo destino. Potrebbe tornare alla Lazio soltanto se non ci fosse più Rossi, ma ora c’è freddezza anche con la società. Sino al 2013, però, è sotto contratto. E re­sta uno degli stopper italiani più af­fidabili. A Firenze c’è Zauri: 8 pre­senze in campionato, 6 in Cham­pions League. Sta andando bene. Il diesse Corvino possiede un diritto di riscatto sulla base dei 4 milioni di euro. Il club viola a fine campionato cercherà di rinegoziare. L’ex capi­tano alla Lazio non tornerà di sicuro: la chiusura è stata bru­sca.
SERIE B – Tra i cadet­ti ci sono altri tre gio­catori biancocelesti.
Roberto Baronio, a ca­sa sua, si sta rilancian­do. E’ titolare, il play­maker del Brescia primo in classifi­ca. E non ha sofferto il cambio di panchina da Cosmi a Sonetti. E’ in prestito secco e con la Lazio sotto contratto sino al 2010: a fine stagio­ne bisognerà ridiscutere la sua posi­zione. Titolare a Livorno, padrone della fascia sinistra è Riccardo Bo­netto, 17 presenze, un punto fermo per Acori. Spinelli vanta un prestito con diritto di riscatto. Prima del tra­sferimento, aveva allungato di un anno con Lotito. Ivan Artipoli, in prestito a Modena, era partito bene: ha giocato da esterno e da difensore centrale. Da qualche settimana, pe­rò, è uscito di scena. Zoratto non lo fa più giocare.
PRIMA DIVISIONE – Nella Lega Pro ci sono altri ragazzi che vivono una stagione importante della propria carriera. Alberto Quadri a Monza ha giocato con grande continuità, 16 presenze, ma lo aveva scelto e volu­to l’ex laziale Marcolin, appena eso­nerato. Ora bisognerà vedere cosa succederà con Sonzogni in panchi­na. Alla grandissima sta andando l’argentino Lucas Correa, centro­campista offensivo, a segno 9 volte (capocannonie­re) con la Pro Patria: il club lombardo lo ha preso in presti­to oneroso con diritto di ri­scatto sulla metà. Ha pro­spettive impor­tanti. Lotito lo vuole riportare a ca­sa per tenerlo alla Lazio. Nel girone B, invece, niente spazio per Daniele Greco, che a gennaio potrebbe la­sciare il Sorrento.
SECONDA DIVISIONE – Nella vecchia C2 giocano diversi ex Primavera. Capogna, centravanti, cerca di farsi largo nel Mezzocorona. A Prato si stanno mettendo in luce Corvesi, centrocampista, e Casini, esterno di fascia sinistra. Dopo l’esperienza sfortunata in Polonia, bene sta an­dando Merini nel Melfi: ha già se­gnato 4 gol. E si sta facendo apprez­zare Loris Tortori, attaccante ester­no in prestito all’Isola Liri. Nel­l’Aversa Normanna c’è Federico Chirico, difensore centrale. E Fran­cesco Costantini, un altro attaccante esterno, cresce con il Val di Sangro. Un tesoro da custodire per la Lazio.(corrieredellosport)

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Dic 31 2008

Zarate fissa gli obiettivi

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"Aspetto Maradona e vinco con la Lazio"
«Mi piacerebbe essere convocato, ma ora penso a vincere con Reggina e Juve»
E adesso Zarate aspetta Maradona. Dopo l’apertura del ct dell’Argentina (che l’altra sera ha detto «Mauro vedrà che questa maglia è la più bella del mondo»), arriva la risposta dell’attaccante della Lazio, che si augura una convocazione a breve: «Sono tranquillo – ha detto Zarate a Sky Sport 24 – è lui che deve decidere. Comunque certo che mi piacerebbe e se arriverà la chiamata cercherò di fare il meglio possibile ma se così non fosse voglio restare sereno e continuare a fare bene alla mia squadra, la Lazio».

REGGINA E JUVE – Zarate ha parlato poi anche del suo momento e di quello della Lazio: «Mi sento bene anche la squadra sta bene, sicuramente c’erano partite in cui potevamo fare di più ma non siamo andati così male. Spero che quando ci riuniremo dopo la pausa staremo ancora meglio. Dobbiamo riuscire a fare subito un buon risultato con la Reggina per arrivare caricati alla sfida con la Juventus ».

IL FUTURO – Del futuro della rivelazione biancoceleste ha parlato poi il fratello Sergio: «Dobbiamo ringraziare il presidente Lotito. Lui ha la parola della nostra famiglia, la mia e quella di Mauro, che la Lazio ha la priorità per il futuro. Il riscatto però è un argomento sul quale noi non possiamo fare niente».(corrieredellosport)

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Dic 31 2008

Idea Bojinov

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Da sempre pallino di Rossi
Fine d’anno col botto in casa Lazio: il club biancoceleste potrebbe tesserare nel prossimo mercato Valeri Bojinov, 22 anni, vecchia conoscenza del calcio italiano in forza al Manchester City. Il bulgaro è un attaccante di spessore, attualmente fermo ai box, ma pronto – nel giro di pochi giorni – a tornare sui campi di gioco.

È da sempre un pallino di Delio Rossi e sarebbe la punta centrale che il club biancoceleste cerca da tempo.
L’idea è nata durante i contatti avviati per il centrocampista brasiliano Elano, altro giocatore dei «Citizens» di Manchester.
Difficile arrivare al sudamericano – guadagna 40 mila sterline a settimana – più agevole tesserare il giovane attaccante bulgaro reduce da un serio infortunio al tendine d’Achille. La trattativa va avanti sotto traccia con lo stesso manager che nella passata stagione portò Rolando Bianchi alla Lazio.
Un’Odissea, quella vissuta da Bojinov nella Premier League: prima l’infortunio al ginocchio sinistro nell’agosto del 2007 rimediato nel derby contro i «Red Devils», poi la lesione al tendine subìta dodici mesi dopo al Villa Park, all’esordio in campionato, nel prepartita con l’Aston Villa.
A Birmingham il bulgaro era stato inserito nello schieramento iniziale di Mark Hughes che, tre giorni prima, lo aveva mandato in campo nell’ultima mezz’ora contro il Midtjyland, nella sfida valevole per il secondo turno di qualificazione alla Coppa Uefa.

La Lazio si sta muovendo sotto traccia per arrivare all’ex attaccante di Lecce, Fiorentina e Juventus, ma prima dovrà sfoltire l’organico con la partenza di Makinwa. L’intenzione di Lotito è quella di avviare una trattativa per il prestito di Bojinov con diritto di riscatto da esercitare a fine stagione.
In attesa di valutare le condizioni fisiche di Matuzalem, la società biancoceleste si guarda intorno: Obodo, Guana e Migliaccio sono le possibilità del mercato italiano. Sotto osservazione anche gli argentini Escudero del Valladolid, Sebastian Blanco e Matias Fritzler del Lanus. Offerto Dubarbier del Cluj.
Mercato in uscita: la Sampdoria cerca Rocchi e Cribari, il brasiliano ha offerte anche dalla Russia (Spartak Mosca).(Il Tempo)

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Dic 31 2008

E’ Mauri la chiave per Escudero

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Il Jolly interessa al Villareal
Piace il trequartista di proprietà del Villareal, a cui non dispiacerebbe arrivare all’ex Udinese: Lotito ci pensa.
A riflettori spenti, come tante operazioni di mercato, Lotito sta lavorando per rinforzare la Lazio. E il nome, importante, è quello di Damian Escudero, l’ex compagno d’attacco di Zarate, numero 10 in prestito al Real Valladolid, ma di pro­prietà del Villarreal.

MAURI, LA CHAMPIONS ATTIRA – «Prenderemo un giocatore capa­ce di migliorare la Lazio», aveva spiega­to Igli Tare. Ed Escudero sarebbe davvero un gran colpo: 21 anni, trequartista puro, dribbling ubria­cante, visione di gioco, tiro fulminan­te. E’ mancino, inventa calcio. Nel Velez Sarsfield, due anni fa, era l’ispi­ratore di Maurito. Lui pennellava as­sist, il suo amico metteva il pallone in rete. E Lotito pensa a riproporre la coppia in maglia biancoceleste, cedendo ai Sottomarini Gialli l’ex fantasista dell’Udinese, a cui non dispiacerebbe giocare la Champions.(corrieredellosport)

 

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Dic 30 2008

Video: Vediamoci un po’ di Gol

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Visto che la lunga sosa Natalizia ci sta’ privando del nostro passatempo domenicale preferito, non mi rimane che pubblicare qualche Video con una valanga di Gol nel tentativo di placare la fame…

MAURO ZARATE 8°RE DI ROMA

 

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GORAN PANDEV BOMBER DEL 2008

 

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TUTTI I GOL DELLA LAZIO NELLE 17 GIORNATE DI CAMPIONATO

 

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TOP 15 DEL 2008

 

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Dic 30 2008

Piace Dubarbier

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Il Cluj dice no al prestito
Alla Lazio sarebbe infatti stato proposto un altro giocatore di grande talento che a Roma (sponda giallorossa) ricordano benissimo: Sebastian Dubarbier, l’ala del Cluj che nella partita di andata di Champions fece penare la difesa della Roma e sulla quale il tecnico Trombetta intervistato da Lalaziosiamonoi.it si è detto disposto a garantire: "Dubarbier è un giocatore giovane con grandi doti tecniche e fisiche, è decisamente all’altezza di una serie A italiana". Il Cluj vorrebbe trattare sulla base di quattro milioni, Lotito pensa anche a formule alternative.(goal.com)

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Dic 30 2008

Largo ai Giovani della Lazio

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Zarate è nella squadra dei Top Giovani
Ecco gli Under 23 che hanno brillato in questo avvio di campionato. Con un paio di avvertenze: nel nostro torneo c’è più prudenza nel dare spazio ai giovani rispetto a Inghilterra e Spagna, e in proporzione gli stranieri sembrano più facile da impiegare in pianta stabile.

Chi è il miglior giovane del campionato italiano? Prima di provare a darci una risposta, due premesse. La serie A, rispetto a Liga e Premier League è più cauta nel lanciare i giovani, soprattutto da titolari. Specialmente le "grandi", a differenza di regine d’Europa come Arsenal (che vanta una rosa di ragazzi) e lo stesso Barcellona (Messi, Piquè, Busquets, e Bojan) faticano a lanciare giovani, preferendo l’usato sicuro. Gli Under 23 trovano più spazio nelle provinciali. Va fatto poi un ulteriore distinguo: è più facile lanciare il giovane stranero, rispetto all’italiano promettente. O almeno questo è quanto si evince esamindo la linea verde del nostro campionato, in proporzione. Prendiamo in esame i giocatori nati dal 1985 in su, perchè gli altri, come ha spiegato Chiellini, classe 1984, non sono più giovani: "La Spagna ha vinto un Europeo con giocatori della mia età".

CERTEZZE – Ecco la squadra dei Top Giovani del campionato, sulla base del rendimento da agosto a fine 2008. I titolari hanno tutti giocato con continuità, facendo spesso la differenza, i panchinari hanno mostrato un potenziale importante. In porta Curci. Del Siena e della Nazionale, dove è compagno di allenamenti di Buffon, Amelia e De Sanctis. In difesa da destra Radu della Lazio, jolly romeno, Rossettini del Siena (che si è affermato da centrale dopo le prime uscite da esterno destro, ma che si è appena infortunato gravemente ), e Criscito del Genoa: la sua posizione ideale è appunto a sinistra nella difesa a tre. Centrocampo a quattro. Schieriamo a destra Isla dell’Udinese, polmoni da maratoneta, da centrali Montolivo e Hamsik, qualità e inserimenti in zona gol. A sinistra un altro juventino, il mancino De Ceglie. In avanti un tridente ben assortito. Pato punta centrale nel Milan più per necessità che per vocazione: ha già segnato sei gol. È assistito da Lavezzi, l’idolo di Napoli, e da Zarate, inizio di campionato da portento, la grande sorpresa della stagione 2007-08. La panchina è sontuosa, con 7 uomini di movimento. Coda (Udinese) difensore centrale, Kolarov (Lazio) di fascia, Dzemaili (Torino), Marchisio (Juventus) e Nocerino (Palermo) centrocampisti centrali, il primo più regista, gli altri, soprattutto il nazionale di Lippi, più di contenimento. Acquafresca (Cagliari) e Menez (Roma) attaccanti: un centravanti e una punta esterna.

GLI EMERGENTI – Su tutti due nomi: Balotelli e Giovinco. Giocano con il contagocce con Inter e Juve. Prima o poi "esploderanno", resta da vedere se nelle squadre attuali o da qualche altra parte. La parola chiave è pazienza: quanta ne avranno? Parecchi gli altri giovani che a sprazzi hanno fatto intravedere doti fuori dal comune. Per reparti: interessanti dietro Canini del Cagliari, Esposito del Lecce, Diakite della Lazio, Bocchetti del Genoa e Costa della Reggina. Senderos ingiudicabile: gli infortuni lo hanno bersagliato. E ai box c’è pure Zapata. Tra i fluidificanti spiccano il terzino destro del Siena Zuniga e gli esterni sinistro Rubin, del Torino, reduce da infortunio, e Vitale (Napoli). A centrocampo in attesa del rientro dell’acciaccato Cigarini dell’Atalanta, si sono segnalati Bentivoglio del Chievo, Dessena della Samp e Galloppa del Siena. Tra gli attaccanti di fascia occhio a Sanchez dell’Udinese, Kerlon del Chievo (finora però oggetto misterioso) e Obinna dell’Inter. Il più consistente sembra comunque Abate del Torino. In attesa del pieno recupero di Cerci, dell’Atalanta. Come fantasista si è messo in luce Di Gennaro della Reggina, in attacco sono alterni, ma dal talento cristallino Osvaldo e Cavani, avanti di Fiorentina e Palermo.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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Dic 30 2008

Gazza, tra genio e sregolatezza

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I ricordi di Zoff, Signori e Bergodi
Come definire meglio Paul Gascoigne, se non con le parole di Dino Zoff: «Un artista che non sapeva gestire la sua arte ». Pazzo e geniale, pedinato eppure imprendibile, irascibile eppure generoso. Eccolo qui, l’aggettivo che senti ripetere come un ritornello dagli ex compagni di Gazza alla Lazio.
Che spettacolo Scherzi a parte, verrebbe da dire. Perché dei tre anni di Gascoigne a Roma, sono soprattutto i suoi scherzi a tornare in mente. Gazza si prendeva gioco della vita, dei compagni, dei giornalisti. Come quella volta all’Olimpico, quando uscì dalla tribuna autorità e, inseguito da un microfono Rai, rispose alla domanda di un cronista con un rutto che finì in tv alla «Domenica Sportiva». Tra i compagni, il bersaglio preferito era il difensore Luigi Corino, non proprio il più tecnico: «Eppure per lui ero il più forte di tutti – dice Corino, oggi allenatore -. Aveva una villa all’Olgiata, io abitavo al Fleming. Un giorno mi chiese di andarlo a prendere, insieme saremmo andati all’allenamento. Erano le 14. Entrai con la macchina nel cancello di casa sua, luì uscì dalla parte opposta e mi chiuse dentro. Lui andò regolarmente ad allenarsi, io no. Restai lì ad aspettare fino alle 20, quando tornò si mise a ridere e mi fece uscire. Vallo a spiegare a Zoff il giorno dopo…». Eppure era amato, Gazza. «Perché non ho mai più conosciuto una persona generosa come lui – ancora Corino -. Ogni volta che tornava dalle partite con l’Inghilterra, riempiva la mia auto di regali per mio figlio e di sigarette per me. Nel 2004 facevo il vice di Arrigoni a Cagliari. In estate giocammo un’amichevole a Londra con il Tottenham. Arrivai fino all’ingresso della clinica dov’era ricoverato, ma non mi fecero entrare. Un mese fa io e altri suoi ex compagni ci siamo messi in contatto con il suo medico: saremmo andati a trovarlo a fine gennaio, gli avremmo fatto una sorpresa. Ora non so, dopo questi ultimi giorni… Spero solo che non abbia fatto una sciocchezza, che questo sia solo uno dei suoi tanti scherzi».

L’amarezza Perché alla Lazio preferiscono ricordarlo così, guascone e fenomenale allo stesso tempo. «Non riesco ad essere triste quando penso a lui», dice Zoff prima di chiederci: «Ci sono novità?». No, purtroppo. «Che rabbia mi faceva – ancora Zoff -. Era un artista, eravamo molto legati nonostante io facessi l’allenatore, e dunque non potevo tollerare certi suoi atteggiamenti. Gazza non si comportava come avrebbe dovuto fare un professionista. Sì, è stata dura gestirlo, nessuno nella mia carriera di allenatore mi ha dato tanto da fare. Faceva di tutto, quel ragazzo. Eppure in campo, o in allenamento, era sempre il migliore».

Pedinato Fuori, però, non lo marcava nessuno. Arrivò alla Lazio nel 1992 acquistato da Calleri, il proprietario della Mondialpol. Forse non è un caso che – come ricorda Cristiano Bergodi – «un agente della Mondialpol pedinava Gazza giorno e notte. Ma non riusciva a stargli dietro, lui sfuggiva continuamente ». Continua Bergodi: «È stato limitato dal suo stile di vita. Un giorno d’estate arrivò in ritiro con un guaio al ginocchio, poi si scoprì che se l’era rotto durante una rissa in un pub. Zoff sapeva gestirlo, ma ancora ricordo quando lo attaccò a brutto muso davanti alla squadra un martedì. In allenamento entrava duro come fosse una partita, una volta per poco non fece male a Winter. In campo, il gol del pareggio contro la Roma al 90′ resta indimenticabile: non toccò palla perché intimorito da una gomitata di Carnevale, poi di testa fece l’1-1. I suoi scherzi? Qualcuno era pure pesante, Fuser era uno che non la prendeva bene. A Tor di Quinto (la vecchia sede della Lazio, ndr) arrivavano spesso i suoi amici con un pulmino: sembrava la famiglia Addams, infatti a Gazza cantavamo sempre il ritornello della serie tv. Un giorno vedemmo uno di questi amici senza capelli né ciglia: Gazza nella notte lo aveva rasato a zero ovunque».

Genio e sregolatezza Scherzo da pazzo. Come quello che fece al Pescara il 6 dicembre 1992, un gol dopo aver dribblato mezza squadra: «In quell’azione, c’è tutto Gazza – ricorda Giuseppe Signori -. Ha sempre fatto la differenza, quando è stato bene. L’ho visto l’ultima volta un anno fa a Malta, in un Italia-Inghilterra giocato da ex giocatori: dimagrito, a posto, mi fece un’ottima impressione. Evidentemente, però, lotta contro una cosa più grande di lui».(gazzettadellosport)

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Dic 30 2008

Video su’ Escudero

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Le immagini, prese da Youtube, di Damian Escudero trequartista offerto in queste ore a Lotito.

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Dic 30 2008

Riofferto Damian Escudero

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Ecco Escudero il gemello di Zarate
Proposto a Lotito il numero 10 argentino del Villarreal (ora in prestito al Valladolid). E’ cresciuto con Maurito
Sorpresa. Nei pensieri della La­zio rispunta Damian Escudero, ventuno anni, numero 10 del Real Valladolid. E’ l’ex gemello di Mauro Zarate. Sono cre­sciuti insieme nel Velez Sarsfield. Han­no incantato nel torneo Apertura 2006, quando vinsero lo scudet­to argentino. Ma anche al Mondiale Under 20 in Ca­nada, nell’estate 2007, quando trascinarono ( con Aguero) la Seleccion al ti­tolo di categoria. Guardate i filmati su YouTube: sco­prirete un altro piccolo fe­nomeno. In Argentina vie­ne considerato un crac. E in Spagna sta destando grande ammirazione: anche gli osservatori del Real Madrid avrebbero messo il nome di Escudero in agenda e sarebbero entrati in azione.
PORTOGHESE – Forse non è proprio il ruo­lo richiesto da Rossi, che ha bisogno di un centrocampista capace sì di proiet­tarsi a rete, ma anche di lavorare sulla li­nea mediana per provare a rendere pos­sibile il tridente. Ma Damian Escudero è stato proposto di nuovo alla Lazio. Il suo nome era stato accostato alla società biancoceleste già l’estate scorsa, quando non possedeva ancora lo status di comu­nitario. I siti specializzati oggi indicano il doppio passaporto: avrebbe appena preso quello portoghese.
TREQUARTISTA – Nasce co­me volante sinistro, è di­ventato un numero 10. Un trequartista vero. Gioca, tanto per fare paragoni, come Diego, l’asso del Werder Brema. Si muove dietro le punte. Dribbling irresistibile, tiro fuliminante. E’ un mancino di gran­de classe. Uno di quei giocatori che po­trebbero far innamorare lo stadio Olim­pico.
Le perplessità, semmai, riguardereb­bero il ruolo. Possibile inserirlo a gen­naio in un contesto che già comprende Rocchi, Pandev e Zarate. Con Maurito è amico fraterno. Al Velez lui inventava calcio, Zarate finalizzava, ispirato dai suoi assist. Tiro e visione di gioco, drib­bling e sventagliate a cambiare campo: questo è il repertorio di Escudero, che l’estate scorsa è stato acquistato dal Vil­larreal. Un investimento da sette milioni di euro. Lo hanno parcheg­giato in prestito al Real Valladolid, dove non sta giocando con grande con­tinuità: nove presenze nel­la prima parte del campio­nato e neppure a tempo pieno. Può essere preso in prestito con diritto di ri­scatto, può diventare un grande affare.
ELANO – Ma la Lazio si sta muovendo su diversi fronti. Elano Blumer, il brasilia­no del Manchester City, era e resta la prima scelta. Lotito sta acquisendo infor­mazioni, chiede pareri, studia il giocato­re che sicuramente a gennaio lascerà la Premiership. La strada, per provare a in­tavolare l’operazione, è segnata. Dipen­derà dalle scelte della società biancoce­leste. Lotito con Pastorello ha parlato di Gael Genevier, 26 anni, centrocampista francese del Pisa, in scadenza di contrat­to. Ma dovrebbe essere un’operazione per giugno. Non è l’acquisto che miglio­rerà la Lazio di cui ha parlato ieri Tare.
FRANCESE – Nell’agenda della società biancoceleste è rimasto un altro giocato­re già monitorato l’anno scorso dall’ex direttore sportivo Walter Sabatini. Si tratta di Yohan Cabaye, interno di centrocampo del Lilla, 23 anni da compiere il 14 gennaio, 18 presenze da titolare in questo campionato, espe­rienza di Champions League. E’ un ex compagno di Lichtsteiner. Fa gioco, ha le capacità per inserirsi in area di rigo­re: nella sua carriera ha sempre segnato qualche gol. Può essere impiegato sulla linea mediana o anche più avanti. La sua candidatura sta tornando d’attualità.(corrieredellosport)

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Dic 30 2008

Maria Josè: Il pomo della discordia

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Jimenez-Pinilla: Vecchie ruggini tra i due
Il nerazzurro fa a pugni con l’ex Chievo Pinilla a causa della moglie
Tre pugni in pieno volto e corsa all’ospedale per curare una ferita alla testa e una più lieve alla cervicale. Ci sono tutti gli ingredienti per una sana rissa da bar, quella scoppiata in Cile fra il centrocampista dell’Inter Luis Jimenez e l’ex attaccante del Chievo e connazionale Mauricio Pinilla.

LA DINAMICA – La dinamica dello spiacevole episodio è stata riportata dal quotidiano cileno La Cuarta. Jimenez, mentre si stava rilassando nel locale ‘La Florida’ sembra esser stato provocato mentre si recava in bagno da Pinilla (ora attaccante del Vasco) reagendo in modo spropositato rifilando all’attaccante con un passato in serie A tre pungi in pieno volto. Tre colpi ben mirati che hanno mandato al tappeto Pinilla, subito soccorso da alcuni amici.

TRE PUGNI AL VOLTO – Stando sempre alla ricostruzione fornita da La Cuarta, Pinilla si sarebbe recato prima in ospedale, dove gli sarebbero state riscontrate una ferita alla testa e una più lieve alla cervicale, e poi alla polizia per denunciare Jimenez che, secondo la sua versione – negata dall’interista – lo avrebbe colpito con un oggetto contundente.

PROBLEMI SENTIMENTALI – Fra i due giocatori cileni non è mai corso buon sangue e la provocazione che avrebbe mandato su tutte le furie Jimenez sarebbe stata una frase rivolta da Pinilla a sua moglie, Maria Josè Lopez, la cui auto nel 2007, fu vista di fronte l’appartemento dell’attaccante del Vasco. La donna spiegò in seguito che quella sera aveva prestato la macchina al fratello e che dunque non aveva mai avuto alcun rapporto con Pinilla. Jimenez ha commentato: «E’ volato solo qualche ceffone, niente pugni».(corrieredellosport)

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Dic 30 2008

Tare: Rocchi resta, Pandev firma e……

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Tare: «A gennaio la Lazio farà un colpo vero»
«Arriverà un giocatore che ci darà qualcosa in più. E Pandev resterà».
Sei mesi da dirigente dopo una vita da centravanti. Qual è il bilancio di Tare? «Direi positivo. All’inizio mi sembrava strano, venivo dal campo, l’impatto con una nuova realtà non era semplice. Volutamente nei primi mesi sono stato dietro le quinte per capire, abituarmi, studiare. E in fondo era una cosa a cui avevo sempre pensato da giocatore. Oggi posso dire di avere compiuto la scelta giusta».

Com’è cambiato il suo rapporto con lo spogliatoio? «Penso di poter essere molto utile ai ragazzi, soprattutto nei momenti di difficoltà. Il rapporto non può più essere quello di prima, non me lo potrei permettere. Ma sono presente e vicino».

Si può dire che la Lazio farà almeno un acquisto? «Se si tratterà di un giocatore che porterà qualcosa in più, sì».

Un centrocampista? «Parlo in generale di un giocatore che accresca il potenziale della Lazio. E poi a centrocampo dobbiamo ancora valutare Matuzalem. La sua assenza ci ha tolto molto durante il girone d’andata».

E poi? «Lavoreremo in uscita. Vedete, lo sta facendo anche la Fiorentina. La Lazio è impegnata solo su campionato e Coppa Italia. E abbiamo 28 giocatori. Bisogna trovare gli spazi giusti ai giocatori, altrimenti con le rose ampie e senza partite nascono i malumori».

Pandev rinnoverà il contratto? «Goran è uno dei nostri punti di riferimento. Lotito sta facendo tutto il possibile per prolungargli il contratto. Sono convinto che rinnoverà con la Lazio».

Quale deve essere l’obiettivo minimo affinché la Lazio si ritenga soddisfatta? «Uno dei miei obiettivi sarebbe vedere sempre la Lazio in Europa. Questo club meriterebbe di stare sempre nei primi tre, quattro posti del campionato».(Goal.com)

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Dic 30 2008

Il Tempo dà i Voti al primo quadrimestre

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Zarate e Lichtsteiner su’ tutti
Si e’ chiusa la prima parte della stagione dove si sono messi particolarmente in luce l’attaccante Argentno e lo Svizzerotto indomabile.Pandev, Ledesma e Diakite’ seguono a ruota, si attende il riscatto di carrizo e la forma di Rocchi. 

Carrizo 5
Era stato accolto come il salvatore della patria, in realtà ha commesso troppi errori. Doveva essere il nuovo Peruzzi, finora ha dimostrato solo buona personalità ma di parate ne ha fatte davvero poche e quasi mai decisive.

Muslera s.v.
Gioca solo in Coppa Italia peraltro benino ma è difficile ricostruirsi un’immagine in Italia dopo le «paperate» della passata stagione. Ingiudicabile.

De Silvestri 5
La sua crescita si è fermata a Pechino. Il finale del passato campionato era stato convincente ma dopo l’esperienza negativa alle Olimpiadi non si è più ritrovato. Involuto.

Lichtsteiner 7.5
È costato solo 1,8 milioni ma si è rivelato uno degli acquisti più azzeccati della gestione Lotito. Corre, contrasta, lotta come un leone su ogni pallone tanto che il tecnico lo impiega in ogni zona del campo proprio per la sua grande versatilità: sorpresa.

Radu 5.5
Deve ancora crescere anche se si è adattato molto bene a giocare sulla fascia sinistra dopo essere stato acquistato come centrale difensivo. Ha margini di miglioramento ma deve confermarli: spaesato.

Rozehnal 6.5
Dopo un arrivo in sordina si è confermato uno dei migliori della difesa laziale. Qualche ingenuità non macchia un buon avvio di stagione tanto che Rossi si affida sempre più spesso a lui. Direttore.

Diakitè 7.5
Fisico straordinario, potenza smisurata, stacco aereo prodigioso: è già bravo adesso a soli 21 anni, figuriamoci tra qualche anno. Rossi è convinto di aver trovato uno dei centrali migliori del campionato italiano dopo i difensori scarseggiano. Gigante.

Cribari 6
Non ha gradito qualche esclusione di troppo ma nelle ultime due partite sembra tornato ai livelli abituali di rendimento. Potrebbe finire sul mercato dopo quattro stagioni con la maglia della Lazio. Infuriato.

Siviglia 6.5
Un avvio coraggioso impreziosito dal gol alla Fiorentina. Poi si è bloccato dopo il maledetto derby perso a novembre. Non sono piaciute a nessuno quelle dichiarazioni contro Zarate seppure giustificate dalla sconfitta contro la Roma. Agrodolce.

Kolarov 5.5
Il pubblico lo ama per i suoi tiri telecomandati e potenti però non ha confermato finora i progressi che Rossi si aspettava da lui dopo un promettente avvio. Avrebbe bisogno di giocare di più ma la concorrenza con Radu non gli lascia troppo spazio. Fermo.

Brocchi 6.5
Lo stop di Matuzalem gli ha concesso molto più spazio e il tecnico laziale benedice il suo acquisto in extremis ad agosto. Quando non c’è, si sente, eccome. Dispiace sia arrivato solo a 32 anni perché in passato era stato spesso vicino a vestire la maglia biancoceleste. Sostanza.

Dabo 6
Qualche buona partita, qualche assenza ingiustificata. Di certo non è quello di tre anni fa, ma può sempre essere importante: mediano.

Ledesma 7
Gli screzi per il mancato rinnovo del contratto non lo hanno condizionato. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo perché a centrocampo cuce il gioco ma non fa mai mancare il suo contributo in fase di copertura. Termometro.

Meghni 6
Dà la sensazione di dover esplodere da un momento all’altro ma poi manca sempre l’appuntamento decisivo. Rossi ci crede, il francese deve dare altri segnali di crescita per diventare un centrocampista completo. Scommessa.

Mauri 5
Chiusura di campionato da libro degli orrori, avvio con qualche miglioramento ma nel complesso non riesce più a raggiungere i livelli di rendimento di qualche anno fa. Calante.

Manfredini 5.5
Di lui si ricorda qualche onorevole partecipazione senza però mai riuscire a lasciare il segno. Rifiuta la cessione quando per lui sarebbe meglio cambiare aria per giocare con più continuità. Impalpabile.

Matuzalem s.v.
Sta lavorando a Cesenatico per riprendere a giocare dopo un lungo infortunio. Peccato perché avrebbe dovuto essere il valore aggiunto del centrocampo biancoceleste e invece è rimasto fermo ai box dopo le prime tre partite di campionato. Mistero.

Foggia 7
Voleva per forza avere una possibilità con la maglia della Lazio e l’ha sfruttata alla perfezione. Si è saputo ritagliare uno spazio importante fino a diventare una pedina fondamentale nello scacchiere di Rossi. Fantasia.

Rocchi 6
Il maledetto infortunio di Pechino ha condizionato questo avvio di stagione. Quattro gol sono un bottino considerevole viste le avversità che lo hanno colpito. Non è riuscito nemmeno a godersi la fascia da capitano che i compagni gli avevano regalato con tanto di votazione segreta nello spogliatoio. Sfortunato.

Pandev 7
Non è un caso se le partite migliori giocate dalla Lazio coincidono con prestazione scintillanti del macedone. Non ha ancora raggiunto quella costanza di rendimento che lo farebbero diventare uno dei giocatori più forti d’Europa. Talento.

Zarate 8
Ha deliziato l’Olimpico e non solo lo stadio romano per quattro mesi. Nelle ultime partite si è un po’ smarrito ma il giocatore c’è e Lotito sta facendo di tutto per riscattarlo in anticipo per non rischiare di perderlo. Il rilancio del club biancoceleste passa attraverso campioni come lui. Fenomeno.

Inzaghi 6
Il gol con il Lecce e il sorpasso su Makinwa confermano che non ha staccato la spina. Il finale di anno regala certezze sul futuro. Bomber.

Makinwa 5
Nella prossima sessione di mercato dovrebbe terminare la sua esperienza laziale ma nessuno si accorgerà della sua assenza. Era stato pagato oltre 7 milioni ma si è rivelato una delusione. Flop.

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Dic 29 2008

Pandev Re del 2008

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16 Gol nell’anno solare
Goran Pandev su tutti. Il talento macedone è l’attaccante biancoceleste più prolifico del 2008. Quando ha segnato lui, i biancocelesti hanno sempre vinto.
Goran Pandev è il re del 2008 in casa Lazio. Negli ultimi 12 mesi, l’attaccante macedone è stato il più prolifico in zona gol, davanti a Rocchi e Zarate, e ha coronato la sua crescita con prestazioni sempre più convincenti, conquistando definitivamente la stima di Delio Rossi: quando sta bene, Pandev gioca sempre. Per lui parlano i numeri. Sedici reti nell’anno solare con la maglia biancoceleste, 12 in campionato e 4 in Coppa Italia. Meglio di tutti: Rocchi ne ha fatti 14, Zarate 9, Bianchi, Mauri e Ledesma 4. Dopo aver segnato 7 volte nel girone di ritorno del torneo 2007-2008, con la perla del gol d’apertura nel derby vinto 3 a 2, Goran si è ripetuto con 5 centri in quattro mesi nella stagione in corso. Cagliari, Sampdoria, Fiorentina, Torino e Chievo le sue vittime, con una particolarità: quando ha segnato Pandev, la Lazio ha sempre vinto. Una tradizione favorevole che si è ripetuta anche in Coppa Italia, dove le reti del numero 19 hanno trascinato la squadra fino ai quarti di finale. Tecnica, potenza, fantasia, a 25 anni il talento di Strumica è uno dei giocatori più completi e corteggiati del torneo. Il suo contratto scade nel 2010, Lotito ha già messo le basi per il prolungamento, che prevede un robusto adeguamento dell’ingaggio: attualmente è di 450.000 euro. Per trattenere Pandev nella capitale e allontanare le sirene dei club più titolati, quella cifra dovrà essere raddoppiata.(Il Tempo)
TUTTII GOL DI PANDEV NEL 2008 CON LA MAGLIA DELLA LAZIO

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Dic 29 2008

Risolto il mistero Gazza…Come al solito…

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Un Natale in compagnia della bottiglia
Risolto il mistero sulla diserzione di Gascoigne al pranzo di Natale a casa della madre. Semplice: l’ex prodigio del calcio britannico era chiuso in una camera d’albergo a ubriacarsi. Lo rivela il quotidiano inglese Daily Star, che racconta di come Gascoigne, atteso dai familiari per il pranzo

di Natale a casa della madre, abbia invece preferito soggiornare in un hotel del Gloucestershire in compagnia di una bella scorta di alcol.

Eppure Gazza sembrava essere seriamente intenzionato a dare un taglio al suo amore per bottiglie e boccali. Da tre settimane era infatti ricoverato presso un centro specializzato nel recupero dalla dipendenze, che gli aveva concesso tre giorni di permesso per riunirsi con la famiglia in occasione delle festivita’ natalizie. Secondo quanto ricostruito dal giornale d’oltre manica, a riaccendere la passione per la bottiglia nel 41enne ex giocatore sarebbero state le dichiarazioni rese pubbliche dal figlio dodicenne a un’emittente tv: ‘Non credo ci sia il modo di aiutare mio padre, e’ probabile che muoia presto. Lo vorrei fuori dalla mia vita per sempre’.(tiscalisport)

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Dic 29 2008

Zarate e i 50 parenti

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Numerosi calciatori in famiglia
Maurito festeggerà il 2009 in casa con 50 parenti. E con sette nipotini già calciatori.
Riunione di famiglia. Un’adunata in grande stile. Tutti da mamma Catalina e da papà Rolando, ex calciatore dell’Inde­pendiente. Mauro e i suoi fratelli. Una di­nastia. Una famiglia allargata, come vo­gliono le tradizioni anche nel Sud Italia. Mamma Catalina, per la precisione, è na­ta a Catanzaro. Festeggeranno in cinquan­ta. Tutti a casa Zarate. Fratelli, mogli, ni­poti e cugini. Accadrà la notte di San Silve­stro ad Haedo, il quartiere di Buenos Aires dov’è cresciuto il talento della Lazio. Fra­telli calciatori. Sergio, detto El Raton, ha smesso e ora fa il manager. Gli altri sono ancora in attività. Ariel gioca nella B ar­gentina (Club Atletico All Boys) e Rolando in Ecuador, nel Barcelona Sporting Club. Tutti rigorosamente attaccanti. Un vizio di famiglia. Non ce n’è uno nato difensore. E piccoli Zarate crescono. Già, perché la di­nastia sembra destinata a proseguire. Ce ne sono alti sette in rampa di lancio. Sono i figli di Sergio, Ariel e Rolando ( Mauro non si è ancora sposato). Tutti bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni. In quattro sono già entrati nel settore giovanile del Velez Sarsfield, lo stesso club che ha lan­ciato Mauro e dove ha giocato anche El Roly. Gli altri tre sono entrati nella scuo­la- calcio di un piccolo club di Haedo in at­tesa del salto al Velez. Promettono bene, così dicono a casa Zarate. El Raton ci ha scherzato sopra: «Il futuro è assicurato, po­trò continuare a fare il manager lavoran­do in famiglia » . Mica tanto una battuta…

Tuttiin campo per beneficenza
Tutti i fratelli Zarate sono tornati a giocare per la Fondazione Pupi
In Argentina lo han­no ribattezzato Superclasico, ovvero co­me il derby dei derby tra River e Boca, per indicare come questo appuntamen­to sia particolarmente sentito. E il match amichevole "In campo per un sorriso" è arrivato ormai alla settima edizione, sot­to l’impulso della fondazione Pupi, che non è solo il nomignolo di Javier Zanet­ti, ma anche l’acronimo di ciò che la Fondazione si prefigge: Por Un Piberìo Integrado, ovvero un aiuto all’integra­zione dell’infanzia meno fortunata. Dal suo ruolo di capitano della Nazionale ar­gentina e di giocatore simbolo di corret­tezza sia in patria sia nella sua avventu­ra italiana nell’Inter, Javier Zanetti con la moglie Paula hanno deciso di istituire la loro fondazione ( sito fondazionepupi.org) « allo scopo di coin­volgere in modo organico tutta la società e di dare il loro sostegno a favore di un’area estremamente povera della Re­pubblica Argentina. Con la Fondazione i coniugi Zanetti hanno creato uno spazio dove i bambini socialmente più svantag­giati e diversamente abili ricevono, fin dalla prima infanzia, le attenzioni e l’istruzione necessarie in ogni momento della loro vita» . La fondazione è molto at­tiva anche in Italia, dove è stato appena realizzato un Cd grazie all’appoggio di Li­gabue, grande tifoso interista. E la gara di sabato scorso alla Bombobera, per cui Zanetti ha raccolto l’adesione di tantissi­mi amici e colleghi, è solo uno dei tanti momenti di una attività molto fervida.(corrieredellosport)

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Dic 29 2008

Zarate-Maradona: C’è la Scintilla

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Maradona: "Voglio Zàrate"
Il ct studia il bomber biancoceleste:"Maurito è pronto per la Selecciòn".
Maradona sceglie Zarate. Il talento della Lazio tra un paio di mesi potrebbe coronare il suo sogno, ovvero indossare la camiseta dell’Argentina, probabilmente l’11 febbraio nell’amichevole con la Francia o magari per le eliminatorie di marzo. Che il giocatore fosse sotto osservazione dal ct della Seleccion si sapeva da tempo, ma due giorni fa, durante una partita di beneficenza organizzata dall’interista Zanetti, dove Maradona e Zarate erano ospiti assieme ad altri grandi giocatori, c’è stata una specie di pre-convocazione. Con tanto di annuncio da parte del Pibe de Oro. «Mauro è un gran talento, un attaccante che sta facendo molto bene alla Lazio e in un campionato difficile come quello italiano e presto lo chiamerò», le parole di Diego Armando Maradona. Frasi che l’allenatore aveva già usato nei confronti del biancoceleste, ma anche di altri attaccanti come Milito e Lavezzi, poi puntualmente convocati.
La partita della solidarietà giocata alla Bombonera, un appuntamento che Javier Zanetti organizza ogni anno con la sua "Fondazione Pupi", è stata un’occasione speciale per l’attaccante biancoceleste, che si è messo in evidenza davanti al suo idolo e attuale allenatore della nazionale, con colpi di classe e altro. I 12.000 spettatori si sono divertiti e la stella della Lazio è stato uno dei più acclamati. Si è trattato di un evento importante, visto che in campo c’era gente speciale come Burdisso, Gago, Ayala, Saviola, Cambiasso e tanti ex campioni del calibro di Francescoli, Redondo e Balbo. Per Mauro Zarate si è quasi trattato di una prova generale, con conseguente apprezzamento da parte di Diego che, dalla panchina seppur scherzando con tutti, impartiva serie direttive, come se si stesse giocando una sfida di livello. «Il giorno che anche lui indosserà la maglia dell’Argentina si renderà conto che tipo di carica dà e che orgoglio c’è nel vestirla, nessuna divisa fa questo effetto», le parole di un euforico Maradona. Diversi quotidiani e radio argentine hanno dato risalto alle parole di stima del ct nei confronti di Zarate, ma anche di altri giocatori che militano in Europa. Nelle seconda metà di gennaio, infatti, il ct dell’Argentina sarà in Italia e, forse, assisterà a Lazio-Juventus. Mauro è stato felicissimo delle parole del tecnico, anche perché uno dei suoi primi pensieri subito dopo la brutta partita con il Palermo, era stato proprio per la nazionale. «Spero che Maradona non abbia visto la gara, altrimenti difficilmente mi convocherà», aveva detto il giocatore poco prima di partire per le vacanze di Natale. Ma si vede che, vista o non vista, Maradona abbia le idee ben precise.
A raccomandare Maurito, si fa per dire, c’erano anche gli altri fratelli, il procuratore Sergio e gli altri due, Ariel e Rolando che hanno giocato anche loro la partita. A fine gara c’è stata una piccola rimpatriata. Già perché Maradona è molto amico della famiglia Zarate, considerato che, fino a qualche tempo fa, il Pibe de Oro si ritrovava spesso a pranzo da loro. Giornate che spesso terminavano con tanto di partitelle a calcetto. Una volta Maradona giocò questa sfida con la maglia di Zarate quando era al Velez, anche se gli fece una preghiera: «Sono orgoglioso di aver indossato la tua maglietta, ma per favore Mauro ma come fai a giocare con questi scarpini?». Quando Zarate giocava nel Velez Sarsfield, vincendo giovanissimo titolo di capocanniere e scudetto, era solito indossare scarpini un po’ curiosi, di un colore non proprio definito tra il giallo e il fucsia. Ora le cose sono cambiate, ma non tanto, anche perché a Zarate piace sempre vestire alla moda e andare a ricercarsi cose piuttosto curiose.
Tra il 2 e il 3 sarà a Formello per riprendere la preparazione, anche se in questi giorni nella sua casa di Haedo sta lavorando davvero tanto. Almeno due ore al giorno, spesso la mattina, il giocatore si dedica alla palestra e all’allenamento fisico, assieme a Pablo, il suo preparatore personale che sta con lui anche nella capitale.(lalaziosiamonoi)

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Dic 28 2008

Per Zarate si spalancano le porte della Nazionale

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Maradona apre a Zarate
Il ct dell’Argentina non esclude una convocazione del laziale: «Sappia che questa maglia è la più importante del mondo». Poi durante la partita di beneficenza per Zanetti saluta cordialmente l’interista: possibile un suo ritorno nella Seleccion.
Che Zarate fosse un osservato speciale di Maradona in vista di una sua possibile convocazione si sapeva. La novità è che il ct della Nazionale argentina adesso gli ha mandato un messaggio chiaro, non escludendo una sua convocazione: «Sappia che la maglia della Nazionale argentina è la più importante del mondo», ha detto il Pibe de Oro all’edizione online del quotidiano ‘Diario Olé’.(corrieredellosport)

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