Archive for 13 Maggio 2009

Mag 13 2009

Un’Onda Biancoceleste sull’Olimpico

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Presviste coreografie
La storia chiama, accendete le luci. Quarantacinquemila laziali, meno di ventimila sampdoriani. Cancelli aper­ti intorno alle 18. L’Olimpico, strapieno, sarà biancoceleste, coi padroni di casa in netta maggioranza. La storia chiama e questa Coppa Italia fa tornare a sognare un in­tero popolo.
I COLORI – "Io ci sono" è scritto sulle maglie che il­lumineranno la notte. Il biancoceleste Lazio ac­cenderà l’atmosfera, co­lorerà Curva Nord, Di­stinti Ovest e Tevere (co­me da coreografia). E i bandieroni gigan­teschi sventoleranno da una parte all’al­tra perché gli spalti torneranno ad ani­marsi. Previste cerimonie d’apertura e chiusura dei giochi, sarà passerella per i vincitori. Ci sarà il Presidente della Re­pubblica Giorgio Napolitano sul palchet­to d’onore, non mancheranno vip e uomi­ni d’istituzione. Ci sarà la famiglia San­dri, s’accomoderà nella Nord, in mezzo ai tifosi, sarà ricordato Gabriele con uno striscione e tanti cori.
I TIFOSI – Biglietti esauriti da giorni, questa finale di Coppa Italia è già un trionfo. E non risparmia sorprese: po­trebbero spuntare gli ultimissimi taglian­di, non è ancora sicuro. Si tratterebbe di una scorta limitata (ci sarebbero in ballo un migliaio di posti in Monte Mario). La deci­sione dipende dalla Lega Calcio, sarà presa nelle ore d’immediata vigilia. Se siete ritardatari, e vo­lete cullare una speranza, provate a fare un salto in una ricevitoria Lottomatica. I doriani arriveranno in massa, un esodo così non si vedeva dai tempi di Vialli e Mancini, dai tempi del­la finale di Coppa Campioni giocata con­tro il Barcellona (anno 1992). Partiranno da Genova quattro treni charter, saranno interamente pagati dalla Federclub Sam­pdoria, trasporteranno 3500 tifosi.
I VIP – E’ prevista la presenza del cittì dell’Italia Marcello Lippi. Hanno chiesto accrediti decine e decine di sportivi, at­tori e personaggi televisivi. Non manche­rà il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, così come il presidente della Regione La­zio, Piero Marrazzo. Anna Falchi, tifosis­sima laziale, si è prenota­ta da tempo e pure Enrico Montesano. I biancocele­sti possono tornare a vin­cere, è un appuntamento imperdibile (l’ultimo tro­feo festeggiato sul terre­no di casa fu la Supercop­pa Italiana del 2000).
IL PROGRAMMA – Sarà in­tonato l’Inno d’Italia. Ci penserà la Fan­fara dell’Arma dei Carabinieri. Verrà eseguito, come da protocollo, prima del­l’inizio della partita. Prim’ancora, dalle 19 in poi, scatterà l’animazione di Radio Italia (per un’ora farà divertire gli spet­tatori). Sarà un prepartita d’intratteni­mento e attesa. Sugli schermi apparirà uno spot contro il razzismo, verrà spon­sorizzato il progetto ideato dai 56 cantan­ti italiani che si sono uniti per aiutare l’Abruzzo (cd e video sono in vendita con l’obiettivo di devolvere i proventi alla ri­costruzione dei luoghi sconvolti dal ter­remoto).
LA CERIMONIA – La Coppa Italia sarà po­sta su un palchetto ospita­to in Monte Mario (zona Parterre). La program­mazione è in stile Cham­pions League. La premia­zione è prevista in tutti i suoi aspetti: prima toc­cherà alla squadra per­dente ritirare le medaglie di partecipazione, poi alla vincente essere celebrata con gli onori del caso. Il trofeo sarà consegnato dal Ca­po dello Stato, accanto a lui troveranno posto tutti i vertici dello sport italiano. Accadrà tutto in questa notte. La corsa alla Coppa, per Lazio e Sampdoria, par­tirà dal campo. Chi vincerà, alla fine, lo vedrà dall’alto. E la storia avrà chiamato.(corrieredellosport)

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Mag 13 2009

Una Notte di Maggio….

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In Alto i Cuori Ale’ la Lazio
Ecco la notte delle gambe che tremano. Delle curve che cantano, delle bandiere al vento, delle tribune che fremono, delle sciarpe evaporate sulle spalle perché fa caldo fuori, in una Roma già estiva. E dentro, nell’anima, brucia un fuoco. E’ una notte di maggio. Vale una stagione intera, più di altre finali di una coppa rivalutata, tirata fuori un anno fa dalla cantina del robivecchi. Perché è secca, si gioca nella Capitale, senza calcoli, senza appello e in tribuna c’è il Capo dello Stato e sarà lui a consegnare il trofeo. E c’è il resto d’Italia collegato, presente, curioso, che tifa a simpatia e aspetta i numeri dei giocolieri, la fatica dell’ultimo strappo, la gioia e il dramma da sempre epilogo dello sport.
Lazio e Sampdoria protagoniste sul campo se le aspettavano in pochi. La prima ha messo in fila Milan e Juventus, l’altra ha annichilito l’Inter col pugno della prima ripresa. Lo hanno fatto con i gol, certo, ma pure con le difese (quella laziale a Torino, quella doriana a Milano), che però restano il loro tallone d’Achille. Tanto che uno 0-0 che arrivi fino ai rigori sarebbe sorprendente davvero. Più facile che sia un tiro a segno, per come sono affilati i destri di Zarate e Cassano, per la rapinosa bravura di Pazzini, per l’affiatamento concreto di Pandev e Rocchi. Chi ferma chi? Una chiave è questa. L’altra, altrettanto decisiva, è il predominio a centrocampo, dove la Samp parte sulla carta con un uomo in più, secondo il credo di Mazzarri che la pensa diversamente da Rossi e crede nella spinta degli esterni più che nelle vie centrali dei biancocelesti. Il resto è fra le linee, come dicono gli esperti di tattica, dove s’infilerà l’estro. Nel pressing sui portatori di palla, dove conteranno le gambe, le forze residue di stagione. Che per Lazio e Samp finisce stasera, formale lo scorcio che resta di campionato. Dove sfileranno soltanto la gloria dell’una e il rimpianto dell’altra. Chi vince in Italia penserà all’Europa e a Pechino. Penserà da grande.(lazialita)

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Mag 13 2009

Fuser: Spero in una grande Lazio

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"A Roma e’ come uno Scudetto"
Ma chi è… ma chi è…. Diego Fuser…Capitano della Lazio che vinse la Coppa Italia nel 1998, trofeo che aprì la stagione dell’oro, è intervenuto durante il programma Lalaziosiamonoi sulle frequenze di Radio Incontro. L’ex centrocampista laziale ha rivissuto i momenti di quella storica Coppa.

Ciao Diego, cosa fai in questo momento?
" Niente, ho finito di giocare in una squadra di promozione"

Che progetti hai per il futuro?
" Vorrei giocare ancora una stagione, poi vedrò. Penso che rimarrò nel mondo del calcio"

Hai vinto la Coppa Italia nel 1998, cosa hai provato?
" E’ logico che provai felicità e soddisfazione. Vincere una Coppa Italia come uno scudetto è sempre bello. Mi è dispiaciuto andare via nel momento più bello, la Lazio degli anni a seguire è diventata più forte"

La Coppa arrivò in maniera inaspettata…
" Si, arrivò in maniera inaspettata".

Dopo il gol del Milan, come stavate?
" Aspettavamo che entrasse Gottardi…( ride…), quando è entrato ha dato una scossa alla partita"

L’aiuto dei tifosi fu determinante?
" Sicuramente, sanno tutti che il tifo è il dodicesimo uomo in campo. I tifosi della Lazio non li scopro io. Con i tifosi ho sempre avuto un ottimo rapporto, loro ci hanno dato la spinta in più"

Immancabile la domanda sul suo passaggio alla Roma…
" Quando andai via dalla Lazio, non fui trattenuto in modo forzato e questo mi dette fastidio. I tifosi della Lazio sanno quanto ho dato per questa maglia. L’ultimo anno alla Lazio, andai anche a cercare casa con l’intenzione di chiudere la carriera in maglia biancoceleste. Ha qualcuno davo fastidio come dava fastidio Signori"

Che Lazio ti aspetti stasera?
" Mi auguro che la squadra faccia una partita di quelle che rimangono nella storia"

 

Fonte: La Lazio Siamo Noi

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Mag 13 2009

Lotito freme: Stasera ci giochiamo tutto

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"C’è grande attesa"
"Ho notato che c’è un grande entusiasmo. Ieri sera i dati erano questi: 70 mila persone avevano comprato il biglietto per vedere questa partita. Questa è la scommessa del cambiamento del calcio. Lo sport può permetterti di raggiungere certi obiettivi senza il valore dei soldi e del mercato. Sono orgoglioso per questo, per aver intrapreso una nuova strada. C’ho impiegato del tempo ma sono arrivato ad un traguardo, in modo solido. Oggi ci giochiamo tutto: le scelte e la qualità delle scelte".

Radio Radio

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Mag 13 2009

Sgambatura a Formello, Zarate segna in rovesciata

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Applaudito dai compagni
Quarantacinque minuti esatti d’allenamento, poi tutti negli spogliatoi per riposare. Ultimi quindici minuti dedicati agli schemi sui calci d’angolo: cross dalla bandierina di Pasquale Foggia con Lichsteiner, Siviglia, Rozenhal, Pandev e Zarate. Quest’ultimo strappa gli applausi dei compagni con una rovesciata spettacolare che trafigge Muslera all’incrocio dei pali. Se dovesse segnare così stasera, crollerebbe l’Olimpico…

cittaceleste

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Mag 13 2009

Coppa Italia: Nel 2003-2004 la Banda Mancini sorprende tutti

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L’era Cragnotti cronologicamente si è conclusa, ma la rosa dei giocatori e lo staff tecnico sono ancora composti da nomi da lui voluti e portati a Roma.
Molti campioni come Nesta, Crespo, Simeone, Salas, Veron ed altri ancora non ci sono più, ma la Banda Mancini, così viene chiamata la Lazio di quell’anno ha oltre ad una buona qualità, un gran cuore e spirito di gruppo. Ciò gli permette di aggiudicarsi ancora una volta la Coppa Italia.

Ottavi di finale
03/12/2003 Andata
Modena-LAZIO 0-2 42′ Inzaghi 65′ Muzzi
17/12/2003 Ritorno
LAZIO-Modena 1-0 35′ Liverani
Quarti di finale
14/01/2004 Andata
LAZIO-Parma 2-0 36′ Muzzi 60′ Stankovic

20/01/2004 Ritorno
Parma-LAZIO 1-1 71′ Stankovic
Semifinale
05/02/2004 Andata
Milan-LAZIO 1-2 1′ Fiore 36′ Fernando Couto
11/02/2004 Ritorno
LAZIO-Milan 4-0 11′ Cesar 16′ Liverani 36′ Fiore 42′ Fiore
Finale
17/03/2004 Andata
LAZIO-Juventus 2-0 59′ Fiore 80′ Fiore
12/05/2004 Ritorno
Juventus-LAZIO 2-2 69′ Corradi 83′ Fiore

Presenze: 8 Sereni 7 Fiore, Liverani, Oddo 6 Corradi, Favalli, Giannichedda, Mihajlovic, Muzzi, Stam, Zauri 5 C. Lopez, Cesar 4 Albertini, Dabo, Fernando Couto, Inzaghi, Stankovic 3 Delgado 2 Sergio Conceição 1 Corsi, Gottardi, Negro
Reti: 6 Fiore 2 Liverani, Muzzi, Stankovic 1 Cesar, Corradi, Fernando Couto, Inzaghi

 

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Ottavi di finale – Lazio vs Modena


La prima avversaria è il Modena. La Lazio fa capire già dagli ottavi di tenere a questa Coppa Italia regolando già all’andata in Emilia, i canarini per 2 a 0. Gol nel primo tempo di Inzaghi sul filo del fuorigico e nella ripresa con Muzzi dopo una bella combinazione con Inzaghi. Da segnalare anche una traversa di Stankovic nel primo tempo.
Al ritorno Roberto Mancini schiera i giocatori meno utilizzati. La Lazio rischia poco e vince per 1 a 0 con un gol nella prima frazione di gioco di Liverani che su cross di Conceiçao raccoglie e batte di piatto sinistro il portiere modenese.

Roberto Muzzi



Quarti di finale – Lazio vs Parma



Bernardo Corradi

Per la prima volta la Lazio ed il Parma si trovano di fronte in un match di Coppa Italia.
Andata a Roma dove la Lazio gioca bene a tratti e vince per 2 a 0. Reti di Muzzi, "spizzo" di testa su cross di Liverani e Stankovic, diagonale sinistro su assist di Corradi. Buona la prestazione di Sereni che giocherà tutta la Coppa Italia al posto di Peruzzi.
Al ritorno la Lazio forte del doppio vantaggio non corre particolari pericoli. Biancocelesti in vantaggio al 71° con Stankovic in contropiede rifinito da Claudio Lopez, poi dopo pochi minuti pareggio finale del Parma. 1 a 1 e Lazio in semifinale.

Semifinale – Lazio vs Milan

Semifinale impegnativa per la Lazio, c’è il Milan di Ancelotti. Il sorteggio ha stabilito la prima in casa dei rossoneri.
Neanche mezzo minuto di gioco, il milanista Laursen appoggia indietro al proprio portiere Abbiati che ritarda il rilancio e quando si decide, lo fa sulle gambe dell’accorrente Fiore in pressing, così che la palla carambola in rete. A parte l’episodio del gol, la Lazio gioca meglio del Milan e al 35° su una mischia da calcio d’angolo Fernando Couto da due passi porta la Lazio sul 2 a 0. Al secondo minuto di recupero del primo tempo il Milan accorcia le distanze con un gol di Pippo Inzaghi in netto fuorigioco.
Nel secondo tempo si contano un palo per parte, quello preso dalla Lazio è dell’ex Albertini. I biancocelesti tengono in mano il pallino del gioco e sfiorano in un paio di occasioni il terzo gol. Finale, la Lazio espugna il Meazza per 2 a 1 ed ipoteca la finale.

                                
                         


Olimpico pieno per la partita di ritorno, la squadra non li tradisce, gioca attenta e rapida. All’11° è già in vantaggio, Liverani verticallizza per Cesar, preciso rasoterra e 1 a 0. dopo soli cinque minuti Cesar ricambia la cortesia a Liverani, cross del brasiliano e tiro al volo del regista biancoceleste che s’insacca alla destra del portiere milanista. Il concerto della Lazio continua tra i cori gioiosi e gli applausi di approvazione dei propri tifosi. 36° Lancio di Favalli per Corradi assist di petto per Fiore che insacca il terzo gol. Non è finita, a tre minuti dal termine dei primi 45′, Costacurta nella propria area respinge malamente un cross di Oddo, la palla finisce nei piedi di Fiore che la schiaccia a terra e s’infila sotto la traversa. Il primo tempo si chiude 4 a 0.
La ripresa non ha storia, la Lazio non vuole umiliare il Milan che per paura non provoca. I giocatori ed il presidente Longo dedicano la vittoria all’ex presidente Sergio Cragnotti da poco coinvolto nelle note vicende giudiziarie.

              



Finale – Lazio vs Juventus

Roma 17 marzo 2004, finale di andata dell’edizione 2003/04 della Coppa Italia, Olimpico delle grandi occasioni, la Lazio ospita la Juventus di Lippi.
Il primo tempo vede una Lazio tesa, impacciata nella manovra che non riesce a mordere come nei turni precedenti. La Juventus esprime una certa supremazia che però risulta sterile di occasioni. Il primo tempo si chiude a reti bianche.
Al rientro in campo i biancocelesti lasciano negli spogliatoi i lori impacci e cominciano a macinare gioco. Pressing, scambi veloci, repentine ripartenze, la Juventus è alle corde. Al 53° Cesar si fa parare un calcio di rigore, ma la Lazio non si abbatte, così dopo cinque minuti dall’errore di Cesar, Giannichedda da in profondita a Couto in area juventina, il portoghese fa da sponda per l’inserimento di Fiore, sinistro al volo e Lazio in vantaggio. Lazio arrembante, all’80° sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Pessotto salva sulla linea di porta un maldestro rinvio di Thuram, interviene ancora Fiore e 2 a 0. La Lazio potrebbe segnare ancora con Stam ma l’estremo difensore bianconero salva. 2 a 0 ed arrivederci tra due mesi a Torino.

Fiore il mattatore


L’aquila Laziale

Sono passati ben due mesi dall’andata all’Olimpico, la Lazio accompagnata da 10000 tifosi, si presenta al Delle Alpi di Torino per provare a vincere la quarta Coppa Italia della sua storia.
Come all’andata il primo tempo vede una Lazio, contratta forse emozionata, molti giocatori biancocelesti non hanno ancora vinto un trofeo importante. Il gioco è in mano alla Juventus che al 20° si porta in vantaggio con Trezeguet. Il primo tempo si chiude 1 a 0, i bianconeri giustamente ci credono.
Neanche il tempo d’iniziare la ripresa e Del Piero dopo 23 secondi raddoppia in un’azione viziata da un controllo di mano di Trezeguet. Tutto da rifare; allora Mancini inserisce Simone Inzaghi al posto di Muzzi. E’ come una scossa, la Lazio comincia a spingere, crea buone occasioni. 69° traversone di Mihajlovic, potente stacco di Corradi che di testa gonfia la rete difesa da Chimenti. 2 a 1, la coppa riprende la strada per Roma; i 10000 tifosi al seguito impazziscono, le gradinate del Delle Alpi tremano come investite da un tremendo terremoto.
Ora alla Juventus servono 2 gol per prendersi la coppa, ma all’83° sponda in area bianconera di Corradi e Fiore che sembra avere un conto aperto con la Juve, realizza il 2 a 2 con un preciso diagonale rasoterra. I bianconeri sono KO, i biancocelesti in estasi. E’ il risultato finale la, Coppa Italia è della Lazio.

 

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Mag 13 2009

Coppa Italia: Il 1999-2000 l’anno del Grande Slam

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La stagione 1999/2000 resterà per la storia biancoceleste, indimenticabile! A gennaio la grande festa per il centenario, poi lo scudetto, bissato tre giorni dopo dalla Coppa Italia. A settembre poi la Lazio porterà a casa anche la Supercoppa Italiana. Si può senza presunzione dire, che il 2000 in Italia, il calcio c’è stato solo per la Lazio.
L’edizione della Coppa Italia 1999/2000 parte per le prime otto classificate nell’ultimo campionato, dagli ottavi di finale. e quanto ancora festanti

Ottavi di finale
01/12/1999 Andata
Ravenna-LAZIO 1-1 65′ Boksic
15/12/1999 Ritorno
LAZIO-Ravenna 4-1 14′ Mihajlovic 50′ Inzaghi 89′ Mihajlovic 94′ Boksic
Quarti di finale
13/01/2000 Andata
Juventus-LAZIO 3-2 52′ Ravanelli (r.) 80′ R. Mancini
26/01/2000 Ritorno
LAZIO-Juventus 2-1 54′ Boksic 81′ Simeone
Semifinale
10/02/2000 Andata
LAZIO-Venezia 5-0 14′ R. Mancini 24′ R. Mancini 29′ Mihajlovic (r.) 59′ Mihajlovic (r.) 88′ Ravanelli
16/02/2000 Ritorno
Venezia-LAZIO 2-2 2′ Inzaghi 73′ Inzaghi
Finale
12/04/2000 Andata
LAZIO-Inter 2-1 40′ Nedved 52′ Simeone
18/05/2000 Ritorno
Inter-LAZIO 0-0

Presenze: 8 Ballotta 7 Gottardi, Mihajlovic, R. Mancini, Simeone 6 Inzaghi, Lombardo, Nedved 5 Fernando Couto, Marcolin, Negro, Pancaro, Ravanelli 4 Boksic, Sergio Conceição, Stankovic, Veron 3 Nesta, Pinzi, Salas 2 Almeyda, Favalli, Sensini 1 Conti, Pisano
Reti: 4 Mihajlovic 3 Boksic, Inzaghi, R. Mancini 2 Ravanelli, Simeone 1 Nedved

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Ottavi di finale – Lazio vs Ravenna


L’avversaria della Lazio è il Ravenna. Eriksson dato i numerosi impegni dei suoi giocatori, presenta per la partita di andata in romagna, una squadra imbottita di riserve e di giovani della primavera. Al 65° Boksic, liberato da un tocco di Lombardo, scarica in rete. Il Ravenna reaggisce ed a un quarto d’ora dal termine pareggia. Due settimane dopo il ritorno a Roma, Lazio 4 Ravenna 1, con doppietta di Mihajlovic su punizione, Inzaghi imbeccato da Salas e Boksic dal limite.
La prima punizione di Sinisa


Quarti di finale – Lazio vs Juventus

Il rigore a Torino di Ravanelli


Area affolata, Simeone gol

Inizia nei peggiori dei modi la sfida in casa della Juventus. Zidane detta i tempi e al termine del primo tempo la Lazio è sotto di 3 reti, per i gol diello stesso Zidane su punizione, Conte e Kovacevic. Risultato forse un po severo, ma tanto è. La ripresa vede una Lazio più vivace e sfrontata; al sesto minuto colpo di testa di Stankovic, fallo di mano in area di Birindelli e calcio di rigore. Il contestatissimo ex Ravanelli non sbaglia, 3 a 1. Poi a all’ottantesimo Mancini riapre il discorso qualificazione, 3 a 2.
Dopo due settimane il ritorno. Il primo tempo si chiude 0 a 0, risultato che sta benissimo ai bianconeri. Nella ripresa entra Boksic al posto di Lombardo, ed è proprio il croato al 9° a sbloccare la partita, cross di Pancaro e colpo di testa del croato. Ora la bilancia pende dalla parte della Lazio.

A questo punto Ancelotti fa entrare Del Piero che a 15 minuti dal termine pareggia, per ora la Juventus è in semifinale. Calcio d’angolo per la Lazio, solita traiettoria tagliata ad effetto di Mihajlovic e Diego Pablo Simeone incorna in gol. 2 a 1 e Lazio in semifinale.


Semifinale – Lazio vs Venezia

In semifinale la Lazio trova a sorpresa il Venezia. La pratica viene sbrigata all’andata con 5 gol realizzati senza subirne alcuno. Inzia Mancini che raccoglie un pallone respinto dal palo su tiro dalla distanza di Mihajlovic. Ancora Mancini questa volta di testa su cross di Nedved. Poi Mihjlovic porta la Lazio sul 3 a 0, trasformando un calcio di rigore. La ripresa è la fotocopia del primo tempo, ancora Mihjlovic su rigore e 5 a 0 finale di Ravanelli dal limete dell’area.
La settimana successiva la trasferta di Venezia è una pura formalità. Ancor più quando al 3° minuto Inzaghi porta in vantaggio la Lazio, dopo due occasioni per il Venezia. La Lazio a questo punto pensa più che altro a non farsi male. Il secondo tempo si apre con il pareggio del Venezia. Poi un palo per la Lazio colto da Conceiçao. Segue un cross di Mancini per Inzaghi che segna la sua doppietta. Al 90° tiro di Berg, deviato da Negro e 2 a 2 finale. Lazio in finale contro l’Inter.


  Il secondo gol di Mancini e quello di Ravanelli all’andata. Il primo dei due gol di Inzaghi al ritorno.


Finale – Lazio vs Inter

12 aprile 1999, la Lazio è in piena corsa per lo scudetto, arriva nel frattempo la finale di andata della Coppa Italia, la Lazio ospita l’Inter all’Olimpico. I biancocelesti sembrano sulle gambe e non impongono come di solito il loro gioco. Al’ottavo minuto di gioco Mutu si libera di Pancaro sulla destra, manda una palla in area e Seedorf realizza il gol del vantaggio interista. L’Inter si dimostra quadrata e concentrata, ma non hanno fatto i conti con la grinta dei soliti Nedved e Simeone. Così a cinque minuti dalla fine del primo tempo, Simeone appoggia a Nedved che si libera per il tiro ed è il pareggio. Primo tempo 1 a 1.
Al settimo della ripresa cross basso in area di Conceiçao, e Simeone con uno splendido tuffo di testa Porta in vantaggio la Lazio, 2 a 1!
Entra per i nerazzurri dopo un anno di stop per infortunio, il fenomeno Ronaldo. Anche il pubblico laziale applaude il rientro, ma la sorte è ancora maligna con il brasiliano, dopo una serie di finte il ginocchio cede ancora, la partita finisce li in quell’urlo di dolore di Ronaldo.

il pareggio di Nedved


il 2 a 1 di Simeone


Si gioca il ritorno a Milano dopo più di un mese dalla finale di andata. E’ il 18 maggio, la Lazio è Campione d’Italia da quattro giorni. I giocatori sono ancora sotto l’effetto dei festeggiamenti, molti si sono tinti i capelli biondi o celesti o con il tricolore. E’ allo stesso tempo buffo e bello vedere Pancaro, Veron, Negro, Ballotta ed altri conciati in quei modi. Pochi avrebbero scommesso su una loro partita attenta e concentrata.
Parte bene l’Inter anche se concretizza poco. Ballotta che gioca la Coppa Italia al posto di Marchigiani si dimostra sempre pronto nei pochi interventi dove è chiamato.
La ripresa si apre con un palo su punizione di Veron. La Lazio è più incisiva dell’Inter occasioni per Coinceiçao, Favalli e Sensini. Poi l’Inter nel finale sfiora il colpo del ko con Recoba, ma pareggia solo il conto dei pali. La Lazio dopo lo scudetto si porta a casa anche la Coppa Italia; Annata straordinaria per i colori biancocelesti.

                                                       

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Mag 13 2009

Coppa Italia: La vittoria nel 1997-1998 ha aperto il ciclo Cragnottiano

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Dopo quarant’anni dal primo successo in questa competizione, la Lazio festeggia la sua seconda Coppa Italia dopo una gara palpitante e drammatica, risolta con un secondo tempo da accademia del calcio. Il Milan, annichilito dalla furia biancazzurra, dopo essere passato in vantaggio con Albertini, viene tramortito da tre gol in rapida sequenza (Gottardi, Jugovic su rigore e Nesta), sbriciolato, annichilito. E l’Olimpico, con Sergio Cragnotti issato in trionfo dai suoi giocatori, libera la sua gioia repressa dopo 24 anni dall’ultimo trionfo marcato Maestrelli e i suoi ragazzi.

Le squadre si affrontano con il 4-4-2 speculare delle due formazioni, con i rossoneri più disposti a modellarsi talvolta in qualcosa di simile a un 5-3-2, a volte in un 4-5-1. Evidente come i rossoneri applichino un calcio di estrema cautela, idealmente raggrumandosi attorno all’unico gol dell’andata, a quel provvidenziale ruggito di Weah che, a tempo scaduto, condizionò la sfida di San Siro. Del resto Capello, dovendo rinunciare a Boban e Leonardo, si affida a uno schieramento prudente, utilizzando Ziege a sinistra ma soprattutto affiancando in attacco Savicevic a Weah.

Peccato che il Genio, seguito con trepidazione da Silvio Berlusconi in tribuna, vada in tilt pure stavolta. Dopo mezz’ora, difatti, serve cambiare: via libera a Kluivert, dunque, anche se in avvio di ripresa toccherà pure a lui lasciare il campo, vittima egli stesso di problemi muscolari. La Lazio, dal canto suo, patisce un paio di assenze pesanti, Chamot in difesa (dentro Grandoni) e Boksic in attacco. E’ l’opportunità che Casiraghi attendeva per lasciare il segno in quella che potrebbe essere una delle sue ultime apparizioni in maglia celeste, ma la partita è tutt’altro che di semplice soluzione. I romani sono infatti preda di un dilemma che è soprattutto strategico: attaccare per rimontare l’handicap di partenza, senza però esporsi troppo.

Una tattica fondamentalmente attendista, pertanto, che si contrappone a quella del Milan. Non è un caso che nel primo tempo le occasioni palpitanti siano soltanto un paio, tra l’altro equamente suddivise. Comincia la Lazio al 20′, sfruttando un lancio lungo di Fuser che Nedved, "protetto" da Mancini, scarica a rete costringendo Rossi al miracolo ravvicinato. Il Milan al 40′, ci prova con Weah che gira alto un assist di Ba, a sua volta messo in movimento da Donadoni. A sbloccare la situazione di stallo servirebbe la rete di una delle due formazioni.

E il gol lo firma Albertini su punizione, al primo minuto del secondo tempo, anche grazie a una impercettibile deviazione di Nedved in barriera. L’Olimpico è gelato, il settore dei supporters rossoneri esulta. A questo punto Eriksson decide di richiamare Grandoni per Gottardi, ed è questa la mossa vincente che serve ai romani per liberarsi dalle proprie paure.

In undici minuti la Lazio ribalta infatti la situazione, segna tre gol e colpisce anche un palo, annichelendo il Milan. Al 55′ da Mancini a Gottardi che, in anticipo su Maldini, firma il pareggio; tre minuti dopo Jugovic trasforma il rigore concesso da Treossi perchè Maldini frana su una scatenatissimo Gottardi. Lo stadio comincia a crederci e i tifosi laziali iniziano a tifare all’unisono compresa la Monte Mario sempre molto pacata.

Al 62′ l’imprendibile Gottardi offre a Casiraghi un ghiotto pallone per il destro: palo pieno, ma è solo il preludio all’apotesi. E’ infatti il 65′: su angolo battuto da Jugovic, Mancini corregge di petto in mezzo all’area, Negro colpisce a botta sicura, Rossi a terra non trattiene e Nesta, in scivolata, appoggia in rete. E’ un uragano, una bolgia indescrivibile quando il difensore-gioiello biancazzurro va a festeggiare sotto la curva nord. Un ecatombe quella che si abbatte sul Milan, proprio quando Capello, perduto Kluivert, ritiene di innervare il centrocampo affidandosi a Maini. Disastro totale, correzione di rotta obbligata con Ganz per Ba, nervosismo, sussulti di pura sopravvivenza (una punizione di Ziege toccata in volo da Marchegiani) e poco altro. La Coppa Italia della Lazio è meritata, sugli spalti le nuove generazioni di tifosi piangono di gioia quando Fuser alza il trofeo al cielo. E nella notte la città si colora di biancazzurro con clacson e bandiere al vento. Piazza del popolo invasa dai cortei festanti come non accadeva da tanti, troppi, anni.(laziowiki)

 

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2° turno
03/09/1997 Andata
Fidelis Andria-LAZIO 0-3 21′ Recchi aut 48′ Signori 78′ Signori (r.)
24/09/1997 Ritorno
LAZIO-Fidelis Andria 3-2 19′ Signori 24′ Boksic 73′ Signori
Ottavi di finale
14/10/1997 Andata
LAZIO-Napoli 4-0 4′ Boksic 16′ Signori 20′ Signori 31′ Boksic
19/11/1997 Ritorno
Napoli-LAZIO 3-0
Quarti di finale
06/01/1998 Andata
LAZIO-Roma 4-1 2′ Boksic 32′ Jugovic (r.) 75′ R. Mancini 80′ Fuser
21/01/1998 Ritorno
Roma-LAZIO 1-2 45′ Jugovic (r.) 94′ Gottardi
Semifinale
19/02/1998 Andata
Juventus-LAZIO 0-1 22′ Boksic
11/03/1998 Ritorno
LAZIO-Juventus 2-2 62′ Nedved 65′ Nedved
Finale
08/04/1998 Andata
Milan-LAZIO 1-0
29/04/1998 Ritorno
LAZIO-Milan 3-1 55′ Gottardi 58′ Jugovic (r.) 65′ Nesta

 

Presenze: 10 Negro 9 Fuser, Jugovic, Nesta, Venturin 8 Favalli, Gottardi, Grandoni, L. Marchegiani, R. Mancini 7 Marcolin 6 Boksic, Casiraghi, Nedved 5 G. Lopez 4 Rambaudi, Signori 3 Ballotta, Pancaro 2 Almeyda, Buso, Chamot
Reti: 6 Signori 5 Boksic 3 Jugovic 2 Gottardi, Nedved 1 Fuser, Nesta, R. Mancini

Milan-LAZIO 1-0
Coppa Italia 1997/98 Finale – Andata
08/04/1998

Milan: Rossi, Nilsen, Smoje, Costacurta, Maldini, Albertini, Savicevic (60′ Ba; 75′ Leonardo), Desailly, Donadoni, Weah, Ganz (60′ Maniero) – n.e. Taibi, Cardone, Daino, Kluivert – All. Capello

Lazio: L. Marchegiani, Chamot (74′ Grandoni), Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, Nedved, Casiraghi, R. Mancini (85′ Gottardi) – n.e. Ballotta, G. Lopez, Marcolin, Almeyda, Rambaudi – All. Eriksson

Arbitro: Bazzoli (Merano)

Marcatori: 90′ Weah (Milan)

Spettatori: 63.564
Angoli: Lazio 2 – Milan 7
Recupero: 2′ + 4′
Ammoniti: Favalli, Nesta (Lazio)
Note: serata fresca, terreno in discrete condizioni

LAZIO-Milan 3-1
Coppa Italia 1997/98 Finale – Ritorno
29/04/1998

Lazio: L. Marchegiani, Grandoni (50′ Gottardi), Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, Nedved (93′ Marcolin), Casiraghi, R. Mancini (88′ G. Lopez) – n.e. Ballotta, Rambaudi – All. Eriksson

Milan: Rossi, Daino, Desailly, Costacurta, Maldini, Ba (65′ Ganz), Albertini, Donadoni, Ziege, Weah, Savicevic (31′ Kluivert; 50′ Maini) – n.e. Taibi, Cardone, Cruz, Maniero – All. Capello

Arbitro: Treossi (Forlì)

Marcatori: 47′ Nedved aut. (Milan) 55′ Gottardi (Lazio) 58′ Jugovic (Lazio) (rig) 65′ Nesta (Lazio)

Spettatori: 64.189
Angoli: Lazio 2 – Milan 0
Recupero: 2′ + 6′
Ammoniti: Chamot, G. Lopez (Lazio) Ganz, Rossi, Daino, Weah, Kluivert (Milan)
Espulsi: 80′ Fuser (Lazio) 80′ Desailly (Milan)
Note: serata umida, terreno leggermente scivoloso

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Mag 13 2009

In vendita altri 1.000 biglietti di Monte Mario

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Ultime scorte
Alle ore 10.00 sono stati messi in vendita altri 1000 biglietti di Tribuna Monte Mario. L’ultima occasione per assistere dal vivo alla finalissima di Coppa Italia tra Lazio e Sampdoria

Ore 10.00, la Lazio comunica che sono disponibili altri 1000 biglietti di Tribuna Monte Mario.
Gli ultimi ritardatari hanno quindi l’opportunità di accaparrarsi gli ultimi tagliandi per assistere alla finalissima di questa sera tra Lazio e Sampdoria.
Per acquistare i biglietti è possibile rcarsi in tutte le ricevitorie della Lottomatica.(lazialità)

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Mag 13 2009

Dall’Argentina: Preso Andres Vargas

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Centrocampista incontrista, classe 1980
Nuovo obiettivo "argentino" per la Lazio. Il club biancoceleste – che stasera si gioca la finale di Coppa Italia con conseguente accesso in Europa – ha messo gli occhi su Fabian Andres Rivera Vargas, centrocampista colombiano del Boca Juniors. Il calciatore ha il grande vantaggio di essere comunitario ed è un regista che gioca davanti alla difesa, nel ruolo di Ledesma. Facile ipotizzare una partenza del calciatore ex Lecce in caso Vargas dovesse rimpolpare i ranghi capitolini.(tuttomercato)

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Mag 13 2009

Coppa Italia: Nel 1958 il primo trionfo della Lazio

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In Finale la LAZIO dimostra di attraversare un momento magico,si aggiudica la Coppa Italia dopo una cavalcata trionfante.1-0 il finale grazie alla rete di Maurilio Prini (nella foto).Per la squadra Biancoceleste si tratta del primo trofeo ufficiale.

Finale Coppa Italia 1957/58
23/09/1958 LAZIO-Fiorentina 1-0

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Janich, Carradori, Pinardi, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini – All. Bernardini

Fiorentina: Sarti, Robotti, Castelletti, Chiappella, Cervato, Segato, Hamrin, Lojacono, Montuori, Gratton, Morosi

Arbitro: Marchese (Napoli)

Marcatori: 30′ Prini (Lazio – il gol nella foto)

Note: Vincitrice: LAZIO

La LAZIO vince la Coppa Italia 1957/58

Presenze: 9 Bizzarri, Carradori, Prini, Tozzi 8 Lo Buono, Pinardi, Pozzan 7 Fumagalli, Lovati 6 Burini, Tagnin 3 Colombo, Janich 2 Cei, Del Gratta, Di Veroli, Napoleoni 1 Castellazzi, Giglietti

Reti: 10 Tozzi 5 Burini 2 Bizzarri, Fumagalli 1 Napoleoni, Pozzan, Prini, Tagnin

07/06/1958 1a giornata
LAZIO-Palermo 5-1 11′ Burini (r.) 29′ Tozzi 43′ Tozzi 54′ Napoleoni 55′ Burini
15/06/1958 2a giornata
LAZIO-Napoli 3-1 16′ Tozzi 32′ Tozzi 47′ Tagnin
21/06/1958 3a giornata
Roma-LAZIO 2-3 27′ Tozzi 58′ Tozzi 72′ Bizzarri
28/06/1958 4a giornata
Palermo-LAZIO 2-2 14′ Tozzi 36′ Burini
06/07/1958 5a giornata
Napoli-LAZIO 0-4 15′ Burini (r.) 18′ Pozzan 43′ Burini 59′ Bizzarri
12/07/1958 6a giornata
LAZIO-Roma 1-1 12′ Tozzi
Quarti di finale 06/09/1958
LAZIO-Marzotto 2-1 13′ Fumagalli 32′ Tozzi
Semifinali 14/09/1958
LAZIO-Juventus 2-0 55′ Tozzi 75′ Fumagalli
Finale 23/09/1958

LAZIO-Fiorentina 1-0 30′ Prini  

 

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Mag 13 2009

E la nostra Notte…Avanti Lazio

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Conquistala per Noi…
Rinascita oppure fallimento. Novanta minuti e potrebbero diventare anche centoventi (previsti supplementari e rigori) per chiudere una stagione deludente in campionato e farla diventare un punto di ripartenza dopo cinque anni in chiaroscuro. Lazio-Sampdoria, finale unica di Coppa Italia, significa tanto per entrambe le formazioni.

Intanto consente di alzare un trofeo al cielo e non è che i due club abbiano la bacheca modello Real Madrid, poi consente di iscriversi al tabellone principale dell’Europa League, la nuova Uefa. Inoltre la vincitrice della Tim Cup guadagnerà un altro paio di milioni di euro oltre alla possiiblità di incassare un bel assegno per la finale di Supercoppa contro l’Inter in programma l’8 agosto a Pechino.

Pazzesco, una sola partita che può stravolgere il destino futuro dei due club: in bilico gli allenatori Rossi e Mazzarri, in bilico i giocatori migliori, Pandev e Cassano che in caso di successo potrebbero anche scegliere di proseguire la loro avventura a Roma e Genova. Ci saranno 65.000 spettatori dei quali almeno 45.000 laziali ma i ventimila doriani riusciranno comunque a far sembrare una bella fetta dell’Olimpico come la gradinata Sud di Marassi.

Difficile capire dai volti dei protagonisti, le due squadre si sono allenate allo stadio, chi arriva meglio all’appuntamento più importante dell’anno. C’è tensione, tanta, da parte laziale perché la pressione di giocare all’Olimpico può rappresentare un clamoroso boomerang. E poi il rendimento casalingo della banda di Rossi non è di certo straordinario (sette sconfitte in campionato) e, se si escludono le vittorie contro Fiorentina e Roma, la Lazio non è mai riuscita a raggiungere livelli importanti di gioco.

In casa Samp la situazione è simile perché tra i 22 che scendono in campo si contano sulle dita di una mano quelli che sono abituati a sfide di questo genere. Tant’è, doriani in formazione tipo, Lazio con l’assenza pesantissima di Matuzalem e le condizioni fisiche non perfette di Foggia e Pandev. I due fantasisti guideranno l’attacco insieme con Zarate ma non saranno al top e potrebbero pagare nel corso della partita i tanti allenamenti saltati nelle ultime settimane.

A centrocampo il tecnico romagnolo ha scelto Dabo per non stravolgere un reparto che con l’assenza del brasiliano, dispone di poche alternative di qualità. Ecco il francese a fianco di Ledesma, con Brocchi e Lichtsteiner conservati nei rispettivi ruoli sulla fascia destra, il primo in mezzo, il secondo in difesa. A livello tattico si scontrano due filosofie diverse: il 4-4-2 di Rossi molto offensivo, il 3-5-2 di Mazzarri che si avvale del cannoniere Pazzini pescato nel mercato di gennaio e capace di trasformare in oro tutto quello che Cassano inventa.

Sfida equilibrata in campo e fuori con i due allenatori in partennza che secondo indiscrezioni di radio mercato potrebbero addirittura scambiarsi le panchine. Arbitrerà Rosetti con il presidente della Repubblica Napolitano che consegnerà il trofeo nella mani di Rocchi o di Palombo. Appuntamento alle 20.45, diretta su Rai1 per conoscere la verità: chi tra Lazio e Samp riuscirà a salvare la stagione? .(iltempo)

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Mag 13 2009

Notte di Sogni, di Coppe e di Campioni

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Eccola, e’ arrivata la notte prima della Finale, qualcuno penserà che stiamo esagerando, ma la tensione per questa partita si palpa nell’aria, la posta in palio vale piu’ di una semplice Coppa Italia. Solo chi e’ tifoso puo’ capire cosa significa l’attesa, la smania, l’ansia, nessun’altro puo’ comprendere. Non so se dormiro’ stanotte ma so che sarà una gran notte, allora Buoanotte a tutti i Laziali e che sia una notte di SOGNI, di COPPE e di CAMPIONI

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