Non è in discussione la Tiberina ma le volumetrie
Tutto rinviato a data da destinarsi. La presentazione in Campidoglio del progetto del nuovo stadio della Lazio domani non ci sarà. Sembrava tutto (finalmente) pronto affinché il sogno di Lotito di realizzare un impianto di proprietà potesse cominciare a prendere forma.
E invece anche la data del 31 luglio, che pareva quella della svolta, passerà invano. Non ci sarà alcun varo di un progetto che necessita ancora di qualche ritocco. Se ne riparlerà più in là. Forse già nelle prossime settimane o, più probabilmente, dopo Ferragosto.
Per Lotito non è certamente una buona notizia. Perché di rinvio in rinvio si rischia di arrivare alla fine del 2009, il che vuol dire che si dovrà poi aspettare almeno fino al 2013 perché lo stadio delle aquile veda la luce. D’altro canto, prima che ci sia il via libera da parte del Comune è indispensabile che ogni dettaglio, anche quello apparentemente più insignificante, venga attentamente pesato.
Da chiarire ci sono, appunto, aspetti secondari, ma non per questo meno importanti. Non è in discussione, questo va chiarito subito, l’ubicazione del nuovo stadio. Che, come previsto, sorgerà sui terreni adiacenti la via Tiberina di proprietà del presidente della Lazio. Da definire sono invece altri aspetti, dalle volumetrie complessive del progetto alla realizzazione delle infrastrutture.
Lotito e il suo staff proveranno a limare il progetto nel più breve tempo possibile. Ma, in ogni caso, non sarà un’operazione velocissima. Tra l’altro (a meno di cambiamenti di programma) il presidente il 1˚ agosto dovrebbe partire per Pechino insieme con la squadra. L’ipotesi più realistica, dunque, è che il tutto slitti a dopo Ferragosto, forse ai primi di settembre.
Un rinvio che complica notevolmente i piani di Lotito: il presidente sognava infatti di partire per la Cina con in tasca il via libera alla costruzione del nuovo stadio. Niente da fare, invece. Il presidente dovrà ancora pazientare per ottenere l’ok al progetto che più gli sta a cuore.
In questo momento, peraltro, il patron ha anche altri seri grattacapi. Quello principale riguarda il nodo-dissidenti. Partiranno o meno per Pechino De Silvestri, Ledesma e Pandev? Oggi ci sarà il verdetto. «Decide Ballardini, io mi occupo delle questioni societarie», ha tagliato corto ieri il presidente.
In realtà, la questione è tecnico-societaria e l’impressione è che è molto difficile che i tre dissidenti scendano in campo a Pechino. Potrebbero però ugualmente imbarcarsi sull’aereo che porterà in Cina la comitiva biancoceleste. E poi eventualmente tornare in lizza per giocare la sfida di Supercoppa nel caso emergano novità nei prossimi giorni.
Un’ipotesi che, tuttavia, potrebbe maturare per il solo Ledesma. L’argentino ha fatto sapere che, nel caso in cui non arrivino richieste sul suo conto, è pronto a rinnovare il contratto con la Lazio. Se dovesse dare concretezza a questa intenzione, Ledesma scenderà sicuramente in campo a Pechino.(oizal-lazionet-gazzetta)