Archive for 23 Settembre 2009

Set 23 2009

Ballardini: Mi dispiace per la sconfitta

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Davide Ballardini ai microfoni di Mediaset Premium commenta il gol di Bojinov che ha suscitato non poche polemiche in campo: "Bojinov era dove ero io, ha sentito benissimo il suo allenatore ma ha continuato e ha fatto gol. Noi ci siamo comportati in modo diverso quando c’era un giocatore del Parma a terra, comunque siamo molto dispiaciuti per la sconfitta. Loro sono stati più brillanti, noi siamo un po’ affaticati tutte queste partite ci pesano, però dobbiamo essere bravi a reagire e sicuramente domenica cercheremo di fare meglio". Ballardini non ha nulla da rimproverare a Zarate: "La verità e che nel primo tempo ha giocato una buona partita, anzi ha dettato tanti passaggi ai compagni, solo il Parma si è chiuso bene. Poi nella ripresa è calato un po’ come tutto il resto della squadra. Anche se abbiamo giocato in dieci uomini per 45′ un paio di occasioni per pareggiare l’abbiamo create".(lalaziosiamonoi)

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Set 23 2009

Video Lazio-Parma 1-2: I Gol

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Ecco i gol della pesante sconfitta di stasera

 

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Set 23 2009

Lazio-Parma 1-2: Squadra stanca e nervosa

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A Parma sanno come rigenerare i giocatori, diciamo così, finiti un po’ ai margini. Dopo Zaccardo, decisivo contro il Palermo tre giorni fa, ora tocca a Bojinov e Amoruso. Due all’esordio stagionale dal primo minuto, in campionato. Vittima della furia delle due punte gialloblù, una Lazio nervosa (espulso Kolarov alla fine del primo tempo) e spuntata, che non vince ormai da quattro partite, coppe comprese.

IN MEZZO LA CHIAVE – Furia e miglior disposizione tattica, da parte degli emiliani. Guidolin arriva all’Olimpico con un 3-5-2 apparentemente coperto, ma in realtà efficacissimo nel creare la superiorità numerica a centrocampo. Perché Mariga e Galloppa non danno spazio a Baronio e Matuzalem, e Dzemaili funge da trequartista atipico: in pratica un rinforzo in più sulla mediana. Senza rifornimenti, insomma, Zarate e Cruz non la vedono quasi mai.

BARONIO GIù, BOJINOV SU – Poi ci vuole un gol che arrivi da un disguido allenatori-giocatori-arbitro per sbloccare la partita: Baronio resta a terra dopo un contrasto e dalle panchine si sbracciano per far sì che la palla vada fuori. Macché, nessuno sente nè Guidolin né Ballardini: Zenoni crossa per Bojinov (dimenticato dalla difesa laziale) e il piattone del bulgaro va sotto la traversa. Velotto chiude occhi e orecchie e convalida tutto.

UN RIGORE, DUE RIGORI, MEZZO RIGORE – Più grave la svista che porta l’arbitro a concedere il rigore del pari alla Lazio: Cruz, forse sfiorato da Mariga, crolla in area. Dal dischetto Zarate fa 1-1, ma la gioia è effimera. Altro giro, altro rigore; un po’ più evidente, ma tutt’altro che solare. Sempre Bojinov nella zona delle operazioni, sgambettato da dietro da Kolarov al momento del tiro. Molta palla presa dal serbo nell’occasione, ma Velotto non ha dubbi: rigore e ammonizione (errore, chiara occasione da gol, era da rosso diretto). Il terzino della Lazio protesta e si becca il secondo giallo: espulso. Amoruso dal dischetto mette d’accordo tutti e riporta avanti i suoi, segnando un gol con l’undicesima maglia diversa in A. Un record, ovviamente.

Julio Cruz a terra come tutta la Lazio. Ap
Julio Cruz a terra come tutta la Lazio. Ap

GESTIONE – In superiorità numerica e in vantaggio 2-1, il Parma controlla agevolmente la partita da lì in avanti. Anzi, rischia anche di arrotondare. Amoruso prende il palo dopo 2′ nella ripresa scherzando Cribari e calciando di sinistro, poi Muslera deve uscire alla disperata per chiudere sull’attaccante pugliese. Dall’altra parte poche idee, sprazzi di Zarate e lumicino calante per una Lazio che, zeppa di infortuni, deve far giocare sempre gli stessi, al contrario del Parma, ribaltato rispetto alla gara col Palermo. Gli emiliani non a caso chiudono petto in fuori, godendosi al momento la zona-Champions.
Alessandro Ruta – gazzetta

Lazio (4-3-1-2): Muslera; Lichtsteiner, Diakitè, Siviglia (34′ Cribari), Kolarov; Dabo, Baronio (30′st Meghni), Mauri, Matuzalem (1′st Foggia); Cruz, Zàrate. A disp: Bizzarri, Radu, Del Nero, Inzaghi. All. Ballardini

Parma (3-4-1-2): Mirante, Zaccardo, Dellafiore (24′st Paci), Lucarelli; Zenoni, Mariga, Galoppa, Castellini; Dzemaili (31′st Morrone); Amoruso (37′ Paloschi), Bojinov. A disp: Pavarini, Antonelli, Lunardini, Lanzafame. All. Guidolin
Arbitro: Velotto di Grosseto

Marcatori: 21′ Bojinov, 42′ Zàrate (rig), 46′ Amoruso (rig)
Recuperi: 3′ pt; 3′st
Note: Al 45′ espulso Kolarov per proteste. Ammoniti: Mauri, Kolarov, Foggia, Dabo, Paloschi
Spettatori: 35.000 circa

 

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Set 23 2009

Sabatini: Sono andato via per Lotito…

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Uomo di calcio, scopritore di talenti, ex direttore sportivo della Lazio, ma anche ala destra funambolica e di promesse non mantenute ai tempi della prima Roma di Liedholm, negli anni Settanta. In questi casi, si dice che può essere una settimana speciale. Per Walter Sabatini, da un anno diesse del Palermo, potrebbe esserlo, anche se poi ragionerà e si comporterà nel solito modo, provando a mantenersi freddo e distaccato. Vive le partite e il suo lavoro con un trasporto emotivo, una responsabilità e una passione rarissime da trovare nel calcio di oggi. E’ come se da dirigente dovesse realizzare tutto quello che non ha concretizzato sul campo da giocatore, nonostante i dribbling gli riuscissero bene. Una sorta di contrappasso, una sfida continua e vissuta quasi sempre in salita. Con Lotito ha costruito la Lazio di Rossi. Con Zamparini ha applaudito il Palermo di Ballardini e ora sta ripartendo da Zenga. Un giorno, appena arrivato in Sicilia, gli scappò per sbaglio dalla ventiquattr’ore lo stemma con l’aquilotto scucito dalla divisa biancoceleste e conservato gelosamente. Un distacco sofferto dalla Lazio. Oggi, però, il suo grande obiettivo è riportare il club rosanero in Europa. Da Kolarov e Muslera, è passato a Hernandez e Pastore, in attesa di portare alla luce altri talenti. Questa sera la Roma alla Favorita, domenica il ritorno all’Olimpico per sfidare la sua vecchia, cara Lazio. Ieri mattina ci ha raccontato tutto o quasi. 

Pochi sanno che Sabatini è un ex gioca­tore della Roma.
«Diciamo che ho cercato di giocare. Da­vanti avevo Bruno Conti, non so se mi spie­go. Mi considero un tentativo mal riusci­to ».

Non si butti così giù…
«No, non mi butto giù. Ero un precario del calcio».
Liedholm è stato uno dei suoi maestri.
«Soprattutto Liedholm. Ero forse l’unico che riusciva a farlo arrabbiare, perché fa­cevo tutto il contrario di quello che mi di­ceva, nonostante possedessi grandi qualità fisiche e tecniche».

L’esperienza, però, l’ha tradotta in posi­tivo da dirigente.
«Dopo, se hai giocato, si fa meno fatica a capire».

Sabatini ha pure una presenza in un der­by con la Lazio.
« Campionato 1976/ 77, 1- 0 per la Lazio, gol di Giordano. Entrai a freddo, quando mancavano dieci minuti alla fine della par­tita. Mi ritrovai un pallone importante per pareggiare quasi allo scadere, tirai in Cur­va Nord… E’ un ricordo che mi provoca an­cora dolore».

Si sente più ex romanista oppure ex la­ziale?
«Mi sento ex laziale, ovviamente. La Ro­ma rimane uno splendido ricordo, ma è soltanto un brano che appartiene alla mia prima vita. La Lazio rappresenta la mia se­conda vita. Oggi al Palermo sto vivendo la mia terza vita».

A proposito di Roma, questa sera ritro­verete una squadra che Ranieri ha appena ricompattato. Che partita si aspetta?
«La Roma è come l’Araba Fenice, si di­strugge e si ricostruisce in un battito d’ali. Oggi sono di nuovo sugli scudi, dopo la sconfitta di Basilea sembravano crollati. Sono le caratteristiche della squadra, del­la società, di un ambiente che ti porta mil­le volte a picco e poi risorge. Noi del Paler­mo veniamo da un brutto risultato a Par­ma, però ce la giocheremo. Faremo la no­stra partita».

Non ha iniziato bene il Palermo…
«E’ vero, i risultati non sono in linea, ma la squadra ha sempre tenuto il campo. Con la Fiorentina e con il Parma non meritava­mo di perdere. Sono arrivate due sconfitte, ma la differenza per tornare a fare risulta­to è minima. Ci vuole un piccolo passo».

Domenica, dopo il rigore negato a Par­ma, sul sito del Palermo avete pubblicato la lista dei presunti torti arbitrali subiti nelle prime quattro giornate. Perché?
« Lo abbiamo fatto senza alcun livore. Abbiamo semplicemente segnalato alcune situazioni. Non ci vogliamo lamentare, ma ogni tanto, soprattutto se rappresenti una realtà periferica del nostro calcio, è me­glio segnalare. Gli errori sono stati rappre­sentati senza isterismi, tre o quattro episo­di che non ci hanno aiutato. Ci vuole atten­zione per tutti, senza compensazione per nessuno. Ci vuole la stessa attenzione per la Roma. A volte, però, se sei considerato una piccola o una provinciale come il Pa­lermo, devi fare qualcosa. Faccio un esem­pio: non è che trasmissioni come la Dome­nica Sportiva o analoghe alla Domenica Sportiva si soffermino molto su certe squa­dre. E allora mettere gli episodi sul sito era una maniera per segnalarli».

Questo discorso potrebbe valere anche per la Lazio?
«Certo. Anche per la Lazio».

La differenza, quel piccolo passo di cui parlava che manca ancora al Palermo, ri­siede negli errori arbitrali?
«Se ci avessero dato quei rigori con Fio­rentina e Parma non avremmo perso le partite. Questo, però, non ci deve far pen­sare che il problema sia un altro. Il Paler­mo deve migliorare, è ovvio».

Quanto manca Liverani?
«Manca molto. Si tratta di un giocatore esperto, formidabile. Ma io non vorrei, an­che se è prossimo al rientro, che gli si des­sero subito troppe responsabilità. Forse ho sbagliato io a non trovare un sostituto».

C’è grande curiosità per Pastore.
«E’ un giocatore formidabile. Le sue pri­me tre partite sono state buone, a Parma ha giocato meno bene. Zenga forse gli da­rà un turno di riposo. E’ un talento, bisogna aspettarlo e proteggerlo. E’ un playmaker, un fantasista a tutto campo, svolge una grande mole di lavoro. Non è definibile né come seconda punta, né come trequarti­sta ».

Se dovesse paragonarlo ad un altro gio­catore, a chi lo accosterebbe?
«Non a Kakà, come hanno fatto in Argen­tina, anche se alcune accelerazioni e il mo­do di puntare l’uomo possono ricordare le movenze del brasiliano. Pastore è un gio­catore completamente diverso. E’ un play­maker a cui va aggiunta la fantasia e la ca­pacità di andare in gol».

Dal profilo che ne traccia, viene in men­te Platini, che faceva il centrocampista e l’attaccante.
« Potrebbe come raggio d’azione. Lo ri­corderà se diventerà efficace anche in zo­na- gol».

Domenica all’Olimpico vedremo un bel duello argentino tra Zarate e Pastore. Chi merita subito la convocazione di Marado­na?
«Zarate la merita. E’ pronto per la nazio­nale argentina, anche se in attacco la con­correnza è fortissima. Pastore è un ‘ 89, penso che il suo momento arriverà dopo i Mondiali, quando inevitabilmente inizierà un nuovo ciclo».

Che Parma affronterà questa sera la La­zio?
«Una squadra aggressiva, che gioca un calcio di contrapposizione in modo propo­sitivo. Ma credo che vincerà la Lazio».

Perché lo dice in modo netto?
«La Lazio è forte».

Oggi è più forte la Lazio o il Palermo?
«In questo momento la Lazio è più affida­bile, ha meno equilibri da aggiustare, mi sembra più pronta dal punto di vista ago­nistico. Hanno giocato la Supercoppa e l’Europa League, sono più avanti come condizione. Il Palermo bisogna aspettarlo».

Ci racconta Zenga allenatore?
«E’ un tecnico iper-attivo, propositivo, ri­cettivo. E’ un allenatore che farà bene. Lo vedo pieno di idee e cerca di trasferirle sul campo, anche se non ha ancora trovato le situazioni che lo convincono. Ha carisma, si fa seguire molto nello spogliatoio».

Però non è ancora il Palermo di Zenga?
«No, ma lo diventerà. E’ accettabile, sta lavorando qui solo da tre mesi».

Ci racconta Ballardini allenatore?
« Posso dire che a Palermo ha prodotto una sorta di incantesimo calcistico, perché di questo si è trattato. Ha trovato una solu­zione, l’ha adattata e l’ha rifinita. Il Paler­mo nella passata stagione ha giocato un grande calcio e ha prodotto grandi risulta­ti ».

Ballardini e il suo staff rivendicano con orgoglio il primato di punti e di vittorie stabilito alla guida del Palermo.
«I primati non si possono nascondere. Li ha centrati attraverso un calcio spettacola­re, un calcio che ha fatto punti e diverti­mento ».

I tifosi del Palermo si sentono orfani di Ballardini…
«La gente ha stima di Zenga e ha voltato pagina, anche se non ci si dimentica cosa è stato il Palermo nella passata stagione».

Quali sono i pregi del nuovo allenatore della Lazio?
«E’ un intuitivo, riesce a capire le carat­teristiche dei giocatori coinvolgendoli in un progetto adeguato. E’ un esteta pratico del calcio. Punta su una circolazione velo­ce del pallone. La circolazione del pallone dev’essere rapida, centrale, profonda. Pri­vilegia il gioco. Dicevo prima è un esteta pratico, perché indirizza il suo lavoro e gli allenamenti verso quel tipo di situazione che si verifica la domenica in partita».

Perché Simplicio a Palermo era diventa­to determinante per il suo gioco?
«Perché giocando a rombo formava con Liverani, vertice basso del centrocampo, una verticale attraverso la quale si svilup­pava un gioco molto fluido».

Simplicio è in scadenza di contratto. Qual è la sua situazione?
«Simplicio ha un’offerta importante del Palermo che scadrà il 30 dicembre. Non è discriminato. Gioca perché merita di gio­care. E così sarà, se non dovesse rinnova­re, sino alla scadenza del contratto. Non ci sono veti».

Si aspettava che Matuzalem potesse di­ventare per la Lazio di Ballardini quello che è stato Simplicio per il Palermo?
« Matuzalem è un grande calciatore. A parte il tornante, a centrocampo può gioca­re in qualsiasi ruolo, trequartista, interno, regista, mediano. Ha una caratura tecnica superiore alla media».

Che ne pensa della rinascita di Baronio?
«E’ una perla di Ballardini. Baronio, per tanti anni, è stato un reietto del calcio. Io stesso devo fare autocritica. In molti ab­biamo sbagliato. E dico abbiamo, è meglio dire abbiamo. Faccio i miei complimenti a Baronio. La sua storia è un messaggio per molti calciatori di talento, che considerano finita la loro parabola. Non è così. All’ulti­mo tuffo, si può sempre rimediare. Ma la sua storia è un messaggio anche per noi di­rigenti e per gli allenatori. Bisogna mette­re da parte a volte l’arroganza intellettua­le o forse la pigrizia intellettuale. Si tran­ciano dei giudizi e non si torna indietro. Non è così. Baronio lo racconta».

Tralasciando le tensioni estive, sta sfug­gendo a molti un aspetto. Calcisticamente Ballardini preferisce Baronio a Ledesma. Sorpreso?
«Conoscendo Ballardini, so che predilige i calciatori con una grande sensibilità tec­nica ».

Ma che ne pensa dei casi Ledesma e Pandev?

« In questa vicenda, che sta diventando pesante, non intendo intervenire. Mi di­spiace per tutta la situazione che si è crea­ta. Posso soltanto dire che la Lazio non at­tinge ad un patrimonio tecnico importan­te ».

Ballardini ha dichiarato che Kolarov di­venterà uno dei terzini più forti del mon­do. Cosa prova?
«Una soddisfazione enorme. E mi fermo qui».

Perché un anno fa decise di lasciare la Lazio?
« Perché Lotito non riconosce la figura del direttore sportivo. Lotito mi ha fatto la­vorare con dignità, mi ha fatto migliorare. Ma lui intimamente non riconosce il ruolo, riconosce soltanto il ruolo dell’allenatore. Gli altri sono ruoli marginali e periferici. Attenzione, non dico non riconoscesse Walter Sabatini. Lotito non riconosce il ruolo del direttore sportivo. Mi sembra di essere stato esaustivo».

Il rapporto, però, con Lotito è rimasto?
«Nutro per Lotito un sentimento di ami­cizia e di stima. Ma non ci sentiamo mai».
Zamparini che presidente è?
«E’ un grandissimo presidente. Ricono­sce il ruolo del direttore sportivo. Certo ha un carattere da maresciallo austro- unga­rico, non è un uomo facile. Ma si tratta di un grande presidente».

Lotito è stato molto criticato per la ces­sione di De Silvestri. Che ne pensa?
«Ha fatto bene Lotito. De Silvestri a suo tempo, rinunciando ad un contratto per più anni, non ha voluto legarsi stabilmente al­la Lazio. E con la Fiorentina è stata conclu­sa un’ottima operazione. Ha fatto benissi­mo Lotito a cederlo».

Rossi ha fatto esordire Perpetuini, Bal­lardini lo sta lanciando. Ci sono altri ra­gazzi del settore giovanile della Lazio su cui scommetterebbe?
« Ce ne sono un paio del ‘ 92, ma anche nelle classi ‘90 e ‘91. Il fatto è che, non la­vorando più alla Lazio, non posso valutar­ne i livelli di crescita, le situazioni. Pensa­vo che Faraoni potesse diventare presto un titolare della Lazio perché ha grandi qua­lità, ma ci riuscirà soltanto conservando l’umiltà e l’attenzione che ci vogliono. Non so se è così. In caso contrario, sarà buono soltanto per l’Interregionale».

Cosa proverà tornando domenica al­l’Olimpico e come finirà Lazio-Palermo?
« Un’emozione feroce e dolorosa. Sono già tornato l’anno scorso, perdendo la par­tita e uscendo distrutto. Non vorrei ripete­re l’esperienza».(corrieredellosport)

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Set 23 2009

Zarate vuole una notte con il gol

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Per Ballardini diventerà uno dei due o tre giocatori più forti del mondo. Per Sabatini, che lo sfiderà al­l’Olimpico con Pastore e il Palermo dome­nica, sarebbe già pronto per la Seleccion.

Nel giorno in cui Diego Ma­radona lascia la clinica di Chenot a Merano per torna­re a casa e tutta gli occhi dell’Argentina sono puntati su San Siro per Inter-Napo­li (dove si ritrovano Milito, Lavezzi, Zanetti, Datolo, Denis Samuel e Cambias­so), questa sera a Roma parte la rincorsa di Maurito Zarate al Mondiale in Sudafrica.
DIGIUNO – E se fosse l’attaccante della La­zio a togliere dai guai l’ex Pibe de Oro? L’interrogativo resta aperto, per adesso non sembrano esserci spiragli, ma tutti al­la Lazio aspettano il ritorno al gol di Zara­te, ancora a digiuno in campionato. Un so­lo gol sinora, la notte del 20 agosto, quan­do incantò nei play off di Europa League di fronte agli svedesi dell’Elfsborg. Un gol dalla solita mattonella, dopo uno slalom partito dalla fascia sinistra. Un gol dei suoi. Altro spettacolo (senza segnare) con l’Atalanta, un assist per Cruz con il Chie­vo, poi l’inevitabile flessio­ne, provocata soprattutto da quel fastidiosissimo infortu­nio muscolare dopo l’ami­chevole di Saragozza.
INFORTUNIO – Zarate saltò, con qualche malumore, la partita con la Juve. Ma i fatti hanno dato ragione a Ballardini. Due prestazioni poco brillanti al rientro: tanta fatica con il Sali­sburgo, ancora meno convincente a Cata­nia, dove pure si era convinto di poter vin­cere da solo la partita. Ci teneva a trasci­nare la Lazio, s’era arrabbiato per il ko con gli austriaci in Europa League, ha fi­nito per abusare del suo talento per un ec­cesso di generosità. Ha steccato, come ogni tanto capita anche ai più grandi, for­se proprio perché, dopo un infortunio, non si può tornare e presentarsi subito in con­dizioni scintillanti. Soprat­tutto per uno come lui, ma­niaco della preparazione atletica e perfezionista nel tenere i suoi muscoli sem­pre in ordine, tiratissimi, al top.
RICERCA – Zarate può sba­gliare una partita, non due di fila. E questo aspetto può tranquillizzare la Lazio e Ballardini, che a Catania non l’ha sostituito proprio perché uno così può risolvere la partita all’im­provviso.
Il tecnico di Ravenna gli ha chie­sto di giocare con maggiore semplicità:
«Non deve insistere a cercare il gol, è la strada sbagliata » ha osservato ieri pome­riggio prima dell’allenamento.
RATON – Per onor della cronaca, Zarate è già cambiato molto rispetto alla passata stagione. Cerca meno il colpo individuale, tira meno in porta, passa di più il pallone. Lo dicono anche le statistiche. Ma questa sera, contro il Parma, Mau­rito proverà a tornare deci­sivo. Gli manca da un mese il gol. Cerca il primo acuto in campionato. L’anno scor­so il fenomeno Zarate s’an­nunciò alla prima giornata con una doppietta al San­t’Elia. Scoppiò subito l’amo­re dei tifosi biancocelesti per il talento argentino. E’ in arrivo (tra oggi e domani) anche il Raton, suo fratel­lo Sergio, che lo seguirà anche a Sofia in Europa League mercoledì prossimo. Tut­ta la famiglia spinge Maurito.(corrieredellosport)

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Set 23 2009

Video Lazio-Parma: Gol, numeri e Curiosità

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Il Parma non segna all’Olimpico – sponda laziale – da 452′: l’ultima rete fu segnata da Bresciano all’88′ di Lazio-Parma 2-3 del 21 settembre 2003, poi si sommano i 2′ restanti di quel match e 5 intere gare successive tra A e coppa Italia. La Lazio non pareggia in casa da 11 partite, dove ha vinto 6 volte e perduto 5. L’ultimo nullo risale al 14 febbraio scorso, 1-1 col Torino in serie A. La finale contro la Sampdoria in coppa Italia è da considerarsi in campo neutro. Le formazioni di Guidolin hanno in settembre il loro mese d’oro: 1,78 la media punti-partita del tecnico veneto in questo mese dell’anno, grazie ad un bilancio composto da 26 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte su 51 gare totali disputate in campionati professionistici. Pablo Hernan Dellafiore, festeggia, se gioca, la 100/a gara da professionista: somma finora 75 gare di serie A, 13 di C-1, 6 di coppa Italia, 5 di eurocoppe con le maglie di Inter, Spezia, Treviso, Palermo, Torino e Parma. L’esordio assoluto è datato 7 dicembre 2004 (Inter-Anderlecht 3-0, Champions League). Antonio Mirante, che ha subito in carriera in gare ufficiali 144 reti, ha nella Lazio una delle due squadre cui ha incassato più gol: 8, come l’Atalanta.(ansa)

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Set 23 2009

Fotogallery: La Maglia celebrativa per i 110 anni

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Clicca qui per vedere le Foto della Maglia, per i 100 anni, che la Lazio indssera’ dal 9 Gennaio 2010

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Set 23 2009

Lazio-Parma: La Probabile formazione

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Questa la probabile formazione contro il Parma:

Lazio (4-3-1-2): Muslera, Lichtsteiner, Diakité, Siviglia, Kolarov; Dabo, Baronio, Mauri; Matuzalem; Zarate, Foggia.

In panchina: Bizzarri, Cribari, Radu, Perpetuini, Meghni, Inzaghi, Cruz.

Ballottaggio: Diakité (70 %); Cribari (30%). Foggia ( 60%); Cruz (40%)

Cittaceleste

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