Set 23 2009
Lazio-Parma 1-2: Squadra stanca e nervosa

A Parma sanno come rigenerare i giocatori, diciamo così, finiti un po’ ai margini. Dopo Zaccardo, decisivo contro il Palermo tre giorni fa, ora tocca a Bojinov e Amoruso. Due all’esordio stagionale dal primo minuto, in campionato. Vittima della furia delle due punte gialloblù, una Lazio nervosa (espulso Kolarov alla fine del primo tempo) e spuntata, che non vince ormai da quattro partite, coppe comprese.
IN MEZZO LA CHIAVE – Furia e miglior disposizione tattica, da parte degli emiliani. Guidolin arriva all’Olimpico con un 3-5-2 apparentemente coperto, ma in realtà efficacissimo nel creare la superiorità numerica a centrocampo. Perché Mariga e Galloppa non danno spazio a Baronio e Matuzalem, e Dzemaili funge da trequartista atipico: in pratica un rinforzo in più sulla mediana. Senza rifornimenti, insomma, Zarate e Cruz non la vedono quasi mai.
BARONIO GIù, BOJINOV SU – Poi ci vuole un gol che arrivi da un disguido allenatori-giocatori-arbitro per sbloccare la partita: Baronio resta a terra dopo un contrasto e dalle panchine si sbracciano per far sì che la palla vada fuori. Macché, nessuno sente nè Guidolin né Ballardini: Zenoni crossa per Bojinov (dimenticato dalla difesa laziale) e il piattone del bulgaro va sotto la traversa. Velotto chiude occhi e orecchie e convalida tutto.
UN RIGORE, DUE RIGORI, MEZZO RIGORE – Più grave la svista che porta l’arbitro a concedere il rigore del pari alla Lazio: Cruz, forse sfiorato da Mariga, crolla in area. Dal dischetto Zarate fa 1-1, ma la gioia è effimera. Altro giro, altro rigore; un po’ più evidente, ma tutt’altro che solare. Sempre Bojinov nella zona delle operazioni, sgambettato da dietro da Kolarov al momento del tiro. Molta palla presa dal serbo nell’occasione, ma Velotto non ha dubbi: rigore e ammonizione (errore, chiara occasione da gol, era da rosso diretto). Il terzino della Lazio protesta e si becca il secondo giallo: espulso. Amoruso dal dischetto mette d’accordo tutti e riporta avanti i suoi, segnando un gol con l’undicesima maglia diversa in A. Un record, ovviamente.
Julio Cruz a terra come tutta la Lazio. Ap
Julio Cruz a terra come tutta la Lazio. Ap
GESTIONE – In superiorità numerica e in vantaggio 2-1, il Parma controlla agevolmente la partita da lì in avanti. Anzi, rischia anche di arrotondare. Amoruso prende il palo dopo 2′ nella ripresa scherzando Cribari e calciando di sinistro, poi Muslera deve uscire alla disperata per chiudere sull’attaccante pugliese. Dall’altra parte poche idee, sprazzi di Zarate e lumicino calante per una Lazio che, zeppa di infortuni, deve far giocare sempre gli stessi, al contrario del Parma, ribaltato rispetto alla gara col Palermo. Gli emiliani non a caso chiudono petto in fuori, godendosi al momento la zona-Champions.
Alessandro Ruta – gazzetta
Lazio (4-3-1-2): Muslera; Lichtsteiner, Diakitè, Siviglia (34′ Cribari), Kolarov; Dabo, Baronio (30′st Meghni), Mauri, Matuzalem (1′st Foggia); Cruz, Zàrate. A disp: Bizzarri, Radu, Del Nero, Inzaghi. All. Ballardini
Parma (3-4-1-2): Mirante, Zaccardo, Dellafiore (24′st Paci), Lucarelli; Zenoni, Mariga, Galoppa, Castellini; Dzemaili (31′st Morrone); Amoruso (37′ Paloschi), Bojinov. A disp: Pavarini, Antonelli, Lunardini, Lanzafame. All. Guidolin
Arbitro: Velotto di Grosseto
Marcatori: 21′ Bojinov, 42′ Zàrate (rig), 46′ Amoruso (rig)
Recuperi: 3′ pt; 3′st
Note: Al 45′ espulso Kolarov per proteste. Ammoniti: Mauri, Kolarov, Foggia, Dabo, Paloschi
Spettatori: 35.000 circa






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