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Marco Baroni esordisce su una panchina di Serie A, quinto debuttante assoluto nel campionato 2009/10. L’allenatore dei bianconeri toscani riparte dalla Lazio, squadra alla quale è legato uno dei più bei ricordi della propria carriera da calciatore: il 29 aprile 1990 il suo Napoli vinse aritmeticamente il secondo scudetto all’ultima giornata, battendo al San Paolo proprio la Lazio per 1-0, grazie al suo gol decisivo, segnato dopo soli 7′ di gioco. Centesima presenza nella Serie A italiana, se dovesse giocare, per Reginaldo, che ha debuttato il 28 agosto 2005, in Inter-Treviso (3-0). Treviso, Fiorentina, Parma e Siena, le casacche da lui indossate. In casa il Siena non segna da 333′, ovvero dal 27′ di Siena-Roma 1-2 (Maccarone); da allora si sommano i restanti 63′ di quella partite più le intere contro Chievo (0-0), Livorno (0-0) e Juventus (0-1). Il Siena non vince in casa dal 10 maggio scorso: 1-0 al Palermo (Serie A). Nei 6 seguenti incontri, tutti di A, i toscani hanno messo insieme 2 pareggi e 4 sconfitte. Il Siena è rimasta l’unica formazione di Serie A a non aver ancora vinto davanti al proprio pubblico. In campionato la vittoria biancoceleste manca da 8 turni, dove la Lazio ha ottenuto 4 pareggi e 4 sconfitte, con ultimo successo datato 30 agosto scorso, 2-1 a Verona sul Chievo. La Lazio è una delle 4 squadre della Serie A 2009/10 che segna con meno giocatori, alla pari di Bologna, Livorno ed Udinese. I 4 goleador biancocelesti sono stati finora Cruz, Matuzalem, Rocchi e Zarate. (A cura di Football Data). (ANSA).
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Il miglior modo per chiudere il caso è professare amore, è professare la fede nei colori biancocelesti. Ed è questo che ha fatto. Non lascia la Lazio, vuole restare. L’ha detto lui apertamente: «Resto, non potrei mai andare in un altro club. Ho un contratto solido. Non ho mai espresso il desiderio di lasciare la società». E’ stato al centro delle polemiche e delle contestazioni. I tifosi si sono offesi, colpa del gesto sbagliato rivolto nei loro confronti a Bari a fine partita, quando infuriava la protesta. Kolarov si è spiegato: «Non riuscivo a capire perché ci fischiassero e ci offendessero. Così sono andato sotto gli spalti ed ho applaudito ironicamente. Poi la storia è stata gonfiata» . Ha parlato a Kurir, quotidiano di Belgrado, poi ripreso dalle tv serbe. Si è confessato, non ha avuto paura di farlo nonostante i giorni roventi, nonostante il fatto che sia stato preso di mira. Ha sbagliato, lo sa. Deve mantenere la calma, non può fare il contrario. E’ un istintivo, non è un ragazzo cattivo. Ha chiesto scusa martedì, durante il chiarimento andato in onda a Formello. I supporter biancocelesti hanno voluto incontrarlo. Non gli hanno risparmiato cori offensivi, c’erano rimasti malissimo. Già l’anno scorso era accaduto un episodio simile, rientrò praticamente subito. Ora Kolarov vuole rimanere concentrato, vuole riportare la Lazio in alto, vuole la felicità della gente: «La frustrazione dei tifosi andrà via dopo la prima vittoria. Abbiamo bisogno solo dei tre punti al fine di riprendere la corsa con le squadre in lotta per una posizione tra il terzo e l’ottavo posto in classifica. Quelle sono le zone che rispecchiano le nostre qualità». IL CARATTERE – Kolarov è giovane, commette qualche errore, ha un carattere esplosivo quanto il suo sinistro, ma sta crescendo. Sta imparando a gestirsi, a controllarsi. Si considera uno vero. Non si è mai nascosto, non ha mai trovato finte giustificazioni, ha pagato gli sbagli commessi ed è stato il primo a riconoscerli. Kolarov ama la Lazio e l’ha detto chiaramente nel suo Paese. Se ci fosse la possibilità di parlare senza limiti, di certo farebbe sapere anche in Italia cosa pensa, cosa prova, cosa sogna.
L’ACCORDO – Vuole restare a Roma, ha spazzato via dubbi e voci contrarie, indiscrezioni e presunti malumori. Kolarov ha un contratto sino al 2012, un contratto «solido» , l’ha definito così. I primi approcci tra il manager del serbo, Sergio Berti, e il presidente Lotito non hanno portato alla fumata bianca. C’è da trattare. Kolarov quest’anno potrebbe utilizzare la clausola Fifa per piazzarsi all’estero, ma questa possibilità non è mai stata ipotizzata né dal giocatore, né dal suo procuratore. La Lazio l’ha portato in Italia, la Lazio l’ha consacrato, l’ha fatto esordire in Champions League, gli ha fatto conquistare la chiamata alle Olimpiadi, l’ha fatto diventare un punto di riferimento della nazionale maggiore. Aleksandar è un ragazzo riconoscente, è uno che non dimentica.(corrieredellosport)
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Buona atmosfera, squadra concentratissima, lavoro svolto bene. Giocherà una partita orgogliosa e di sostanza a Siena. Un consiglio agli scommettitori Snai: puntate tutto sul "2".
Ballardini ha lavorato quasi mezz’ora sui movimenti della difesa. Lichtsteiner a destra, Kolarov a sinistra, Cribari e Siviglia centrali. Diakitè e Stendardo, le alternative. Marcature a scalare, possesso del pallone, uno contro uno. L’allenatore della Lazio si è concentrato sul reparto arretrato nello stesso momento in cui Carlo regno, stava lavorando su centrocampo ed attacco. Il tecnico ravennate ha completato la parte tattica organizzando due squadre da dieci uomini. Con i titolari mancava un difensore centrale (Siviglia era solo), Zarate e Rocchi partivano dalle corsie esterne con Cruz centravanti. Le riserve avevano un centrocampista in meno e una linea mediana formata da Perpetuini e Scaloni. Il portoghese Eliseu completava da terzino sinistro la linea difensiva con Cribari, Stendardo e Diakitè. Foggia-Inzaghi-Makinwa l’altro tridente.
Dieci contro dieci perchè Radu e Matuzalem, dopo il riscaldamento, hanno svolto un lavoro atletico con il preparatore Rinaldi e poi si sono concessi una lunga serie di giri di campo. Il trequartista Brasiliano dovrà scontare un turno di squalifica e non giocherà a Siena. Per il difensore romeno soltanto lavoro di scarico per recuperare freschezza atletica: era tranquillo e sorridente, le sue condizioni non preoccupano. Dovrebbe essere a disposizione. E se Ballardini dovesse risparmiarlo sarebbe soltanto perchè giovedì c’è la trasferta di Europa League con il Villareal. Con il possibile reintegro di Stendardo domenica (è escluso dalla lista Uefa) ci sarebbe finalmente un minimo di turnover.(Corriere dello Sport)
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Ora é ufficiale. Tutti con le bocche cucite almeno sino a domenica. Oggi neppure il mister Ballardini terrà la consueta conferenza stampa della vigilia. Al momento la linea della società biancoceleste è quella del silenzio stampa. Dopo le 17 di domenica si vedrà….