6 e trequarti a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!)
Contro il Bologna c’era un solo risultato possibile per cercare di uscire dalle sabbie mobili del fondo classifica. Contro questo Bologna poi, scarso più che mai, il l’ 1 doveva essere fisso. Ma la Lazio guidata dall’algido e presuntuoso Ballardo Ballardini non è una squadra di calcio. È una maldestra Armata Brancaleone che al contrario di quella storica, guidata da un irresistibile Vittorio Gassman, fa piangere invece che ridere. Del resto quello era il Mattatore, un numero uno del teatro e del cinema, mentre questo non è neanche un numero, è un uno qualsiasi. E così ancora una volta l’unico a salvarsi è Maurito, fenomeno che corre, dribbla, tira e passa pure, ma che da solo non può fare nulla. Questa è la realtà. Questa è la drammatica situazione in cui hanno fatto sprofondare la Mitica. Amen.
6 e mezzo al Duo della Difesa
Confermatissimi dopo che avevano messo la museruola ai mastini napoletani, il romeno più laziale di Roma e il napoletano che dai brani di Mario Merola è passato a quelli di Gianni Morandi, vedi "Ritornerò, in ginocchio da te", per giocare ancora, hanno esordito subito con un pasticciaccio da Oggi le comiche, non sfruttato a dovere (e meno male) da Di Vaio. Poi, nei rari sussulti avversari, hanno comunque confermato di essere i più affidabili del reparto. Meglio di niente.
6 a Bentornato Picchiatello" con Jerry Lewis-Muslera
Un’uscita provvidenziale e niente più. Ma almeno l’ha fatta, pensate se fosse andato pe’ farfaele…
5+ a Matusalemme lemme lemme
Primi venti minuti da leader, suggellati da un bel tiro al volo. Col passare del tempo quel volo è atterrato e Francelino-samba-e-vino è finito dritto dritto in un hangar. Manco all’Alitalia sarebbe finita così.
5 a Via Cesare Baronio, 32 00178 ROMA
In questo scontro fra ex protagoniste del calcio finito con uno squallido pareggio, Baronio fa 100 partite con la Lazio. Un traguardo ragguardevole per qualsiasi calciatore, ma non per lui, che praticamente è da una vita in questa società e che perciò avrebbe dovuto tagliare come minimo il traguardo dei 400 match, tipo zagajone Favalli. Ma tant’è, e le 100 maglie indossate dall’incompreso e incomprensibile per antonomasia, stanno lì come la povera Aquila e la dicono lunga sullo stato comatoso in cui versa. Pensate, Ledesma, un combattente che c’avrebbe fatto comodo come il pane a pranzo e che gioca nello stesso ruolo, si è dovuto fermare a 99. Tirate voi le conseguenze.
5 a Rocco ROCCHI
E’ partito in quarta con un paio di fiammate, poi però si è spento come una candela.
5 a Pasqualino fu Settebellezze FOGGIA
La sua sostituzione è stata fischiatissima, ma diciamoci la verità, cosa aveva fatto per restare in campo. Non è più il folletto che tutti abbiamo apprezzato, raramente salta l’uomo, spesso ruzzola a terra. Forse il suo impiego più azzeccato, è quello che lo vede entrare in corsa. Ma lo capirà mai sto mister?
5 a Brocco BROCCHI
Quel ridicolo colpo di testa solo davanti al portiere Viviano, l’ha definitivamente bollato come l’ottavo nano. Pisolo, Mammolo, eccetera…Broccolo.
5 a Zibidì Zibidè Diakitè
Come diceva quella canzone dei mitici anni 60: The lyon sleppe tonight, il leone si è addormentato, ma non ha dovuto aspetatre la sera, ha cominciato alle 15.
5- – a Coca Kolarov
C’era una volta "Tira la bomba Sinisa", mo’ c’è il "Tanto pe’ tirà" pe fa qualche cosa sulla falsariga della canzone di Nino Manfredi. Aò, se fosse mai avvicinato alla porta felsinea con le sue bordate, tutte come minimo dieci metri a lato o in alto. "Tanto pe’ tirà" insomma, pe fa qualche cosa…Che tracollo.
3 alla Legge del Megnhi
Per "colpa" sua e degli altri calciatori algerini, in Egitto è scoppiata una mezza rivoluzione. Ce se crede? Lasciam perdere…
2 al Teatro Eliseu
Quando è entrato già stanco e con quella camminata inconfondibile coi piedi piatti, per sostituire Baronio, sì avete letto bene, Baronio, (come dire, dalla padella alla brace), allora si è capito perché questa povera, amata e disgraziata Lazio non vince dal 30 agosto.