Archive for 3 Novembre 2009

Nov 03 2009

Comunicato Curva Nord: Vicini alla Lazio

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Cari Laziali, dopo 5 anni torniamo a lottare per evitare la retrocessione.
Questo grazie ad una campagna acquisti deficitaria, una gestione dei calciatori chiamati "dissidenti" assurda e senza precedenti, avallata da un ALLENATORE E UNA DIRIGENZA aziendalista .

I fatti ,come tutti i LAZIALI in buona fede avevano previsto, sono che la squadra è stata indebolita e più di tanto non può.
Dalla Squadra pretendiamo IMPEGNO. NOI RISPONDEREMO sostenendoli per 90 minuti.

Per questo vi chiediamo di seguirci compatti, in campo a fianco della Lazio e dei suoi giocatori.

Tiferemo solo e sempre la nostra Maglia e chiunque la indossa.

Avanti Laziali – Curva Nord Lazio.

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Nov 03 2009

Villareal-Lazio: I Convocati

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Al termine dell’allenamento di questo pomeriggio, il tecnico Davide Ballardini ha diramato la lista dei convocati per la gara di Europa League Villareal-Lazio in programma Giovedi 5 Novembre:

Bizzarri, Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Radu, Diakitè, Cribari, Eliseu, Kolarov, Brocchi, Baronio, Mauri, Foggia, Zarate, Rocchi, Perpetuini, Makinwa, Sevieri, Luciani, Scaloni.(sslazio)

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Nov 03 2009

Tra poco in onda “Spazio Lazio”, ascolta in Streaming

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Alle ore 19:00 andrà in onda Spazio Lazio, Nuova Spazio Radio 88.100 fm (clicca qui per ascoltare in streaming), in studio Angelo Lacagnina. Puntata di avvicinamento alla trasferta spagnola di giovedi contro il Villareal. Per intervenire in diretta chiama al numero 06-35511660, manda un sms al 335-6637853, oppure entra nella Chat e interagisci con la trasmissione.

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Nov 03 2009

Formello: Verso Villareal-Lazio

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E’ già tempo di rifinitura nel centro sportivo di Formello. Domani alle 10 i giocatori biancocelesti partiranno per la Spagna. Si sono ritrovati in 22 in campo per la seduta pomeridiana. Dopo il consueto riscaldamento, gli uomini di Ballardini hanno lavorato sul possesso palla, prima di disputare una partitella dieci contro dieci ( i portieri Muslera e Bizzarri hanno lavorato a parte con il preparatore Grigioni). Assenti Cruz e Stendardo. Hanno corso invece in un altro campo i lungodegenti Meghni e Del Nero. Il gruppo di ‘dissidenti’ ed ‘esclusi’ ( Bonetto, Manfredini, Pandev, Ledesma e Artipoli) hanno corso intorno al centro sportivo.

La probabile formazione:

(4-4-2): Bizzarri, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari, Kolarov; Foggia, Baronio, Brocchi, Eliseu; Zarate, Rocchi.

Cittaceleste

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Nov 03 2009

Muslera e la forza di rialzarsi

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Lui reagisce da solo, non chiede aiuto a nessuno. Lui guarda avanti. Lui reagisce col carattere perché la voglia di riscatto fa parte del suo Dna e su quella voglia ci ha costruito la nuova carriera. Chi gli sta accanto assicura: Fernando Muslera non sente pressio­ne perché non sa cosa sia.
Non si è fatto distrarre dal rinnovo del contratto, non è tipo. E’ cosciente del mo­mento, non si fa schiacciare dalle critiche, non si fa spa­ventare o impressionare dall’involuzione che sem­bra averlo colpito. Eppure qualcosa è cambiato.
Chi lo conosce ribadisce: si è sempre rialzato facendo leva su se stesso, sul suo talento, sulla sua determinazione, sulla sua forza interiore. La Lazio soffre, è nor­male che ne risenta anche il portiere, è normale che venga identificato nel mo­mento della squadra. Può sembrare un ruolo a parte, non lo è. Muslera fa parte del gruppo, un gruppo che sta attraver­sando difficoltà.
GLI EPISODI – Non ha vissuto un mese fa­cile. L’esordio in nazionale con l’Uruguay era stato un po’ macchiato dall’azione che portò al momentaneo vantaggio l’Ecua­dor, il match contro il Cagliari all’Olimpi­co s’era deciso a causa del­l’intervento sbagliato sul ti­ro di Conti (la ribattuta por­tò al gol Matri). Un movi­mento che compie spesso in allenamento, anche duran­te il riscaldamento pre-par­tita. Un movimento che quella sera gli è stato fatale. Muslera è finito nel mirino della critica pure a Siena in occasione del gol di Maccarone. Il pallone gli è passato sotto le gambe. Secondo alcuni ha sbaglia­to la posizione, secondo altri ha coperto bene lo specchio della porta e non era fa­cile intercettare un tiro sparato da distan­za ravvicinata. Ci sono pure da considera­re gli errori commessi dai compagni in fa­se difensiva. L’hanno lasciato solo.
LE ABITUDINI – Muslera sa dove e quando sbaglia. E’ giudice di se stesso. Non si fa impressione dagli errori, l’ha dimostrato in passato, l’ha dimostrato pure contro Ca­gliari e Siena. Dopo le azioni incriminate è stato protagonista con interventi decisi­vi e difficili. Un altro si sarebbe fatto schiacciare dal senso di col­pa. Lui no. Muslera è tipo da spettacoli forti: ha esor­dito con l’Uruguay in un momento infuocato. Ha gio­cato in trasferta a Quito contro l’Ecuador davanti a 60 mila persone e in una partita da dentro e o fuori.
Ha fatto lo stesso contro l’Argentina di Maradona. Farà lo stesso a novembre, nello spareggio col Costa Rica (deciderà l’accesso ai Mondiali). Nando è stato convocato dal maestro Tabarez.
I MOTIVI – Il contratto. Se ne parla da più di un mese, non si è ancora arrivati all’in­contro decisivo tra la società e il manager dell’uruguayano, Daniel Fonseca. Era sta­to programmato un vertice un paio di set­timane fa, impegni del presidente Lotito portarono ad un rinvio. Il momentaccio della squadra potrebbe far slittare il nuo­vo appuntamento. La domanda è un’altra: è possibile che la trattativa relativa al rin­novo stia togliendo serenità al portiere? E’ possibile, ma non è l’unico motivo dell’in­voluzione. La Lazio attacca male e si difende peggio: quando la fase difensiva ac­cusa problemi, a farne le spese è il guardiano dei pa­li.
Muslera promette il ri­scatto. Contro il Villarreal tornerà in porta Bizzarri (è il portiere di Coppa), ma domenica Nando riprenderà il suo posto. Affronterà il Milan all’Olimpico, quel Mi­lan che riporta alla mente l’ 1- 5 famoso. Quella notte la carriera laziale di Musle­ra sembrò compromessa. Non fu così. Quella notte si rialzò e si presentò davan­ti alle telecamere. Quella fu la notte della sua rinascita.(corrieredellosport)

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Nov 03 2009

I Soliti silenzi di Lotito

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Lotito ha scelto il silenzio. La Lazio cerca la strada della calma e della tranquillità per provare ad uscire dalla crisi di risultati, di sicuro non prevista. Aggiungere altre parole, fanno sapere da Formello, non servirebbe: Ballardini e la squadra hanno bisogno di rispondere sul campo, lavorare e pensare ai prossimi impegni può essere il modo di attraversare la contestazione e riacquistare fiducia, isolandosi. Ma se può essere comprensibile la scelta per allenatore e squadra restano tante domande a cui Lotito dovrebbe trovare una spiegazione. Lo chiedono tanti tifosi della Lazio, stanchi di assistere a campionati mediocri, ora neppure più anonimi se il rischio diventasse davvero quello di retrocedere in serie B. Ha parlato due lunedì fa, rinnovando la fiducia a Ballardini il giorno dopo la sconfitta di Bari, quando s’era fatto sentire negli spogliatoi, sollevando altri interrogativi. Poi è calato il silenzio. Riflette, aspetta la svolta, non parla più come ha sempre fatto, quasi ogni giorno.
Chissà se lo farà oggi prima di entrare negli uffici di via Allegri per il suo primo Consiglio Federale. Ma le domande sono tante.
Cosa succede alla Lazio? E in che modo Lotito intende intervenire a gennaio, quando riaprirà il mercato? E’ davvero convinto che la Lazio possa fare a meno di Ledesma e Pandev? E non ritiene che il successo di Supercoppa a Pechino abbia finito per creare false aspettative? E poi una società come la Lazio non dovrebbe creare una struttura dirigenziale più forte e possedere una rete di osservatori? La squadra, rispetto a due anni fa, è invecchiata e sostiene con difficoltà tante partite. La crisi, parlando di calcio e non di pallone, ha radici profonde.(corrieredellosport)

1 – Perché ha ritenuto che la Lazio migliorasse soltanto attraverso il cambio di allenatore passando da Delio Rossi a Ballardini?
Già nella passata stagione, Lotito riteneva che la Lazio potesse lottare per il quarto posto e con­quistare la qualificazione ai preliminari di Cham­pions League. Era una squadra più forte di quella che allena oggi Ballardini. E anche Rossi, che pure sarebbe arrivato alla sca­denza del mandato dopo aver vinto e salvato il bi­lancio stagionale con la Coppa Italia, era entrato in discussione. Nelle segrete stanze di Formello e Villa San Sebastiano gli veniva rimproverato uno scarso feeling con una parte dello spogliatoio, che troppo spesso preferiva la spalla del presidente per lamen­tarsi o perorare i propri in­teressi. Era la stessa Lazio che nel girone di andata aveva stabilito il record di punti ( 31) della gestione Rossi. Nel girone di ritorno troppe interferenze e una gestione sempre più com­plicata provocarono uno scollamento generale. Era una Lazio che aveva smes­so di giocare di squadra e in cui prevalevano gli indi­vidualisti. Rossi, confron­tandosi con Lotito alla fine del campionato, per un eventuale nuovo progetto avrebbe chiesto la confer­ma dei migliori giocatori, un mercato in uscita che consentisse di partire per il ritiro con un gruppo già definito e ristretto, la ces­sione di alcuni giocatori ormai alla fine di un ciclo ( non Rocchi e Foggia per essere chiari, ma Siviglia) e due-tre rinforzi. Un pia­no su cui Lotito impiegò venti giorni di riflessione sino al divorzio. Perché ha pensato che, cambiando soltanto allenatore, tutti i problemi sul tavolo con Rossi sparissero?

2 – Ha reintegrato Stendardo: è ancora convinto di aver scelto nel modo più giusto con Ledesma e Pandev?
La Lazio ha rein­tegrato Stendardo nel gruppo dei titolari, resti­tuendo a Ballardini un’al­ternativa preziosa in dife­sa, almeno per il campio­nato. Concluso il mercato senza aver acquistato lo stopper promesso, non si poteva comprendere l’ostracismo nei confronti dello stopper partenopeo. Un rinforzo in autunno. Meglio che niente in attesa di arrivare al mercato in­vernale. Ma le domande sui dissidenti restano. E’ proprio convinto Lotito che la Lazio possa fare a meno di Ledesma e Pan­dev? Sino al 31 agosto, la scelta di escludere i dissi­denti dal gruppo dei titola­ri poteva avere una logica. Il mercato ancora aperto poteva consentirne una cessione o, se la società si fosse dimostrata forte, l’acquisto di almeno un centrocampista che potes­se rimpiazzare l’argentino. Non è stato fatto e forse Lotito ha perso l’occasione il primo settembre, quan­do la Lazio navigava a gon­fie vele, di tendere una mano ai dissidenti. In quel momento, avrebbe stra­vinto, magari trovando una terza via, a cui nessuno ha mai pensato. Tra l’essere considerati insostituibili e il restare sempre esclusi dalla lista dei convocati, ci poteva essere un’opzione di mezzo, ovvero quella di farne delle alternative al gruppo di Pechino. Alme­no sarebbero stati utilizza­ti e sarebbero stati messi di fronte alle proprie re­sponsabilità. Ledesma era stato valutato 15 milioni, Pandev 18. E’ proprio con­vinto Lotito che si possano lasciare 33 milioni di euro in tribuna? Dov’è l’interes­se della società?

3 – E’ stato il successo di Pechino a farle pensare che la Lazio fosse competitiva per lottare in campionato e in Europa?
L’impressione fondata è che la Supercoppa di Pechino si sia rive­lata un boomerang, dal punto di vista mercato, per la Lazio. Durante la trasferta cinese, già esclusi i dissi­denti dal gruppo dei titolari, Lotito e Ballardini si sono convinti che la squadra biancoceleste potesse esse­re competitiva per lottare su tre fronti, ovvero campionato, Europa League e Coppa Italia. Già, perché la Lazio dovrà anche provare a di­fendere il trofeo conquistato il 13 maggio scorso allo stadio Olimpico. Giocando un’ottima partita e aiutata dalla buona sorte, la squadra bian­coceleste riuscì a battere l’Inter, im­presa mai centrata in quattro anni con Rossi. Il successo deve aver in­gannato e deviato le prospettive di un gruppo che aveva bisogno di rin­forzi. Durante la trasferta cinese sfu­mò l’acquisto del difensore svedese Bengtsson e subito dopo fallì l’assal­to a Lugano, che alla fine avrebbe preferito i milioni di dollari garanti­ti dal Fenerbahce. Negli ultimi quin­dici giorni d’agosto, Lotito tentò in­vano di organizzare uno scambio Le­desma- D’Agostino con l’Udinese e provò in ogni modo a cedere Pandev ( che avrebbe scartato ogni ipotesi, escluse Juve e Inter, questo è bene ricordarlo). Negli ultimi giorni di trattative, fallirono anche i tentativi per Miranda del San Paolo e Rever del Gremio, due difensori tenuti sot­to osservazione ma troppo costosi per una società che evidentemente aveva investito ogni risorsa nel ri­scatto di Zarate ( 20 milioni con un bonifico) e di Matuzalem (altri 5,2). E allora, vinta la Supercoppa, forse Lotito si è fidato troppo del gruppo salito sul podio a Pechino.

4 – Di cosa ha bisogno la squadra? Da dove ripartirà e in quali ruoli vuole rinforzare la Lazio nel mercato di gennaio?
Il mercato per ag­giustare la Lazio. Di cosa ha bisogno Ballardini? Da dove ripartirà la società? Sono domande che atten­dono risposte. Servono in­terventi, questo è assoda­to. Servono rinforzi, servo­no uomini pronti, di quali­tà e valore. Il tecnico ne avrebbe chiesti quattro.
La difesa va completata, è una necessità impellen­te: i due rinforzi promessi in estate alla fine non sono arrivati. Il reparto si fon­da da quattro-cinque anni su Siviglia (in scadenza di contratto) e Cribari. Diaki­tè non ha convinto piena­mente e Radu è stato ri­scoperto centrale solo nel­le ultime settimane. E’ sta­to reintegrato Stendardo prima della trasferta di Siena, potrà essere un uo­mo importante, va consi­derato come un rinforzo. Ma la società è chiamata ad intervenire, a progetta­re. Servono idee chiare per la difesa, servono an­che per il centrocampo. Un mediano ed un vice­Baronio, ecco di cosa ha bisogno Ballardini. Il cen­trocampo è costantemente in emergenza a causa del­le indisponibilità varie. E il regista è insostituibile considerando la posizione di Ledesma. E’ impensabi­le che la squadra possa concludere la stagione in queste condizioni. La linea mediana è in sofferenza da mesi e gli impegni compli­cano i piani. Il tecnico ha bisogno di un reparto com­pleto numericamente. E in attacco? Potrebbe servire una seconda punta. Arri­verà il baby Barreto, l’at­taccante uruguayano 17enne ma è troppo giova­ne per pensare di lanciar­lo subito nella mischia. Ballardini gioca con il tre­quartista, nel ruolo è stato adattato Matuzalem. Un jolly offensivo sarebbe ac­colto con piacere.

5 – Oltre al ds Tare non ritiene che la struttura dirigenziale abbia bisogno di rinforzi e di una rete di osservatori?
La società. I quadri diri­genziali. La loro composizione. Per­so Walter Sabatini, il presidente Lo­tito ha deciso di affidarsi a Igli Ta­re. Ha appeso le scarpette al chio­do, è alla prima esperienza come di­rigente, svolge un gran lavoro di raccordo tra club, tecnico e squa­dra. Il mercato estivo è stato bloc­cato dai riscatti onerosi di Zarate e Matuzalem, quello di gennaio per lui sarà il vero banco di prova.
Il discorso è un altro: il presiden­te non ha creato una rete di osser­vatori utile a monitorare il mercato italiano, europeo, mondiale. Lotito non ritiene che serva? Oltre al dies­se Tare non pensa che la struttura abbia bisogno di rinforzi? In questo modo il direttore sportivo sarebbe messo nelle condizioni ideali per agire, avrebbe modo di tenere sotto osservazione i talenti più interes­santi, di gestire i suoi uomini di fi­ducia. La società, così facendo, po­trebbe tornare ad attuare la politi­ca degli anni passati. Una politica che diede i suoi frutti, che portò in squadra uomini di valore e giovani talenti. Tare non può fare tutto da solo. Non può occuparsi del rappor­to con tecnico e squadra e nel con­tempo non può lavorare sul merca­to. Una società come la Lazio ha bi­sogno di una rete organizzativa che lavori 24 ore su 24, che si metta in viaggio, che stia sempre in movi­mento: sul territorio nazionale ed internazionale. Per scoprire i talen­ti più interessanti c’è bisogno di in­vestimenti e di tempo. Una sola persona non può svolgere un lavoro così ampio e complesso. Una socie­tà come la Lazio non può fondarsi sul potere totalitario.

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Nov 03 2009

Stendardo chiede scusa: Ho sbagliato, ma ora darò tutto

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«Chiedo scusa, oggi, pubblicamente anche ai tifosi, e prometto di battermi con il massimo impegno per i colori della Lazio»: lo dice Guglielmo Stendardo in una nota diffusa oggi. Il difensore, che faceva parte del gruppo degli ‘esclusì, è stato reintegrato lo scorso fine settimana. «Nell’estate del 2008 – scrive Stendardo – non essendomi allenato ad Auronzo di Cadore con l’allora allenatore in prima Delio Rossi, ma essendomi allenato regolarmente a Formello con l’allenatore in seconda della prima squadra, mi sono rivolto al Collegio Arbitrale della Lega Calcio, chiedendo la condanna della Lazio al pagamento della penale. Sono poi andato a giocare in prestito a Lecce dove, peraltro, mi sono presentato in piena forma. Successivamente ho fatto comminare alla Lazio una penale per il comportamento sopracitato. Ho poi presentato anche un esposto a carico della Lazio alla Procura Federale. La Lazio mi ha pagato quanto dovuto». «Mi rendo conto, oggi – sottolinea Stendardo – di essere stato, all’epoca, mal consigliato e di aver esposto da un punto di vista morale sia la Società sia i miei compagni ad una sanzione; ho chiesto scusa del mio comportamento al Presidente ed alla squadra, ed ho messo a disposizione le somme che mi sono state liquidate nonostante le stesse siano state devolute in beneficenza». «Chiedo scusa, oggi, pubblicamente anche ai tifosi – conclude – e prometto di battermi con il massimo impegno per i colori della Lazio».(Ansa)

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Nov 03 2009

Lazio, destinazione Villarreal

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Unica trasferta al caldo per la Lazio nel primo turno di Europa League: Vila-Real (in valenciano) o Villarreal (in castigliano) si incastona tra Sofia e Salisburgo. Un motivo già sufficiente per non perdersela, al di là del fatto che si tratta della partita più difficile della fase a gironi.

COME ARRIVARE – Ancora in costruzione l’aeroporto di Castellon, quello a cui faranno riferimento Vila-Real e tutta la regione. Poco male, le nuove politiche di prezzo Alitalia vengono in aiuto: Fiumicino-Valencia con partenza alle 10.30 il giorno della partita. Costo 130 euro, si arriva intorno alle 12.25, e lo stadio di Vila-Real dista solo 45 minuti di autobus.

DOVE DORMIRE – La ricezione alberghiera a Villarreal non è eccezionale, del resto si tratta di una cittadina di 50mila abitanti. La scelta più veloce è l’Hostel La Masia, in Avenida Italia 50: 25 euro a notte e la comodità di essere dieci minuti a piedi dallo stadio.

DOVE MANGIARE – Fuori da ogni stereotipo, se c’è un luogo dove provare la paella è questo. Di carne o verdura, pesce o mista. Del resto tutta la provincia di Castellon, cui Villarreal appartiene, è rinomata per la varietà di pesce e di frutti di mare. Alternativo è l’arròsseixat (in valenciano), riso cucinato in brodo di pesce. Un’ottima cucina a un prezzo da osteria di provincia lo offre il Madrigal, tanto per rimanere in tema, un ristorante a conduzione familiare, in Camino Ermita 157.

COME MUOVERSI – Non aspettavi chissà cosa: Villarreal è piacevole, ma nulla di speciale. Piccola città, tra le più ricche in Spagna vista la fiorente industria di azulejos (ceramiche) che è arrivata a rivaleggiare in Europa con Sassuolo. Una comunità rigogliosa, la città si sta costruendo il proprio aeroporto e la gente quando vuole spendere va a Valencia o nella più vicina Castellon, a soli 5 minuti, con la sua splendida spiaggia, i divertimenti e i locali. Altrimenti si gode l’atmosfera elegante di plaza e calle Mayor, il passeggio della città, o la Iglesia Arcipresta, il piccolo gioiello tardo romanico con i suoi richiami in moresco. Nonché il particolare Paseo de la Estacion, un viale che porta alla stazione dove il tronco di ogni albero va da un capo all’altro della strada, creando uno spettacolare tunnel naturale. Ma non manca il luogo con una movida degna di questo nome, l’Arsenal, indiscutibilmente il migliore in città.

I BIGLIETTI – Il Madrigal, in Camino Miralcamp, ha posto per 22.000 spettatori. Si suol dire che quando gioca il Villarreal, in città non c’è nessuno, non foss’altro perché dentro il "feudo amarillo" ci sta mezza città. Biglietti in vendita come d’abitudine delle trasferte laziali: la ricevitoria Lottomatica di P.zza di Porta Maggiore 7. Disponibilità fino a martedi 3 novembre, prezzo di 30 € a tagliando.(GAZZETTA)

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Nov 03 2009

Mondiali Under 17: Il tabellone degli ottavi

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Domani e giovedi si disputeranno gli ottavi di finale del mondiale under 17, l’Italia affronterà gli Usa, mentre l’Uruguay di Barreto, che spera nel recupero, giocherà contro l’Iran.

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Nov 03 2009

Da stamattina è in edicola Lazialità

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Da martedì 3 novembre è in tutte le edicole un numero speciale di Lazialità, con ben 100 pagine di analisi e approfondimenti sul momento attuale della Lazio.

Insieme alla rivista potrete trovare anche la storia di Mauro Zarate…protagonista del Superposter.

Continua l’iniziativa di Lazialità, che ogni mese vi regala il poster e la storia dei Vostri Campioni preferiti.

Questo numero riflettori puntati su Maurito Zarate: da una parte il suo superposter, dall’altra la sua storia:

- La storia della sua famiglia e l’infanzia legata al calcio.- Gli inizi di carriera e i primi trionfi in Argentina

- Il Mondiale Under 20 e l’esperienza in Qatar

- Dall’Inghilterra alla Lazio.. i primi giorni in biancoceleste

- L’esplosione nella capitale e la Zarate Mania….

- Le vittorie in maglia biancoceleste e il suo futuro…

All’interno della rivista:

- Un lungo dossier sul mercato di Gennaio…gli obiettivi della Lazio!

- La storia dei giovani che si affacciano in prima squadra… Perpetuini, Luciani, Cavanda e gli altri aquilotti….

- Lo stadio della Lazio… foto e dossier esclusivi!!!

- La Lazio in Campidoglio… ricordo di un giorno speciale

E tanto altro….Non perdete il numero di novembre di Lazialità!

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Nov 03 2009

Salvate il soldato Zarate

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Solo lui può riuscire nell’impresa. Fatelo tornare a sorridere, lasciatelo libero di correre per il campo e di poter liberare il suo istinto. Per favore non chiedetegli di marcare il regista avversario oppure di passare di più il pallone. Basta con quelle maledette due fasi, lui deve farne bene una sola: quella offensiva. La preghiera serale del laziale, quello che vuole bene alla sua squadra a prescindere dai protagonisti, recita così ogni sera nella speranza di rivedere la faccia da monello che ha fatto innamorare un’intera tifoseria. Lasciate stare Maurito Zarate, l’unico che può far cambiare il corso di una stagione che si annuncia di grande mediocrità. Già, perché l’involuzione del talento argentino è evidente tanto da preoccupare persino quelli che ormai da tempo dicono «tanto tre squadre più deboli ci sono, ti pare che andiamo in serie B». I dubbi aumentano col passare delle giornate (nove gare senza vincere, solo cinque pareggi, otto gol fatti, penultimo attacco del campionato) e anche la crisi di Maurito, assente, spaesato, nervoso in una parola sola triste annuncia altri pomeriggi e serate di amarezze. Zarate non ride più, se la prende per i fischi della gente che lo ama da impazzire, ma soprattutto non si trova a suo agio nella nuova posizione in campo. Fino alla bestemmia di mercoledì scorso. «Gli avevo chiesto di marcare il regista del Cagliari in prima battuta», ha detto candidamente Ballardini. Sì, proprio lui, l’asso che ha fatto vincere una coppa Italia e ha tenuto in vita una squadra agonizzante nella passata stagione imprigionato in oscuri compiti difensivi. Il fenomeno biancoceleste doveva dedicarsi a difendere le sortite di Daniele Conti: incredibile. E anche a Siena è partito spesso da posizione centrale, si è dovuto andare a prendere il pallone quando tutti sanno che gioca meglio quando si trova vicino alle linee laterali del campo per poi accentrarsi. Perchè? La risposta è semplice: manca Pandev, il compagno ideale per far salire la squadra attirando avversari su di se e poi scaricare su Maurito. Non segna dal 28 settembre in campionato anche se è riuscito a timbrare il cartellino contro Levski Sofia ma non è più lui. Ora la squadra non va, si è avvitata su se stessa scoprendo lacune che non sapeva di avere. Il gioco non c’è, non si vede uno schema e anche Maurito soffre quando ha il pallone tra i piedi perché senza Matuzalem (assente a Siena) e con Foggia sull’altro lato vede intorno il deserto. Sognava altre finali, partite di livello e invece si ritrova a dover lottare per la salvezza tanto da aver quasi del tutto perso la possibilità di andare ai mondiali con l’Argentina. Certo, anche Zarate ha qualche colpa e sicuramente i difensori avversari lo hanno studiato e lo marcano di più ma è innegabile che per uscire da questo periodo nero Ballardini deve ripartire dal suo campione magari derogando ai quei precetti calcistici che lo hanno ingabbiato. Senza gioco è lui il vaccino migliore per stroncare la crisi. Solo la fantasia di Maurito può rialzare una squadra che ormai evidenziato limiti strutturali. Lui può far tornare il feeling con i tifosi e rianimare una gruppo agonizzante. Ballardini ci pensi: solo lui può salvare la panchina che tra-Balla.(ILTEMPO)

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Nov 03 2009

Nuovo Stadio: Lotito ospite a Porta a Porta

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Stadi di proprietà e una nuova legge sulla negoziazione dei diritti televisivi per l’estero per rilanciare la competitività del nostro calcio e per risolvere una volta per tutte il problema delle frange violente. Questa la ricetta che i presidenti di Napoli e Lazio, Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, hanno presentato nel corso della puntata di "Porta a Porta" (in onda questa sera su Rai 1) sul tema "Pallone sgonfiato, la televisione lo salva".
La linea di Lotito è condivisa dal patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che ha sottolineato anche l’importanza di modificare la legge Melandri sui diritti tv per l’estero.: "Stadio proprietà è necessario. Serve un luogo deputato dove svolgere la propria attività – ha ammesso – Non bisogna criminalizzare i tifosi, che non sono violenti, ma solo quelle frange che hanno secondi motivi. Prima, questi trovavano sponda all’interno delle società, poi dopo le nuove leggi, non è stato più possibile, le società si sono adeguate creando attriti con queste frange. Diritti tv? C’è stata una gara per diritti all’estero. Vendere collegialmente va bene, se si danno in utilizzo licenziandole alle singole tv di tutto il mondo. Venduti ad intermediari non paga, è come venderle a prezzo fisso senza sfruttare fino in fondo le potenzialità del nostro calcio".(gazzettadellosport)

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