Archive for 13 Novembre 2009

Nov 13 2009

Martini: Alla Lazio manca un’anima

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La stagione biancoceleste si è rivelata in salita: prosegue la nostra analisi del difficile avvio insieme ai grandi ex.
Luigi Martini è nato a Capannori, in provincia di Lucca, il 15 giugno 1949. Dopo aver giocato con Lucchese, Siena e Livorno, approda alla Lazio nel 1971 e vi resterà fino al termine della carriera. E’ il terzino della squadra indimenticabile che nel 1974 conquista il primo scudetto. Già paracadutista, ottiene il brevetto di volo quando ancora è calciatore e a fine carriera diventa pilota dell’Alitalia. E’ stato deputato di An per due legislature (eletto nel ‘96 e nel 2001). A luglio è stato nominato presidente del Cda di Enav (l’ente di navigazione e assitenza al volo). Amante del mare, durante la sua ultima traversata ha scritto "Sogni perduti", romanzo che sarà in libreria a Natale.

Comandante Martini, la Lazio fatica a decollare. Perché?
«Perché ha preso una deri­va pericolosa, che bisogna correggere in fretta. Mi sem­bra che la Lazio non abbia ancora trovato una sua iden­tità, come gioco e come per­sonalità. L’anima degli anni passati si riconosceva: una squadra che ci metteva tanta grinta, che aveva un paio di individualità notevoli, sape­va che non poteva lottare per lo scudetto ma era sempre in zona Uefa. Una squadra an­che divertente, che ha otte­nuto buoni risultati».

Quella di oggi, invece?
«Non si capisce che anima abbia, a lottare non lotta e non ha un gioco identificabi­le. Si difende e parte in con­tropiede? Direi di no. Attacca e aggredisce dal primo mi­nuto? Direi di no. E c’è un al­tro aspetto».

Quale?
«Non mi sembra che ci sia un giocatore che eccelle ri­spetto agli altri in maniera netta. Comunque, bisogna capire subito che c’è da im­postare il gioco per non tro­varsi in acque pericolose, prendendo tutti coscienza che in questa fase la Lazio lotta per non retrocedere. Serve una tabella di marcia per questo obiettivo e adat­tare il gioco a quella tabella, per uscire dalla crisi».

Non erano queste le pre­messe, però.
«Non bisogna vergognarsi. In questo momento se si con­tinua a pensare in grande non se ne esce più. E’ un film già visto».

Ballardini ha bisogno an­cora di tempo per plasmare la squadra?
«Visto come sono andate le cose, non ha avuto tanto tem­po per impostare quel tipo di gioco di cui abbiamo parlato. Un po’ perché doveva cono­scere i giocatori, non tanto sul profilo tecnico quanto su quello umano, per capire co­me usare la spinta emotiva di certi giocatori».

Però il campionato non concede proroghe.
«Appunto. Il calcio va velo­ce, contano solo i tre punti. Ai miei tempi un pareggio era un buon risultato, oggi non ti porta fuori dalla sec­ca. A lui, Ballardini, tocca la decisione di dire ai ragazzi: lottiamo per la salvezza, sia­mo in acque pericolose. Ser­ve un atteggiamento del tipo: mordiamo l’avversario».

Come giudica il mercato della Lazio?
«Ci sono stati dei problemi, intanto, con giocatori come Pandev, uno di quelli che fa­cevano la differenza. E’ una questione tra lui e la società, loro conoscono come stanno i fatti. Detto questo, il mer­cato non è stato granché, ma è stato quanto meno in linea con quello che era la Lazio prima, cioè una squadra che lottava per la Uefa. Non tut­te le ciambelle, però, riesco­no col buco. Il rendimento di alcuni giocatori non è stato quello atteso».

I grandi investimenti sono stati i riscatti di Zarate e Ma­tuzalem.
«Operazioni che erano da fare, perché questi due in passato hanno reso molto. Però per fare una squadra che ti dà delle certezze biso­gna spendere altre cifre. Og­gi quei pochi giocatori che fanno la differenza costano l’iradiddio, il budget della Lazio non era sufficiente».

Cruz a parametro zero è un’operazione che avrebbe fatto comodo a tante altre squadre. Si aspettava di più dall’ex interista?
«Ci si aspettava qualcosa di più un po’ da tutti, quindi anche da lui. Quando si inne­sca un meccanismo di que­sto tipo, senza una personali­tà precisa della squadra, ren­dono tutti meno. Ora fin dal fischio d’inizio si vede scon­certo in campo, nessuno che prende il bandolo della ma­tassa. La mia Lazio dello scu­detto non era composta da grandi calciatori dal punto di vista tecnico. Però quella squadra aveva trovato un gioco innovativo, aggreden­do in dieci l’avversario. E’ quello che manca alla squa­dra di Ballardini».

Eppure le prime uscite erano sembrate più che in­coraggianti: il trionfo di Pe­chino, il tre a zero all’El­fsborg…
«E’ la dimostrazione che basta poco, cambiare una virgola rimette tutto in di­scussione. Un allenatore nuovo, un giocatore che non firma. Sembra assurdo, ma ci si ritrova a ricominciare daccapo. Per ora non si in­travede la luce».

Chi può essere oggi il lea­der in grado di prendere per mano la squadra?
«E’ la domanda vera, che deve porsi l’allenatore. Da esterno non lo vedo. Ballar­dini deve risolvere questo nodo: deve trovare un gioca­tore che prenda in mano la situazione, che capisca cosa l’allenatore vuole dire e lo trasferisca agli altri, non so­lo la domenica ma giorno per giorno, durante gli allena­menti, nello spogliatoio. Bal­lardini deve capire chi ha la personalità giusta e affidar­gli questo compito, altrimen­ti si va allo sbando. Nella La­zio del primo scudetto l’aspetto della personalità era addirittura esasperato, la divisione in clan scatenava feroci contrasti, ma in campo dava risultati eccellenti».

In casa la Lazio stenta a fa­re risultato: ha vinto solo con l’Atalanta e deve con­frontarsi con un pubblico esigente, che pretende mol­to di più.
«Se perdi in casa, avendo il tuo pubblico che ti dà so­stegno, vuol dire che non sei riuscito a trasferire agli spet­tatori la tua anima. La gente si appassiona non per i gesti tecnici, ma perché un gioca­tore in campo dà l’anima. Il presidente Lotito l’anima ce l’ha, è entrato negli spoglia­toi, a cercato di metterla a nudo. Ora bisogna che la squadra tiri fuori il tempera­mento, in casa non puoi per­dere, non con questo pubbli­co. E pensare che ai miei tempi il riscaldamento servi­va per… riscaldare i tifosi. Io, Chinaglia e gli altri: tutti ave­vamo un rituale per coinvol­gere il pubblico».

L’organico della Lazio è adeguato anche per l’impe­gno in Europa League? Bal­lardini può andare avanti o l’Europa oggi è un peso?
«Ora tutto è un peso, anche un’amichevole. Io mi con­centrerei molto su una clas­sifica imbarazzante, lascian­do perdere l’Europa sempre che non ci siano risorse in ec­cesso. Il vero dramma sareb­be non rimanere in A, anda­re fuori dalla Uefa sarebbe un problema, ma non un dramma».

Come bisognerà muoversi sul mercato di gennaio?
«Quello lo dovrà stabilire l’allenatore. Se non trova il giocatore in grado di prende­re in mano la squadra, deve trovare dei rinforzi».

E Ledesma?
«Un suo rientro sarebbe importante».
Cosa pensa del silenzio in cui si è chiusa la Lazio, dal presidente ai giocatori?

«Lo trovo sbagliato, è un errore grosso, ma è una mia opinione altamente persona­le. Quando le cose vanno ma­le non serve stare zitti, ma parlare nel modo giusto, dando alla gente la sensazio­ne di gruppo unito e chieden­do aiuto ai tifosi. Il tifoso è sempre disposto ad aiutarti quando capisce come vanno le cose. Trent’anni fa tutti sa­pevano, perché leggevano sui giornali, delle liti all’in­terno dello spogliatoio, però poi i tifosi ci applaudivano perché capivano le nostre ri­valità, la nostra anima. Ripe­to, bisogna aprirsi alla gente. Poi, all’improvviso, scatterà la magia che ci tirerà su».(corrieredellosport)

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Nov 13 2009

Prosegue il mini-ritiro a Formello, oggi doppia seduta

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In attesa del mini ritiro campano che dovrebbe scattare la prossima settimana in prossimità della sfida con il Napoli, quest’oggi al centro sportivo di Formello è andata in scena la seconda doppia seduta della settimana. Smaltito il lieve problema gastro-intestinale accusato ieri, Tommaso Rocchi è regolarmente tornato ad allenarsi con il resto del gruppo, al contrario di Roberto Baronio, che ha superato la contusione al piede sinistro patita nel corso di Lazio – Milan, e Guglielmo Stendardo, ancora alle prese con i postumi di una contusione al ginocchio. Quest’ultimi, infatti, si sono allenati con i compagni solo in mattinata, quando è stata svolta una sessione prevalentemente atletica. Un mini richiamo di preparazione fatto di lavoro in palestra e ripetute sul campo, che nel pomeriggio hanno lasciato spazio ad una seduta tecnico-tattica. Ancora assenti i nazionali (Muslera, Lichtsteiner, Kolarov, Meghni, Pandev) e gli infortunati Siviglia (contusione alla coscia), Dabo (fascite plantare), Bizzarri (distrazione muscolare alla spalla), ai quali si sono aggiunti il giovane Perpetuini e Manfredini. Circa le loro condizioni si attendono notizie dallo staff sanitario biancoceleste. Dopo due giorni di assenza si è rivisto sul campo Francelino Matuzalem che sta smaltendo la contusione al calcagno procuratasi prima della sosta. Il centrocampista brasiliano ha svolto un lavoro differenziato, inanellando giri di corsa intorno al terreno di gioco.
Nel pomeriggio, dopo una blando riscaldamento con il pallone, i 23 calciatori a disposizione (compreso i portieri Berni e Iannarilli) hanno svolto esercitazioni di tecnica individuale, alternando palleggi e scambi di prima con tiri in porta. Successivamente, il duo Ballardini-Regno ha diviso la squadra in 3 gruppi da 7 che si sono cimentati in un maxi-torello a campo ridotto, con lo scopo di sollecitare pressing e circolazione di palla a due tocchi. Nella fase finale sono entrati in scena i due portieri Berni e Iannarilli (inizialmente hanno lavorato a parte con il preparatore dei portieri Adalberto Grigioni) che hanno permesso lo svolgimento di una sorta di partitella in famiglia a campo ridotto, dalla quale non sono emerse particolari indicazioni tattiche.
La squadra cenerà all’interno del centro sportivo per poi ritrovarsi domani per l’ultima doppia seduta della settimana.(lalaziosiamonoi)

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Nov 13 2009

Zarate con la Nazionale Italiana ? Si può…

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Mauro Matias Zàrate potrebbe presto vestire la maglia azzurra della Nazionale Italiana. No, non è uno scherzo, bensì è pura realtà, soprattutto se si ascoltano le dichiarazioni del fratello-manager del calciatore laziale, Sergio Zàrate, ai microfoni del quotidiano argentino Olè: "Si, ho parlato con un dirigente della Federazione italiana della situazione di Maurito in vista del prossimo Mondiale. Inizialmente non era possibile perché Mauro voleva attendere la chiamata della Seleccion argentina, ma visto che i tempi si stanno accorciando e la convocazione di Maradona non arriva¿ forse si può aprire qualche altra possibilità".(virgilio)

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Nov 13 2009

Udite Udite…Lotito cerca un Dirigente

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La squadra è competitiva, il tecnico non si tocca: e quindi? Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha trovato il tallone d’Achille della sua società e si appresta a mettere sotto contratto un direttore dell’area tecnica. E’ lì che il numero uno biancoceleste ha individuato la falla più grande. Anche nella passata stagione, dopo il passaggio di Walter Sabatini al Palermo, il patron aveva cercato una figura da poter inserire nei quadri societari, un consigliere in grado di fare da trait d’union, una sorta di coordinatore che possa assistere il presidente nelle decisioni tecniche e, allo stesso tempo, collaborare con il direttore sportivo Igli Tare nelle scelte di mercato. Il presidente della Lazio in questi giorni sta cercando di individuare l’uomo a cui affidare un incarico tanto importante quanto delicato. Ci potrebbe essere un ritorno di fiamma per Angelo Peruzzi, al momento impegnato in nazionale al fianco del ct Marcello Lippi. L’ex portiere della Lazio conosce molto bene l’ambiente, sarebbe un elemento prezioso sia in seno allo spogliatoio, sia nei rapporti di mercato, sia con i media. Il nome è suggestivo, ma con il Mondiale sudafricano praticamente alle porte non sarebbe facile «strappare» Peruzzi alla Federazione, soprattutto ricordando le schermaglie tra l’ex giocatore e lo stesso Lotito. Un altro nome sicuramente carismatico è quello di Dino Zoff, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Sarebbe un punto di riferimento importante, come il presidente Cragnotti ebbe modo di sperimentare qualche anno fa. Proprio per «l’appartenenza al casato» biancoceleste, le quotazioni di Zoff – almeno in una società che non ama rifarsi al passato – non subiranno eccessi di rialzo. Tuttavia, vista la situazione di classifica e la necessità di trovare punti di riferimento importanti, è necessario muoversi con una certa velocità. Un candidato papabile potrebbe essere l’ex amministratore delegato del Torino Stefano Antonelli. In passato il presidente Lotito ha avuto modo di collaborare con il dirigente raggiungendo risultati soddisfacenti. Antonelli conosce molto bene l’ambiente Lazio, potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto. Uscendo dal raccordo anulare, arrivano altre due candidature: la prima è quella dell’ex diggì del Napoli Pierpaolo Marino che ha costruito la squadra che tutti stanno ammirando, vera rivelazione del campionato. La seconda candidatura riguarda Fabio Paratici, coordinatore degli osservatori della Sampdoria al quale verrebbe dato il compito di creare una rete di talent-scout per individuare le giovani promesse del calcio internazionale.(Il Tempo)

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Nov 13 2009

Tour operator Lazio: Da giovedi in ritiro ad Ercolano

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Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, sarebbe già delineato il programma della Lazio per i prossimi giorni. Oggi e domani la squadra sosterrà una doppia seduta. Due giorni di riposo prima di riprendere la preparazione in vista del Napoli. I giocatori si ritroveranno ancora a Formello Mercoledì, poi, dopo la seduta, partiranno Giovedì alla volta di Ercolano. Il vero ritiro inizierà soltanto tre giorni prima.

Cittaceleste

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Nov 13 2009

Caso Pandev: Si cerca una soluzione con l’Inter

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Questione di tempo, questione di dettagli. Ma alla fine, l’affare Pandev-Inter si farà.

Anche oggi "Tuttosport" conferma le buone probabilità che il giocatore macedone, a partire da gennaio, vesta la maglia nerazzurra. Branca e company sono in attesa di venire a conoscenza dell’evoluzione della situazione che lega Pandev alla Lazio, ma a quanto pare si potrebbe arrivare ad un accordo simile a quello raggiunto qualche anno fa per Dejan Stankovic: con 5 milioni e il prestito di qualche giovane emergente, i nerazzurri dovrebbero assicurarsi Pandev già a partire da gennaio, potendolo dunque subito mandare in campo in sostituzione di Eto’o, destinato alla Coppa d’Africa.

L’unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dallo Zenit: la squadra russa potrebbe decidere di sferrare un attacco deciso all’attaccante con un’offerta economica parecchio più interessante di quella proposta da Moratti.(goal.com)

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Nov 13 2009

Tare vola in Brasile per Rever

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La Lazio vuole concretizzare l’acquisto di Rever, centrale di difesa del club di Porto Alegre. Nel mirino della società biancoceleste ci sono anche altri giocatori tra cui il croato Ipsa. Il giocatore del Midtjylland – di passaporto italiano – gioca nel campionato danese. Intanto, per la prossima trasferta di campionato a Napoli, il Casms ha deciso di chiudere il settore ospiti considerando la partita "ad alto rischio". I tifosi della Lazio non potranno seguire la delicata trasferta al San Paolo.(Il Tempo)

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Nov 13 2009

Lotito cena con le Punte

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L’altro ieri sera si è consumata una cena dalle parti di Formello. Il semi-ritiro ha preso il via, ma è ovvio che il problema principale non è la concentrazione bensì la comunicazione tra i reparti e tra i singoli giocatori: ognuno sembra giocare per sé. Così Lotito ha capito il momento di spaesamento della squadra e ha cercato di dare un contributo al legame tra i componenti dell’attacco, invitando a cena Zarate, Cruz, Rocchi e Foggia. Il presidente ha fatto sapere chiaramente la sua intenzione di vederli più coesi là davanti. Alla fine sono sempre gli ultimi 16 metri quelli che fanno maggiormente la differenza.(lalaziosiamonoi)

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