Archive for 16 Novembre 2009

Nov 16 2009

Lotito: Il mio Stadio da vivere sempre

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Su Sky Sport 1 speciale "2009, Viaggio nella Serie A", reportage per raccontare lo stato di salute attuale del calcio italiano attraverso le testimonianze di alcuni dei personaggi più rappresentativi. Intervista al Presidente della Lazio Claudio Lotito sullo stato di salute del calcio italiano.

Sicuramente c’è stato un miglioramento perché si sono contratte le spese e si confida molto nella legge sugli stadi. Dobbiamo recuperare il tempo perduto rispetto ad altre nazioni, ad esempio rispetto alla Spagna per quanto riguarda la fiscalità, che favorisce l’esodo di calciatori dalla Spagna all’Italia, agevolazioni che vanno a detrimento del calcio italiano e che il calcio italiano può superare solo attraverso il contenimento dei costi e l’aumento dei ricavi con gli stadi polifunzionali che sono diventati indispensabili.

Perché il calcio italiano ha perso terreno rispetto a Spagna e Inghilterra?

La squadra italiana è la più forte al mondo e abbiamo stadi da terzo mondo, non riusciamo a coniugare la qualità tecnico sportivo con la qualità dei servizi che mettiamo a disposizione dei tifosi. In Inghilterra il 75% dei ricavi è determinato dagli stadi e dal merchandising e soltanto il 25% dai diritti televisivi. In Italia è il contrario. Bisogna invertire questo dato. Questo comporterebbe non solo la patrimonializzazione della società, ma anche l’incremento dei ricavi e poi uno spettacolo diverso, più avvincente e più partecipato.

Gli stadi di proprietà sono quindi lo strumento giusto per aumentare gli incassi e lo spettacolo?

Quando vediamo una partita del campionato inglese, vediamo gli stadi piani e grande partecipazione del pubblico in modo composto. In Italia ci sono stadi vuoti, cattedrali nel deserto che danno un’immagine non vincente e questo determina anche un detrimento del valore economico dello spettacolo stesso e del valore della partita.

A che punto è il progetto stadi di proprietà in Italia?

Lo stadio deve essere una casa del tifoso, il tifoso deve essere parte integrante di un progetto legato, non soltanto alla singola partita, ma di un progetto che dura 365 giorni all’anno, il tifoso può dare un supporto indiretto al proprio club acquistando un pasto, un capo di abbigliamento e può essere parte attiva nella crescita del proprio club. Si deve creare un’integrazione assoluta tra i tifosi e i club.

Il problema del falso sul merchandising in Italia quanto grava sul bilancio delle società di calcio?

E’ uno dei motivi per cui le squadre stanno sollecitando il governo per una normativa contro la contraffazione e a favore del marchio controllato. Oggi purtroppo non c’è il controllo del material sportivo che viene prodotto, c’è una norma in nome della sportività che permette di produrre dei marchi simili. Serve una legge che permetta la tutela di questo patrimonio, in Inghilterra è il 75% dei ricavi, da noi vale poco e forse per questo abbiamo trascurato il problema ma con un’azione mirata su questo problema, si possono ottenere risultati economici importanti. Bisogna cercare nuovi proseliti, la diffusione del marchio comporta il contatto con nuove persone e crea nuovi processi di fidelizzazione con i tifosi.(calciomercato.com)

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Nov 16 2009

“Spazio Lazio” la trasmissione di questa sera

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Alcuni momenti della trasmissione andata in onda da pochi minuti, io, Roberto Poggi e il conduttore Angelo Lacagnina analizziamo il momento in casa Lazio in attesa della tresferta di Napoli.

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Nov 16 2009

Video: Humberto Alves Araujo Rever

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Humberto Alves Araujo Rever, 24 anni, è nato ad Ariranha (San Paolo) gioca nel Gremio, Lotito lo corteggia dalla scorsa estate, ora Tare si e’ recato in Brasile e sembra aver messo le mani sul giocatore

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Nov 16 2009

Tra poco in onda “Spazio Lazio”, ascolta in Streaming

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Alle ore 19:00 tornerà in onda Spazio Lazio, Nuova Spazio Radio 88.100 fm (clicca qui per ascoltare in streaming), dopo una settimana di stop forzato Angelo Lacagnina torna al suo posto per la settimana che porterà alla delicata sfida di Napoli. Per intervenire in diretta chiama al numero 06-35511660, manda un sms al 335-6637853, oppure entra nella Chat e interagisci con la trasmissione.

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Nov 16 2009

Giocatori a riposo fino a domani

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Dabo tornerà per La­zio- Bologna del 29 novembre, non prima. Da domani dovreb­be allenarsi nuovamente con i compagni (è stato bloccato da una fastidiosa fascite plantare). Matuzalem sarà visitato oggi, contro il Milan aveva accusato una contusione al calcagno del piede sinistro. Nella scorsa set­timana è rimasto fermo, Bal­lardini conta di recuperarlo in vista della sfida di Napoli.
La squadra vive il secondo giorno di riposo, si ritroverà a Formello domani pomeriggio: dovrebbe tornare in gruppo Baronio ( contusione al piede sinistro), sarà a disposizione per la gara del S.Paolo. Tempi più lunghi per Bizzarri e Sivi­glia: il primo ha saltato la sfida coi rossoneri a causa dei postu­mi di «un evento distrattivo dei muscoli della cuffia dei rotato­ri della spalla destra » . Ha ini­ziato un protocollo terapeutico e le sue condizioni verranno verificate a breve; Siviglia era stato messo out da un contatto fortuito con Muslera. La forte contusione subita alla coscia destra gli ha provocato un ab­bondante versamento. Tra oggi e domani sarà sottoposto ad un nuovo accertamento radiologi­co, difficilmente sarà convoca­to per Napoli-Lazio.
IL RITIRO – La ripresa degli al­lenamenti è stata fissata a di­stanza di 72 ore dalla seduta di sabato. Il gruppo lavorerà a Formello sino a mercoledì (non ci saranno i nazionali Pandev, Meghni, Kolarov, Lichtsteiner e Muslera). Da giovedì la Lazio si sposterà a Napoli, c’è da de­cidere il luogo del ritiro. Due ipotesi: Ercolano oppure Agna­no, nei pressi della base Nato.(corrieredellosport)

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Nov 16 2009

Lotito pressa la Lazio

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Due visite a Formello. L’ultima è avvenuta sabato pome­riggio a chiusura del ciclo di alle­namenti. Il presidente Lotito a colloquio con la maggior parte dei giocatori, in primis con i leader. Stavolta ha cambiato strategia: non ha riunito la squadra nello stanzone del centro sportivo, ha deciso di "confessare" i suoi uo­mini singolarmente. Uno dietro l’altro, in due fasi distinte e sepa­rate. Una terapia d’urto per capi­re i problemi che attanagliano la Lazio, per vivere l’umore dello spogliatoio, per aiu­tare la squadra in un momento diffici­le, pieno di proble­mi e di incognite.
E’ sceso in campo il presidente. L’ha fatto in silenzio, senza dare nell’oc­chio.
Ha chiesto di riavere la sua Lazio, quella sere­na, unita e vincente. Ha predica­to l’unione, non vuole sentire ali­bi. Nei giorni scorsi aveva tenuto a rapporto gli attaccanti, sabato ha avuto modo di riparlare con al­tri protagonisti. E’ tornato a For­mello, non ha usato il pugno duro, ha preferito scegliere un profilo diverso, più conciliante. Ha effet­tuato più di un sopralluogo, ha fatto sentire la sua presenza, ha ribadito stima e fiducia nel grup­po pretendendo il massimo impe­gno e la massima disponibilità al sacrificio.
LA SVOLTA – La Lazio sbarcherà a Napoli per cambiare le sorti del­la stagione. Non può permettersi altri passi falsi. Lotito ha difeso Davide Ballardini, l’ha fatto uffi­cialmente, l’ha fatto a Formello durante i famosi colloqui: « Non ho mai messo in discussione l’operato del mister – aveva spie­gato a Sky nei giorni scorsi – il problema non è legato all’allena­tore, non mi risulta che i giocato­ri abbiano esternato problemi di conflittualità con il tecnico. Sa­rebbe troppo comodo crearsi un alibi o creare un alibi ai giocato­ri. Io ho sempre detto che si vince e si perde tutti insieme; perde la società, la squadra, lo staff tecni­co » . Lotito è pronto a tornare sul mercato, l’ha assicurato. La mis­sione del diesse Tare in Sudame­rica va vista in quest’ottica.
I MOTIVI – La strategia è chiara: il presidente ha confermato Ballar­dini, ha deciso di mandare la squadra in ritiro, ha confessato il gruppo, ha avviato le operazioni d’ac­quisto. Quattro punti fondamentali per uscire dalla cri­si e rilanciare le ambizioni stagiona­li:
« Non siamo in li­nea con le aspetta­tive e con le poten­zialità, la società si sta attivando per rinforzare la squadra e ri­muovere le cause. Io credo che la Lazio abbia avuto un coacervo di situazioni che hanno portato ai ri­sultati negativi ma questo non vuol dire che debba accadere fino alla fine del campionato, anche perché alcune partite le abbiamo perse ma non lo meritavamo » , aveva detto il patron biancocele­ste nell’unica uscita televisiva ef­fettuata negli ultimi tempi.
La Lazio ha lavorato intensa­mente, ha svolto doppie sedute si­no a sabato. La Lazio deve ritro­vare serenità: «Penso che ci sia la necessità di un momento di con­centrazione, un momento di ri­flessione per far sì che tutti quan­ti insieme si possa ripartire, se­condo la logica del gruppo e lo spirito di sacrificio» , aggiunse Lo­tito spiegando così i motivi che spinsero la società a mandare la squadra in ritiro a Formello.(corrierdellosport)

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Nov 16 2009

Materazzi: Lazio, adesso devi giocare da provinciale

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La stagione biancoceleste si è rivelata in salita: si conclude la nostra analisi insieme ai grandi ex sul difficile avvio.

Beppe Materazzi è nato ad Arborea, in provincia di Oristano, il 5 gennaio 1946. Calciatore di Lecce, Bari e Reggina, ha allenato Rimini, Benevento, Casertana, Pisa, Messina, Bari, Brescia, Piacenza, Sporting Lisbona, Venezia, Cagliari, Crotone, i cinesi del Tianjin Teda e i greci dell’Olympiakos Volos. E’ stato l’allenatore della Lazio dal 1988 al 1990, con 80 panchine. Nella Capitale è arrivato dopo il ritorno in A: Materazzi ha creato le basi per una crescita costante della squadra, che sotto la sua gestione ha sempre chiuso con discreti piazzamenti e vittorie prestigiose (nel derby, contro l’Inter del Trap e il Napoli di Maradona), valorizzando anche giovani talenti come Di Canio e Ruben Sosa.

Materazzi, dopo dodici giornate la Lazio si ritrova in una scomoda posizione di classifica, con solo 11 punti all’attivo. Un po’ poco per una squadra che ad agosto ha alzato la Supercoppa…

«Sicuramente è così, viste le premesse e quella vittoria contro l’Inter, si pensava ad un campionato diverso, an­che in virtù di quanto era successo l’anno scorso. E cioè un buon piazzamento nella parte alta della classi­fica, un super Zarate, la Coppa Italia… Purtroppo il calcio insegna che non sem­pre le cose riescono quando si cerca di migliorarsi. Direi che solo in parte conta l’aver cambiato allenatore la scor­sa estate».

Quattro mesi sulla pan­china della Lazio: Ballardi­ni ha bisogno di più tempo per capire la squadra e am­bientarsi?

« Non sto a ragionare sui quattro mesi, di sicuro in questo contesto la responsa­bilità non è dell’allenatore. C’è anche chi cambia in cor­sa, come il Napoli, e vola su­bito in classifica, indipen­dentemente dal valore di Donadoni e Mazzarri. An­che se…».

Anche se…

« Delio Rossi dopo tanti anni aveva inquadrato il gruppo, conosceva la situa­zione, sapeva dove poteva attingere e conosceva le abi­tudini dell’ambiente. Insom­ma, quando uno sa come muoversi è avvantaggiato. Però è anche vero che lo scotto del noviziato doveva essere pagato all’inizio, e in­vece le cose in avvio di sta­gione andavano bene. E’ una situazione anomala».

Quindi la notte di Pechino ha ingannato, anche in pro­spettiva mercato?

«Ha ingannato gli addetti ai lavori, la società, i tifosi e la squadra stessa. Magari con quei primi risultati sono state mascherate quelle pro­blematiche che poi sono emerse. Probabilmente an­che la preparazione era ade­guata per giocare quelle partite all’inizio della stagio­ne, o semplicemente in quel momento la Lazio stava solo meglio delle altre. Ora la squadra soffre: non ha con- tinuità di gioco, non ha iden­tità ».

Quale, secondo lei, la cau­sa principale della crisi di risultati della Lazio?

« Il problema è di natura psicologica. Oltretutto in questi momenti ognuno cer­ca di dare il massimo, per ri­solvere da solo i problemi della squadra. E invece se ne esce tutti insieme. Oggi non vedo la squadra che si mette a difendere con umil­tà, rientrando tutti dietro la linea della palla».

Quindi è anche un proble­ma di atteggiamento in campo.

«Sì, ogni squadra deve sa­pere quando non può pensa­re di proporre il gioco: in quei momenti, devi cercare di contare sulle incapacità degli avversari. La Lazio ha dei giocatori che la rendono tra le più pericolose in con­tropiede. Certo, nell’uno contro uno c’è uno Zarate bravissimo, ma che alla lun­ga diventa una cosa norma­le per gli avversari, senza dimenticare un Foggia che viene utilizzato con il conta­gocce. Però, ripeto, serve l’umiltà di capire che biso­gna stare con dieci giocato­ri dietro la linea della palla e poi partire in contropiede».

Insomma, con questa classifica la Lazio dovrebbe comportarsi come una squadra che deve salvarsi, come una provinciale.

« Esattamente. Giocare oggi come una provinciale per poi diventare una squa­dra brava a imporre gioco. Del resto, tante vittorie, spe­cie nei derby, sono arrivate così. Nei momenti di diffi­coltà, la Lazio ha sempre sa­puto soffrire, lottare: così si diventa bravi».

E’ una rosa indebolita ri­spetto alla scorsa stagione?

«Con questi risultati viene facile dire che si è indeboli­ta, ma sarebbe negativo guardare solo questo. E’ an­dato via De Silvestri, che giocava tutto sommato poco. Però non ci sono Pandev e Ledesma: senza nulla toglie­re ai sostituti, che eventual­mente possono anche convi­vere con loro, giocatori di quella portata è meglio averli che non averli. E’ sta­to un errore grave a suo tempo non considerare que­sta cosa, e cioè che la squa­dra non si doveva fermare senza quei due. Sono indi­spensabili, soprattutto Le­desma perché ricopre un ruolo chiave nel centrocam­po ».

Questa Lazio è in grado di competere anche in Europa League? La coppa è un peso oggi?

«E’ uno scotto che si paga, vedendo i risultati, però non deve diventare un alibi. Se­condo me la rosa è competi­tiva, ci sono tanti giocatori a disposizione. Se il momento dice che bisogna pensare so­prattutto a non retrocedere, perché questa è la realtà, al­lora meglio pensare al cam­pionato. Poi fra un mese o due si parlerà diversamen­te, con la squadra nella pri­ma metà della classifica. Oggi bisogna tirarsi fuori da questa situazione».

La qualificazione in Euro­pa è ancora possibile?

«Le chance ci sono, non è quello il problema. Comun­que, se la squadra riesce a ritrovarsi, può fare delle prestazioni dignitose. Ha perso la strada maestra, la deve ritrovare: serve poco, basta cercarla con umiltà. Fortuna che c’è la sosta, de­ve servire per ritrovare il dialogo e capire cosa non va».

A proposito di dialogo, manca quello con l’ambien­te: la Lazio, a tutti i livelli, si è isolata. Cosa ne pensa?

«Credo che il dialogo sia importante, ma ancora più importante è fare risultato. Certo, quando sei in difficol­tà, hai bisogno dell’amore dei tifosi. Ma se ti chiudi in te stesso, non lo trovi. Non è una cosa positiva, la squa­dra ha bisogno dei tifosi, an­che se quelli della Lazio so­no sempre vicini a questi co­lori ».

E’ dura, però, continuare a non fare risultato, soprat­tutto in casa.

«Chiaramente i tifosi vo­gliono i risultati, non vivono il peso psicologico che è enorme e che penalizza la squadra. I giocatori devono però lavorare sereni. Certo è un peccato, perché sem­brava l’anno della consacra­zione per la Lazio, dopo i sa­crifici fatti dai tifosi e dalla società, che a livello ammi­nistrativo ha fatto un ottimo lavoro».

A gennaio come dovrà muoversi la Lazio sul mer­cato?

« Conoscete la battuta, quella del presidente che a gennaio voleva comprare l’amalgama… Se si potesse, la Lazio dovrebbe comprare la serenità. Poi, sul concre­to, leggo tanti nomi, ma non servono giocatori dalla metà campo in su, perché la La­zio ha gente come Foggia. Servono invece dei buoni di­fensori, magari da pescare anche all’interno del grup­po, e poi bisognerebbe inse­rire Ledesma e Pandev. L’argentino è indispensabile a centrocampo, come po­trebbe esserlo Pandev in avanti, anche se il gol viene di conseguenza e i giocatori lì non mancano».(5.continua. Le puntate precedenti sono state pubblicate sul corriere dello sport il 12 con Nello Governato, il 13 con Luigi Martini, il 14 con Luca Marchegiani, il 15 Dino Zoff)

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Nov 16 2009

Giallo Pandev: Lotito blocca tutto

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Siamo ormai alla farsa. Con altre parole è impossibile, infatti, definire la situazione tragi-comica che si è venuta a creare tra la Lazio e Pandev. Oggi negli uffici della Lega doveva essere sorteggiato il nuovo presidente del Collegio Arbitrale che avrebbe dovuto poi pronunciarsi sul caso Lazio-Pandev. Nulla è avvenuto, tutto è stato, infatti, bloccato da una lettera di diffida del club di Lotito. Perchè il lista c’erano 5 arbitri dell’Aic e solo 4 della Lega. Con la missiva il club biancoceleste ha denunciato la non corretta situzione (5 arbitri dell’Aic e 4 della Lega) aggiungendo che tutto avrebbe potuto essere impugnato sucessivamente. Il nuovo sorteggio è stato posticipato a giovedì o venerdì. Intanto i tempi slittano….

La nuova puntata del caso Lazio-Pandev arriva dopo la febbre (?) dell’avv. Maria Teresa Armosino il giorno del primo round, poi le dimissioni a sorpresa del Presidente del Collegio Arbitrale della Lega. Insomma, questo processo non s’ha da fare…

calciomercato.com

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Nov 16 2009

Rever è più vicino, si tratta per Kolarov

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Tare ha concluso la missione in Sudamerica: gettate le basi per prendere il difensore brasiliano a gennaio.
Tare in tri­buna nel match che sabato ha visto in campo Cruzeiro e Gremio. In parte è stata una beffa: il difensore è uscito dopo 16 minuti di gioco a causa di un infortunio ad una caviglia che molto probabilmente lo costringerà a salta­re l’importante sfida contro il Pal­meiras in programma domani (og­gi si conosceranno con precisione i suoi tempi di recupero). «Rever voleva colpire il pallone ma ha preso un colpo su un piede. E’ sta­to applicato immediatamente del ghiaccio e tra qualche ora valute­remo se sarà necessario effettua­re degli accertamenti strumenta­li», aveva detto a caldo il medico sociale del Gremio, il dottor Alari­co Endres. Gli esami sono stati ef­fettuati ieri ed è stata scongiurata l’ipotesi di una frattura, si tratte­rebbe di una distorsione. Rever ha parlato ai quotidiani locali, ha in­vitato la squadra a non mollare: «Dobbiamo concentrarci per que­sto finale di campionato. Lo dobbiamo fare tutti, calciatori, tifosi e dirigenti. Non dobbiamo pensare alla prossima stagione».

KOLAROV – Il futuro passa dal mercato di gennaio, vero. Ma pu­re dalla conferma dei talenti. La Lazio è tornata a muoversi per blindare Kolarov. Dopo una fase di stallo c’è stato un nuovo contat­to tra il procuratore del serbo e la Lazio. «Resto, non potrei mai an­dare in un altro club. Ho un con­tratto solido. Non ho mai espresso il desiderio di lasciare la società», l’esterno aveva rila­sciato queste di­chiarazioni in Ser­bia, erano gli ultimi giorni di ottobre. Parole che hanno smorzato certe pic­cole tensioni e son servite per riavvici­nare le parti. Kola­rov ha un contratto sino al 2012, è nella stessa posizione di Muslera. Al termine di quest’annata po­trebbero utilizzare la clausola Fifa per liberarsi all’estero. Non hanno mai espresso l’intenzione di farlo. Rap­presentano il futuro della Lazio, Lotito non può permettersi di per­derli. A gennaio cercherà di rin­forzare la squadra, già da ora vuo­le mettere in cassaforte i contrat­ti di Muslera e Kolarov.

BARRETO – Tempo di nuovi arrivi: Gonzalo Barreto, il baby bomber uruguayano acquistato ad agosto, ha terminato la sua esperienza nel mondiale Under 17 (l’Uruguay è stato eliminato ai quarti di finale dalla Spagna, dopo i rigori). E’ rientrato a casa, vivrà un periodo di riposo, il suo sbarco a Formello è previsto tra l’1 e il 3 dicembre.(corrieredellosport)

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Nov 16 2009

Scambio Arnautovic-Pandev, tutto è possibile…

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Sono tornati entrambi al gol dopo gli esili forzati e ora potrebbero essere protagonisti di uno scambio. Goran Pandev e Marko Arnautovic sabato sono stati autori di due doppiette, il primo con la nazionale macedone contro il Canada, il secondo con l’Inter contro il Valduz. Entrambi non hanno spazio nei rispettivi club e la strada dello scambio appare la più percorribile.

Prima, però, l’Inter dovrà riscattare l’austriaco dal Twente, squadra da cui l’ha acquistato l’estate scorsa. Agli olandesi dovranno essere versati 9 milioni di euro. A quel punto, Arnautovic può diventare una pedina fondamentale per arrivare a Pandev. La soluzione sembra ideale anche per la Lazio, che rischia di perdere l’attaccante macedone a costo zero a giugno.(sport.net)

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Nov 16 2009

A dicembre Barreto sbarca a Roma

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Sperava di vivere un Mondiale da protagonista, è stato costretto a fare la valigia prima del tempo, dopo un infortunio e un’eliminazione difficile da digerire: l’attaccante uruguagio Gonzalo Barreto cercherà riscatto in maglia biancoceleste. la Lazio lo ha acquistato dal Danubio per una cifra vicina ai tre milioni di euro. Sabato sera il giocatore è rientrato a Montevideo dopo un viaggio tanto lungo quanto faticoso. L’esperienza del Mondiale under 20 vissuta in Nigeria è stata dura: infortunio a parte, il giocatore ha condiviso con la sua squadra difficoltà logistiche di ogni tipo. Hotel senza acqua nè luce, strutture non adeguate, trasferimenti difficoltosi, disorganizzazione totale per una kermesse di livello internazionale. Barreto arriverà a Roma all’inizio di dicembre: il giocatore ha deciso di restare ancora per qualche giorno in Uruguay prima di unirsi ai suoi nuovi compagni di squadra. La Lazio, per tesserarlo, dovrà attendere fino al 22 gennaio, giorno del suo diciottesimo compleanno. Fino ad allora si potrà soltanto allenare con la squadra senza poter prendere parte alle sfide ufficiali. Barreto si sarebbe dovuto trasferire immediatamente a Roma dopo la conclusione dell’avventura al Mondiale nigeriano, ma le condizioni non ottimali della nonna lo hanno spinto a far ritorno a casa prima di intraprendere la sua nuova esperienza in Europa. «Il ragazzo ha delle potenzialità straordinarie, ma non può essere la soluzione per il momento difficile della Lazio – ha dichiarato Daniel Delgado, l’agente che gestisce la sua procura – Barreto è giovanissimo, abbiamo deciso di scegliere la Lazio tra tante altre squadra perchè hanno condiviso con noi le strategie e i programmi. Arriverà all’inizio di dicembre per ambientarsi, per conoscere la lingua e iniziare ad allenarsi nel centro sportivo di Formello con i compagni. Non bisogna pretendere troppo da lui». Intanto la società biancoceleste continua a muoversi sul mercato per cercare di rinforzare l’organico. Piace il difensore centrale Kristian Ipsa (’86), croato col passaporto italiano che gioca in Danimarca, con il Midtjylland. Si segue da vicino il brasiliano Humberto Rever (’85) del Gremio che sabato sera ha avuto una forte distorsione alla caviglia – potrebbe arrivare solo con la formula del prestito con diritto di riscatto – si sogna l’attaccante austriaco Marko Arnautovic (’89), in forza all’Inter ma di proprietà degli olandesi del Twente.(Il Tempo)

 

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