Archive for 31 Dicembre 2009

Dic 31 2009

Buon Anno al Popolo Laziale

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Buon Anno a tuttti gli amici che ogni tanto vengono a trovarmo nel Blog….un 2010 a tutta Lazio

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Dic 31 2009

Due Tituli e Mauro Zarate, per un 2009 bello a metà

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Il 2009 sta per finire, e l’anno appena trascorso è stato per la Lazio pieno di ombre ma anche caratterizzato da due luci importantissime che hanno portato i biancocelesti a conquistare una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Due titoli che hanno fatto impazzire di gioia i tifosi del più antico club capitolino ma che poi sono stati per gran parte vanificati dall’incomprensibile atteggiamento della società, che al termine di una non campagna acquisti ha incredibilmente indebolito una squadra già fragile creando un gruppo che ad oggi si trova completamente impelagato nella lotta per non retrocedere. Mentre tutti i sostenitori biancocelesti si augurano che il 2010, anno in cui la SS Lazio festeggerà i 110 anni di vita, porti in dono una organizzazione societaria diversa ed una squadra più forte, ripercorriamo, mese per mese, quello che è successo nel 2009 che sta per finire. Di sicuro sono stati 365 giorni importanti e dalle molteplici chiavi di lettura.

Gennaio: Primi scricchiolii e mercato di riparazione inadeguato
La Lazio che era partita bene in campionato perde incredibilmente colpi. Soccombe per quattro a uno in casa contro il Cagliari e palesa di avere una rosa inadeguata a competere per le posizioni che contano in classifica. Carrizo, roboante acquisto estivo, accolto a Roma come il salvatore della patria, perde il posto da titolare dopo una serie infinita di indecisioni e "gambete" inutili, mentre la squadra sembra carente in difesa e a centrocampo. Il mercato invernale, però, si conclude senza sussulti: non viene rinnovato il contratto di Pandev, e si intuisce che sarà difficilissimo tenere il campione macedone nella capitale, e soprattutto nonostante i mille nomi sparati dai giornali non viene piazzato alcun colpo in entrata. Elano, Mascherano, Battaglia, Ayala: tutti sogni che mai si trasformeranno in rinforzi.

Febbraio: In campionato si arranca, tiene ancora banco il mercato
Un mese che verrà ricordato soprattutto per la splendida doppietta di Mauro Zarate al Bologna. Ma l’argentino, esploso definitivamente e confermatosi come uno dei migliori calciatori del campionato, non basta al gruppo guidato da Rossi a restare in corsa per un posto in Europa. La Lazio, infatti, vive un momento di profonda involuzione: perde tre a zero in casa con il Milan, viene beffardamente sconfitta a Firenze e sembra faticare a trovare la sua identità. Il mercato, inoltre, continua a tenere banco: noi ad esempio gridavamo ai quattro venti che i primi acquisti in vista della nuova stagione dovevano essere Zarate, Pandev e Ledesma. Purtroppo non è andata così, ed i nostri appelli sono caduti nel vuoto. Ma di questo parleremo più avanti.

Marzo: Tracollo storico in casa contro il Chievo
La Lazio non c’è più. Lo dimostra la clamorosa sconfitta subita in casa contro il Chievo Verona, che mai nella sua storia in trasferta aveva vinto con tre gol di scarto. I gialloblù riescono a farlo a Roma, con un Pellissier sugli scudi e autore di una doppietta che taglia come il burro l’inesistente difesa dei biancocelesti. Lotito finisce definitivamente sul banco degli imputati per una campagna acquisti incompleta non corretta nel mercato di gennaio ed anche per Rossi sembra scaduto il tempo. La situazione è critica, e dopo Lazio-Chievo i capitolini vanno a perdere anche a Catania, dicendo definitivamente addio alle posizioni di prestigio in Serie A ed evitando la lotta per non retrocedere solo grazie alle eccezionali giocate solitarie di Zarate, che sembra vivere un momento di appannamento ma che praticamente da solo ha condotto la Lazio in acque anonime ma almeno tranquille.

Aprile: Immenso Zarate, che trascina la Lazio in finale di Coppa Italia, le fa vincere un derby storico, e si lega ai biancocelesti per cinque stagioni
Giorni importanti e caldissimi in casa Lazio. I biancocelesti perdono a Siena e vengono spediti tutti in ritiro punitivo in vista del derby contro la Roma. La sfida appare segnata a favore dei giallorossi ed invece gli uomini di Rossi si impongono per quattro a due, grazie al gol di Pandev, al capolavoro di Zarate, e ai centri finali di Lichtstainer e Kolarov. In Coppa Italia, intanto, continua il sogno. La Lazio che grazie a Pandev e a Rocchi aveva battuto due a uno la Juventus all’Olimpico di Roma (dopo aver sbattuto fuori il Milan a San Siro), sale a Torino per conquistarsi la possibilità di giocare la finale. E’ ancora Zarate ad accendere la sfida: la perla realizzata dall’argentino a Buffon è uno dei più gol mai visti nella storia della Lazio. I capitolini volano in finale. Una stagione anonima può all’improvviso trasformarsi in una stagione da sogno. Mauro Zarate, intanto, si lega per cinque anni alla società biancoceleste. I tifosi in festa accolgono la squadra dopo il match di Torino e lo sommergono d’affetto. Tra Maurito e la gente scoppia definitivamente l’amore.

Maggio: Zarate e Muslera show, la Lazio vince la quinta Coppa Italia
In campionato si continua ad arrancare ma ormai nessuno ci pensa più. L’attenzione è tutta rivolta al tredici maggio, quando all’Olimpico di Roma i biancocelesti si giocano la Coppa Italia davanti alla temibile Sampdoria di Cassano e Pazzini. La Lazio va subito in vantaggio grazie ad un’altra magia del fenomeno Zarate, ma poi viene raggiunta sul pareggio da un colpo di testa del bomber blucerchiato. La tensione è palpabile, l’Olimpico (maestoso, gremito ed interamente colorato di bianco ed azzurro) soffre e spera insieme ad i giocatori in campo. Il risultato non si sblocca, si va ai rigori. Un grande Fernando Muslera dice di no a Cassano e a Campagnaro. La Roma Laziale esulta. Zarate e compagni hanno portato a casa la quinta Coppa Italia in 109 anni di storia.

Giugno: Ciao Delio, mentre si inizia parlare di mercato ed esplode il caso Pandev
La Coppa Italia splende nella bacheca di Formello ma in molti (purtroppo non tutti) non hanno perso di vista la realtà: la Lazio, che nel frattempo in campionato è arrivata decima ed ha perso diciotto partite, necessita di rinforzi. Si inizia così a parlare dei vari movimenti di mercato, mentre Rossi esce di scena in punta di piedi ed esplode con veemenza il caso legato a Pandev. Il macedone, che per anni ha tirato la carretta quasi al minimo sindacale, alza la voce e chiede di essere ceduto. Lotito non ci sta ed inizia un braccio di ferro che porta danni a tutti e che apre un contenzioso vivo ancora in questi giorni. Pandev non viene ceduto ma viene messo ai margini della rosa. Battaglia legale inevitabile che potrebbe consentire al numero 19 di svincolarsi a parametro zero già a gennaio. Comunque, male che gli vada, il macedone sarà libero a giugno. Lotito dilapida così un patrimonio tecnico ed economico enorme.

Luglio: Anche con Ledesma scoppia la lite, mentre arriva Ballardini e si attendono rinforzi…
Dopo Pandev, anche l’altro gioiello di famiglia chiede di essere ceduto. Christian Ledesma, infatti, è stanco di aspettare un rinnovo che non arriva, declina l’ultima proposta di Lotito e dichiara di voler andare via. Lotito fissa il prezzo del suo cartellino in quindici milioni di euro. Molti si interessano al mediano argentino, ma nessuno sembra disposto a mettere sul piatto della bilancia la cifra richiesta dalla Lazio. Anche Ledesma rimane, ma ai margini del gruppo e, di fatto, fuori rosa. Arriva intanto il nuovo allenatore: dopo aver parlato con Zenga, e tentato il colpo Allegri, non liberato da Cellino, sulla panchina biancoceleste si siede Davide Ballardini, reduce da due buonissime stagioni alla guida di Cagliari prima e Palermo poi.

Agosto: Miracolo a Pechino, ma che rabbia per il mercato
I miracoli nel calcio esistono. L’otto agosto ne è la dimostrazione. Una Lazio rabberciata, senza Pandev e Ledesma, con il rispolverato Baronio a centrocampo ed il solito Siviglia in difesa, riesce a vincere la Supercoppa Italiana a Pechino, in Cina, al cospetto della miliardaria Inter di Mourinho. La fortuna sorride ai biancocelesti: i lombardi creano moltissimo ma non riescono a concretizzare (grazie anche ad uno strepitoso Muslera) mentre la Lazio colpisce con Matuzalem e Rocchi (grandissimo gol il suo) nelle uniche due occasioni arrivate nell’arco dei novanta minuti. Il trionfo asiatico, però, viene svilito dall’incomprensibile atteggiamento della società in sede di campagna acquisti: eccezion fatta per lo svincolato Cruz e lo sconosciuto Eliseu, non viene apportato alcun innesto nella rosa biancoceleste, che è stata invece privata per un motivo o per l’altro di tre titolari (Pandev, Ledesma e Rozehnal) e di una riserva di lusso (quel Lorenzo De Silvestri, gioiello del vivaio, venduto alla Fiorentina per poco più di cinque milioni). Il calcio non si inventa, molti capiscono che sarà una stagione difficile. La rabbia, sulla sponda biancoceleste del Tevere, è veramente tanta.

Settembre: Prime difficoltà in campionato
In campionato la Lazio parte bene, sostenuta anche da una buona dose di fortuna. Vince le prime due partite ed in molti tentano di convincersi che la rosa può andare anche bene così. Nel calcio però non si improvvisa e prima o poi la sorte arriva a presentarti il conto. Conto che, purtroppo per i sostenitori biancocelesti, non tarda ad arrivare. La compagine di Ballardini perde in casa con la Juventus e pareggia dopo essere stata presa a pallonate sul campo del Catania, soccombe all’Olimpico contro il Parma e pareggia in extremis al cospetto del Palermo. La classifica inizia a farsi preoccupate e qualcuno inizia velatamente a parlare di lotta per non retrocedere. Soprattutto a centrocampo la rosa è inadeguata. Ma ormai è tardi, il mercato è chiuso e Lotito e Tare continuano a ripetere che il gruppo è coeso e che la squadra è più forte rispetto a quella dell’anno precedente.

Ottobre: A Bari si tocca il fondo
La Lazio continua ad arrancare, soffre anche in Europa League, nonostante sia capitata in un girone abbordabilissimo, e scende sempre di più in classifica. Il 25 ottobre, a Bari, gioca una delle peggiori partite della sua storia recente. Perde due a zero contro i biancorossi senza mai scendere in campo. Ballardini è in confusione, la rosa è inadeguata, la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro. Mentre Ledesma e Pandev, ma anche Stendardo e Firmani, continuano ed essere tenuti ai margini del gruppo. L’unica bella serata è stata vissuta in Europa all’Olimpico, al cospetto del Villareal: i biancocelesti, guidati da uno Zarate in versione fuoriclasse, riescono a battere gli spagnoli nonostante l’inferiorità numerica. Ma è un successo isolato che non basta ad evitare l’eliminazione.

Novembre: La Lazio non sa più vincere e si trova in piena zona retrocessione. I tifosi varano una raccolta di firme per protestare contro la società
Il momento no dei biancocelesti sembra non avere fine. La Lazio non sa più vincere, perde in casa con Cagliari e Milan, pareggia a stento a Napoli e a Siena ed ormai è completamente invischiata nella lotta per non retrocedere. I tifosi del più antico club capitolino temono di dover rivivere i fantasmi del passato ed accusano il presidente Lotito di pensare esclusivamente ai suoi interessi e non a quelli della società. Decidono così di fare qualcosa di concreto per far capire a tutti il loro grande malumore: viene varata una raccolta di firme, ancora in atto, per dimostrare che migliaia di persone sono contrarie all’attuale gestione societaria. Che nel frattempo entra in silenzio stampa ma che non ha la minima intenzione di fare un passo indietro nei confronti di Pandev e Ledesma.

Dicembre: La gente Laziale scende in piazza, si torna a vincere ma la classifica non cambia
I tifosi esausti decidono, oltre a promuovere la raccolta di firme, di scendere in piazza. Circa 6000 persone si ritrovano così nel piazzale antistante la Curva Nord per gridare a Lotito tutto il loro malumore per alcuni atteggiamenti incomprensibili e per una situazione che poteva e doveva essere evitata. Kolarov, intanto, regala alla Lazio un successo che mancava da tre mesi e firmando la rete che vale l’uno a zero contro il Genoa porta ai capitolini tre punti pesantissimi in chiave salvezza (ormai unico obiettivo della stagione, visto che l’avventura in Europa League si è chiusa in modo fallimentare) e realizza il gol numero 3000 nella ultracentenaria storia della Lazio. La classifica, però non cambia: la Lazio è al quintultimo posto in classifica e si trova completamente invischiata nella lotta per non retrocedere.(Roberto Arduini – La Lazio in Rete)

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Dic 31 2009

Formello: Ultimo allenamento del 2009

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Ultimo allenamento dell’anno nel centro sportivo biancoceleste e l’augurio dei presenti è che si possa chiudere definitivamente con le situazioni negative legate a questo inizio di stagione. E’ stato un 2009 dalle grandi soddisfazioni, vedi la vittoria in Coppa Italia e in Supercoppa, ma anche di grandi delusioni sportive, con la squadra laziale che nel campionato 2009-10 si trova a navigare nelle posizioni più basse della classifica. Un Ballardini riflessivo pensa a che cosa cambiare e che cosa modificare con la venuta dell’anno nuovo. Si ricomincia, e si ricomincia con una mini preparazione fisica proprio per arrivare alla ripresa del campionato in grande forma e scacciare i fantasmi, magari con una vittoria subito contro il Livorno.

E’ stata una mattinata di test fisici in quel di Formello dove lo staff tecnico armato di orologio alla mano ha diviso i giocatori in due gruppi e gli ha fatto sostenere alcune prove atletiche. Assente giustificato il pallone, che nel finale ha lasciato spazio ad una bottiglia di spumante per festeggiare l’anno che verrà. La squadra quasi al completo ha visto il ritorno dei sudamericani, nelle persone di Cribari (che ha fatto differenziato), Scaloni e Muslera. Cruz è rimasto in Argentina e tornerà solamente il 2 di gennaio. Zarate si era già riunito alla squadra ed è stato regolarmente in gruppo. Ancora a parte si sono allenati Matuzalem e Brocchi benchè le loro condizioni siano sensibilmente migliorate. Chi non si è proprio visto sono stati Dabo e Foggia i quali proseguono l’iter riabilitativo post-operatorio. Assenti Bizzarri e Barreto.

Tutti si sono dati appuntamento al 2 gennaio, di pomeriggio, quando ci sarà la ripresa. Tutti tranne i sudamericani, freschi di ritorno dalle rispettive nazioni, i quali si alleneranno anche la mattina del primo dell’anno.

dall’inviato Alessio Aliberti – Lazialità

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Dic 31 2009

Video: Ecco l’intervista rilasciata da Zarate in Argentina, dove dice che Totti è finito

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Ecco il video con l’intervista dove Zarate ha risposte alle molte provocazioni del cappptano giallorosso, queste le parole testuali pronunciato col sorriso sulle labbra "Totti olvida que está terminado"…

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Dic 31 2009

Gascoigne Andrà al Grande Fratello ?

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Paul Gascoigne potrebbe partecipare alla prossima edizione del reality-show televisivo Celebrity Big Brother. Secondo il tabloid The Sun, ‘Gazza’ avrebbe ricevuto un’offerta da un milione per entrare nella casa insieme all’ex difensore gallese del Wimbledon, Vinnie Jones.(calciomercato.com)

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Dic 31 2009

Video: Tributo a 110 anni di Storia

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Si avvicina il 9 gennaio, si avvicinano i 100 anni, un giusto tributo alla Lazio la Società più Antica della Capitale

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Dic 31 2009

Controreplica di zarate a Totti: Ma questo che vuole…

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Quasi immediata la replica di zarate che agli amici ha confidato: "Ma che cosa vuole questo? Parla di me solo per ingraziarsi i tifosi della Roma. Forse non sa che io nel mio primo anno in Italia ho segnato 16 gol, che ho vinto il titolo argentino all’età di 17 anni e sono stato campione del mondo under 20 con l’Argentina".(gazzetta)

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Dic 31 2009

Preso il giovane difensore Aurimas Vilkaitis

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Risolto il pioccolo mistero sul giovane difensore lituanoi acquistato dalla Lazio e aggregato alla priomevera, si tratta di Aurimas Vilkaitis, classe 1993.

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