Gen 17 2010
Archive for 17 Gennaio 2010
Gen 17 2010
Ballardini choc: Non è stata una Lazio inguardabile
Così come la Lazio nei primi 15 minuti, quando l’Atalanta ha semplicemente dominato, annullando i biancocelesti e stravincendo da subito un confronto delicato. Ai microfoni di Sky l’allenatore ravennate non è scontento della prestazione: «Non è stata una Lazio inguardabile, bisogna considerare tante cose nella valutazione di una partita. Bisogna sempre avere la testa giusta nel nostro campionato, dal primo all’ultimo minuto. Noi non l’abbiamo avuta in avvio. Poi, dopo i primi 15′, siamo stati bene in campo». Ma dunque di cosa è soddisfatto Ballardini?: «Sono contento dell’impegno massimo che i miei giocatori hanno avuto nonostante la partita fosse chiusa. È l’unica cosa che salvo. Questo ko deve servire molto a capire come vanno le cose. Il giocare il giovedì sera per noi è molto difficile sia a livello di testa che per le gambe».
Neanche i risultati dagli altri campi aiutano il club di Lotito: vittoria per il Bologna a Firenze, pareggio del Catania a Genova contro la Sampdoria e pareggio dell’Udinese a Parma. Solo il Livorno perde a Cagliari e il Siena a Milano contro il Milan spettacolare di Ronaldinho accorciando di fatto la classifica nella parte bassa. In sette lottano per evitare gli ultimi tre posti. Fra queste squadre c’è anche la Lazio. Ballardini però non si scompone e rilancia: «Noi abbiamo una classifica da mettere a posto anche con qualche giocatore che dobbiamo perdere sul mercato. Non dovevo schierare il tridente? Noi non avevamo tante alternative. In panchina c’erano solo Dabo che tornava da un infortunio al menisco, e il duo Brocchi-Mauri che avevano giocato tutta la partita con il Palermo e avevano bisogno di rifiatare. L’idea nostra era quella di stare corti e ripartire in velocità. Questo purtroppo non è avvenuto».corrieredellosport.it
Gen 17 2010
Atalanta-Lazio 3-0: Squadra da serie B
"Cuore, testa e gamba" è la ricetta che il bergamasco Mutti chiedeva ai suoi ragazzi. La lezione è stata impartita talmente bene che al 9′ l’Atalanta è già sopra di due gol. Il bomber? Quel Cristiano Doni "pietra dello scandalo" della precedente gestione Conte. Poi è lo stesso capitano nerazzurro a regalare a Padoin il pallone del 3-0. Al 35′ del primo tempo, la gara è già finita, anche perché la Lazio è rimasta a Roma.
Bortolo Mutti torna sulla panchina dell’Atalanta dopo più di 10 anni e si affida alla "vecchia guardia" e al modulo imparato a memoria dai nerazzurri: Doni si piazza alle spalle dell’unica punta Tiribocchi; nella difesa in emergenza rientra Bianco. La Lazio si presenta a Bergamo col tridente Rocchi-Floccari-Zarate: il centravanti calabrese, l’anno scorso grande protagonista tra i nerazzurri (33 presenze e 12 gol, ma soprattutto tante sponde e molti assist per i compagni), viene accolto dai suoi ex tifosi con applausi, sciarpe e anche un bel fiasco di vino in regalo; a centrocampo Ballardini si affida alla sostanza di Firmani e alla geometria di Baronio, Del Nero fluidifica a sinistra.
In un’accorata autodifesa durante la conferenza stampa della vigilia, Doni aveva ribadito il suo amore per i colori nerazzurri – "Potete dire che sono finito, ma non che mi sia mai tirato indietro" – le sue parole. Dopo 10′ minuti di gioco, però, non si può neanche più dire che sia finito, visto che il capitano domina, sigla una doppietta (il primo di testa, il secondo con un imparabile destro) e spiana la strada all’Atalanta. La Lazio non sembra neanche scesa in campo: Firmani rincula, Baronio non imposta, Del Nero non spinge, Zarate – l’unico a mostrare un minimo di voglia – riesce solo a collezionare ammonizioni tra gli avversari.
Il risultato inevitabile è un dominio nerazzurro, con sapiente circolazione di palla, un Doni davvero superlativo che difende, fa salire la squadra e sforna assist a profusione. Su uno di questi, al 35′, Padoin s’inventa una conclusione a giro che bacia il palo e si accomoda in rete. All’esultanza partecipa anche il mister, che invade il terreno di gioco, ma sbaglia tacchetti e finisce per regalare alla platea una spettacolare scivolata. L’Atalanta sembra davvero una squadra trasformata, non certo quella "scollata" – come lui stesso l’aveva definita – che il neo tecnico aveva rilevato poco meno di una settimana fa.
Ballardini, invece, stenta a riconoscere i suoi e prova a scuoterli dal torpore inserendo Dabo al posto di Firmani e Mauri per Del Nero. Qualcosa di più si vede, anche perché meno era praticamente impossibile, ma davvero troppo poco per sperare in una miracolosa rimonta. La luce biancoceleste si accende solo quando la palla passa tra i delicati piedi di Zarate, ma i compagni non lo assistono e l’argentino predica nel deserto. E il secondo tempo, per i biancocelesti, finisce solo per essere un’inutile appendice a una gara ampiamente compromessa, con l’aggravante di un infortunio muscolare a Floccari, costretto al cambio.
Sergio Stanco
Gen 17 2010
Atalanta-Lazio 3-0 al 46′: Scandalosi
Lazio con tridente come annunciato. Bergamaschi in vantaggio alla prima azione: punizione di Guarente tocco ravvicinato di testa di Doni alle spalle di Muslera. Due minuti ed arriva il raddoppio dell’Atalanta: ancora Doni su tocco in area di Paodin. Per un quarto d’ora gioca solo l’Atalanta con la Lazio ferma, poi i biancocelesti si svegliano anche se Tiribocchi ha la migliore occasione in contropiede per segnare il 3-0. Intorno alla mezz’ora Lazio al tiro, a lato, con Baronio. Al 34′ terzo gol dell’Atalanta: lo segna Padoin con un tiro a girare da dentro l’area. Nerazzurri padroni, la Lazio non c’è. Ballardini prova a cambiare qualcosa inserendo Dabo al posto di Firmani.
Gen 17 2010
Atalanta-Lazio: Formazioni ufficiali
Atalanta (4-4-1-1): 32 Coppola; 4 Capelli, 2 Talamonti, 77 Bianco, 5 Bellini; 79 Ferreira Pinto, 15 De Ascentis, 17 Guarente, 22 Padoin; 72 Doni; 90 Tiribocchi. A disp: (1 Consigli, 13 Peluso, 18 Caserta, 70 Ceravolo, 20 Valdes, 19 Chevanton, 9 Acquafresca) All. Mutti
Lazio (3-4-3): 86 Muslera; 13 Siviglia, 28 Stendardo, 26 Radu; 2 Lichtsteiner, 4 Firmani, 33 Baronio, 81 Del Nero; 10 Zarate, 20 Floccari, 9 Rocchi. A disp: (88 Berni, 87 Diakitè, 3 Scaloni, 32 Brocchi, 6 Dabo, 5 Mauri, 18 Makinwa) All. Ballardini
Cittaceleste
Gen 17 2010
Che fermento in casa Lazio…
La caccia al difensore non è ancora finita. Claudio Lotito è da tempo alla ricerca di un valido centrale, ma fin qui ha raccolto i rifiuti brasiliani di Rever e Dias. I nuovi obiettivi sono europei.
In Spagna, ad esempio, non dovrebbe essere impossibile trattare: i biancocelesti hanno scoperto l’interesse dell’ultima ora per lo stopper del Villarreal, Gonzalo Rodriguez. Il 26enne non ha ben figurato proprio contro la Lazio in Europa League, ma qualche anno fa era considerato un autentico fenomeno in Argentina. Due interventi al ginocchio lo hanno bloccato, ma adesso sta tornando.
Residue le chance di arrivare a Van Buyten (si libera solo a giugno dal Bayern Monaco) e Fernando Meira. Qualche chances in più per il solito Canini, ma la posizione del Cagliari è irremovibile: servono 2.5 milioni per la comproprietà e Lotito non avrà diritto a un prestito. Piace anche Manfredini.
Il nuovo schema di Ballardini con la difesa a tre, porterà i biancocelesti alla ricerca di un esterno che possa fare bene la fase di centrocampo: il primo nome sulla lista, secondo il ‘Corriere dello Sport’, è quello di Manuel Pasqual, un po’ chiuso alla Fiorentina. I viola sono interessati a Rocchi (che oggi però dovrebbe trovar spazio nel tridente di Ballardini, ndr) e ovviamente Ledesma. Lotito, inoltre, deciderà a breve le sorti di Lichtsteiner, che ha molte sirene dall’Inghilterra.
Se parte, è pronta la pista Zuniga. Un gicatore che è sempre piaciuto all’antourage della Capitale e che non esiterebbe a partire da Napoli. Il prezzo, valutato tra i 6 e gli 8 milioni, merita qualche considerazione in più. Ma la Lazio, dopo Floccari, non ha intenzione di fermarsi.goal.com
Gen 17 2010
Video Atalanta-Lazio: I Precedenti storici

Secondo confronto ufficiale tra Mutti e Ballardini: il precedente risale al 18 settembre 2005, Cagliari-Messina 1-1 al Sant’Elia, in serie A, gara che ha costituito l’esordio in massima divisione dell’attuale tecnico laziale. Bortolo Mutti torna ad allenare in serie A dopo quasi 4 anni: l’ultima sua apparizione nella massima categoria risale infatti al 26 marzo 2006, quando il suo Messina impattò 1-1 in casa contro l’Udinese. Dopo quell’incontro Mutti venne sostituito da Ventura sulla panchina dei giallorossi siciliani. Mutti ha in gennaio il mese dell’anno solare in cui le sue squadre hanno, in sole gare di campionati professionistici, il miglior rendimento in termini di media-punti per gara: 1.56, frutto di 24 successi, 23 pareggi e 14 sconfitte, in 61 panchine. Paolo Bianco, se dovesse scendere in campo, festeggerebbe la 100/a presenza della propria carriera in serie A. Le attuali 99 presenze sono state collezionate con le maglie di Cagliari ed Atalanta. Il debutto di Bianco in categoria risale al 10 settembre 2006: Cagliari-Catania 0-1. La Lazio ha vinto solo una delle ultime 12 trasferte disputate in serie A: è accaduto il 30 agosto scorso quando si impose per 2-1 in casa del Chievo. Nelle altre 11 partite prese in esame lo score biancoceleste è di 5 pareggi e 6 sconfitte.
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