Gen 17 2010
Atalanta-Lazio 3-0: Squadra da serie B
"Cuore, testa e gamba" è la ricetta che il bergamasco Mutti chiedeva ai suoi ragazzi. La lezione è stata impartita talmente bene che al 9′ l’Atalanta è già sopra di due gol. Il bomber? Quel Cristiano Doni "pietra dello scandalo" della precedente gestione Conte. Poi è lo stesso capitano nerazzurro a regalare a Padoin il pallone del 3-0. Al 35′ del primo tempo, la gara è già finita, anche perché la Lazio è rimasta a Roma.
Bortolo Mutti torna sulla panchina dell’Atalanta dopo più di 10 anni e si affida alla "vecchia guardia" e al modulo imparato a memoria dai nerazzurri: Doni si piazza alle spalle dell’unica punta Tiribocchi; nella difesa in emergenza rientra Bianco. La Lazio si presenta a Bergamo col tridente Rocchi-Floccari-Zarate: il centravanti calabrese, l’anno scorso grande protagonista tra i nerazzurri (33 presenze e 12 gol, ma soprattutto tante sponde e molti assist per i compagni), viene accolto dai suoi ex tifosi con applausi, sciarpe e anche un bel fiasco di vino in regalo; a centrocampo Ballardini si affida alla sostanza di Firmani e alla geometria di Baronio, Del Nero fluidifica a sinistra.
In un’accorata autodifesa durante la conferenza stampa della vigilia, Doni aveva ribadito il suo amore per i colori nerazzurri – "Potete dire che sono finito, ma non che mi sia mai tirato indietro" – le sue parole. Dopo 10′ minuti di gioco, però, non si può neanche più dire che sia finito, visto che il capitano domina, sigla una doppietta (il primo di testa, il secondo con un imparabile destro) e spiana la strada all’Atalanta. La Lazio non sembra neanche scesa in campo: Firmani rincula, Baronio non imposta, Del Nero non spinge, Zarate – l’unico a mostrare un minimo di voglia – riesce solo a collezionare ammonizioni tra gli avversari.
Il risultato inevitabile è un dominio nerazzurro, con sapiente circolazione di palla, un Doni davvero superlativo che difende, fa salire la squadra e sforna assist a profusione. Su uno di questi, al 35′, Padoin s’inventa una conclusione a giro che bacia il palo e si accomoda in rete. All’esultanza partecipa anche il mister, che invade il terreno di gioco, ma sbaglia tacchetti e finisce per regalare alla platea una spettacolare scivolata. L’Atalanta sembra davvero una squadra trasformata, non certo quella "scollata" – come lui stesso l’aveva definita – che il neo tecnico aveva rilevato poco meno di una settimana fa.
Ballardini, invece, stenta a riconoscere i suoi e prova a scuoterli dal torpore inserendo Dabo al posto di Firmani e Mauri per Del Nero. Qualcosa di più si vede, anche perché meno era praticamente impossibile, ma davvero troppo poco per sperare in una miracolosa rimonta. La luce biancoceleste si accende solo quando la palla passa tra i delicati piedi di Zarate, ma i compagni non lo assistono e l’argentino predica nel deserto. E il secondo tempo, per i biancocelesti, finisce solo per essere un’inutile appendice a una gara ampiamente compromessa, con l’aggravante di un infortunio muscolare a Floccari, costretto al cambio.
Sergio Stanco






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Guido de Angelis 10:00-13:30

Tutte le squadre di serie A hanno esonerato allenatori che in 18 partite hanno fatto solo tre vittorie, invece il sig lotirchio si deve far riconoscere anhe in questo….. tenendo questo allenatore incapace e svogliato ormai…..come per PANDEV e LEDESMA e tutti i DISSIDENTI; a proposito avete visto che ha fatto ieri sera Pandev?
…. oviamente nella LAZIO era fuori per scelta tecnica…eh?
Chi ce lo pò levà de torno sto pezzo de MMMM de lotirchio e tutto il suo “harem” de incapaci e infami che si permettono di insultare anche la CURVA e non hanno neanche le PALLE per ammetterlo….. lotito,tare e ballardini spero di non rivedervi mai più…… e spero pure che dipenda da voi!!!!
Voglio comunque sottolineare l?impegno dei ragazzi anche e soprattutto dopo che la partita era già compromessa. Secondo me va salvata la voglia che si è vista in campo. DOPO QST DICHIARAZIONE DI BALLARDINI IO PENSO KE rischiamo seriamente la b