Ott 20 2011

Piccolo manuale di zoologia

Pubblicato da at 11:20 archiviato in Sport e taggato: , , , ,

L’homunculus trigoriensis (nome scientifico della specie) è un bipede appartenente alla famiglia dei roditori, di cui rappresenta una sottofamiglia minore, localizzata quasi esclusivamente nelle periferie della città di Roma.
L’origine della specie è sconosciuta; alcuni etologi, prendendo spunto dalle caratteristiche psicofisiche degli esemplari osservabili, ipotizzano una derivazione dalla specie del ratto-talpa cieco (spalacina), dalla quale, attraverso incroci casuali con altre specie locali oggi scomparse, la discendenza si sarebbe separata fino a comporre una sottofamiglia dai caratteri stabili e riconoscibili.

Le prime notizie certe riguardo il peperones (nome con cui è comunemente conosciuto l’homunculus trigoriensis, derivato dal rosso acceso della cute, venata di striature gialle, come, appunto, il peperone) risalgono al 1927 quando, nella zona periferica della discarica di Testaccio, si attesta un nucleo stabile di esemplari stanziali. Non si hanno altre informazioni riguardo lo sviluppo della specie fino al 1942 quando, durante la seconda guerra mondiale, profittando dell’indebolimento delle specie dominanti (i cui migliori esemplari erano impegnati nei combattimenti, o erano tornati nelle zone di origine), e favoriti da decisioni frutto di un’errata informazione (secondo la quale si sarebbe trattato di una specie socialmente utile), i peperones sarebbero riusciti a penetrare all’interno del perimetro urbano, senza tuttavia riuscire ad attestarsi in modo esclusivo. Da allora la diffusione della specie è, di fatto, bloccata; tutti i tentativi messi in atto per guadagnare spazio ulteriore, soprattutto in altre città europee, si sono conclusi con un fallimento. Al momento, quindi, i peperones si presentano in folti raggruppamenti residenti principalmente nelle zone suburbane di Axa, Casal Palocco, e, soprattutto, Trigoria.

I peperones si muovono e agiscono principalmente in branco; è raro incontrare individui isolati. All’interno del branco stesso viene prescelto un individuo-guida, denominato “er cappetano”, cui possono affiancarsi altri esemplari minori, la cui influenza sul comportamento del branco stesso è però assai variabile e incerta. Non di rado gli individui che si allontanano dal branco vengono poi ostracizzati e trattati come ostili.

Non sono del tutto chiari i criteri con i quali il branco procede alla scelta del “cappetano”. Dalle osservazioni praticate negli ultimi anni sembra che fra le caratteristiche più apprezzate siano, oltre che l’attitudine al rodimento, la capacità di sputare ripetutamente anche a lunga distanza, e –per quanto paradossale possa apparire- l’incapacità di esprimersi in un linguaggio strutturato. Osservano alcuni studiosi che quest’ultima caratteristica sarebbe, in realtà, utilmente funzionale: non essendo infatti il branco in grado di comprendere e decifrare segnali complessi (vedremo in seguito le caratteristiche tipiche del peperones), un cappetano che si esprima soltanto attraverso fonemi e segnali elementari è più apprezzato di altri individui.
Il branco agisce in modo compatto; si manifesta dalla distanza con lunghi ululati e clamori, per poi nascondersi e aggredire di sorpresa. Vittime preferite sono gli esemplari deboli di altre specie (femmine, cuccioli, maschi isolati); ma davanti a cenni di reazione decisa, o a gruppi di avversari organizzati, i peperones si allontanano, riprendendo ad ululare prima di darsi alla fuga.

La riproduzione del peperones è fortemente condizionata da alcune caratteristiche tipiche della famiglia, uniche in natura, che riguardano principalmente il maschio. Mentre la femmina è, infatti, sessualmente attiva e disponibile in ogni stagione, il maschio è disponibile all’accoppiamento soltanto nell’estate avanzata: nelle altre stagioni, infatti, l’attività primaria di rosicamento impedisce al maschio di concludere il rapporto. In agosto il “cappetano” inizia a lanciare il tipico richiamo d’amore della specie, che consiste in una ripetizione delle parole “scudetto”, “sciampions”, ”coppa”; tale ripetizione ha l’effetto di eccitare il maschio, che, rivestito dei colori della specie, può così accostarsi alla femmina (che, a sua volta, risponde ai richiami maschili con il verso “Amo’, amo’”) e consumare l’atto sessuale. In genere all’inizio di settembre il “cappetano” riprende l’ordinaria attività di rosicamento, cessa di lanciare richiami, e gli altri maschi del branco seguono l’esempio del capo, abbandonando le femmine al loro destino.

Poichè, come dicevamo prima, la femmina peperones è invece sessualmente attiva per tutto l’anno, non di rado capita che maschi di altre specie profittino di un incontro casuale per accoppiarsi con esse. Se feconde, queste unioni generano individui di specie diversa dal peperones.

Le caratteristiche del peperones hanno da sempre suscitato la curiosità degli studiosi. Sembra infatti che la specie presenti dei difetti congeniti (ridotto sviluppo cerebrale, incapacità di linguaggio, scarsa reattività sensoriale), che, anzichè ostacolarne la diffusione, la favoriscono in habitat poco evoluti. In particolare, molti studi si sono occupati della particolare struttura mnemonica del peperones, che sembra trattenere soltanto alcuni frammenti delle esperienze passate, procedendo invece a una rimozione quasi totale dei contesti in cui tali frammenti si sono sviluppati. Un peperones, ad esempio, è in grado di ricordare con assoluta perfezione un episodio del 1981, ma può aver dimenticato del tutto gli avvenimenti della stagione più recente. Secondo alcuni, tale particolare conformazione della memoria –che si trasmette alle generazioni successive, mettendole così in grado di “ricordare” eventi cui non hanno partecipato- è necessaria alla conservazione della specie; incapace di elaborare una realtà complessa, il cervello del peperones tratterrebbe solo le informazioni più utili e piacevoli.
Altri studiosi hanno invece tentato di comprendere la struttura del linguaggio utilizzato dei peperones, e le reazioni agli stimoli esterni. Sembra infatti che alcune frasi abbiano sui peperones effetti particolari: l’espressione “era bbono”, ad esempio, sviluppa una serie di reazioni facciali tra l’adirato e il deluso; mentre la frase “rigore paa rioma”scatena esultanza e soddisfazione. Ci sono poi suoni che, combinati tra loro, sembrano intimidire il peperones: parole come “Chinaglia”, “Piola”, “Di Canio”, “Behrami”, “Klose” provocano nel peperones reazioni spaventate e tremori incontrollati. Allo stesso modo, il peperones sembra ostile ai linguaggi delle altre specie: in particolare, frasi e parole inglesi (come, per esempio, “derby”, “Liverpool”, “Manchester”) scatenano vere e proprie crisi di rabbia.
Sulla fragilità nervosa del peperones molto è stato scritto; è infatti noto come questa specie possa passare, in modo ripetuto quanto repentino, da uno stato di euforia alla depressione più completa, e viceversa.

Tuttavia, la caratteristica principale del peperones è l’instancabile e continua attività di rodimento. In ogni circostanza, in ogni occasione -sia nel chiuso delle tane sia nelle attività sociali di branco- il peperones è comunque intento a rosicchiare; l’attività, poi, diventa addirittura parossistica quando il peperones si trova ad interagire con altre specie nobili, in particolare alla vista del volo dell’Aquila Reale. Altra caratteristica tipica del peperones è quella di aggrapparsi fastidiosamente alle zone genitali delle altre specie, causando irritazioni e infezioni.    

 Ma gli studi sui peperones sono ben lungi dall’essere conclusi; negli ultimi anni molti esperti, osservando il comportamento tipico del peperones, hanno notato un’innaturale attrazione verso i bruchi, con i quali vengono formati veri e propri sodalizi stabili; altri, invece, hanno rilevato come i peperones siano soliti indossare sciarpe colorate anche in piena estate, ed esporre stracci colorati alle finestre.  

In passato, il peperones è stato oggetto di diverse campagne di protezione, atte a  favorirne la conservazione e lo sviluppo. Benchè il tempo abbia evidenziato la pericolosità e l’inutilità sociale di questo roditore, ancora di recente molti enti, pubblici e privati, hanno dato il loro appoggio a iniziative volte ad impedire l’estizione della specie; tuttavia, la maggioranza degli studiosi è ormai concorde nel consigliare la rimozione dei nuclei di peperones dalle aree abitate, nonchè una profilassi volta ad impedirne la riproduzione.  Ma la strada per arrivare a un rimedio che possa proteggere da questo fastidioso parassita è, purtroppo, ancora lunga.

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21 commenti




21 Commenti to “Piccolo manuale di zoologia”

  1.   Abbonatoon 22 Ott 2011 at 16:39

    Grande Slow, so’ loro!

    Un bel dito medio a quel buffone di bracco osvaldo detto er cipolla!

  2.   Dirkon 21 Ott 2011 at 21:16

    110 e lode! Roba da tesi di laurea alla Bocconi. Sono sicuro che neanche loro, ( i peperones), erano a conoscenza di tutte quelle cose sulla loro specie e perciò dovrebbero adottare questo articolo come punto di partenza nell’educazione dei loro piccoli. Del resto ogni specie ha la sua storia. Grande Slow e FORZA LAZIO.

  3.   Lazio 53on 21 Ott 2011 at 12:09

    Ho stampato il tuo stupendo articolo, scannerizzato ed inviato ad una serie di roditori peperones…immagino come avranno messo in moto i loro dentoni davanti per un grande rosicamento !!!

  4.   Slowhandon 21 Ott 2011 at 10:27

    Allora: accogliendo il suggerimento di nene, ho vinto il naturale disgusto, ho fatto delle ricerche e ho trovato qualcosa anche sui rituali di accoppiamento, che ho inserito nell’articolo. Comunque, ripeto: chiunque abbia notizie utili ad accrescere le nostre nozioni sui peperones, è invitato a comunicarcele!!!

  5.   Minuzon 21 Ott 2011 at 08:46

    Fantastico :-D

  6.   Anonimoon 20 Ott 2011 at 18:37

    GRANDE SLOW ,sei da ufficio stampa della LAZIO.

  7.   cifoneon 20 Ott 2011 at 18:17

    oh mado’ che trattato
    ahahaa

  8.   valter49on 20 Ott 2011 at 17:54

    bravo ,bravissimo…anzi biancoceleste !!!!!

  9.   Slowhandon 20 Ott 2011 at 17:28

    E’ che l’idea dell’accoppiamento del peprones è un po’ ripugnante… Ma magari trovo qualche relazione… :-)

  10.   neneon 20 Ott 2011 at 17:26

    bisogna inserirla su Wikipedia!!
    p.s. manca qualcosa sull’accoppiamento…

  11.   Ancherani S.on 20 Ott 2011 at 16:13

    Inserita come nota sulla mia pagina di facebook!!!!!!! e di note ne ho solo 5!!!!!! Ciò significa che per me sei un fenomeno assoluto!!!!!!!!

  12. [...] ulteriori (e divertentissimi approfondimenti) bisogna leggere l’articolo di Slowhand in materia di Peperones. Vi segnalo in particolare che [..] le caratteristiche del peperones hanno [...]

  13.   Emanueleon 20 Ott 2011 at 15:47

    Grande slow!!!!!!!

  14.   PiccoloSocrateon 20 Ott 2011 at 15:35

    SPET-TA-CO-LA-RE !
    Ti meriti una citazione !!!

  15.   Lazio 53on 20 Ott 2011 at 15:00

    unico ed irripetibile…mitico !!!

  16.   ercole79on 20 Ott 2011 at 14:33

    Slow aei unicoooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  17.   prexon 20 Ott 2011 at 13:20

    geniooooo !

  18.   Slowhandon 20 Ott 2011 at 12:35

    Eh, si nun so’ matti Piojo nun ce li vole… :-)

    Grazie, ragazzi, troppo buoni.

    Comunque, si tratta di un post “in fieri”: come ogni ricerca scientifica, il dibattito è aperto, e si accettano/aspettano i contributi di tutti. Qualsiasi notizia utile ad aumentare le nostre conoscenze sull’homunculus trigoriensis è ben accetta…

  19.   Gianlucaon 20 Ott 2011 at 12:26

    Slow, l’ho sempre detto che sei un mattooooo!! al punto giusto però..grandee!!

  20.   giangion 20 Ott 2011 at 12:04

    leggo il blog da 1 anno ma non ho mai scritto, adesso però devo farlo: SLOW SEI UN ASSO!!!!
    tutti (ma davvero TUTTI) i tuoi articoli mi fanno scompisciare, questo è l’apoteosi!!!!!
    continua sempre così!!!!

  21.   Piojo73on 20 Ott 2011 at 11:38

    lasciamelo dire…ti ho scelto io….ahahhaha sei un grande slow..una pietra emiliana ;) per il blog…

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