Gen 15 2010

Ballardini: Buona Lazio, bene Zarate e Floccari è l’uomo in più

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Queste le dichiarazioni rilasciate ai microfoni della RAI dal tecnico della Lazio, Davide Ballardini, dopo la vittoria sul Palermo: "La Lazio ha fatto una buona partita, tenendo bene il campo. Il Palermo è un’ottima squadra, con grandi palleggiatori, è normale aver sofferto. Floccari l’uomo in più? E’ un giocatore importante per noi ed il tipo di attaccante di cui avevamo bisogno. La prova di Zarate? Sono molto soddisfatto. Paura di perdere Kolarov? No, penso che resterà con noi".(rai1)

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Gen 13 2010

Ballardini: Noi a Zarate vogliamo bene, altri non so…

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Da una parte la vigilia di Lazio – Palermo e la sfida a Delio Rossi e alla sua ex squadra, dall’altra l’ennesimo capitolo della telenovela Zarate.

Davide Ballardini chiarisce ancora una volta la sua posizione. "Una cosa deve essere chiara a tutti: la Lazio, lo staff tecnico, i compagni vogliono una cosa sola: vogliono bene a Zarate e vogliono che cresca, come persona e come giocatore, perchè deve diventare nel tempo il simbolo della Lazio, perchè lui ne ha le qualità. Noi vogliamo bene a Zarate, altri non lo so. Forse a qualcuno conviene che si monti un caso intorno a lui".

Ad Udine l’argentino non ha giocato la sua migliore partita e in generale in questa stagione ha segnato poco. "Questo è derivato anche dalla fatica e dalla stanchezza. La squadra ha giocato diverse partite. E poi, il fatto che si è segnato poco, è dettato anche da un problema tecnico. Servono altri giocatori: la prova è data dal fatto che è arrivato un giocatore (Floccari ndr) che ha delle caratteristiche giuste per la nostra squadra, per giocare con i nostri attaccanti e ha fatto anche qualche gol. A metà campo e dietro, serve quella qualità che aiuta a far crescere la qualità generale del gioco".

Ma cosa serve alla Lazio, soprattutto a metà campo? Un trequartista, un regista o un interditore? Ballardini è chiaro. Per lui un ruolo è già coperto. "Noi abbiamo un regista, Baronio, che è una lietissima sorpresa, anche se io già conoscevo le sue qualità. Sta facendo molto bene. Servono altri giocatori, ma non solo in quel reparto. Anche in altri reparti".
Giovedì ci sarà la sfida contro il Palermo. "Una squadra che conosco molto bene e che ha cambiato poco rispetto allo scorso anno. Sono un ottimo gruppo che può giocarsela con tutti. Rispetto alla squadra che ho allenato hanno aggiunto Blasi, Bertolo e Pastore, un giocatore destinato ad esplodere. Noi teniamo molto alla Coppa Italia e giocheremo con la migliore formazione possibile".(lazialita)

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Gen 13 2010

Audio: La conferenza di oggi di Ballardini

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Si è appena conclusa la conferenza stampa del tecnico romagnola

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Gen 10 2010

Ballardini: Zarate ? Deve fare di più, è un gran lavoratore

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«Zarate oggi ha fatto quello che doveva fare, non è un giocatore che determina la prestazione della squadra: lui cerca di aiutare noi e noi cerchiamo di aiutare lui. È chiaro che può fare meglio. È molto serio e disponibile ed è un gradissimo lavoratore». Lo ha detto Davide Ballardini, allenatore della Lazio, ai microfoni di Stadio Sprint della Rai, dopo il pareggio di Udine, commentando le polemiche dei giorni scorsi con il fantasista argentino.

«C’è il mercato aperto, io non potevo parlare della mia squadra quando il mercato era chiuso. Adesso, le cose si possono fare e cerchiamo di farle. Mi sembra logico», ha concluso.(corrieredellosport)

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Gen 09 2010

Ballardini risponde su Zarate: Non devo scusarmi, non ho mancato di rispetto a nessuno

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Ballardini non si pente di aver redarguito Zarate, nonostante il fratello-manager dell’argentino pretenda delle scuse: "Non so se sia esagerato sottolineare e cercare di migliorare gli errori dei propri giocatori, soprattutto quando sono molto giovani. Per chi ricopre questo ruolo, credo sia quasi un dovere quello di educare la persona nella sua professione. Con Mauro non c’è stato nessun colloquio perché era una cosa che avevamo affrontato insieme alla squadra". Il tecnico allontana le accuse rivolte alla sua persona: "A parer mio è il contrario. Lui mi ha mancato di rispetto. Credo che Zarate è possa essere più importante per la Lazio se cresce come persona e come giocatore. Tutti noi che lavoriamo per la Lazio, a partite dai compagni sino ad arrivare al mio staff, abbiamo piacere che questo ragazzo diventi sempre più importante. Ho fatto per 15 anni il settore giovanile e ho visto crescere tanti giocano che ora giocano in Serie A e in nazionale. E’ un mio dovere dare loro una mano. E’ una manifestazione chiara di attenzione e di affetto. Non so a chi convenga avere dei ragazzi viziati. Inutile portarli avanti così. Non parlo di un giocatore in particolare, ma di tutti". E’ il compleanno della Lazio: "E’ una grandissima responsabilità allenare una squadra con 110 anni. Mi dà una spinta forte come persona nel mio lavoro. Ognuno di noi deve cercare di dare il meglio di sè come persona. Deve pensare se lui sta facendo del suo meglio". Domani si potrà festeggiare, chissà, con una vittoria, ma occhio all’Udinese: "A parte il cambio di allenatore, è una squadra di grandissima qualità. Ha dei nazionali di grande spessore. Con l’allenatore precedente non aveva lo stesso modulo. E’ una squadra forte che ultimamente non sta facendo buoni risultati e questo è un motivo in più per loro per cercare di invertire la rotta. Rimane però una squadra molto competitiva con dei giocatori di primissimo livello. L’atteggiamento della Lazio dovrà essere il solito. Noi facciamo bene se facciamo le cose che conosciamo. La pressione, l’intensità e la velocità. Con queste caratteristiche riusciamo a mettere in difficoltà gli altri. Serve una grandissima prestazione". Anche di Zarate: "Contro il Livorno è stato per certi tratti determinante. Noi gli chiediamo di essere presente con continuità per tutta la gara. Sia quando la palla ce l’hanno gli avversari sia quando ce l’hanno i suoi compagni. Deve solo crescere ed essere sempre più bravo e determinante per la propria squadra". Guai a dire che la gara col Livorno è stata la partita della svolta, ora ci sono due impegni troppo importanti ( Udinese e Atalanta), ma comunque ancora non determinanti: "La Lazio deve continuare ad avere la stessa voglia di giocare ed aggredire l’avversario. La Lazio da fine dicembre ha l’atteggiamento giusto. E’ stata una vittoria importante contro il Livorno, ma il campionato è difficilissimo e bisogna affrontare ogni partita al massimo perché tutte le squadre sono attrezzate. Non è stata la vittoria della svolta perché le cose sono cambiate da un po’ di tempo. Le prossime due gare non sono abbordabili e non credo che possano dare la svolta. Siamo lontani dall’obiettivo che la Lazio ormai ha ben chiaro. La Salvezza? Per ora sì, meglio stare con i piedi per terra, poi si vedrà. Meglio fare un passo alla volta". Intanto, ci sono dei punti fermi come Radu: "E’ una graditissima sorpresa. Sta facendo un campionato con continuità. Speriamo di non bruciarlo. Sta facendo bene in tutti i sensi. Si allena bene, è serio, quando non è stato utilizzato è sempre stato un esempio. Sui rinnovi? Se la Lazio vuole essere protagonista deve investire su questi giocatori. Il Milan ha ceduto Kakà ed è rimasto competitivo, la Juventus cedette Zidane. Il punto non è un giocatore, ma una strategia più ampia ed io sono stato chiaro sugli acquisti sia con voi che con la società". Ennesimo stop per Matuzalem: "Non sta bene. Convocato? E’ più no che si. Non è stato forzato. Tridente? Lo valuteremo, ma bisogna che chi gioca in attacco sia anche umile a dare una mano ai compagni quando non si ha la palla".

Cittaceleste

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Gen 09 2010

Sergio Zarate: Ballardini deve scusarsi con Mauro

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Sergio Zarate, il fratello-procuratore del numero 10 della Lazio, è appena rientrato a Buenos Aires. Due giorni fa era ancora in vacanza. Nella notte italiana è esplosa la sua rabbia per le dichiarazioni di Davide Ballardini dopo la partita con il Livorno: «Ballardini non conosce il codice del calcio e dello spogliatoio. Sono incredibili le sue parole. Non capisco ancora il motivo. Ha sbagliato tanto. Mauro è dispiaciuto, ma tranquillo e cercherà di rispondere sul campo. Ma il tecnico gli ha mancato di rispetto, sono nel calcio da trent’anni: si parla con i giocatori dentro lo spogliatoio, non fuori. Come fa l’allenatore a parlare così di Mauro davanti alla stampa? Ho visto la partita e non mi sembra neppure che abbia giocato male. Le vacanze in Argentina? Ci sono altri giocatori che sono rientrati a Roma due giorni dopo mio fratello».

Si sta aprendo una crepa tra Zarate e la Lazio. Il Raton è esplicito: «Spero che questa situazione si chiarisca. E credo che il tecnico abbia un solo modo per uscirne: presentarsi in sala-stampa e chiedere scusa a Zarate, perché ha sbagliato lui. Se questo rapporto dovesse andare avanti così, alla fine della stagione uno dei due, a mio parere, dovrebbe andare via dalla Lazio. O va via Ballardini, o va via Mauro Zarate. Decida Lotito».(lazialita)

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Gen 07 2010

Vocalelli risponde a Ballardini

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Uno sfogo davvero memorabile, per lunghezza e contenuti, quello di Davide Ballardini ieri al termine del match vinto dalla sua Lazio sul Livorno. Parole che hanno toccato alcuni nervi scoperti nella Roma biancoceleste, sollevando parecchie polemiche e meritando l’intervento sulla prima pagina del ‘Corriere dello Sport’ da parte del Direttore Alessandro Vocalelli.

"Ballardini nel dopopartita ne ha dette di tutti i colori. E poche condivisibili – premette il giornalista romano – Proviamo a mettere ordine.

1) Ballardini ha detto che alla Lazio ser­vono quattro giocatori. Su questo siamo d’ac­cordo, anche se ci sa­remmo aspettati che lo dicesse già a settembre, invece di raccontare che la Lazio avrebbe vinto lo scudetto nel giro di un paio d’anni.

2) Ballardi­ni ha lasciato intendere di poter fare a meno di Rocchi. Curioso che lo dica nel giorno in cui Rocchi è stato determinante anche nel salva­taggio della sua panchi­na. Rocchi è entrato in­fatti sull’uno a zero per il Livorno e, come detto, ha cambiato la gara ed è stato decisivo in tre gol su quattro.

3) Ballardini ce l’ha con Zarate, al punto da definire brutta la sua partita. Ci dia ret­ta Ballardini: senza la partita brutta di Zarate, e l’assist per Floccari, chissà come sarebbe fi­nita, visto che sul piano del gioco la Lazio stava facendo pochissimo.

4) Ballardini dice che Za­rate non meritava di ti­rare il rigore – malgrado fosse il rigorista – per avere giocato appunto una brutta partita. Ma da quando il rigore è un ‘premio’ per chi gioca meglio? Il rigore non do­vrebbe semplicemente tirarlo colui che è consi­derato il primo speciali­sta?

5) Ma soprattutto Ballardini ci fa sapere di essere rimasto ferito, e che sono rimasti feriti anche i compagni, per­ché Zarate è partito pri­ma degli altri per le va­canze ed è tornato senza permesso solo il 29. Se è così, e non abbiamo motivi per dubitarne, per­ché Ballardini non ha chiesto un provvedi­mento il 29 stesso? Per­ché ha aspettato di farlo giocare da titolare, cen­surando la sua prova in maniera ingiusta, per poi esporlo al pubblico giudizio? I compagni so­no forse più contenti nel sapere che l’allenatore resta ‘ferito’ e non fa nulla? E non si rende conto Ballardini che co­sì facendo dipinge una società, la società che lui dice di difendere, co­me una società inesi­stente?".

Vocalelli conclude amaramente il suo editoriale: "Peccato che ai laziali non venga neanche per­messo di godersi una vittoria preziosa. Anche se, a pensarci bene, per i tifosi laziali – che ne hanno orgogliosamente passate tante e si sentono giustamente nella no­biltà del calcio – è un po’ malinconico dover fe­steggiare una vittoria che allontana la zona re­trocessione. Ci pensino il silenzioso Lotito e l’improvviso fustigatore Ballardini…".(goal.com)

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Gen 07 2010

Audio: Le parole di Ballardini

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Ecco la conferenza stampa di mister Ballardini, dichiarazioni rilasciate ieri dopo la rotonda vittoria sul Livorno, che stanno facendo discutere.

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Gen 06 2010

Ballardini punge Zarate: Mi sento ferito…

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toccata poi, nei confronti di Zarate: «Il rigore? Il designato era Zarate, anche se non meritava di calciarlo, perché ha giocato una brutta partita. Il suo atteggiamento mi ha ferito. Un esempio? È partito per le vacanze prima del previsto ed è tornato il 29. Non è stato giusto nei confronti dei compagni. La società non gli aveva dato alcun permesso, nei suoi confronti probabilmente verranno presi dei provvedimenti».(corrieredellosport) 

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Gen 06 2010

Ballardini: Ci serviva uno come Floccari

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Andata negli spogliatoi in svantaggio per 0-1, la Lazio di Ballardini è riuscita a capovolgere il risultato, fino al 4-1finale che ha permesso ai biancocelesti di riprendere fiato abbandonando le zone bollenti della classifica.

"Oggi avevamo l’atteggiamento giusto – ha detto Ballardini ai microfoni di ‘Sky’ nel dopogara – Abbiamo coperto bene il campo". Gran parte del merito della vittoria va a Sergio Floccari, autore dei primi due goal della rimonta. "Ci serviva un giocatore così, in grado di coniugare fisico e tecnica. Rocchi e Zarate, sono due giocatori che fanno fatica, proprio per caratteristiche, a giocare insieme, mentre Floccari o Cruz sono giocatori che danno qualità e anche fisicità".

Interrogato su questioni di mercato, Ballardini non si è trincerato dietro il solito "no comment", ma ha spiegato: "Ci sono tante cose da risolvere. La prima è quella di far andare alcuni dei nostri giocatori a giocare da qualche altra parte, la seconda è quella di prendere 3-4 nuovi giocatori".(GOAL.COM)

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Gen 05 2010

Ballardini: Pandev non era in gabbia

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Da molte parti è stato definito un allenatore aziendalista, forse fin troppo e Davide Ballardini calza a pennello il ruolo affidatogli alla vigilia del delicatissimo match contro il Livorno. "Per me esiste la società, chi non cerca con tutti i suoi limiti a fare il bene della società non va bene". Chiaro il riferimento al caso Pandev, con l’allenatore che si difende dopo le accuse del giocatore: "Qui ognuno cerca di fare i propri interessi e chi è dipendente di una società deve fare gli interessi della società – continua Ballardini- automaticamente faccio anche il mio. Le grandi società lo hanno capito, quelle medio-piccole ancora no. Pandev? Il ragazzo ha più volte detto di volere andar via. Ha detto che è stato messo in gabbia senza assistenza medica e non è vero. Ci sta che uno voglia andar via, guadagnare più soldi, non ci sta che dica di essere stato messo in un angolo. E’ stato sempre rispettato come uomo e giocatore. Quindi lui fa il giocatore e io l’allenatore. C’è chi deve prendere delle decisioni, rispettando i ruoli, soprattutto per le persone che hanno qualche anno in più".

ALLENAMENTO DI PANDEV REGOLARE – Prima di affrontare il tema Livorno, Ballardini chiude il capitolo Pandev: "Il giocatore si è allenato regolarmente con la squadra, in vista delle partite si univa ai giocatori non convocati e faceva lo stesso lavoro. Noi dobbiamo imparare dall’Inghilterra, qui si devono cambiare certi rapporti società-giocatori perché non sappiamo gestire certi rapporti, dobbiamo avere la bravura di cambiare e la tranquillità di gestire i rapporti".

POCO SPAZIO AL LIVORNO – Tra tanto parlare di politica societaria, per il Livorno rimane poco spazio: "Se io gioco a pallone con un compagno e il mio compagno mi dice che non vuol giocare più per questa squadra ci rimango male. Noi giochiamo contro il Livorno che ha un solo obiettivo, loro sono concentrati solo sulla salvezza e sembra che qualcosa stiano facendo e invece noi della partita abbiamo parlato 3′ e delle altre cose 30′, questo è il dramma".(larepubblica)

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Gen 05 2010

Audio: Conferenza Ballardini

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L’audio della conferenza, svolta in questi minuti, di mister Ballardini prima di Lazio-Livorno

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Gen 04 2010

Gente che va, gente che viene…la nuova Lazio di Ballardini

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Chi arriva: Quattro rinforzi aveva chiesto Ballardini a Lotito prima di Natale. Probabilmente se ne troverà qualcuno in più. Alla fine potrebbero essere addirittura sei, due per reparto. In attacco la situazione è già quasi definita. Arriveranno Floccari (oggi il sì definitivo) e Maxi Lopez. L’eventuale alternativa a quest’ultimo è Granoche. Per il centrocampo il nome sicuro è quello del napoletano Cigarini, che arriverà a prescindere da eventuali scambi col club di De Laurentiis.

L’altro candidato "forte" è il palermitano Migliaccio, che potrebbe arrivare a Roma nell’ambito di uno scambio con Rocchi. Più difficile la pista estera che porta all’argentino Bolatti. Per la difesa l’obiettivo numero uno è il cagliaritano Canini. L’operazione dovrebbe andare in porto, anche se le trattative Lotito-Cellino non sono mai state semplici. Possibile anche l’arrivo dal Genoa di Esposito e dal Nacional Funchal del brasiliano Felipe Lopes.

Chi parte: La lista dei partenti è lunga. Comincia con i dissidenti (Ledesma, Bonetto, Manfredini) per arrivare ai nomi eccellenti di Foggia, Cruz, Rocchi. Per questi ultimi ovviamente molto dipenderà dalle offerte che dovessero arrivare. Su Foggia, che con Ballardini non trova spazio, è in atto una specie di asta. Si sono fatte avanti Atalanta e Catania ma sembrano avere molte più chance Napoli e Genoa. Cruz piace all’Espanyol, Rocchi ha rifiutato lo Zenit San Pietroburgo. Ma potrebbe accettare una destinazione italiana (Fiorentina o Napoli).

Intanto Cribari è già stato ceduto al Siena. E presto potrebbe salutare la compagnia anche Eliseu che pare si stia decidendo ad accettare il trasferimento al Saragozza. Per Bonetto si è aperto uno spiraglio al Catania, mentre Makinwa potrebbe finire all’Fc Mosca nell’ambito dell’operazione che porterà Maxi Lopez in biancoceleste. Per il nigeriano non è escluso un futuro in Inghilterra o in Italia: il Livorno ha chiesto notizie sul suo conto. Infine Firmani: lo vuole il Torino ma dovrebbe restare a Roma.

Chi resta: Tra arrivi e partenze la conta di quelli che restano non è poi così complicata. Non saranno in molti e alcuni resteranno fino a giugno. E’ il caso per esempio di Dabo il cui contratto scade a giugno e che ha già fatto sapere che tornerà in Francia. In scadenza ci sono anche Siviglia (difficile che gli sia rinnovato il contratto) e Baronio (situazione da valutare). Ma anche qualcun altro potrebbe salutare la compagnia a giugno. Come Brocchi, che pare abbia necessità di riavvicinarsi a Milano. Anche Bizzarri cambierà casacca: vorrebbe già farlo in questa sessione di mercato, ma la Lazio non è d’accordo.

Tra quelli che resteranno, quindi, sono davvero pochi i giocatori su cui si fonderà la Lazio del futuro: Zarate, Muslera, Radu, Lichsteiner, Mauri, Diakite, Stendardo e pochi altri sono le certezze. Un discorso a parte lo merita Kolarov. Lotito vorrebbe farne un perno della squadra, ma il serbo non vuole rinnovare il contratto. E allora quasi certamente sarà ceduto all’Inter. Forse già nelle prossime settimane.(oizal-lazionet-gazzetta)

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Dic 30 2009

Da Lotito a Ballardini troppe contraddizioni…Di Andrea Pesciarelli

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Caro pre­sidente Lotito, ac­colgo con piacere l’in­vito del Di­rettore ad intervenire nel dibatti­to che negli ultimi giorni ha visto partecipare sulle pagine del Corriere dello Sport non solo numerosi e stimati colleghi ma anche firme e volti da sempre presenti nella galassia biancoceleste. Chi mi ha preceduto ha ribadito un concetto semplice e basi­lare, dal quale non si può prescindere: Laziali si na­sce, non si diventa. Soprat­tutto in questa città, dal 9 gennaio del 1900. Un ap­pello, un’esortazione, uno stile di vita lontano anni luce dal suo modo di gesti­re la società e che stride in maniera impietosa con la sua concezione "mora­lizzatrice e didascalica" tanto decantata e poi, pur­troppo, smentita dai risul­tati e soprattutto dai fatti.
Ultima, in ordine di tempo, la durissima sentenza del caso Pandev, una perdita in­gente per il patrimonio so­cietario, un prezzo altissimo da pagare. Un danno, oltre alla beffa, in merito al quale prima o poi bisognerà dare delle spiegazioni; così come si dovrà chiarire perché non sia stata svolta con la dovu­ta diligenza la gestione tec­nico- amministrativa della società, come prevede l’arti­co 2392 del codice civile. La netta impressione che si ha dell’uomo Lotito è che lei sia arrivato con la missione di rifondare il mondo del cal­cio e di instillare nuovi valo­ri. Ha tagliato il cordone om­belicale con tutto il passato, a partire dalle vecchie ban­diere, penso a Lovati e Puli­ci, ha tentato (senza riuscir­ci) di offuscare la loro im­magine pulita, le loro facce, la nostra tradizione, i nostri valori, proprio lei che ha sempre posto in primo pia­no la questione morale. Un progetto che a distanza di pochi anni sembra già desti­nato al fallimento. A comin­ciare proprio dagli aspetti economici, con una serie di scelte che definire sciagura­te è quantomeno eufemisti­co ed un elenco che, giorno dopo giorno, si trasforma in un lungo rosario di liti, esclusioni e cause legali.
Ripenso a Mutarelli, an­che lui andato via a parame­tro zero con la società con­dannata a pagare una multa di mezzo milione, penso a Sereni, a Giannichedda e Zauri, persi senza incassare un solo euro, penso alla mor­tificazione del marchio La­zio per l’incapacità (involon­taria?) di stringere un ac­cordo commerciale con uno sponsor da applicare sulle nostre maglie, solo perché le tante proposte ricevute non sono state ritenute all’altez­za.
Penso a quel che resta di un settore giovanile che fino a pochi anni fa era il fiore al­l’occhiello della società, con tanti, troppi ragazzi che og­gi lasciano Formello per tra­sferirsi addirittura a Trigo­ria.
Penso ad una rosa di 32 sti­pendi e a chi, tra gli ultimi arrivati, è stato ricoperto d’oro ( com’è possibile che Eliseu guadagni il doppio di Pandev?) e temo che, come in un brutto sogno che non sembra finire mai, il peggio debba ancora venire. Penso ad un allenatore che prima si dice convinto di poter vin­cere lo scudetto in tre anni, poi davanti ad un giudice confessa di non aver utiliz­zato Pandev e Ledesma per scelta tecnica e infine cam­bia idea e avverte tutti: «Sia­mo in emergenza, se non si interviene saremo in diffi­coltà » . Oppure al direttore sportivo che due mesi fa fan­tasticava: «Questa squadra è più forte dell’anno scorso » ma che ora, con la Lazio a tre passi dal baratro, correg­ge il tiro e dice di «non aver ancora capito cosa serve per rinforzare l’organico».
Insomma, a volte si ha l’impressione che mentre tutto l’universo biancocele­ste si sia immedesimato nel­la triste e difficile attualità, la società viva su un altro pianeta. Caro Presidente, speriamo che a Cortina, do­ve sta trascorrendo le sue meritate vacanze, abbia un po’ di tempo in più per medi­tare e cercare una soluzione a tutte queste problemati­che. Perché si fa ancora in tempo a salvare la stagione ma c’è bisogno di una sterza­ta decisa, di un cambio di rotta, di una virata che im­pedisca l’impatto con l’ice­berg. Perché la netta sensa­zione è che questa Lazio, la "sua" Lazio, assomigli sem­pre di più al Titanic, con l’orchestrina che suona e i passeggeri che ballano men­tre la nave affonda. Non di­mentichi mai che per fortu­na gli uomini passano ma la Lazio resta. E ci sarà sem­pre perché, anche se lei non lo ricorda, siamo noi quelli che… hanno portato il calcio a Roma! Veritas filia tempo­ris. La verità è figlia del tempo.(corrieredellosport)

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Dic 21 2009

Lodo Pandev: Ballardini e Manzini a Milano

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Sono appena giunti in Lega calcio Davide Ballardini e il team manager, Maurizio Manzini, testimoni della Lazio nell’arbitrato Pandev. Simpatico siparietto all’ingresso: sotto i fiocchi di neve, il tecnico biancoceleste redarguisce Manzini che prova a parcheggiare la sua mercedes in uno spazio impossibile. Poi, il mister ravennate si sofferma in uno degli uffici della Lega davanti ad una gigantografia della Lazio vincente a pechino. Poi, raggiunge al primo piano il presidente Lotito.(cittaceleste)

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Dic 21 2009

Flop Ballardini….Altro che ‘tutto bene’…

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Sono 26 le partite disputate da Davide Ballardini sulla panchina della Lazio tra campionato, Europa League e la singola partita della Supercoppa Italiana.

Partiamo proprio dal primo successo arrivato contro l’Inter a Pechino: una partita in cui la Lazio è stata messa sotto per novanta minuti dalla compagine meneghina ma che, con un pizzico di fortuna – vedi il gol di faccia segnato da Matuzalem – è riuscita a portare a casa vincendo il primo titolo della stagione. Nelle 17 partite disputate in serie A con i biancocelesti solo tre vittorie contro Atalanta e Chievo nelle prime due giornate di campionato e poi – oltre 100 giorni dopo – contro il Genoa all’Olimpico. Dopodiché è arrivata la sconfitta (preventivata) contro l’Inter. L’ultimo posto in classifica è a soli quattro punti, e i prossimi impegni (Livorno in casa e Udinese al Friuli) saranno molto caldi, a dispetto delle temperature. L’Europa League è l’aspetto più desolante di questa stagione: si è fatto di tutto per entrare in Europa grazie ad un cammino spettacolare in Coppa Italia, ma per uscire ci è voluto pochissimo. Vittorie con Elfsborg al primo turno, contro il Villareal in casa e contro il Levski a Sofia.

Totale: 7 partite vinte in 26 gare. Un bottino magro, magrissimo per chi voleva competere per conquistare lo scudetto in tre anni (dichiarazioni di Ballardini) e per chi voleva portare la Lazio a livello delle grandi d’Europa ispirandosi al modello Arsenal (dichiarazioni di Lotito).(calciomercato.com)

 

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Dic 20 2009

Ballardini: Buona Lazio, ora i rinforzi

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La Lazio perde, ma Davide Ballardini è soddisfatto. Per il buon gioco e anche per l’autorità dei biancocelesti sul campo dell’Inter, non esattamente nella serata di grazia. Eppure il club di Lotito ha rimediato l’ennesima sconfitta, la settima in un campionato fino ad oggi disastroso, privo di qualsiasi tipo di gioia: «La partita è stata una buona su campo difficile, su cui è quasi impossibile giocarci. Abbiamo fatto una buona partita e con il presidente si è parlato non solo della gara ma anche di quello che dovremo fare sul mercato. Lazio poco coraggiosa? Il coraggio lo abbiamo sempre poi ti devi confrontare con una squadra che prende pochissimi gol. Abbiamo provato a fare male all’Inter ma loro sono una squadra molto forte».
Aspetto che forse ha deciso la partita la libertà concessa a Maicon per tutto il primo tempo e larghi sprazzi del secondo. Ballardini si giustifica con le assenze: «Non avevamo altra scelta rispetto a Del Nero e comunque ha giocato molto bene. Perché segnamo pochi gol? Perché abbiamo perso per un mese e mezzo Rocchi per un colpo a quadricipite. Poi si è fatto male Cruz e ha preso pure una squalifica Cruz. Non abbiamo avuto sempre a disposizione i nostri attaccanti. La Lazio crea tanto gioco e occasioni, ma se si parla di mercato e di eventuali acquisti è perché abbiamo delle difficoltà. In questo momento meritiamo i punti che meritiamo. Noi crediamo che alla fine del campionato avremo i punti giusti. La realtà ora è questa e dobbiamo essere molto pratici e capire che le difficoltà si superano insieme. Kolarov a centrocampo? Lui è un giocatore di elevate qualità fisiche e tecniche e la sua resistenza è rinomata. Può giocare in molti ruoli: terzino, esterno e centrocampista centrale, mezz’ala a destra e sinistra. Lui si adatta perché da quella posizione può dare fastidi a chiunque. Maxi Lopez? Non è ancora ufficiale».(corrieredellosport)

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Dic 19 2009

Ballardini: Serve gente coinvolta

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Come sta la Lazio, ci crede in un’altra impresa come quella di Pechino?
La Lazio sta bene e crediamo di poter fare una buona partita. Poi sappiamo che giochiamo contro una grande squadra, sono molto motivato e in campionato sono due partite che non fanno risultato pieno, ma siamo consapevoli della difficoltà

Sarà una Lazio modello derby?
Non so, oggi valutiamo Cruz, abbiamo a disposizione Rocchi, ma non è importante questo, l’importante è come riusciremo ad attaccare e con quanti uomini.

L’assenza di Zarate sarà pesante?
Io penso alla squadra, non bisogna fossilizzarsi su questo, dobbiamo fare bene anche senza di lui.

Pechino quanto è lontana?
Noi non dobbiamo pensare a Pechino, adesso dobbiamo pensare a quello che è il presente, loro sono una squadra collaudata, è da un po’ di tempo che hanno quegli elementi, poi ogni anno aggiungono qualcosa di nuovo, quindi sono temibili.

La posizione di del Nero è un progetto tattico da portare avanti, anche per spostare Kolarov a centrocampo?
Del Nero è convinto della posizione che sta occupando, anzi se lo mettiamo da un’altra parte ci rimane male, sta dimostrando grande disponibilità. Kolarov è un forte giocatore, straripante che può sicuramente occupare più posizioni.

Mister è preoccupato dal fatto che la Lazio continua a faticare a far gol?
Sì è vero, ma dobbiamo ragionare sulle motivazioni di questo, non sono preoccupato ma dobbiamo lavorarci.
Il divario tra l’efficienza della difesa e quella dell’attacco è molta.
Per me è la prima volta che nella carriera mi trovo davanti a questo problema. Nel passato avevo sempre avuto semmai il problema contrario. Noi abbiamo dei centrocampisti che badano molto, per caratteristiche, all’equilibrio difensivo e facciamo più fatica a proporci verso la porta. Di fatto sono solo due i giocatori che giocano in mezzo al campo che hanno caratteristiche più offensive e sono Matuzalem e Mauri. Gli altri come dicevo sono mediani e svolgono un altro tipo di lavoro per questo dobbiamo riuscire a portare una maggior mole di giocatori in attacco.

E’ vicinissimo alla Lazio Maxi Lopez lei che ne pensa?
Lo conosco è un giocatore che ho seguito in passato quando ero al Parma. Noi sappiamo cosa serve a questa squadra vedremo quello che si potrà ottenere, perché dal sapere all’ottenere ce ne passa.

La chiave per affrontare l’Inter
La chiave è la squadra, dovremmo sempre essere vicini e aiutarci a vicenda, non dovremmo mai rinunciare al gioco e scendere in campo con la consapevolezza di chi stiamo andando ad affrontare. Solo così potremmo fare una partita da Lazio.

Cruz come sta?
Lui si è allenato ieri con la squadra oggi lo stesso, siamo già contenti di averlo in gruppo.
Per la difesa è l’esame di maturità
Sì la difesa è già qualche partita che sta facendo grandi cose, siamo andati a napoli e ci siamo difesi, siamo andati a Firenze e abbiamo fatto lo stesso. Dobbiamo essere più pericolosi sotto porta.

Rocchi non segna dal 23 agosto…
Tommaso Rocchi è un giocatore straordinario che ha un intelligenza nello smarcamento nell’essere utile ai compagni fondamentale. Però bisogna lavorare sempre, magari 3-4 anni fa aveva un’altra freschezza aveva un’altra gamba, adesso magari deve sopperire a questo con il maggior lavoro.

Tornando al mercato quali sono le priorità?
Le priorità sono sia in entrata ma anche soprattutto in uscita, perché in una squadra è fondamentale che ci sia la ricerca del coinvolgimento di tutti. Questo è essenziale, perché lavorare con una rosa da 32 giocatori sicuramente non è facile e credo sia giusto che i giocatori che magari non riescono a trovare spazio qui se lo cerchino altrove.

Un’Ultima battuta su Mourinho
Ma lui è sicuramente un grande allenatore, non lo conosco personalmente ma per occupare quella posizione sicuramente ha fatto grandi cose in passato.

Dall’inviato Alessio Aliberti – Lazialità

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Dic 17 2009

Ballardini: A Milano per fare la Lazio

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Il tecnico della Lazio nella conferenza post-gara analizza la prestazione dei suoi: "La partita ha decretato che i nostri giovani hanno grande qualità ma devono ancora crescere".

Mister che ne pensa della partita?
La partita non aveva importanza, per noi era interessante valutare le prestazioni di alcuni ragazzi. Loro devono crescere ancora molto, il match ha detto questo. Hanno qualità ma devono ancora crescere.

E i più grandi?
Alcuni si sono comportati molto bene, penso a Scaloni per esempio, certo altri potevano fare meglio anche se non è facile rientrare da un infortunio, come Makinwa, ed essere subito decisivi.

E’ un arrivederci all’Europa?
Noi dobbiamo pensare al campionato ora, sappiamo la posizione in cui siamo e dobbiamo rialzarci concentrando tutti i nostri sforzi su quello.

E Il Levski?
Il Levski era lo stesso della partita d’andata, loro avevano tutti i titolari, erano più esperti di noi ed hanno meritato la vittoria.

Che partita sarà contro l’Inter?
I numeri dicono che c’è una grande differenza tra noi e loro. Noi andremo a Milano con la convinzione che dobbiamo fare la Lazio, dobbiamo essere umili ed aver grande cuore. Non avendo tantissima forza e non avendo in alcuni reparti tantissimo mestiere dovremo essere una squadra corta ed attenta. La Lazio se la può giocare anche contro l’Inter ma deve essere consapevole di quello che esprime e della posizione di classifica che occupa.

L’assenza di Zarate e Cruz tra gli altri la preoccupa?
L’assenza di Zarate non mi preoccupa noi abbiamo altri giocatori che faranno bene. Per Cruz vediamo nell’allenamento di domani se riuscirà a recuperare.

Mister bizzarri ancora non è pronto o c’è qualche altro problema dietro la sua assenza?
No Bizzarri non può giocare ha ancora il problema alla spalla che non gli consente tutti i movimenti.(lazialita)

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Dic 16 2009

Audio: La conferenza di Ballardini

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Ascolta Ballardini prima di Lazio-Levski Sofia

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