Gen 14 2010

Lazio-Palermo 2-0: Kolarov e Floccari la Lazio batte Rossi

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Lazio vola ai quarti di Coppa Italia, dove troverà la fiorentina, battuto 2-0 il palermo dell’ex Rossi, reti di Kolarov al 57′ poi raddoppio di Floccari al 73′ che mette a segno il suo quarto gol in tre partite in biancoceleste.La sfida degli ex va a Ballardini e alla Lazio detentrice del trofeo: 2-0 al Palermo e sfida ai quarti di finale contro la Fiorentina. Decidono Kolarov e Floccari, le armi in più di questa Lazio nell’inizio del 2010. Non è fortunato quindi il ritorno all’Olimpico di Delio Rossi, che portò la Lazio proprio alla vittoria di una coppa Italia. Il pubblico di Roma, non numerosissimo, lo accoglie con calore, la sua ex squadra lo elimina dal torneo.

Aleksandar Kolarov è nel mirino dell’Inter per riempire il buco lasciato dall’infortunio di Chivu sulla fascia sinistra. Sempre più spesso, però, Ballardini lo usa come centrocampista centrale: non che lì in mezzo fornisca troppe geometrie o idee, però arriva sempre al tiro. Riceve palla, prova a saltare un uomo, fa due passi e spara una bomba. Lo fa sempre, anche da posizioni impossibili: si contano sette conclusioni nel primo tempo, senza che Ballardini gli dica nulla. Evidentemente è una scelta condivisa dall’allenatore. Scelta che paga al 12′ della ripresa, alla ottava conclusione: un tiro ribattuto di Zarate finisce nella sua zona, al limite dell’area. Il serbo ci pensa poco e la mette all’angolino di sinistro, di precisione: 1-0 per la Lazio.

Il tiro sistematico di Kolarov è una soluzione importante per una Lazio che fin qui in stagione ha faticato terribilmente a fare gol: ora con Floccari le cose sembrano cambiate. Non solo perché l’ex Genoa al 29′ della ripresa infila il 4° gol in tre partite con la Lazio, ma anche perché Zarate pare finalmente essersi convinto di avere un compagno degno di ricevere un passaggio da lui. Intendiamoci, l’argentino continua spesso a giocare da solo e cercare il dribbling ad oltranza, ma ogni tanto si convince a dialogare e il suo talento porta assist, come quello per il 2-0. In una Lazio che, come il Palermo, schiera molti titolari, si segnalano anche alcune uscite da mezzofondista di Diakité (puntuale anche in marcatura), la costante crescita di Radu, la solita gara ordinata di Baronio, una parata decisiva di Muslera nel primo tempo (su Pastore).

Il Palermo esce dalla coppa in una gara che a lungo gioca meglio dell’avversario. Fino a quando viene colpita da Kolarov ha le occasioni migliori, nonostante giochi senza il suo faro. Miccoli infatti è in campo, ma è quasi irriconoscibile. La formazione è quella titolare, con Pastore a suggerire al posto di Simplicio: l’argentino dimostra di non essersi perso nel cambio di continente, fornendo giocate, idee e anche una paio di conclusioni pericolose. Kjaer a lungo mette il bavaglio allo scatenato Floccari, prima di essere battuto in contropiede, mentre Cavani non riesce mai a liberarsi al tiro. Per l’ambizioso Palermo di Zamparini la coppa Italia poteva essere una scorciatoia per l’Europa. Dovrà cercare altre strade.(gazzetta)

Lazio (3-4-1-2): 86 Muslera; 87 Diakitè, 28 Stendardo, 26 Radu; 32 Brocchi, 33 Baronio (42′s.t. Scaloni), 11 Kolarov, 81 Del Nero (38′s.t. Lichsteiner); 5 Mauri; 20 Floccari (33′s.t. Rocchi), 10 Zarate. A disp: (88 Berni, 13 Siviglia, 4 Firmani, 18 Makinwa) All. Ballardini.

Palermo (4-3-1-2): 46 Sirigu; 16 Cassani, 24 Kjaer, 5 Bovo, 42 Balzaretti; 8 Migliaccio, 11 Liverani, 9 Nocerino (18′s.t. Bertolo); 6 Pastore (39′s.t. Simplicio); 7 Cavani (28′s.t. Hernandez), 10 Miccoli. A disp: (83 Rubinho, 3 Goian , 88 Blasi, 20 Budan) All. Delio Rossi.

Reti: 12′s.t. Kolarov (Laz), 29′s.t. Floccari (Laz)
Ammoniti: Balzaretti (Pal), Miccoli (Pal)

Arbitro: Paolo Tagliavento di Terni


 

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Ago 13 2009

Altra festa, altro trofeo….La Lazio batte l’osasuna ai rigori

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Sfilata di squadra e coppe all’Olimpico
Spagnoli avanti al 22′ con Juanfran, pari di Zarate al 36′. Dal dischetto decisive le parate di Muslera. Prima del match presentazione della squadra e passerella con Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Lotito: «Lugano? Una città svizzera»
Meno importante degli altri, certo, ma la Lazio sembra ormai abituata ad alzare coppe e fa suo anche il Trofeo Sky, messo in palio nella serata della presentazione della squadra davanti ai tifosi. All’Olimpico grande festa dalle 20, con l’ingresso di tutta la squadra accompagnata dalla Supercoppa Italiana e dalla Coppa Italia. Dopo la festa la partita contro l’Osasuna, finita 1-1 con le reti di Juanfran e Zarate, e i rigori in cui si è messo in grande evidenza Muslera con le sue decisive parate. Dal dischetto errori di Zarate (rigore fatto anche ripetere da Trefoloni) e Radu. Durante la partita è arrivata la notizia della gravità dell’infortunio di De Silvestri: probabile una distorsione al ginocchio, potrebbe rimanere assente anche 4 mesi.

FISCHI A LOTITO E AI DISSIDENTI - L’abbraccio caloroso agli eroi di Pechino, il silenzio rigoroso per ricordare il capitano dell’Espanyol, Daniel Jarque (ma anche l’ex bandiera della Lazio, Orlando Rozzoni), la solita lotteria dei rigori che esalta ancora una volta Muslera e regala il successo contro l’Osasuna, ma soprattutto i fischi assordanti e ripetuti al presidente Lotito e ai tre dissidenti Ledesma (unico presente), Pandev e De Silvestri. Davanti ai diecimila dell’Olimpico è andata in scena dapprima la presentazione ufficiale della rosa biancoceleste con tanto di sfilata dei due trofei, la Coppa Italia e la Supercoppa, conquistati negli ultimi tre mesi, e poi, contro gli spagnoli dell’Osasuna l’ultimo test in vista dell’assalto all’Europa League che scatta tra una settimana contro gli svedesi dell’Elfsborg. Un impegno vero, con toni spesso al di sopra della semplice gara amichevole (quattro gli ammoniti), soprattutto per merito di un Osasuna deciso a far bella figura e guidato da Camacho in panchina. Gli spagnoli hanno provato anche loro a rovinare la festa laziale con il gol di JuanFran al 23′ del primo tempo dopo un’azione personale, ma è stato il solito Zarate, il migliori dei suoi, al 36′ a riportare sul pari i biancocelesti. Poi i rigori per assegnare il trofeo Sky, con Muslera capace di esaltarsi con due parate consecutive al 5° e al 6° rigore, prima del match point messo a segno da Baronio per il 5-4 finale.

CRUZ, BIZZARRI ED ELISEU TITOLARI - È stata la prima passerella davanti al pubblico di casa per i nuovi arrivati Cruz, Bizzarri, Eliseu e per il tecnico Ballardini, con tanto di presentazione all’americana: ad aprire le danze è stato il portiere Muslera, uno dei più applauditi con Matuzalem, con la Coppa Italia in mano, a chiudere capitan Rocchi con la Supercoppa conquistata pochi giorni fa a Pechino. A rovinare il clima di festa è arrivata puntuale però la prevedibile contestazione verso i tre dissidenti, Ledesma, Pandev e De Silvestri, e quella immancabile al presidente Lotito, colpevole secondo tifosi di non mettere mano al portafoglio. Fischi che non sono andati giù all’argentino. «Non è giusto rovinare questa serata – ha ammesso Ledesma – La società conosce il mio pensiero, non c’è mai stata l’intenzione di andare verso una rottura». Fischiati a lungo anche i due assenti Pandev (non ancora rientrato dalla Macedonia) e De Silvestri (alle prese con una distorsione al ginocchio), non appena sono stati nominati dallo speaker. In attesa che si risolva la questione dei tre separati in casa, sempre più vicini ad un addio, e che arrivi il rinforzo per la difesa (Lugano è ad un passo), tra una settimana si farà di nuovo sul serio contro gli svedesi dell’Elfsborg, che hanno mandato dei dirigenti per studiare da vicino gli avversari.

LOTITO SUL MERCATO LAZIO - Il presidente del club biancoceleste a Sky: «Questa di stasera è una squadra che ora è rimpastata, stiamo soltanto cercando di vedere qual è il modulo e i giocatori migliori nei singoli ruoli. Mercato? Quando parlate di Lugano mi ricorda sempre una città della Svizzera di sessantamila abitanti, questo è l’unico Lugano che conosco. Ora parlare di mercato è prematuro ma la Lazio sta lavorando per ottenere gli obiettivi. Bengtsson? abbiamo fatto un esposto a Fifa e federazione svedese perché riteniamo che né il giocatore né il procuratore hanno avuto un comportamento corretto. Stiamo lavorando anche per sfoltire la rosa, per sistemare i giocatori che non trovano spazio. Sorrido pensando a quando sono arrivato, la Lazio aveva nove giocatori e ora invece ne ha troppi. Abbiamo speso tanto dal punto di vista finanziario questa stagione»

FOGGIA: PRONTO A TUTTO PER LA LAZIO – Uscito tra gli applausi il folletto biancoceleste: «Un po’ mi è dispiaciuto non giocare a Pechino ma la vittoria ha cancellato tutto. Da quando gioco a calcio nessuno mi ha mai garantito il posto, io non mi sento una riserva e sono pronto a dare tutto per questa squadra»

CRUZ: ORA IL MIO DESTINO È QUI – Applausi anche per il centravanti: «Sono contento di essere stato accolto con tanti applausi, so che sono un po’ indietro nella condizione ma piano piano entrerò nel gruppo anche fisicamente. La vittoria con l’Inter? Nella vita succedono cose incredibili, vincere lo scudetto con l’Inter e la Supercoppa con la Lazio non è da tutti. Felice di essere in questa società. Vincere a Pechino non è stata una rivincita, ho sempre voluto bene a tifosi, presidente e compagni di squadra nerazzurri. Ma ora il mio destino è la Lazio»

BROCCHI: «CHE ORGOGLIO VINCERE QUI» - Un assist e una partita di grinta e cuore per il centrocampista: «Ognuno nel calcio ha il proprio ruolo, questo è il mio e anche se non sono più giovanissimo sono orgoglioso di vincere quello che sto vincendo. Aver lasciato il Milan per venire qui è stata una scelta importante perché ho vinto con una maglia diversa, rimettendomi in gioco e vincendo due trofei da protagonista. Mi sono tolto una grande soddisfazione e spero di continuare a vincere ancora per due o tre anni»

LAZIO (4-4-2): Bizzarri (61′ Muslera); Scaloni (46′ Lichtsteiner), Siviglia (46′ Diakitè), Cribari, Kolarov (46′ Radu); Foggia (71′ Meghni), Brocchi (dal 61′ Dabo), Baronio, Eliseu (dal 46′ Del Nero); Zarate, Cruz (dal 63′ Matuzalem). (Rocchi). All. Ballardini.
OSASUNA ( 4-4-2): Ricardo; Azpilicueta, Flano (81′ Josetxo), Sergio, Calleja (88′ Galan); JuanFran, Rupert (72′ Vadocz), Punal, Esparza (62′ Monreal); Pandiani, Aranda (72′ Dady). (Roberto, Roversio, Portillo, Oier, Alan Baro, Dani Palacios, Zabal). All. Camacho.
Arbitro: Trefoloni di Siena
Reti: al 23′ pt JuanFran, 36′ pt Zarate. Angoli: 8-5 per l’Osasuna. Ammoniti: Flano al 34′ pt, Punal al 16′ st, Radu al 20′ st e Sergio all’89′ st per gioco scorretto. Recupero: 1′ e 0.
Sequenza rigori: Punal (parato), Lichtsteiner (gol), JuanFran (gol), Zarate (palo), Pandiani (gol), Dabo (gol), Galan (palo), Radu (traversa), Dady (parato), Meghni (gol), Vadocz (parato), Baronio (gol).(corrieredellosport)

 

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Giu 08 2008

Rozenhal batte Behrami

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Behrami battuto, vince Rozehnal
Divisi, uno contro l’altro in questo Europeo 2008, Svizzera e Repubblica Ceca sorteggiate nello stesso girone e accoppiate per il match inaugurale di ieri pomeriggio. Ha avuto la meglio Rozehnal, di misura. Behrami ha giocato un primo tempo scintillante, mentre nella ripresa è sembrato un fantasma. Rozenhal si è distratto solo una volta, per il resto partita perfetta, che alla Lazio, per dire, non ha mai fatto.

Pentiti Valon Divisi, ma uniti dalla faccenda Lazio. Cioè, entrambi hanno qualche problemino con la società, Behrami è proprio entrato in rotta di collisione con Claudio Lotito, minacciando di usare l’ormai famigerato articolo 17 della Fifa. Negli ultimi giorni, sarebbe tornato sui suoi passi con la coda tra le gambe. Ma Lotito non si è intenerito, anche ieri a Valmontone ha detto di essere disposto al perdono, ma «solo se il suo sarà un autentico ravvedimento».

Da riscattare Rozehnal ha un’altra Storia . Qui la scarsa considerazione è da parte del Club . Preso in prestito dal Newcastle all’ultimo secondo dell’ultimo giorno del mercato di gennaio (ci fu pure quella buffa storia del fax rotto), ha giocato molto poco, ha convinto ancor meno ed entro dopodomani va riscattato versando altri 3,5 milioni circa, che si aggiungono agli 1,5 già versati per averlo gino a ora. «Faremo il possibile», ha detto ieri Lotito. Il Genoa è in agguato.(Gazzetta dello Sport)

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Mag 11 2007

Siviglia batte cassa alla Roma

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Siviglia pretende i soldi dalla Roma, ben 516 mila euro
Il difensore della Lazio Sebastiano Siviglia chiede ancora una volta i soldi alla Roma, sua ex squadra che lo vendette al Parma nel 2002. Oggi c’è stato un nuov incontro davanti al giudice che ha rinviato il tutto al 17 luglio. Per quella data il giudice ha convocato oltre al giocatore anche Rosella Sensi che dovrà dare per l’ennesima volta la propria versione dei fatti, visto che si sono ritrovati fascicoli scomparsi, come rivelo’ Siviglia qualche mese fa, ma non i verbali. Davvero una cosa curiosa. cittaceleste

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