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Aleksandar Kolarov è sempre stato ammirato e benvoluto dai tifosi della Lazio. Vuoi per le sventole da fuori, vuoi per il carattere e la grinta. Vuoi per quella somiglianza con un Campione d’Italia, Sinisa Mihajlovic (anche lui passò un periodo di incomprensioni con la Curva). Da oggi forse non sarà più così. O perlomeno bisognerà ricostruire il rapporto. Dopo la brutta sconfitta con il Bari, infatti, in cui quasi tutti i giocatori hanno mal figurato, il giocatore serbo è andato sotto il settore mandando platealmente a quel paese i tifosi che si erano sobbarcati i 400 km di distanza che separano Roma da Bari, rei di contestare. Nervosismo da entrambe le parti, ok, ma forse si poteva evitare tutto quanto.(lalaziosiamonoi)
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Ha saltato le sfide contro Salisburgo e Levski Sofia (fu espulso nel match di ritorno contro l’Elfsborg, erano i preliminari), ci sarà di fronte al Villarreal. Aleksandar Kolarov è pronto, aspettava questa notte. L’affetto dei tifosi lo ha rincuorato, gli ha trasmesso la giusta carica. È successo ieri a Formello, in mille hanno assistito all’allenamento della Lazio. Si piazzerà a sinistra, nel suo ruolo. Si affiancherà a Radu, Cribari e Lichtsteiner. Saranno loro a formare la difesa. Kolarov sarà in campo, ha voglia di Europa. Si è consacrato in serie A, è diventato titolare nella Serbia, ha conquistato l’accesso ai Mondiali del 2010, ora vuole mettersi in mostra a livello continentale con la Lazio.(corrieredellosport)
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Prima la qualificazione mondiale, poi la sfilata in passerella: Aleksandar Kolarov, che domenica rientrerà in biancoceleste dopo le doppie squalifiche in Coppe e in campionato, ha festeggiato in patria il traguardo della sua Serbia, che sarà in Sudafrica la prossima estate. E il giorno dopo era testimonial di una sfilata di abbigliamento casual.(corrieredellosport)
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Serata di qualificazioni mondiali per i due terzini biancocelesti. A Belgrado, è festa grande per Aleksandar Kolarov che con la sua Serbia gioca 90′ ed umilia con una cinquina la Romania di Mutu e Chivu (espulso). Un successo storico per la compagine balcanica che con questa affermazione si qualifica con un turno di anticipo a "Sudafrica 2010". E’ inutile, infatti, il successo della Francia (5-0 sulle isole Faeroer): i transalpini devono accontentarsi dello spareggio. Davanti agli oltre 40 mila spettatori che hanno infuocato il Maracanà, Kolarov e compagni hanno dominato dal primo all’ultimo minuto una Romania incapace di reagire. Il vantaggio, l’unica rete del primo tempo, è arrivato al 36′ con un colpo di testa del gigante Zigic. Nella seconda frazione di gioco ci hanno pensato Pantelic, Kuzmanovic. Jovanovic (2) a fissare il risultato sul 5-0. Convincente la prova del mancino laziale che sembra ormai aver convinto il tecnico Radomir Antic.
Se Kolarov può legittimamente brindare alla qualificazione mondiale, Stephan Lichtsteiner deve pazientare ancora qualche giorno. Nonostante il secco 3-0 rifilato al Lussemburgo, infatti, la Svizzera non è ancora matematicamente promossa: a rovinare le speranze di festeggiamenti anticipati dei rossocrociati è stato il successo (5-2) della Grecia sulla Lettonia. A Zurigo è stata una doppietta di Senderos e il 3-0 di Huggel a decidere l’incontro. Buona la prova di Lichtsteiner che come Kolarov ha disputato l’intera gara. Ora ai biancorossi non rimane che attendere Israele mercoledì a Basilea, dove con un pareggio staccherebbero la qualificazione per i Mondiali del Sudafrica.(lalaziosiamonoi)
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Il giudice sportivo ha squalificato per due giornate Kolarov (Lazio), espulso alla fine del primo tempo della partita contro il Parma. Il difensore serbo ha «rivolto all’arbitro un’espressione ingiuriosa, appoggiando una mano sul petto del direttore di gara». Oltre alla squalifica, a Kolarov è stata inflitta un’ammenda di 5.000 euro con diffida. Diffida e ammenda di 3.000 euro per l’allenatore dell’Atalanta Antonio Conte, espulso ieri nel corso della partita contro il Catania.
Per un turno sono stati squalificati Flamini (Milan) e Manfredini (Atalanta). I giocatori diffidati sono Maicon (Inter), Astori (Cagliari), Delvecchio (Catania), Kjaer (Palermo), Spolli (Catania) e Doni (Atalanta, con ammenda di 1.500 euro). Ammende di 1.000 euro per Totti (Roma), di 500 euro per Di Natale (Udinese), Agostini (Cagliari) e Andujar (Catania). Queste le ammende per le società: 8.000 euro all’Atalanta, 5.500 euro all’Inter, 2.000 euro al Livorno e 1.000 euro al Parma
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Parole sante… Alexander Kolarov, presente questa mattina alla clinica Paideia per le visite mediche, ha escluso che in questo mercato estivo lascerà la Lazio. Guai a parlargli di un corteggiamento da parte della Juventus: "Di questo non so niente. Io rimango qui" – ha detto, lapidario, il terzino serbo.
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Mourinho vuole il Serbo Che non fosse propriamente un calciomercato tranquillo per la società biancoceleste si era immaginato, ma nelle ultime ore a villa San Sebastiano i problemi non hanno fatto che bussare alla porta. Dopo il caso Pandev e la grana Ledesma, per altro decisamente in alto mare, nella tarda serata di ieri sono suonate altre due sirene d’allarme. La prima porta il nome di Eliseu, l’altra Alexandar Kolarov. Per quanto riguarda il primo: il giovane portoghese in forza al Malaga sembra aver annunciato una brusca frenata nella trattativa con la Lazio. Il pomo della discordia, guarda caso, sarebbero i soldi, la Lazio infatti gli aveva promesso un contratto da un milione, mentre poi senza spiegazioni sarebbe scesa di duecento mila euro. Il secondo allarme di ieri però sembrerebbe addirittura più preoccupante del primo. Alexandar Kolarov infatti, sembra esser in procinto di lasciare la Lazio. Radiomercato nelle ultime ore non ha fatto che spifferare la concreta possibilità di vedere l’anno prossimo il calciatore serbo alla corte di Josè Mourinho. Piace all’Inter e piace a Moratti. Il numero uno del club nerazzurro sembra aver individuato nell’esterno laziale il degno erede di Maicon, che sembra voglioso di chiudere anzitempo la sua avventura milanese per approdare al Real. Per arrivare a Kolarov, particolarmente sponsorizzato da Stankovic, Moratti dovrà superare le resistenze di Lotito, che però come si sa per un’offerta indecente non direbbe di no a nessuno. Il giocatore è valutato dalla Lazio circa 10 milioni, ma nell’operazione potrebbe finire anche Marco Materazzi, vecchio pallino laziale. Per ora la trattativa Kolarov è congelata in attesa delle decisioni di Maicon riguardo al suo futuro, però se il difensore carioca optasse per l’addio immediato, difficilmente la Lazio potrà trattenere il serbo a Roma. Per Lotito dunque che predica moralità e senso di appartenenza non sono giorni tranquilli e la sua Lazio sembra sgretolarsi pezzo dopo pezzo…(tuttomercatoweb)
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Da una grande d’Europa La Lazio avrebbe ricevuto da una società europea una maxi offerta per Kolarov. Lotito ha però dichiarato incedibile il giocatore.(piazzadellaliberta)
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Non si ferma più Dopo lo slalom nel derby, il tiro che ha beffato Buffon Il giovanissimo terzino sta diventando imprendibile. Corrono tutti con Kolarov. Migliaia di fedelissimi in delirio, tutti i suoi compagni, tutto il mondo Lazio. Corse e miraggi, corse e assist, corse e sorpassi, corse e gol, missili, saette e un sogno chiamato Coppa Italia. Corrono tutti con Kolarov verso il traguardo. Corrono verso casa, corrono verso Roma e un Olimpico biancoceleste. Corrono con turbo Kolarov: ha divorato la Juve, l’ha superata, l’ha bruciata col suo scatto. Un assist per Zarate, un gol con tiro deviato velenosamente. E’ un fulmine d’uomo dal primo all’ultimo metro, non conosce staffetta. E’ senza limiti questo Kolarov. Dalla corsa-gol di Lecce, allo sprint-gol nel derby, fino alla fuga-gol contro la Juventus. Imprendibile questo Kolarov, fenomeno a modo suo. Sprinter più che terzino, propulsore più che esterno di fascia. E ha un tiro che è un bolide, basta prendere la mira giusta. LA STAR – Corre Kolarov, scarpette d’oro, ruba la velocità a tutti. Ha messo all’angolo i bianconeri, tutti quelli che gli si presentavano sotto tiro. E’ la freccia più veloce che c’è. Corre e trascina la Lazio verso la finalissima di Coppa Italia, la proietta nel futuro travolgendo tutto quello che si trova di fronte. Ostacoli e avversari. Come corre questo Kolarov, va come un razzo, va che è una bellezza vederlo filare su quella corsia. Sfugge alle marcature, è imperioso quando affonda lateralmente, quando s’accentra, quando non perde lucidità e offre assist al bacio ai compagni. Sfugge al pressing e ai radar nemici, non si fa prendere, s’infila senza dare punti di riferimento, è la scheggia impazzita di Rossi. Corre e vince Kolarov, è imprendibile. E’ questa la sua evoluzione tecnica e tattica. Ormai è diventato uno schema: palla a lui e parte la corsa da 80 metri in avanti, senza fermarsi mai, con la testa alta, le braccia puntate in avanti, il passo che travolge. E’ in forma fisica perfetta. Sta volando sulle ali dell’entusiasmo da due mesi a questa parte. E’ cresciuto, si è completato, non sbaglia un intervento difensivo, non perde un pallone, attacca e difende alla stessa maniera, senza scoprire il reparto, aggiungendosi agli altri. E’ un primatista questo Kolarov. Ha strappato la finale alla Juventus così come aveva strappato il derby alla Roma. Lui, ragazzo- calciatore sconosciuto fino ad un anno e mezzo fa. Il talento scoperto da Walter Sabatini e portato a Roma per imporlo nel calcio dei grandi. Lui che ispira il suo tiro a quello di Sinisa Mihajolovic e che da piccolo già chiamavano il Roberto Carlos serbo. Sempre lui, una delle rivelazioni più belle di quest’annata tornata a splendere d’incanto. Lui, papà da un paio di mesi e che non smette mai di dedicare le sue vittorie e i suoi successi alla figlioletta. VERSO ROMA – Corre questo Kolarov, balla sotto la curva dei tifosi arrivati sino all’Olimpico di Torino. Non vuole rallentare, non ha freni. Corre e spinge a crederci, punta Roma e la sua finalissima. E’ bello sentirsi così, è bello viaggiare alla sua velocità cercando sempre traguardi diversi e aspettando quello più bello del 13 maggio. I tifosi già urlano: « Tira, tiraaa, tiraaaa… » e Aleks carica il sinistro correndo, prendendo la mira, spaventando con la sua forza potente e prepotente. Corre Kolarov. Lui davanti, gli altri dietro. Lazio in fuga per la vittoria.(corrieredellosport)
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«Ho visto spazio libero davanti a me….» Fa su e giù da 85 minuti. Ottantacinque volte per sessanta secondi e lui sempre avanti-indietro-avanti-indietro. La sua Lazio sta vincendo, 3-2, è avanti anche di un uomo, ma il derby è aperto come non mai. La palla adesso ce l’ha il compagno, Fernando, il portiere. Gliel’allunga con le mani. Aleksandar è al limite della sua area, minuto 85 del derby prepasquale. Prende palla, la controlla, trotterella, cinque metri, poi dieci, salta un uomo, ne salta un altro. « Ho visto spazio libero davanti a me, erano passati già 85 minuti per cui non è che avessi tanta benzina in corpo, però notavo che quelli della Roma erano fermi, così mi sono infilato… » . Adesso Aleksandar è nella metà campo avversaria, la Roma si apre un po’ perché ha un uomo in meno, un po’ perché con il tempo sono volate via tante energie, un po’ perché nessuno pensa che Kolarov farà davvero quello che finirà per fare. Corre, corre, corre, adesso Aleksandar è nella trequarti avversaria, adesso la diga davanti a lui comincia a chiudersi, finta di andare dritto, stringe alla sua destra, adesso è dentro l’area: « Ho saltato due uomini in velocità, poi ho guardato Doni… ». Adesso Aleksandar guarda il portiere, l’altro portiere. Lui sa che l’altro sa che è mancino, mentre la palla è sul suo destro. « Ho capito che Doni si aspettava il mio tiro da una certa parte, allora ho provato col destro a metterla sul palo lontano…
» . Aleksandar, così, tira, ne esce una traiettoria malefica, perché la palla non viaggia veloce ma precisa: « Mi è riuscito, e sono stato anche fortunato perché non l’ho presa benissimo » . Aleksandar ha tirato, quella palla viaggia serena verso la porta della Roma. Un secondo, due secondi, gol, partita, incontro. Quattroadue, sipario sul derby. Aleksandar continua a correre, va verso i tifosi, apre le braccia e con le mani fa il segno del «tre»: pollice, indice e medio. Tre. « Che significa? Sono le tre dita con le quali noi ortodossi ci facciamo il segno del cristiano. Così ho aperto quelle tre dita… ». LA DEDICA – Kolarov ha fatto un gran gol il secondo stagionale dopo quello a Lecce sempre in campionato – partendo dalla sua area, come una locomotiva, lui che a quel fisico da quattrocentometrista aggiunge un sinistro radiocomandato. Stavolta, però, ha fatto gol di destro. « Questo gol, questo gol che mi rende felice, è dedicato al mio popolo ». Aleksandar condensa l’orgoglio del serbo nel cuore del giocatore biancoceleste. Lo dedica al suo popolo, che sta in parte in Serbia e in parte qui in Italia, e ieri stava sulle tribune di un Olimpico che da tempo non vedeva una Lazio così. E un Aleksandar così. Adesso si rimetterà a correre, e magari trascinare una squadra che fino a venerdì sembrava con il fiato irrimediabilmente corto. « Era un risultato che ci voleva, è una vittoria ottenuta con il cuore, perché questa squadra merita di andare in Europa » . A oggi mancano sette partite alla fine del campionato, e le vie per l’Europa sono due: una più immediata, si chiama finale di Coppa Italia, resta «solo» una semifinale di ritorno contro la Juve da giocare il 22 aprile (biancocelesti avanti 2-1 dopo l’andata); una più lunga e impervia, se non altro per la pluralità di impegni, che passa attraverso la corsa al sesto posto ora distante 5 punti (ma potrebbe bastare il 7°, solo due punti più su). « Speriamo che sia la gara della svolta, come lo fu per la Roma, che all’andata vinse e poi andò molto bene ». LO SPECIALISTA – Non è nuovo a prodezze simili nei derby, Aleksandar Kolarov, famoso in Serbia – oltre che per il talento anche per quel biglietto da visita con cui si presentò ai tifosi dell’Ofk Belgrado: golvittoria nella sfida stracittadina contro il Partizan. Dopo quel gol, la parte di Belgrado che tifava Ofk lo innalzò agli dei. I tifosi biancocelesti non crediamo saranno da meno.(corrieredellosport)
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L’allievo vuole superare il maestro Destini incrociati per i due serbi che rappresentano passato, presente e futuro dei biancocelesti. Kolarov, un Roberto Carlos serbo? No, il vero erede di Sinisa Mihajlovic. Le due stelle mancine oggi all’Olimpico, una contro l’altra. Aleksander Kolarov, 23 anni
Quando Aleksander Kolarov arrivò alla Lazio, la sua scheda tecnica fu probabilmente fotocopiata da quella del suo predecessore che indossava la maglia numero 11, leggendo di fatto che era un difensore, mancino e che possedeva un tiro veramente esplosivo. Lo stesso Sinisa disse di lui che avrebbe davvero potuto far bene e che probabilmente possedeva una potenza di tiro addirittura maggiore rispetto la sua. Il ventitreenne serbo si presentò lo scorso anno al pubblico biancoceleste con uno straordinario biglietto da visita distribuito a Reggio Calabria, quando con un bolide da 40 metri andò a segnare una fantastica rete per i capitolini, mostrando a tutti una delle sue doti migliori. Nonostante i tentativi però, fino alla scorsa giornata di campionato, solo due i goal messi a segno dal terzino di fascia sinistra, in Coppa Italia, ma proprio nella partita precedente alla sfida contro Mihajlovic, un altro bolide messo a segno, stavolta a Lecce, finito addirittura nella Top 10 della rete statunitense ESPN, come uno dei gesti atletici più belli della settimana. L’attuale tecnico del Bologna ha trascorso sei stagioni alla Lazio mettendo a segno 20 reti tutte contraddistinte da bellissimi gesti tecnici e tutte partite dal suo piede sinistro, con l’unica eccezione di una, messa a segno di destro, proprio all’Olimpico. Tra i due sono tantissime le similitudini, prima di tutto ovviamente nel modo di calciare la palla e nella potenza scaricata in un tiro, ne ha fatto le spese Siviglia ad esempio lo scorso anno, rimediando una frattura alla mano in allenamento, o l’arbitro Saccani, più di recente, barcollando per qualche metro e cadendo a terra dopo una bordata del numero 3 della Lazio che lo aveva colpito in pieno volto. Kolarov ovviamente ha ancora molto da imparare, è giovane, ma ha sicuramente le doti giuste che gli possono permettere di ripercorrere la strada di colui che lo ha preceduto nella capitale, lasciando il segno, oltre che come un ottimo difensore, anche come uno dei migliori specialisti al mondo sui calci piazzati.(lazialita)
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Il Gol del Serbo fa’ il giro del Mondo L’incredibile gol realizzato ds Aleksander Kolarov contro il Lecce ha fatto il giro del mondo ed è stato inserita nella top ten dei gesti sportivi più belli dalla televisione ESPN
Il gol di Kolarov ha fatto il giro del mondo. L’incredbile bordata dalla distanza del serbo a Lecce è stata materia di discussione in una delle trasmissioni più seguite negli States. Di solito nella "Top Ten sport center" su ESPN, vengono inseriti i gesti sportivi più belli della settimana e, raramente, c’è il calcio, considerato che sport come Basket e Football la fanno da padrone. La splendida rete di Alexander Kolarov, però, ha fatto colpo e occupato l’ottavo posto di questa classifica. Un riconoscimento enorme per il giovane serbo. Che oggi pomeriggio a Formello potrà vantarsi di questo riconoscimento con tutti i compagni.
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Una bomba sul volto Momenti di apprensione allo Stadio Olimpico di Roma per l’arbitro Massimiliano Saccani, messo ko da un forte tiro del laziale Kolarov che lo ha colpito in pieno volto. Il direttore di gara e’ rimasto a terra per circa due minuti dopo l’impatto con il pallone nei primi minuti del secondo tempo di Lazio-Torino. Subito soccorso, il direttore di gara ha ripreso regolarmente ad arbitrare la gara.
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Il Terzino Sinistro Giovani in ascesa: Kolarov più esplosivo Radu più ordinato L’intelligenza tattica di Radu o l’irruenza e il tiro esplosivo di Kolarov? Rossi avrebbe risolto volentieri l’interrogativo sposando la difesa a tre, così sarebbe riuscito a sfruttare in pieno le potenzialità di due difensori giovanissimi, ricchi di talento e su cui si sono già posati gli occhi dei grandi club italiani e non solo. Kolarov era entrato nel mirino del Milan, Radu in prospettiva può ripercorrere la carriera di Chivu. Giocano nello stesso ruolo e sono amici. Fanno coppia fissa o quasi. E con Pandev compongono un terzetto che in ritiro non si divide quasi mai. Il difensore romeno, che Rossi vede e impiega terzino sinistro con la linea a quattro, ha avuto un inizio stagione piuttosto complicato. Una brutta contusione riportata nell’amichevole del 20 agosto con la Romania lo ha fatto faticare: nonostante il solito recupero lampo, a Cagliari è rimasto in panchina. Poi ha risposto di nuovo alla convocazione del ct Piturca. Radu è stato sostituito al 47′ della disfatta interna con la Lituania. Domani sarà impegnato nelle isole Far Oer e rientrerà a Formello solo venerdì. Probabile che Rossi gli preferisca ancora Kolarov, che ha avuto l’opportunità di lavorare per due settimane a Formello recuperando il tempo perduto a causa dei Giochi. Il nuovo ct serbo Radomir Antic non lo ha convocato nella nazionale maggiore. Kolarov a Cagliari non era partito benissimo, ma poi nella ripresa è diventato protagonista: dalla sua discesa è nato l’assist per il 3-1 firmato da Pasquale Foggia. Nello scorso marzo era stato protagonista assoluto nel derby con la Roma. Vuole sfruttare l’onda lunga dell’esordio felice del Sant’Elia per ritagliarsi uno spazio importante nella nuova Lazio.(corrieredellosport)
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Giudice sportivo: Kolarov squalificato Il giudice sportivo ha squalificato 17 giocatori dopo le gare del 22° turno del campionato di Serie A. Stop di una giornata per Amauri (Palermo), Kolarov (Lazio), Dos Santos (Genoa), Vergassola (Siena), Balleri (Livorno), Comotto (Torino), Contini (Napoli), Corradi (Parma), Diana (Torino), Gastaldiello (Sampdoria), Guana (Palermo), Miccoli (Palermo), Parravicini (Parma), Quagliarella (Udinese), Sculli (Genoa), Ujfalusi (Fiorentina) e Vannucchi (Empoli). L’allenatore del Torino, Walter Novellino, e’ stato squalificato per due giornate.
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Allenamento di rifinitura questa mattina per Lazio. 18 i convocati per la trasferta di Milano Buone notizie per Delio Rossi dall’ultima rifinitura svolta a Formello prima della partenza per Milano. Tanto Kolarov che Firmani hanno partecipato regolarmente all’allenamento ed entrambi sono fra i convocati per la gara con l’Inter. Un recupero celere per i due giocatori che si erano fermati, Firmani mercoledì e Kolarov giovedì. Non si è allenato invece Gaby Mudingayi perché risente di una tendinopatia al retto addominale e con infiammazione alla sinfesi pubica sinistra. Il giocatore, squalificato, si è sottoposto alle cure fisioterapiche. Quanto a Meghni, il giocatore accompagnato dal dott. Petrucci prima della partenza per Milano, si è recato a Vetralla presso l’ortopedia Giuliani, partner tecnico della Lazio per la messa a punto di un tutore speciale a protezione della mano sinistra infortunata. La Lazio approfitterà della sosta della Nazionale per osservare tre giorni di riposo da lunedì. La ripresa è stata fissata per giovedì con due sessioni di lavoro, mattutina e pomeridiana. Incontro stampa previsto per le ore 17.15. Alle ore 19.00 è in programma presso il Comune di Formello la prevista cerimonia per l’accordo fra la S.S.Lazio e lo stesso comune per l’utilizzo del campo sportivo "Garofani". Di seguito la lista dei convocati:
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Domani alle ore 10.30 allenamento di rifinitura. Nel primo pomeriggio partenza per Milano Allenamento pomeridiano per la Lazio oggi a Formello. Si è svolto prima un lavoro tecnico-tattico a reparti separati e quindi si è concluso con una partitella in famiglia a campo ridotto. Sul campo presenti tutti i giocatori disponibili, compresi gli squalificati in campionato cioè Mudingayi e Mutarelli. Hanno svolto preparazione differenziata Firmani e Kolarov lavorando in piscina e palestra. Il difensore serbo che ieri nella partitella con la berretti aveva avvertito in un contatto una fitta al ginocchio sinistro – che non gli aveva impedito di giocare tutta la partita – stamane accompagnato dal dott. Petrucci si è sottoposto ad una visita di controllo con una risonanza magnetica. E’ risultato un trauma distorsivo con contusione al ginocchio sinistro con un minimo versamento articolare. Quindi riposo odierno, la terapia fisioterapica a Formello e domani mattina test di validità nel corso dell’ultimo allenamento di rifinitura in programma alle ore 10.30 a Formello. Stesso test di validità per Firmani. Al termine dell’allenamento intorno alle ore 13.00 è previsto l’incontro stampa con il portiere della Lazio Marco Ballotta.(sslazio.it)
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Kolarov, un tiro mai visto Un gol da 35 metri: ecco come il serbo imprime al pallone una potenza straordinaria Sabato mattina a Formello, durante l’allenamento di rifinitura e pochi istanti prima di indossare i fratini gialli per la prova tattica, scherzando ma non troppo, unendo l’ironia tutta romagnola a un briciolo di sano cinismo, Delio Rossi lo aveva ghiacciato: «Occhio alle mani». Aleksandar Kolarov, il mancino serbo della Lazio, si stava avventando sul pallone, pronto a scaricarlo in rete. E allora meglio avvertire il gruppo. Molti giocatori si trovavano proprio davanti alla porta, magari distratti e girati di spalle. E dopo quello che era successo lunedì scorso a Siviglia, meglio non correre altri rischi. Sventurato Seba, l’unico disposto a mettersi in barriera sulla punizione di Kolarov. Ultimo pallone dell’allenamento. Nessun altro voleva andarci. E così, girandosi di spalle per proteggere il corpo, ma dimenticandosi di avere la mano aperta e non in tensione, ci ha rimesso tre dita. Gli sono saltati indice, anulare e medio. Tripla frattura, rotta anche la capsula articolare, necessario l’intervento chirurgico. SIVIGLIA – Incidenti di questo tipo, nel calcio, sono rarissimi. Non ci credeva nessuno. Perché in pochi si erano accorti della potenza di Kolarov, ventuno anni, ex Ofk Belgrado, terzino sinistro della Serbia Under 21 vicecampione d’Europa, acquistato dalla Lazio per 800 mila euro a giugno. Lo aveva segnalato Sergio Berti, il suo procuratore, a Sabatini, che aveva cominciato a studiarlo tra febbraio e marzo. Rischiando un po’, ma scommettendo sul suo futuro alla Lazio, è stato preso subito e tesserato da extracomunitario, pochi giorni prima del ritiro di Kapfenberg e quando non c’era ancora nessuna certezza sul passaporto di Carrizo. Una scelta indovinata nel lungo periodo. Perché Kolarov, che ha il fisico e la potenza di uno stopper, potrà diventare davvero un terzino sinistro di livello mondiale.
INTERNO – Ha un tiro meno raffinato e sensibile di Sinisa Mihajlovic, rispetto a cui è forse più potente. Calcia di collo interno sinistro. Non sono parabole a effetto, sono vere e proprie cannonate.
«Il suo gol? Me lo aspettavo prima del 75′, ma in precedenza era stato bravo Campagnolo a parare» ha svelato Rossi. Quando lo spazio gli si è aperto davanti, ha fatto roteare il suo sinistro, diretto all’angolo e sbattuto sul palo prima di entrare in rete. «Non è stato un gol. Quello era un missile » ha raccontato Ficcadenti, sorpreso da quel tracciante terraaria. Su punizione, nel primo tempo, aveva steso Barreto, fulminato da una pallonata sulla coscia destra, trasportato fuori dalla macchinetta per gli infortunati e costretto a mettere il ghiaccio. PROMESSA – Parla poco italiano e soprattutto inglese. Sarebbe stato bello sentirlo, ma forse un po’ troppo timido, ha preferito salire subito sul pullman regalando una frase che non passerà alla storia.
«Sono contento del gol» ha sussurrato prima di salutare. Mercoledì sera, dopo la partita con il Cagliari, aveva promesso un gol a Goran Pandev, il suo grande amico. Fanno ormai coppia fissa e trascorrono molto tempo insieme. Aleksandar ha già sentito per telefono due o tre volte Mihajlovic. E l’ex difensore della Lazio non lo ha chiamato soltanto per fargli gli auguri. Nei giorni scorsi lo ha aiutato, attraverso una donna serba che vive a Roma, per fargli vedere alcuni appartamenti sulla Cassia. In attesa di trovare casa, per adesso si è sistemato nella foresteria del centro sportivo di Formello. ANGOLI – Il suo è un calcio di potenza, con l’interno del piede sinistro. Il suo obiettivo è segnare almeno tre o quattro gol in campionato. Ed è probabile che ci riuscirà ancora nello stesso modo. Non è uno specialista sulle punizioni. E’ invece pericolosissimo sui calci d’angolo da destra. Ha già segnato in carriera dalla bandierina e dalla bandierina può essere un’arma letale anche per i colpitori di testa della Lazio. Strano, però, che ieri non gli sia toccato neppure un corner.(corrieredellosport)