Feb 08 2010

Sondaggio: Chi vorresti al posto di Ballardini ?

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Ott 20 2009

E’ un gruppo da 7° – 8° posto

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Un sondaggio. Abbiamo contattato i grandi ex. Li abbiamo convocati e la domanda è stata diretta: "Quale posizione di classifica vale questa Lazio?". Hanno risposto in 10: da Giordano a Garlaschelli, da Fascetti a Manfredonia, da Rambaudi a Beppe Signori, da Facco a Piscedda, da Pulici a Marchegiani. Hanno dato le loro indicazioni alla luce di quanto visto nelle prime otto giornate di campionato e considerando anche il valore dell’organico messo a disposizione di Ballardini.
La media è del 7,5, significa che per gli storici biancocelesti questa Lazio è da settimo-ottavo posto in classifica.
Non solo voti, ma pure tanti pareri da esperti. Non si tratta solo di un sondaggio numerico, sono state espresse motivazioni e sono state individuate spiegazioni: i problemi di organico, le scelte estive, le assenze dovute agli infortuni, gli impegni multipli, i problemi del passato mai risolti. L’analisi è profonda, riguarda tanti aspetti (fisici, tecnici, tattici).

PULICI (7º posto): «Rosa carente e la qualità viene prima del gruppo»
«La Lazio ora occupa una posizione che non era prevista. Dovrebbe, invece, lot­tare per tentare di salire tra le prime quat­tro del campionato. Questa è una squadra che al massimo può ambire al settimo-otta­vo posto, diciamo il settimo che potrebbe valere l’Europa League. Il discorso scivola inevitabilmente sull’organico. La rosa è ca­rente. Non mi va di insistere su Pandev e Ledesma. Credo che il discorso sui dissiden­ti penalizzi chi sta giocando. Mi spiego: la squadra è consapevole di doversi impegna­re oltre misura per esprimere le proprie qualità. Alla lunga, sotto l’aspetto psicologi­co, si può risentirne. E poi bisogna ritrova­re l’equilibrio. Non mi convince dire che sia più importante il gruppo. Io sono per la qua­lità, il gruppo lo trovi di conseguenza per­ché una qualità superiore ti consente di ot­tenere risultati migliori. Senza qualità, non vai da nessuna parte».

PISCEDDA (7º posto): «Uno come Pandev manca molto»
«Considerando i valori espressi dal campionato, la Lazio può stare tra le prime otto. La posizione? Diciamo setti­ma. I problemi ce l’hanno tutte le squadre ma con i giocatori a disposizione Ballardi­ni può ambire al settimo-ottavo posto. Ci potrà arrivare. Forse rispetto alla passata stagione la Lazio si è un pochino indeboli­ta. Io noto soprattutto l’assenza di Pandev, perché è un giocatore di classe che riusci­va a muoversi tra le linee, legando centro­campo e attacco. Ledesma è un giocatore che per caratteristiche si può sostituire e Baronio, bisogna riconoscerlo, lo sta fa­cendo bene. Sinora ha avuto un buon ren­dimento. Ecco, io penso che forse stia mancando soprattutto Pandev alla Lazio. Ma con i giocatori che ci sono la squadra biancoceleste potrà attestarsi tra il setti­mo e l’ottavo posto. E poi la classifica è ancora molto corta».

GIORDANO (7º posto): «Quale obiettivo? E in Europa non c’è solo la Lazio»
«Prima di dare una risposta precisa, bisogne­rebbe anche capire che tipo di obiettivo si è dato la Lazio e quali sono le aspettative. Sino­ra non mi sembra che società e tecnico ne ab­biano parlato. Da fuori, vedendo il campionato, penso che la Lazio possa attestarsi tra il settimo e il nono posto. Il settimo, a ridosso della zona Uefa, può essere nelle corde della squadra bian­coceleste, che anche l’anno scorso ci sarebbe potuta arrivare senza un girone di ritorno nega­tivo. L’Europa League può pesare ma ci sono tante squadre nelle Coppe, non solo la Lazio. Penso alla Roma, al Genoa e le prime quattro che giocano la Champions, ancora più pesante. Se non vuoi fare l’Europa, allora parliamo di de­cimo posto e basta, ma questo non può essere un ragionamento: i tifosi della Lazio meritano di più. Rispetto all’anno scorso manca Pandev. Era ideale per il gioco: seconda punta o trequar­tista, ha sempre segnato andando in doppia ci­fra e resta un giocatore di grande classe».

GARLASCHELLI (10º posto): «Una partita buona e poi tre brutte»
«Io vedo la Lazio come lo scorso anno. Credo e temo che non possa andare ol­tre il decimo posto. Parlo del decimo e spe­ro qualcosa di meglio, considerando anche la classifica corta. Ma per quello che si è visto sinora, la squadra sembra da metà classifica, non di più. L’organico è lo stesso della passata stagione, anzi mancano al­cuni giocatori importanti. Non abbiamo rinforzato la squadra, direi il contrario. Si­no a questo momento è mancato il gioco, è mancata un pochino di qualità. Capita di vedere una partita buona e poi il buio per altre tre partite. Insomma il trend è discon­tinuo, altalenante. Anche sotto questo aspetto, la Lazio mi ricorda molto la squa­dra della passata stagione. Non so quante soddisfazioni potremo prenderci e che tipo di aspettativa si può dare al nostro cam­pionato. Lo ripeto: vedo una Lazio da deci­mo posto in classifica » .

MARCHEGIANI (6º posto): «Manca soprattutto la continuità»
«Direi che la Lazio può occupare un po­sto dal quinto al settimo, farei una media e punterei sul sesto. Questo almeno stando ad oggi. La squadra si porta dietro alcuni difetti dell’anno scorso, va detto. Non riesce ad esprimersi sempre sugli stes­si livelli, è ciò che le manca. Non sai mai cosa aspettarti dalla Lazio. A tratti è capa­ce di togliersi grandi soddisfazioni, soprat­tutto se è al completo e se sta bene fisica­mente. Il suo limite però è la variabile che la porta a giocare spesso in maniera diver­sa. Dove può arrivare? Questo gruppo ha fatto intravedere grandi potenzialità, sia in campionato e sia in Europa. Il futuro di­pende solo dalla Lazio, non dagli altri. Ser­ve innanzitutto continuità di rendimento per tornare nei piani alti della classifica. Le prossime giornate saranno ancora più indicative per capire dove si potrà effetti­vamente arrivare».

FACCO (10º posto): «La classifica attuale parla chiaramente»
«E’una Lazio da decimo posto. Vale la posizione dell’anno scorso. Allenato­re e calciatori, stando alle dichiarazioni ri­lasciate dopo il pareggio con la Sampdo­ria, dicono che la squadra merita la posi­zione che occupa in questo momento. Ma i tifosi non sono dello stesso parere, si aspet­tano ben altro e credo abbiano ragione. Non conosciamo gli obiettivi fissati dalla società, non li hanno mai resi noti ufficial­mente e precisamente. La Lazio non è mi­gliorata rispetto ai mesi scorsi e si è visto in queste prime otto giornate di campiona­to. Ha iniziato in crescendo, poi ha perso troppi punti per strada. Ci sono problemi di organico, ci sono problemi che risalgono al passato e non sono solamente attuali. Non c’è stata l’inversione di tendenza che era stata auspicata in estate, non ci sono stati grandi progressi. La classifica parla chiaramente ed è sotto gli occhi di tutti».

RAMBAUDI (7º posto): «Con exploit e frenate non si va lontano»
«E’una Lazio da settimo posto. Può lot­tare per questa posizione di classifi­ca. A centrocampo non c’è possibilità di scelta ampia, è il reparto meno completo rispetto a tutti gli altri. Mauri e Brocchi ga­rantiscono qualità e quantità ma per il mo­dulo scelto da Ballardini mancano almeno altri due interpreti di questo tipo, intendo due uomini con caratteristiche gradite al tecnico per attuare la sua filosofia calcisti­ca. La squadra deve trovare continuità di rendimento, finora non ci è riuscita, è un ostacolo da superare al più presto, è una necessità per risalire in classifica. E’ da un anno che la Lazio si porta dietro questo problema in campionato, non l’ha ancora risolto del tutto. Senza continuità di risulta­to sei capace di grandi exploit ma anche di grandi frenate. E’ quello che è accaduto un anno fa ed è quello che sta succedendo nel­la stagione attuale».

SIGNORI (6º posto): «Migliorerà con i rientri più importanti»
«Le qualità della Lazio attuale sono da quinto-settimo posto, la media sarebbe il sesto. La squadra può puntare ad un piazzamento Uefa, ha già fatto vedere di cosa è capace. In questa prima parte di stagione gli impegni si sono accavallati tra campionato ed Europa League, non è mai facile essere sempre al top. La Lazio può vantare grandi giocatori in avanti e i gol arriveranno, anzi torneranno. Non credo che sia questo il problema principale an­che perché in Europa la squadra ha segna­to molto. Non dimentichiamo il buon inizio in campionato. Siamo ancora all’ottava giornata, è tutto da vedere. La squadra ha iniziato ad affrontare impegni importanti sin dai primi giorni di agosto, sono passati più di due mesi. La condizione migliore tor­nerà appena la maggior parte dell’organi­co sarà nuovamente a disposizione del tec­nico biancoceleste».

MANFREDONIA (8º posto): «Gli obiettivi sono ancora alla portata»
«Quanto vale questa Lazio? Mi verrebbe da dire che può occupare un posto dal quinto all’ottavo. In questo momento è for­se da ottavo, ma la squadra è stata penaliz­zata da alcuni problemi di organico dovuti alle assenze per infortunio e alle varie in­disponibilità. Penso che in generale meriti una posizione nella parte sinistra della classifica. Finora il rendimento è stato suf­ficiente anche se si poteva fare di più. La stagione è lunga, c’è ancora molto da dire in campionato, bisogna attendere nuove prove. Non tutti hanno potuto giocare lo stesso numero di partite. E’ importante che il tecnico recuperi la maggior parte dei suoi uomini e che possa gestirli tra un im­pegno e l’altro. La stagione della Lazio è iniziata molto presto, è normale accusare un po’ di fatica, credo sia fisiologico. Gli obiettivi sono ancora a portata di mano, so­no aperti tutti i fronti».

FASCETTI (7º posto): «Sta pagando la partenza a tutto gas»
«E’troppo presto per dare indicazioni precise e definitive. La Lazio è parti­ta bene, ad oggi può valere un posto tra il quinto e l’ottavo. Se dovessi sceglierne uno in particolare direi il settimo ma nel calcio non si può vivere di certezze, ripeto è anco­ra troppo presto per lanciarsi in pronostici azzardati. Un confronto col passato? Non discuto le scelte della società, ma è certo che la squadra ha perso due grossi giocato­ri come Pandev e Ledesma. Avrebbero fat­to comodo in una stagione come questa, lunga e ricca di impegni. La Lazio gioca su più fronti, ha iniziato molto presto la sua preparazione fisica, è arrivata pronta alla sfida di Supercoppa Italiana contro l’Inter e ha conquistato l’accesso in Europa Lea­gue. E’ normale che la stanchezza si paghi, così come la partenza a razzo. Sono aspet­ti che vanno tenuti in grande considerazio­ne ».(corrieredellosport)

 

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Giu 05 2009

Derby più sentito al Mondo: Lazio-Roma al secondo posto

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Al primo Celtic vs Rangers
Il derby è sempre il derby. Soprattutto se si prende in considerazione quello a noi più vicino. Una partita, la stracittadina romana, giocata dai tifosi di entrambe le squadre, 365 giorni l’anno…Un match fatto di sfottò, goliardia, tifo e molto altro ancora…una rivalità che va al di là del mondo del calcio, ricca di emozioni e sensazioni forti, fortissime, che solo questa partita riesce a dare…

E, a quanto pare, dell’importanza che i tifosi e gli appassionati romani ripongono nel Derby della Capitale, se ne sono accorti anche dall’altra parte del mondo. Negli Usa, infatti, l’emittente televisiva più importante, la CNN, ha stilato una classifica, dei derby calcistici maggiormente sentiti nell’intero globo terrestre, inserendo il Nostro al secondo posto…un riconoscimento che ricopre una volta di più, semmai ce ne fosse bisogno, d’importanza la partita più sentita dell’anno qui a Roma…

I DERBY DI MAGGIOR RIVALITÁ NEL MONDO (CNN)

1º) Celtic vs Rangers (Scozia)

2º) Lazio vs Roma (Italia)

3º) Boca Juniors vs River Plate (Argentina)

4º) Al Ahly vs Zamalek (Egitto)

5º) Galatasaray vs Fenerbahce (Turchia)

6º) Olympiacos Pireo vs Panathinaikos (Grecia)

7º) Stella Rossa vs Partizan (Serbia)

8º) Wydad vs Raja (Marocco)

9º) Corinthians vs Palmeiras (Brasile)

10º) Peñarol vs Nacional (Uruguay)

Fonte: La Lazio Siamo Noi

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Mar 23 2009

E’ l’ora di mettere la testa a posto

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Stop ai cali di tensione, bisogna dare il massimo
E ora che fare? Esorcizzare i numeri da incubo, guardare il ca­lendario, fissare le ultime nove par­tite di A e gli obiettivi rimasti, pun­tare al derby contro la Roma e alla Coppa Italia, interrogarsi sui risulta­ti senz’orientamento e sull’assurda alternanza registrata tra l’andata e il ritorno (relativamente alle gare fin qui giocate).
E ora che Lazio aspettarsi? Una Lazio che si rianimi, che si prepari e sfrutti la sosta per arrivare pronta al rush finale senza fallire completa­mente la stagione. La doppia sconfit­ta Chievo-Catania ha ricomplicato i piani e la classifica. Ha ri­messo tutto e tutti in discussione. Ecco il futuro, tra prospetti­ve e programmi.
LE PROSPETTIVE – Prima la pausa, poi si ripartirà da Siena, al­tra trasferta ostica.
Prima il Siena, poi il derby contro la Ro­ma, un match che già da solo vale storica­mente una stagione.
Per la Lazio avrà si­gnificati multipli. 1) All’andata arrivò una sconfitta, i tifosi biancocelesti s’aspettano il successo. 2) Il derby si giocherà in casa, sarà una delle ulti­me quattro sfide di campionato (del­le nove restanti) che si disputeranno all’Olimpico (le altre cinque sono previste in trasferta). 3) Nove parti­te da giocare, ci sono in ballo 27 pun­ti, la Lazio deve puntare al massimo per tentare l’assalto all’Europa diret­tamente dal campionato.
E ora che fare? Continuare a spe­rare nella Coppa Italia, altra via d’accesso per conquistare l’entrata in Coppa Uefa. Il 22 aprile si gioche­rà la semifinale di ritorno contro la Juventus, si partirà dal 2-1 dell’an­data, servirà un’altra impresa per accedere alla finalissima di Roma.
IL CALENDARIO – Nove partite di se­rie A da qui alla conclusione. Nove partite già divise logisticamente (cinque in trasferta, quattro in ca­sa). Quelle all’Olimpico: la Lazio do­vrà affrontare Roma, Atalanta, Udi­nese e Reggina. E fuori casa se la do­vrà vedere contro Siena, Genoa, In­ter, Palermo e Juventus all’ultima giornata. I biancocelesti sono attesi da trasferte infuocate, trasferte che dovranno garantire un buon bottino di punti (gli eventuali risultati casa­linghi non basterebbero per cullare sogni di gloria). Non ci sarà campo dove si potrà sonnec­chiare.
L’ALTERNANZA – Paz­za Lazio, ecco cos’è. Basta guardare l’elenco dei risultati per rendersene con­to. E’ stata capace di tutto, pure d’inverti­re il suo cammino di campionato. Tra le sfide d’andata e di ri­torno…: ha vinto e perso col Cagliari, ha vinto e perso contro la Sampdoria, ha vin­to e perso contro la Fiorentina, ha vinto e pareggiato col Tori­no. E poi ancora: ha pareggiato e vinto col Lecce, ha perso e vinto col Bologna e il Napoli. Ha vinto e per­so col Chievo e col Catania. Roba da perderci l’orientamento, una rotazio­ne che non è mai stata continuità.
I NUMERI – Vanno esorcizzati. La Lazio ha fatto dodici a Catania: ma sono le sconfitte collezionate in cam­pionato (dodici come le vittorie con­quistate, cinque sono i pareggi). L’anno scorso, nell’annata disgrazia­ta, i biancocelesti chiusero con quat­tordici insuccessi, è bene che Rossi e i suoi uomini evitino di ripetersi o di peggiorare il record negativo. La pausa è arrivata? Le vacanze no.(corrieredellosport)

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Gen 26 2009

Sondaggio: Chi al posto di Rossi ?

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In attesa di ripristinare il Sondaggio di stamattina (piccolo inconveniente tecnico), dove chiedevo se Lotito dovrebbe sostituire Rossi, visto che il SI stava spopolando ne propongo un’altro, chi vorreste al suo posto ? Ho messo i pochi nomi papabili e in diversi momenti accostati alla Lazio.Per votare vai nella colonna di fianco o clicca Qui

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Set 08 2008

Ingaggi serie A: Lazio al 9° posto

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L’asticella è sempre più in alto. Il monte-ingaggi continua a salire: i 768,4 milioni di quest’anno, cioè 101,9 milioni in più rispetto al 2007-08, sono il tetto massimo degli ultimi 5 anni e il risultato di una ascesa che prosegue ormai da tre. Non è un caso che proprio nel 2005-06 si fosse toccato il record in negativo: era stato anche il momento peggiore per il calcio italiano tanto che gli investimenti per i trasferimenti erano calati a soli 150 milioni contro gli attuali 500 (e anche questo è un record).

Respiro Ma la paura è passata. Nel frattempo le acque si sono calmate e i club italiani hanno ritrovato un po’ di respiro, permettendosi sempre maggiori investimenti nelle loro campagne acquisti. E’ questa la ragione per cui il risultato dell’ultima sessione di mercato appare meno grave di altre volte. Quando si fanno tanti cambi di maglia è fisiologico che aumentino anche gli stipendi. Quindi questo momento era da mettere in preventivo. Forse in passato i presidenti erano stati più faciloni. Negli ultimi mesi, invece, hanno cercato di limitare i danni nelle trattative con le loro stelle.

I conti delle grandi Facciamo l’esempio dell’Inter che raggiunge i cugini in vetta a questa speciale classifica a quota 120 milioni. Nei conti di Massimo Moratti pesa rispetto alla scorsa stagione l’aumento riconosciuto a Ibrahimovic per respingere l’attacco del Real: passato da circa 6 milioni a 11 milioni netti l’anno. Va dato atto, però, al presidente nerazzurro di essere stato oculato nel riconoscere gli stipendi ai nuovi arrivati. Per motivi diversi mancini , Muntari e Quaresma guadagnano meno di chi li aveva preceduti. Ed è questo il segnale da cogliere. Invece il Milan sebbene si sia concesso il lusso Ronaldinho (6,5 milioni) e il ritorno di Shevchenko (4 con il contributo del Chelsea), non aumenta di fatto il proprio monte-ingaggi perché è riuscito a liberarsi di un bel po’ di giocatori e dei relativi stipendi. Da segnalare anche la salita della Juventus (115 milioni) che è tornata ai tetti più consoni alla sua storia . E anche la Roma ha superato quota 60 milioni per potenziare la rosa in chiave Champions.
Le novità Le novità, però, sono senza dubbio i progressi di Fiorentina, Napoli e del rivoluzionato Genoa. Ed era anche logico che fosse così vista la crescita complessiva di queste società, non solo in termini di investimenti. Sale anche il monte ingaggi della Lazio.

Le altre Nel complesso più o meno tutta la A ha cercato di rimanere nell’ambito delle spese già note. Citazione per l’Udinese che continua ad investire ma sempre su giovani e su giocatori con ingaggi relativamente bassi. Infine le «Cenerentole» in positivo: Atalanta e Reggina. Le loro salvezze riducendo il monte ingaggi sono un esempio da seguire.(Gazzetta dello Sport)

Questa la classifica completa del monte ingaggi delle 20 squadre di Serie A:

Inter 120 mln (giocatore più pagato: Ibrahimovic 11 mln)
Milan 120 mln (giocatore più pagato: Kaka 9 mln)
Juventus 115 mln (giocatore più pagato: Buffon 5,5 mln)
Roma 65 mln (giocatore più pagato: Totti 5,5 mln)
Fiorentina 37 mln (giocatori più pagati: Mutu, Gilardino e Frey 2 mln)
Genoa 35 mln (giocatore più pagato: Milito 2,5 mln)
Napoli 29 mln (giocatori più pagati: Hamsik, Lavezzi e Zalayeta 1 mln)
Palermo 28 mln (giocatori più pagati: Liverani e Miccoli 1,2 mln)
Lazio 27 mln (giocatore più pagato: Rocchi 1,3 mln)
Torino 25 mln (giocatore più pagato: Bianchi 1,3 mln)
Cagliari 20 mln (giocatore più pagato: Conti 650mila)
Catania 20 mln (giocatore più pagato: 620mila)
Sampdoria 20 mln (giocatore più pagato: Cassano 2,6 mln)
Bologna 19 mln (giocatore più pagato: Di Vaio 1)
Siena 18,5 mln (giocatore più pagato: Maccarone 800mila)
Lecce 18 mln (giocatori più pagati: Tiribocchi e Stendardo 550mila)
Chievo 14 mln (giocatore più pagato: Pellissier 620mila)
Udinese 14 mln (giocatore più pagato: Di Natale 900mila)
Atalanta 12,5 mln (giocatore più pagato: Doni 450mila)
Reggina 11,4 mln (giocatori più pagati: Brienza e Corrati 600mila)

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Mag 27 2007

Rossi: Felice per terzo posto

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Rossi: “Abbiamo onorato il nostro blasone”
Delio Rossi durante la conferenza stampa a Siena: “Sono felicissimo per questo terzo posto davanti ai Campioni d’Europa” . La sconfitta di oggi? C’è stato un calo di tensione verso la fine della partita e sinceramente non fa piacere prendere il gol a cinque minuti dalla fine”. Dopo la vittoria del Siena il Chievo è retrocesso: “Uno deve fare leva sulle proprie forze, non puoi contare sugli altri. Quelli forti si tolgono fuori dai problemi con le proprie forze”. Sta già pensando ai preliminari di Champions? “Da oggi sì”. Sulle dimissioni di Deschamps: “Sono onorato del fatto che la Juve sia interessata a me. Ma la scelta io già l’ho fatta. Resto alla Lazio”. Sul prossimo mercato della Lazio: “In settimana parleremo di questo con la società. Finora non ne ho avuto il tempo”.(piazzadellaliberta)
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Mag 25 2007

Zauri punta al terzo posto

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ZAURI:”VOGLIAMO IL TERZO POSTO”
Raggiunta la qualificazione ai preliminari di Champions League con tre giornate di anticipo, la Lazio si appresta a chiudere l’esaltante stagione a Siena. Il capitano Zauri spiega come la squadra vorrebbe concludere l’annata: “Abbiamo raggiunto l’obiettivo anzi il sogno di arrivare tra le prime quattro e ora vogliamo mantenere il terzo posto e finire nel migliore dei modi”. Tra i tanti complimenti sono arrivati ancher quelli dell’ex comnpagno di squadra Oddo, fresco campione d’Europa: “La sua dedica è stata molto bella. Lo ringrazio a nome di tutta la squadra e della società è stato un bel gesto e poteva anche non farlo. Mi ha chiesto se poteva festeggiare con noi il raggiungimente della Champions League e gli ho detto che doveva visto che se abbiamo raggiunto questo traguardo è anche merito suo”. Chiusa la stagione è tempo di bilanci: “Il giocatore che mi ha sorpreso? Fare un nome sarebbe ingiusto per tutta la squadra: colgo l’occasione per ringraziare tutti dal primo all’ultimo, la società e tutto lo staff. Il gruppo è stata l’arma del nostro successo e abbiamo dato il massimo. Mister Rossi è stato bravo a unire sempre di più questo gruppo. E’ stata una stagione davvero straordinaria”.(sslazio.it)

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Mag 11 2007

La Coppa Italia darà un posto in Champions

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La Coppa Italia darà un posto in Champions

(repubblica.it) – La legge sui diritti tv è passata al Senato, tra dieci giorni torna alla Camera e conclude così il suo iter. Un successo dei ministri Gentiloni-Melandri. Una svolta per il calcio. Vero che andrà a regime nel 2010, ma dovrebbe avvicinare i medi-piccoli club ai grandi club. Milan, Juve, Inter e Roma temono di perdere circa 20-30 milioni a testa a favore di Livorno, Atalanta e c. Si vedrà: le quote le stabilirà la Lega Calcio. Nel caso non trovasse un accordo interno, allora interverrebbe il governo. Ma sarà la Lega a trattare i diritti collettivi, e questo potrebbe far crescere, e non di poco, il potere di Antonio Matarrese. Che già si sta muovendo. Quest’anno ad esempio ha portato in cassa solo 15 milioni di euro per la Coppa Italia dopo un lunghissimo braccio di ferro con la Rai. Ora don Tonino sta studiando come rilanciare il trofeo nazionale: intanto finale unica stile inglese. Si gioca all’Olimpico, alla presenza del capo di Stato (non avendo noi la Regina…). Poi sono allo studio due format. Uno nel caso fossero venduti i diritti tv per il chiaro, e uno per il criptato. Il chiaro potrebbe interessare oltre che alla Rai anche Mediaset perché Matarrese metterà sul piatto “undici prime serate nel periodo di garanzia”. Anche se poi gli orari, come noto, li fissa il Viminale ed è l’Osservatorio a stabilire quando e se si gioca di notte. Secondo format, che interessa Sky: una formula stile Champions, con gironi da 4 squadre. Una cosa è certa: via la serie C dalla Coppa Italia. Così ha deciso Matarrese e Macalli si è infuriato. I diritti esteri della Coppa Italia intanto sono stati venduti anche nei Paesi arabi (Art, tv satellitare), in Svezia, Olanda, Sudafrica e Brasile. Qualcosa si muove. La petizione per gli striscioni, già 3600 firme Ci sono i folli che portano in uno stadio una bandiera con la croce celtica perché non hanno ancora capito che l’aria è cambiata (ma con le diffide glielo faranno capire in fretta). Ma ci sono anche tanti tifosi che vorrebbero portare striscioni allegri, ironici. Ma adesso con le nuove disposizioni del Viminale è complicato. Un iter burocratico che scoraggia i tifosi tanto che Progetto Ultrà dell’Uisp ha lanciato un appello per modificare le norme. La petizione, che si concluderà fra una settimana, ha avuto un buon successo: 3600 firme sinora. Ci spiega Carlo Balestri, in questi giorni a Beirut per un’iniziativa dell’Uisp: “Bisogna distinguere con chiarezza fra chi vuole portare uno striscione in uno stadio e chi si presenta con un coltello nascosto negli slip. Sono due cose ben diverse, ed è assurdo quindi criminalizzare chi vuole solo portare uno striscione per incitare la squadra del cuore. Non è giusto distruggere il tifo organizzato”. La petizione continua anche davanti alla Camera dei Deputati, a Roma. Per maggiori informazioni, www.progettoultra.it. Una nostra proposta: stabilire un decalogo da parte del Viminale e controllare gli striscioni la domenica alla stadio, un paio d’ore prima dell’inizio delle partite. E guai a chi sgarra. Ma via libera ad un tifo sano. La Juve e lo sponsor Fiat. Ma la Libia pagava di più La Juventus per i prossimi tre anni sarà sponsorizzata Fiat: 33 milioni di euro in tutto. La notizia ha una duplice lettura. Primo: è segno dei tempi, la Juve prendeva 22 milioni all’anno dalla Tamoil, ma ora i libici si sono tirati indietro e così Cobolli Gigli deve accontentarsi della metà. Non è un buon segno. Secondo: lo sponsor è stato trovato in famiglia, e sborsa una cifra piuttosto modesta. Vero che la Fiat ha già sponsorizzato Valentino Rossi e gli All Blacks di rugby, vero che la Juve il prossimo anno non avrà visibilità europea, ma 11 milioni all’anno sono pochini. Moggi, i pentiti (alla Basso) e il sogno di Borrelli Luciano Moggi, 69 anni, ha tutti i diritti a difendersi. E’ logico che non ci stia a passare per il “mostro” del calcio: ha preferito non presentarsi davanti alla giustizia sportiva, lo farà (per forza di cose) davanti al tribunale di Napoli. Ma bisognerà aspettare quantomeno l’udienza preliminare del Gup, verso settembre-ottobre. Lì forse avremo un quadro più chiaro. Anche perché quello che ha detto ultimamente Moggi non ha aggiunto nulla, né chiarito nulla. “Alla cupola non crede più nessuno. Anche adesso che parlano di ipotesi e di teoremi, mi sembrano tutte fantasie che non hanno riscontri. Ma aspettiamo i processi, poi tutto sarà più chiaro”. Secondo lui, tutto è nato per “invidia nei confronti della Juve e della Gea”. I processi diranno la verità. Il capo dell’Ufficio Indagini della Figc, Francesco Saverio Borrelli, si augura un Moggi alla… Basso, anzi addirittura più pentito del ciclista. “L’ex dirigente juventino ne avrebbe di cose da dire…”. Non c’è dubbio. Dal prossimo primo luglio il codice di giustizia sportiva prevede anche sconti per chi collabora, ma il problema di Moggi è che lui si è tirato fuori dall’ordinamento sportivo e quindi di collaborare col mondo del pallone non ci pensa proprio. Semmai, potrebbe dire la sua verità davanti ad un tribunale ordinario. Borrelli intanto vorrebbe guidare, dalla prossima stagione, la Commissione garanzia giustizia sportiva, una specie di Csm dello sport (dove il Coni, come giusto, avrà un peso importante). La Superprocura del calcio prima aveva un netto favorito, il pm Stefano Palazzi. Ora sembra che le sue quotazioni siano in ribasso: troppe carte dimenticate in un cassetto. Albertini vicario Figc: sì di Matarrese, Galliani e Campana Una battuta in occasione dell’ultimo consiglio federale. “Perché non facciamo Albertini vicario della Figc?”. Battuta di Matarrese e Galliani. Chiaro che Campana sia d’accordo, Demetrio Albertini è una sua creatura. D’accordo anche Ulivieri (assoallenatori). Questa è la strada forse per uscire dalle secche: Matarrese il vicario di Abete non lo può fare, Abete (e non solo lui) non lo vuole. Moratti non accetta, Galliani è appena uscito da Calciopoli. Si sta lavorando alla soluzione-Albertini. Che non avrebbe deleghe, tantomeno quella del Club Italia. Anche perché Gigi Riva non gradirebbe affatto, e non solo Gigi Riva. Abete intanto sta pensando di affidare a Gabriele Gravina l’Under 21 come capo delegazione. Che dicono Casiraghi e Zola?

Fulvio Bianchi
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