Gen 23 2010
Dic 23 2009
Vittoria Pandev, ora è Libero
GoranPandev è ora libero di svincolarsi dalla Lazio. Lo ha stabilito il Collegio Arbitrale che ha dato così ragione all’attaccante macedone e torto al presidente biancoceleste Claudio Lotito. Pandev ora può procedere alla risoluzione del contratto con la Lazio e accordarsi con un’altra squadra. L’Inter è alla finestra.
L’AVVOCATO – «È stato accolto il ricorso di Pandev al collegio arbitrale della lega calcio, che ci ha dato ragione. Il contratto di Goran con la Lazio è stato quindi risolto e il club è stato condannato a pagare come risarcimento danni 160mila euro più le spese legali». Lo ha detto l’avvocato Mattia Grassani, che assiste il giocatore nella vicenda, spiegando di aver già ricevuto copia della sentenza. «Ci sono otto pagine di motivazione, ed ora me le leggerò con calma», ha aggiunto Grassani.(corrieredellopsort)
Dic 15 2009
La vittoria degli esclusi….
La Lazio torna alla vittoria, e riesce nell’intento grazie ai calciatori meno in vista: è stato il successo degli uomini, più dei giocatori, che sono riusciti a ritagliarsi un pomeriggio di gloria dopo tante sofferenze professionali. Il rilancio della Lazio passa anche e soprattutto da loro, a cominciare da Guglielmo Stendardo, da quattro giornate pilastro inamovibile della difesa biancoceleste. Con lui in campo, la Lazio ha subìto un solo gol negli ultimi 360 minuti di campionato. Arrivò a parametro zero dal Perugia, collezionò 34 presenze nelle prime due stagioni prima di «rompere» con Delio Rossi in una notte di Champions League a Madrid. Da lì in avanti una manciata di presenze – due in Coppa Italia, altre due in campionato – prima di essere ceduto in prestito alla Juventus. Sei mesi in prestito a Torino, poi Lecce: per l’avvocato non c’era più posto nella difesa della Lazio, a fine stagione quint’ultima di tutta la serie A. Poi le cause, le carte bollate, la vittoria davanti al Collegio arbitrale, l’emarginazione. Fino alla riappacificazione con il club, e il reintegro in squadra. Una storia simile a quella di Fabio Firmani, domenica scorsa tra i migliori in campo contro il Genoa. Anche lui messo ai margini della prima squadra, anche lui decisivo nell’unico match fin qui disputato. Stesso destino di Stendardo, Ledesma, Pandev, Berni, Manfredini, Artipoli: tutte esclusioni che l’allenatore giustifica come scelta tecnica, per poi ricredersi davanti alle prestazioni degli stessi esclusi. «Firmani è un trascinatore» ha dichiarato il tecnico in sala stampa: il mediano, con la maglia della Lazio, ha collezionato 8 presenze in campionato negli ultimi tre anni. Ha sempre continuato a lavorare con abnegazione e spirito di sacrificio, pur continuando a vivere una situazione paradossale – da separato in casa – come buona parte dei suoi compagni di sventure. Quelle di Del Nero e Meghni sono storie diverse, che comunque appartengono a due ragazzi che fin qui sono quasi sempre rimasti nell’ombra. Entrambi i giocatori sono arrivati alla Lazio nell’estate del 2007, fortemente voluti dall’ex direttore sportivo Sabatini. Pesante l’esborso economico sostenuto dal club per il francese, mentre l’ex bresciano arrivò a parametro zero. Quarantasette presenze per il «piccolo Zizou», arrivato dal Bologna: poche presenze, tanti infortuni, aspettative disattese. Il transalpino domenica scorsa si è preso una piccola rivincita, così come il fantasista Del Nero, reinventato da Ballardini come terzino. In tre anni, tra infortuni e mancate convocazioni, ha collezionato soltanto 14 presenze in campionato. Ma anche lui, come i suoi compagni meno avvezzi a essere sotto i riflettori, si è conquistato sul campo una domenica di gloria. La Lazio riparte da qui, dai suoi uomini che faticano nell’ombra, che sudano lontano dai riflettori senza perdersi mai d’animo. Sedici punti in sedici partite: la strada verso la salvezza è ancora lunga, ma Ballardini ha avuto la conferma che potrà contare anche su questi elementi per guadagnare la riva dopo la mareggiata, elementi che – prima di essere calciatori – sono uomini. E’ stata la vittoria di chi ha avuto la forza di andare avanti, nonostante tutto, nonostante le avversità.(iltempo)
Dic 13 2009
Ballardini: Vittoria molto importante
Ballardini finalmente può sorridere: la sua Lazio è tornata alla vittoria. ‘Un successo molto importante per come è venuto’. Il tecnico biancoceleste elogia i suoi. ‘E’ un po’ di tempo che giochiamo bene e concediamo poco. Oggi eravamo in emergenza, ma il gruppo ha dimostrato attaccamento e cuore, e a tratti ha pure giocato bene. Kolarov è stato bravissimo in mezzo al campo’.
Ballardini non si sofferma sull’arbitraggio di Celi, e spiega che sarà il campo a far cambiare idea a chi contesta il presidente Lotito e la squadra. ‘L’arbitro non penso sia così determinate. Bisogna cercare di lavorare e cercare di far cambiare opinione alla gente che contesta. E’ una vittoria molto importante per come è venuta e visto anche il tempo di astinenza dalla vittoria. E’ un campionato strano, dove le squadre medio alte non hanno così tanti punti, ma le squadre sotto li fanno, sono altrettanto competitive e tutte attrezzate per fare risultato in qualsiasi campo’.(mediaset)
Dic 06 2009
Roma-Lazio: Una vittoria sotto l’Albero
I giocatori di Roma e Lazio continuano ad essere protagonisti in Tv: dopo la campagna pubblicitaria "La casa dello Sport" su Sky, ora in occasione delle feste natalizie, da lunedì 7 dicembre, andranno in onda gli spot con Totti, Pizarro e Ranieri, Cruz e Foggia impegnati nell’allestimento dell’albero di Natale (sopra le foto Sky). Con loro sfileranno Pato e Thiago Silva, Diego e Amauri, Gilardino, Sculli, Criscito, Inler, D’Agostino e Floro Flores, e altri sportivi di spicco del panorama italiano.(CORRIEREDELLOSPORT)
Ott 29 2009
Fuga per la Vittoria…
E’ ufficiale, sarà ritiro fino alla partita di domenica (ulteriori decisioni sono rimandate a domenica sera). Non sarà Norcia come ipotizzato in un primo momento, ma sembra essere Siena, o meglio una località limitrofa. Si parla anche di Montepulciano, ma ancora non c’è la certezza. Per motivi di sicurezza, infatti, non è stata ancora svelata la sede che ospiterà la truppa biancoceleste. Quel che è certo è che questa mattina intorno alle 10,30 la squadra è partita in pullman verso la località che la ospiterà nelle prossime ore. La decisione era già nell’aria nell’immediato post partita con il Cagliari, questa mattina, poi, è arrivata la conferma definitiva dopo un summit tra tecnico e società. La scelta è stata condivisa da tutti, calciatori compresi. C’è la volontà di fare gruppo e di ritrovare la giusta concentrazione in vista dei prossimi ravvicinati impegni. Le trasferte di Siena e Villarreal, la sfida casalinga con il Milan: tutto in una settimana. Sette giorni di passione che segneranno il passo di una stagione sempre più grigia e fitta di contraddizioni. La Lazio si isola in cerca di serenità, lontana dal malessere strisciante della Capitale, scoppiato definitivamente ieri sera allo Stadio Olimpico. Una decisione lampante, maturata a Formello poche ore fa, ma che incredibilmente ha colto di sorpresa una parte della formazione. Sul pullman della Lazio infatti mancano, ‘dissidenti’ ed ‘esclusi’. Nessuno infatti ha convocato e addirittura avvertito del repentino ritiro Pandev, Ledesma, e tutto il gruppo di giocatori rimasto sino ad oggi ai margini. Si tratta di Firmani, Stendardo, Manfredini, Artipoli e Bonetto, tutti giocatori, in particolare Fabio Firmani e Willy Stendardo, che si sono dichiarati più volte vogliosi di rientrare in squadra per dare una mano a questa Lazio. La situazione da separati in casa dunque prosegue e nelle prossime ore, oltre all’enigma tecnico-tattico nel quartier generale biancoceleste potrebbe esplodere davvero un caos legato a contratti, diritti lesi e rescissioni anticipate, tutte rivendicazioni che gli ‘esclusi’ di turno potrebbero recapitare negli uffici di Claudio Lotito. Il momento Lazio si fa davvero difficile, sotto ogni punto di vista.(lalaziosiamonoi)
Ott 22 2009
Ballardini: Una vittoria che serviva

Ballardini commenta così in conferenza stampa la vittoria contro il Villarreal: "Non è un’impresa. Era una gara piena di difficoltà. Sapevamo che il Villarreal è un’ottima squadra con grande bravura nella gestione della palla. Dopo un primo tempo difficile in cui facevamo fatica ad uscire, nel secondo tempo c’è stato più furore e profondità di gioco. Così abbiamo creato sette palle gol ed è arrivata questa vittoria importante che dà forza al nostro lavoro e riporta entusiasmo. I ragazzi lavorano tanto e fare queste partite ti dà la gioia per andare avanti". La partita si è messa in salita per l’espulsione di Matuzalem. Molto probabilmente era rigore e non simulazione: "Non ho visto. Mi sembrava che Francelino non avesse finto, ma non l’ho ancora rivisto". Magari sarebbe potuto servire l’aiuto dei giudici d’area di rigore: "Non servono a nulla". Ad ogni modo, paradossalmente è andata meglio in dieci contro undici: "Abbiamo sfruttato l’inferiorità numerica. Quando si ha attenzione, voglia di correre e fare qualcosa d’importante, tutti trovano delle motivazioni superiori. Anche con un giocatore in meno, volevamo vincere". La Lazio è passata a tre in difesa nel secondo tempo, un esperimento che si potrebbe rivedere anche in futuro: "Volevamo avere un uomo in più dietro e liberare gli esterni. Lichtsteiner e Kolarov avevano così meno compiti difensivi, ma contemporaneamente c’era più compattezza dietro. D’altronde quando si gioca così non si è mai a tre dietro, ma a seconda della posizione della palla in 4 o a 5. Inoltre si può ripartire più velocemente". Nella ripresa è entrata in campo un’altra squadra: "Ho detto gli errori che avevamo commesso ovvero quelli relativi alla lentezza, la poca padronanza. Non riuscivamo a dare profondità al gioco e i centrocampisti facevano fatica a uscire. Rossi e Nilmar facevano invece un movimento straordinario. Nel secondo tempo gli attaccanti sono riusciti a fare quello che dicevo loro". Rocchi è stato decisivo per le sorti del match: "Abbiamo tre attaccanti che dobbiamo gestire. Domenica non era così brillante. Cruz aveva riposato e nei minuti che ha fatto è stato bravissimo". Guai a considerasi già qualificati: "Ancora no. Ci sono due gare importanti".
Cittaceleste
Ott 01 2009
Levski Sofia-Lazio 0-4: L’EuroLazio torna alla vittoria

Matuzalem porta in vantaggio i biancocelesti in casa del Levski Sofia al 22′, raddoppia Zarate al 46′ pt, tris di Meghni al 23′ st, quarto gol di Rocchi al 29′ st.
Passeggiata di salute della Lazio sul campo del Levski Sofia. Arrivano i primi tre punti in Europa League dopo il brutto scivolone interno contro il Salisburgo. Una vittoria convincente con una squadra priva di molti giocatori. Ballardini dà fiducia ad Eliseu e Perpetuini. Si salva il primo dopo un inizio un po’ così, va bene il secondo, autoritario e sicuro sulla fascia sinistra della difesa. Buone notizie anche da Bizarri, affidabilissimo fra i pali.
La Lazio ha sofferto veramente solo all’inizio della ripresa quando già conduceva 2-0, per il resto il divario fra le due squadre era troppo evidente. Da un lancio di Perpetuini per Rocchi nasce la prima conclusione della Lazio. La risposta del Levski è una punizione neutralizzata da Bizarri. Dopo un inizio biancoceleste i bulgari prendono coraggio e cominciano a premere. Al 12′ Matuzalem perde palla e regala una bella occasione in contropiede: tiro a lato. Al 21′ il gol di Matuzalem a conclusione di una grande azione in verticale. Rocchi si allarga per allontanare un difensore, Zarate tiene palla e, quando gli si è fa incontro l’avversario, la passa al compagno che di piatto mette in rete. La reazione del Levski c’è, ma è abbastanza confusa. La Lazio sembra di un’altra categoria, ma deve chiudere la partita. Al 30′ conclusione di Zarate deviata in angolo. Al 44′ Matuzalem, servito da Eliseu, sfiora la traversa. A fine tempo il raddoppio: Rocchi da sinistra serve Zarate: tiro non imparabile, Dimitrov smanaccia e il pallone finisce in rete.
Stessa Lazio nella ripresa, Bizarri evita il gol in uscita con una respinta su Joaozinho, l’attaccante più pericoloso del Levski. La squadra di Ballardini è partita male e non riesce ad uscire dalla propria metà campo, al 10′ altra azione pericolosa dei bulgari e gol mancato di poco. Ballardini sostituisce Baronio con Dabo, un cambio che lascia perplessi, mentre continua il dominio dei padroni di casa e la Lazio non riesce ad alzare il suo baricentro. Curioso anche il secondo cambio: Foggia per Zarate. Ma tutto dà ragione a Ballardini, la Lazio guadagna metri e va ancora in gol con un tiro di Meghni, servito da Foggia, un metro dentro l’area. Per il Levski piove sul bagnato, mentre i tifosi bulgari cominciano a rumoreggiare, un difensore scivola a centrocampo e dà via libera a Rocchi per il 4-0. Terzo ed ultimo cambio di Ballardini: esce Matuzalem ed entra Mauri. La partita finisce qui. Protagonista nel finale diventa Bizarri che con due interventi nega al Levski il gol della bandiera che avrebbe meritato.
Levski Sofia-Lazio 0-4
Levski Sofia (4-2-3-1): Dimitrov, Benzoukane, Rabeh, Topuzakov (1′ st. Miliev), Minev, Sarmov, Bardon, Zè Soares, Tasevski (1′ st Tabakov), Joaozinho, Hristov (72′ st Yovov). A disp: Vasilev, Dimitrov, Lucio Wagner, Baltanov. All. Dostanic
Lazio (4-3-1-2): Bizzarri, Lichtsteiner, Cribari, Radu, Perpetuini, Eliseu, Baronio (9′ st Dabo), Matuzalem (29′ st Mauri), Meghni, Zarate (17′ st Foggia), Rocchi. A disp: Muslera, Sevieri, Cavanda, 52 Luciani. All. Ballardini
Arbitro: Ivanov (Russia)
Marcatori: nel pt 22′ Matuzalem, 46′ Zarate; nel st 22′ Meghni, 28′ Rocchi.
Ago 23 2009
Lazio-Atalanta 1-0: Vittoria sofferta, primi tre punti
Decide Rocchi
Ballardini sceglie il tridente: Zarate, Rocchi, Foggia. Applausi a Gregucci, allenatore dell’Atalanta ed ex mai dimenticato. Subito due occasioni mancate, uno di Rocchi e l’altro di Acquafresca. Al 22′ Lazio in vantaggio, assist di Foggia e il capitano in velocità mette il pallone alle spalle del portiere bergamasco. Ad inizio della ripresa ancora Acquafresca grazia la Lazio sbagliando da due passi. La squadra di Ballardini gioca in scioltezza, al 30′ ancora Rocchi in evidenza, ma la sua girata da buona posizione è centrale.(messaggero)
Lazio (4-3-1-2): Muslera, Lichtsteiner, Cribari, Kolarov, Siviglia, Brocchi, Baronio (13′ st Dabo), Foggia (18′ st Matuzalem), Mauri, Zarate, Rocchi (34′ st Cruz). A disp: Bizzarri, Radu, Eliseu, Scaloni. All. Ballardini
Atalanta (4-4-1-1): Consigli, Garics (39′ st Peluso), Bianco, Manfredini, Bellini, Padoin, Barreto, Guarente, Valdes (26′ st Tiribocchi), Doni (34′ st Caserta), Acquafresca. A disp: Coppola, Talamonti, N. Madonna, Radovanovic. All. Gregucci
Arbitro: Pierpaoli
Marcatori: nel pt 22′ Rocchi.
Ago 08 2009
Lotito: La Vittoria di un gran gruppo
"Il calcio sta cambiando"
Lotito si gode la vittoria contro la supercorazzata nerazzurra: «E’ stata una vittoria raggiunta per l’orgoglio di portare sulla maglia il logo di Roma – dice il presidente biancoceleste a Sky Sport 24 – ma anche per la responsabilità di poter trasmettere a livello mondiale dei messaggi di cambiamento del mondo del calcio, basato sui valori autentici dello sport e non solo sull’assiamo più spendi e più vinci. Le persone che non la pensano così sono obsoleti e fanno parte del passato. Oggi abbiamo dimostrato in campo questi valori, all’insegna non solo di tutti i tifosi laziali, in Italia, in Cina e nel mondo».
ROCCHI – Il gol di Rocchi è stato ancora una volta decisivo, ma Lotito sottolinea che la vittoria è arrivata con la forza del gruppo. «Io penso che abbia vinto il collettivo. La squadra è stata determinata, coesa, compatta. Aveva nella testa, nel cuore e nel fisico la voglia di portare a casa il risultato. Nel gruppo ci includo anche lo staff tecnico in prrimis l’allenatore lo staff sanitario e la società, per quei pochi meriti che può avere. Ballardini ha messo in campo la squadra che ha espresso i propri valori e che ha combattutto alla pari con l’Inter senza timori reverenziali e non a caso ha portato a casa il risultato pieno»
MOURINHO – Sull’analisi del match non risparmia una stoccata a Mourinho. «Sulla partita qualcuno ha fatto dei commenti che non corrispondono alla realtà. Bisogna che qualcuno cominci a recuperare la cultura della sconfitta, bisogna saper vincere e saper perdere».
DISSIDENTI – Una lezione anche per i dissidenti, Pandev, Ledesma e De Silvestri, che a Pechino non c’erano. «State ancora parlando di tre persone che fanno parte di una rosa di 43 giocatori. È un modo ormai superato di intendere il calcio. Si vince tutti insieme e la vittoria è il sacrificio di tutti a partire dal magazziniere. La squadra oggi aveva un ardore agonistico e una voglia di raggiungere l’obiettivo che non ha uguali»
DELIO ROSSi – Nessun ringraziamento per Delio Rossi, che ha portato la Lazio a Pechino, vincendo la Coppa Italia. «Ognuno fa parte della squadra a cui appartiene. Delio Rossi fa parte del passato, noi abbiamo intrapreso un altro percorso, abbiamo vinto la supercoppa contro una squadra che sembrava la più forte e tutti dicevano che fosse imbattibile. Oggi l’allenatore ha fatto le scelte giuste».
FUTURO – Adesso, qual è l’obiettivo della Lazio. «La lazio punta a fare un buon campionato nel rispetto delle regole, è una squadra allestita per competere alla pari con tutti. sicuramente dovremo fare aggiustamenti in alcuni reparti».(corrieredellosport)
Giu 17 2009
Anche Ledesma cerca nuovi stimoli…dopo la vittoria in champions si sente appagato…Macammina
"Non vado via per soldi…"
Poco più di un mese fa alzava al cielo la Coppa Italia, con la fascia di capitanoal braccio. Oggi, ha deciso di lasciare la Lazio e lo conferma in un’intervista rilasciata al Corriere dello sport. "Si. Se troviamo una situazione soddisfacente per la società e per me, andrò via. Questo è l’accordo con Lotito. Penso sia meglio per tutti. La Lazio mi ha presentato un’offerta di rinnovo del contratto molto buona. Il discorso non è economico. Sono valutazioni personali. Preferisco cambiare. Ma aggiungo di non avere ancora trovato una squadra. Vedremo se arriverà e valuteremo".
Il suo prouratore Vincenzo D’Ippolito si è incontrato con Lotito durante il week end. "Quando c’è stato l’incontro non avevo deciso nulla. E nell’incontro tra il mio agente e Lotito non si è parlato di soldi. Ho deciso così. Meglio per tutti. Ho pensato alla mia carriera senza niente togliere alla Lazio e ai miei compagni, Bisognerà vedere anche se ci riesco. Non penso di essere meglio di altri, ma penso di poter crescere ancora. So che crescerà anche la Lazio. Ma preferisco andare via". Perchè ha scelto di lasciare la Lazio? " Perché penso sia meglio così. Dopo tre anni, ho altri stimoli. Non c’è conflitto, non voglio polemiche. Ci lasciamo serenamente con il presidente. Ho fatto uno sforzo grandissimo per trattenermi. E adesso vedremo come risponderà il mercato. Io ho preso la mia decisione, ma non è detto, perché non c’è ancora niente di concreto. E se andrò via, dovrà essere soddisfatta anche la Lazio".
Sul suo conto si sono informate diverse squadre italiane e estere. "" Vorrei restare in Italia. Ci devono essere le condizioni, parlo di un’offerta molto buona per la Lazio. La priorità sarebbe l’Italia perché penso alla mia famiglia. Altrimenti vedremo". (lazilita)
Mag 19 2009
La vittoria a biliardino vale 5 milioni di sconto
Lotito batte l’Arabo e ottiene lo sconto
Metti un pomeriggio assolato di Doha, la trattativa estenuante per strappare agli arabi il cartellino di Zarate e un biliardino.
L’arabo lancia la sfida, Lotito accetta e ridacchia sornione. Pochi secondi e la pallina rotola sotto lo sguardo incuriosito di procuratori e mediatori. A poco a poco straccia il suo avversario che mezz’ora prima gli aveva chiesto 35 milioni per fare restare il gioiello argentino a Roma. Quando il vantaggio è notevole il presidente della Lazio prova anche a mettere in palio l’intero valore di Maurito: non va. L’arabo suda sotto il turbante, non ci sta, ma alla fine si arrende e scende di 5 milioni. La partita finisce 10-3, ma sono gol benedetti che valgono lo sconto.(iltempo)
Mag 14 2009
Zarate: E’ stata una Vittoria Fantastica
"Ma l’eroe e’ Muslera"
Uscendo dallo stadio abbiamo incontrato Mauro Zarate, che tra una foto ricordo e un autografo con i tifosi ci ha rilasciato un’intervista in esclusiva. "Sono contento per i compagni e i tifosi. Mulera è stato un eroe"
"Sono felice…contento per la squadra e per i tifosi". Mauro Zarate si è regalato un’altra notte da protagonista. Ha realizzato un gol straordinario, ha tenuto sotto pressione l’intera difesa doriana ed ha realizzato uno dei penalty più difficili di tutta la serata. Quello della sopravvivenza. "Cosa si prova a vincere così – ci confida in esclusiva a fine gara – ua grande gioia e una soddisfazioe incerdibile. sono contento per i tifosi e per la squadra".
E’ stato autore di un gol bellissimo. "Ma il vero eroe della sera è Muslera – ci confida – è stato bravissimo e ha fatto delle parate incredibili. Sono veramente contento. E’ una vittoria da festeggiare insieme".
Aspetta seduto ai bordi de pulmann l’arrivo dei suoi compagni. Nel frattempo viene raggiunto da alcuni tifosi che lo braccano a caccia di autografi e foto. "Grazie ragazzi – li saluta così- è stato tutto molto bello".(lazialita)
Mag 13 2009
Coppa Italia: La vittoria nel 1997-1998 ha aperto il ciclo Cragnottiano
Dopo quarant’anni dal primo successo in questa competizione, la Lazio festeggia la sua seconda Coppa Italia dopo una gara palpitante e drammatica, risolta con un secondo tempo da accademia del calcio. Il Milan, annichilito dalla furia biancazzurra, dopo essere passato in vantaggio con Albertini, viene tramortito da tre gol in rapida sequenza (Gottardi, Jugovic su rigore e Nesta), sbriciolato, annichilito. E l’Olimpico, con Sergio Cragnotti issato in trionfo dai suoi giocatori, libera la sua gioia repressa dopo 24 anni dall’ultimo trionfo marcato Maestrelli e i suoi ragazzi.
Le squadre si affrontano con il 4-4-2 speculare delle due formazioni, con i rossoneri più disposti a modellarsi talvolta in qualcosa di simile a un 5-3-2, a volte in un 4-5-1. Evidente come i rossoneri applichino un calcio di estrema cautela, idealmente raggrumandosi attorno all’unico gol dell’andata, a quel provvidenziale ruggito di Weah che, a tempo scaduto, condizionò la sfida di San Siro. Del resto Capello, dovendo rinunciare a Boban e Leonardo, si affida a uno schieramento prudente, utilizzando Ziege a sinistra ma soprattutto affiancando in attacco Savicevic a Weah.
Peccato che il Genio, seguito con trepidazione da Silvio Berlusconi in tribuna, vada in tilt pure stavolta. Dopo mezz’ora, difatti, serve cambiare: via libera a Kluivert, dunque, anche se in avvio di ripresa toccherà pure a lui lasciare il campo, vittima egli stesso di problemi muscolari. La Lazio, dal canto suo, patisce un paio di assenze pesanti, Chamot in difesa (dentro Grandoni) e Boksic in attacco. E’ l’opportunità che Casiraghi attendeva per lasciare il segno in quella che potrebbe essere una delle sue ultime apparizioni in maglia celeste, ma la partita è tutt’altro che di semplice soluzione. I romani sono infatti preda di un dilemma che è soprattutto strategico: attaccare per rimontare l’handicap di partenza, senza però esporsi troppo.
Una tattica fondamentalmente attendista, pertanto, che si contrappone a quella del Milan. Non è un caso che nel primo tempo le occasioni palpitanti siano soltanto un paio, tra l’altro equamente suddivise. Comincia la Lazio al 20′, sfruttando un lancio lungo di Fuser che Nedved, "protetto" da Mancini, scarica a rete costringendo Rossi al miracolo ravvicinato. Il Milan al 40′, ci prova con Weah che gira alto un assist di Ba, a sua volta messo in movimento da Donadoni. A sbloccare la situazione di stallo servirebbe la rete di una delle due formazioni.
E il gol lo firma Albertini su punizione, al primo minuto del secondo tempo, anche grazie a una impercettibile deviazione di Nedved in barriera. L’Olimpico è gelato, il settore dei supporters rossoneri esulta. A questo punto Eriksson decide di richiamare Grandoni per Gottardi, ed è questa la mossa vincente che serve ai romani per liberarsi dalle proprie paure.
In undici minuti la Lazio ribalta infatti la situazione, segna tre gol e colpisce anche un palo, annichelendo il Milan. Al 55′ da Mancini a Gottardi che, in anticipo su Maldini, firma il pareggio; tre minuti dopo Jugovic trasforma il rigore concesso da Treossi perchè Maldini frana su una scatenatissimo Gottardi. Lo stadio comincia a crederci e i tifosi laziali iniziano a tifare all’unisono compresa la Monte Mario sempre molto pacata.
Al 62′ l’imprendibile Gottardi offre a Casiraghi un ghiotto pallone per il destro: palo pieno, ma è solo il preludio all’apotesi. E’ infatti il 65′: su angolo battuto da Jugovic, Mancini corregge di petto in mezzo all’area, Negro colpisce a botta sicura, Rossi a terra non trattiene e Nesta, in scivolata, appoggia in rete. E’ un uragano, una bolgia indescrivibile quando il difensore-gioiello biancazzurro va a festeggiare sotto la curva nord. Un ecatombe quella che si abbatte sul Milan, proprio quando Capello, perduto Kluivert, ritiene di innervare il centrocampo affidandosi a Maini. Disastro totale, correzione di rotta obbligata con Ganz per Ba, nervosismo, sussulti di pura sopravvivenza (una punizione di Ziege toccata in volo da Marchegiani) e poco altro. La Coppa Italia della Lazio è meritata, sugli spalti le nuove generazioni di tifosi piangono di gioia quando Fuser alza il trofeo al cielo. E nella notte la città si colora di biancazzurro con clacson e bandiere al vento. Piazza del popolo invasa dai cortei festanti come non accadeva da tanti, troppi, anni.(laziowiki)
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2° turno
03/09/1997 Andata
Fidelis Andria-LAZIO 0-3 21′ Recchi aut 48′ Signori 78′ Signori (r.)
24/09/1997 Ritorno
LAZIO-Fidelis Andria 3-2 19′ Signori 24′ Boksic 73′ Signori
Ottavi di finale
14/10/1997 Andata
LAZIO-Napoli 4-0 4′ Boksic 16′ Signori 20′ Signori 31′ Boksic
19/11/1997 Ritorno
Napoli-LAZIO 3-0
Quarti di finale
06/01/1998 Andata
LAZIO-Roma 4-1 2′ Boksic 32′ Jugovic (r.) 75′ R. Mancini 80′ Fuser
21/01/1998 Ritorno
Roma-LAZIO 1-2 45′ Jugovic (r.) 94′ Gottardi
Semifinale
19/02/1998 Andata
Juventus-LAZIO 0-1 22′ Boksic
11/03/1998 Ritorno
LAZIO-Juventus 2-2 62′ Nedved 65′ Nedved
Finale
08/04/1998 Andata
Milan-LAZIO 1-0
29/04/1998 Ritorno
LAZIO-Milan 3-1 55′ Gottardi 58′ Jugovic (r.) 65′ Nesta
Presenze: 10 Negro 9 Fuser, Jugovic, Nesta, Venturin 8 Favalli, Gottardi, Grandoni, L. Marchegiani, R. Mancini 7 Marcolin 6 Boksic, Casiraghi, Nedved 5 G. Lopez 4 Rambaudi, Signori 3 Ballotta, Pancaro 2 Almeyda, Buso, Chamot
Reti: 6 Signori 5 Boksic 3 Jugovic 2 Gottardi, Nedved 1 Fuser, Nesta, R. Mancini
Milan-LAZIO 1-0
Coppa Italia 1997/98 Finale – Andata
08/04/1998
Milan: Rossi, Nilsen, Smoje, Costacurta, Maldini, Albertini, Savicevic (60′ Ba; 75′ Leonardo), Desailly, Donadoni, Weah, Ganz (60′ Maniero) – n.e. Taibi, Cardone, Daino, Kluivert – All. Capello
Lazio: L. Marchegiani, Chamot (74′ Grandoni), Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, Nedved, Casiraghi, R. Mancini (85′ Gottardi) – n.e. Ballotta, G. Lopez, Marcolin, Almeyda, Rambaudi – All. Eriksson
Arbitro: Bazzoli (Merano)
Marcatori: 90′ Weah (Milan)
Spettatori: 63.564
Angoli: Lazio 2 – Milan 7
Recupero: 2′ + 4′
Ammoniti: Favalli, Nesta (Lazio)
Note: serata fresca, terreno in discrete condizioni
LAZIO-Milan 3-1
Coppa Italia 1997/98 Finale – Ritorno
29/04/1998
Lazio: L. Marchegiani, Grandoni (50′ Gottardi), Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, Nedved (93′ Marcolin), Casiraghi, R. Mancini (88′ G. Lopez) – n.e. Ballotta, Rambaudi – All. Eriksson
Milan: Rossi, Daino, Desailly, Costacurta, Maldini, Ba (65′ Ganz), Albertini, Donadoni, Ziege, Weah, Savicevic (31′ Kluivert; 50′ Maini) – n.e. Taibi, Cardone, Cruz, Maniero – All. Capello
Arbitro: Treossi (Forlì)
Marcatori: 47′ Nedved aut. (Milan) 55′ Gottardi (Lazio) 58′ Jugovic (Lazio) (rig) 65′ Nesta (Lazio)
Spettatori: 64.189
Angoli: Lazio 2 – Milan 0
Recupero: 2′ + 6′
Ammoniti: Chamot, G. Lopez (Lazio) Ganz, Rossi, Daino, Weah, Kluivert (Milan)
Espulsi: 80′ Fuser (Lazio) 80′ Desailly (Milan)
Note: serata umida, terreno leggermente scivoloso




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Apr 05 2009
Favola Macheda: trascina il Manchester alla vittoria
Realizza il 3-2 contro l’Aston Villa
L’abbraccio al papà Pasquale in tribuna è forse ancora più bello della straordinaria perla che Federico Macheda, 17 anni, ha regalato ai tifosi dell’Old Trafford. Il Manchester United scopre il ‘fusto’ di Roma e difficilmente se lo lascerà scappare, soprattutto dopo il 3-2 strappato al 93′ contro l’Aston Villa grazie al gol dell’ex attaccante della Lazio.
L’EX AQUILOTTO – Già, la Lazio. Macheda ha cominciato la sua carriera proprio nelle giovanili biancocelesti prima di scoprire la sua America. Il Manchester United, infatti, lo strappò alla società biancoceleste nell’estate del 2007, quando lui aveva 15 anni. Propose al ragazzo un contratto da professionista e il trasferimento dell’intera famiglia in Inghilterra. Sabatini, all’epoca il direttore sportivo della Lazio, non riuscì a trattenere il giocatore che cambiò la vita dei suoi genitori e del fratello scegliendo la proposta di Ferguson. A casa del giovane attaccante oggi campeggia la foto con lui, la famiglia e il tecnico dei ‘Red Devils’. Da domani anche la maglia numero 41, quella di un esordio indimenticabile.
LA GIOIA – «Esordire e siglare un gol come quello che ho realizzato all’Aston Villa oggi rappresenta per me il concretizzarsi di un sogno. Ferguson mi ha dato un’istruzione precisa: fare giocate semplici. Ebbene, quando ho preso il pallone ho pensato soltanto ad una cosa, segnare». Federico Macheda ha raccontato così, ai microfoni del canale societario MUTv, il momento più emozionante della sua vita, quel gol definito "stunning" (magnifico) dalla Bbc, che nei suoi servizi sulla partita ha assegnato al ragazzino ex Lazio la palma di migliore in campo, con 7.89 di voto, e che al 93′ ha dato la vittoria al Manchester United. Macheda l’ha festeggiato in maniera un pò esuberante, prendendo anche il cartellino giallo, ma in una giornata così va benissimo anche questo. «La mia corsa verso la folla? – ha spiegato il nuovo talento dello United -. Sono andato dai miei genitori, loro erano lì e volevo che festeggiassero per bene».
IL TALENT SCOUT – A scoprirlo fu Volfango Patarca, ex dirigente del settore giovanile della Lazio. Dopo Nesta e Di Vaio, il talent scout si gode un altro campioncino: «Sono felicissimo – dice a corrieredellosport.it – L’ho visto crescere ed oggi me lo ritrovo al fianco di Cristiano Ronaldo. Sono contento anche per il papà e la mamma che hanno cambiato la loro vita grazie alle doti di uno che, second ome, si ritroverà ad essere uno degli attaccanti più forti d’Europa». Dai campi di periferia allo stadio più importante del mondo: «L’ho visto giocare per la prima volta con il Savio, una società di Roma. Aveva 11 anni e il gol nel sangue. È un ‘lungagnone’ veloce, una rarità. A chi lo paragono? A quello che gli stava accanto contro l’Aston Villa. Sì, assomiglia a Cristiano Ronaldo». L’Italia ha perso dunque un talento, anche a causa di un regolamento che proibisce alle società nostrane di far firmare ad un giocatore un contratto professionistico prima dei 16 anni: «Lui era il vero capitale della Lazio. Ho incontrato Federico qualche giorno fa a Ponte di Nona (quartiere della periferia di Roma ndr) e l’ho visto cambiato, migliorato fisicamente. Mi disse che Ferguson gli aveva dato la maglia numero 41, quella della prima squadra. Oggi sono sicuro che nessuno lo toglierà da lì».(corieredellosport)
Dic 21 2008
Dopo la Vittoria la Lazio festeggia il Natale
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Dopo Lazio-Palermo 1-0, anticipo della 17esima giornata e ultima partita prima della sosta natalizia, la società biancoceleste ha festeggiato il Santo Natale. Subito dopo la partita infatti, tutti i giocatori, dirigenti e dipendenti del club si sono ritrovati, insieme ai loro familiari, all´interno dello stadio, nell´area ospitalità, per celebrare la consueta cena di Natale.tra gli ospiti anche Enrico Montesano, Pino Insegno e Anna Falchi.
Dic 20 2008
Rossi:”Una vittoria che serviva”
Siamo una grande squadra…
vittoria all’ultima partita dell’anno. La Lazio alza la testa e guarda il 2009 con ottimismo. Delio Rossi è finalmente soddisfatto: "Dovevamo tornare a vincere perchè giocavamo con una diretta concorrente- dice a Sky il tecnico biancoceleste- Abbiamo trovato un po’ di difficoltà ma ci abbiamo creduto. Abbiamo perso 2-3 giocatori in settimana ma abbiamo riaggiustato la partita. Non c’è spiegazione della differenza tra primi e secondi tempi. Significa che la squadra sta bene. Ma dobbiamo cominciare a giocare dall’inizio".
ROCCHI PER ZARATE – Ha deciso la ‘riserva’ Rocchi… "Sono contento per lui, si sta riprendendo e sta tornando il gran giocatore che è. Ho tre attaccanti forti, e sta a me trovare la formula giusta. Zarate? Ha 21 anni ed è esploso, e ora ha concorrenza in una grande squadra. Chi non vuole concorrenza va in una squadra più piccola".(corrieredellosport)
Ott 30 2008
Per Rossi 50^ Vittoria con la Lazio
D. Rossi: Contava solo vincere
Delio Rossi a SKY applaude i suoi per la prestazione vittoriosa contro il Chievo: ‘Era importante conquistare i tre punti’. Dopo due ko consecutivi contro Bologna e Napoli, la Lazio espugna Verona. E il mister e’ entusiasta: ‘La vittoria di oggi e’ stata meritata perche’ la Lazio ha fatto piu’ del Chievo nei 90 minuti’.
Detto questo non e’ stato tutto semplice: ‘Nel primo tempo noi facevamo forse un po’ di fatica, accorciavamo male e abbiamo anche rischiato ma poi abbiamo sbagliato anche gol abbastanza facili. Comunque stasera l’importante era tornare alla vittoria dopo la sconfitta immeritata di domenica’.
A MEDIASET PREMIUM
"Il tridente ha fatto bene, si sono sacrificati. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica perché avevamo cambiato modulo, poi siamo tornati all’antico e tutto è andato meglio. Zarate arrabbiato per la sostituzione? Aveva fatto benissimo, ma l’ho visto stanco ed ho preferito mettere un giocatore più fresco. Rossi vuole chiudere ogni polemica. Nel finale ha preferito tenerlo a riposo in vista della gara di domenica contro il Catania e sperando che la velocità di makinwa potesse essere decisiva negli spazi che la difesa clivense lasciava ai biancocelesti.
Una valutazione anche su De Silvestri: "E’ un ragazzo in cui credo molto, ma che viene da una preparazione ritardata. Sono contento per lui perché ha fatto una grandissima partita".(lalaziosiamonoi)
Ott 29 2008
Chievo-Lazio 1-2: Torna la vittoria
Ma Rossi e’ fuori di testa
Un gol di Pandev e un autogol di Mantovani ribalatano il momentaneo vanaggio di Pellissier, ma Rossi ancora una volta dimostra di essere poco lucido togliendo il migliore in campo Zarate per inserire Makinwa, lo dico dopo una vittoria LOTITO CACCIALO VIA
Ott 28 2008
Esaminato il ricorso: Vittoria a meta’
Ridotta la squalifica di Foggia e Mauri
Mezzora fa la Lazio ha visto accolto parzialmente il ricorso d’urgenza richiesto nella serata di ieri, al fine di vedersi cancellate o ridotte le squalifiche di Pasquale Foggia e Stefano Mauri, fermati per due turni dal giudice sportivo per ave rivolto ‘frasi ingiuriose’ all’indirizzo del direttore di gara e dei suoi assistenti, al termine della gara contro il Napoli. La squalifica dei due calciatori è stata ridotta ad una sola giornata. A spiegarne le motivazioni è l’avvocato Gentile: "La squalifica era inevitabile perché qualche parola di troppo ai due calciatori è scappata. Non è che abbiano minacciato di morte la terna arbitrale, ma hanno detto frasi come ‘arbitraggio scandaloso’, ‘cosa ha mangiato oggi per arbitrare in modo così scandaloso’. Della scarsa gravità delle offese è stato tenuto conto".(lalaziosiamonoi)






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