Molti potrebbero trovare queste righe inopportune in un giorno in cui è stata comunque raccolta una vittoria importante. A noi sinceramente non interessa: questo blog non ha mai fatto zero a zero, e qua sopra scriviamo da sempre solamente quello che pensiamo.
Oggi, io penso questo. Società, tecnico, squadra e parte dei tifosi non si meritano Mauro Zarate. Adesso vi dico perchè. Non se lo merita la società, che lo ha preso ma non gli ha costruito attorno alcun tipo di intelaiatura e che soprattutto lo nasconde, tenendolo ogni volta lontano da occasioni ufficiali, microfoni e telecamere. Emblematica la presentazione delle maglie per celebrare i 110anni: c’erano i vari Rocchi, Kolarov, Baronio, Brocchi, Cruz. C’erano loro e non c’era Maurito. Non lo sanno, forse, che 9 magliette su 10 vendute dalla Lazio portano inciso sulle spalle il nome e il numero dell’argentino.
Non se lo merita il tecnico, che gli fa fare l’ala sinistra (a volte anche il terzino) o il centravanti e che di fatto da quando è arrivato a Roma mai l’ha impiegato nel suo ruolo naturale, e cioè quello di seconda punta libera di svariare su tutto il fronte d’attacco, con compiti di copertura limitati e molta libertà di creare e di inventare. Allenatore che poi, oggi, non si è esposto per fargli battere un rigore che Zarate aveva tutto il diritto di tirare. Ma c’è il gruppo da salvaguare…ci sono così tanti campioni nella Lazio che c’è la fila per andare dal dischetto e bisogna tenere a mente certi equilibri….
Non se lo merita la squadra, che probabilmente non ha ancora capito che se è andata in Uefa quest’anno è solo grazie a Zarate, che se ha più possibilità di restare in Serie A rispetto a Livorno e Siena è solo grazie a Zarate, che se ha vinto due Coppe negli ultimi 6 mesi è solo (o quasi) grazie a Zarate. Oggi Kolarov ha dato vita ad un teatrino che non esitiamo a definire indegno. Solo nella Lazio può essere mortificato in questa maniera un talento del genere. A cui però, nonostante i 22 anni, viene lasciato l’ultimo tiro dal dischetto nella finale di Coppa Italia, oppure viene lasciato il rigore al novantesimo minuto a San Siro con la Lazio ad un passo dall’eliminazione contro il Milan, perchè molto probabilmente, per gli altri "grandi campioni" che ha la Lazio in rosa, il pallone pesa di più o di meno a seconda delle situazioni…con il Livorno sul 3 a 1 si va a reclamare, a San Siro ad un passo dall’eliminazione ognuno resta invece al posto suo…
Chiudiamo con il capitolo più amaro e scriviamo che Zarate non se lo meritano nemmeno certi tifosi. Mediocri dentro e fuori, intorpiditi dall’era Lotito, pronti a giustificare sempre i vari miracolati che vestono la maglia della Lazio e allo stesso tempo pronti sempre e comunque a fischiare al primo errore il 10 argentino, che è l’unico ad incantare in campo, a farsi rispettare fuori, a far sognare i bambini e a far parlare un pò di Lazio in giro per il mondo.
Oggi dopo quel rigore c’è stata gente allo stadio che gli ha inveito contro: beh, cari miei, voi vi meritate questa Lazio di Lotito. Vi meritate questa Lazio in cui Zarate è un errore, a cui molto probabilmente, purtroppo, presto troveranno una soluzione. Solo dalla Nord e da parte della Tevere sono arrivati cori di incitamento verso il campione argentino. E fa piacere, comunque, vedere che c’è ancora qualcuno in grado di capire e soprattutto di vedere.
Sai che devi fare, Maurito? Aiutaci a restare in Serie A, come hai fatto anche oggi, perchè anche se in molti ti daranno voti bassi, io resto convinto del fatto che questa partita senza il tuo assist per Floccari non l’avremmo recuperata così facilmente, e poi vattene. Vattente via. In una società in grado di farti capire certe cose, di farti crescere, di insegnarti calcio e di farti diventare quel fenomeno mondiale che tu certamente diventarai. A salvezza raggiunta, vattene Maurito. Vattene il più lontano possibile da questa banda di mediocri.
Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com